Sportpro.it
Temi e problemi dello sport moderno. Pubblicazione telematica indipendente in linea dal 1998 - Direttore: Eugenio Capodacqua
Putin in agrodolce: `Non boicotteremo le olimpiadi 2018`
`Ma i nostri atleti andranno comunque ai Giochi
Secondo in numero uno russo le decisoni del Cio `frutto di una manovra politica`. Intanto 22 esclusi fanno appello al Tas
La decisione del Cio di escludere la Russia dai giochi invernali del prossimo anno `appare come del tutto orchestrata e motivata politicamente`. Vladimir Putin, reagisce duramente. E non solo per far vedere che ancora ha in mano le redini del gioco nel momento in cui si ricandida ancora a governare il suo paese. Le autorità sportive “non impediranno in alcun modo agli atleti che vogliono gareggiare di farlo”. Anche se dovranno accettare di gareggiare sotto la bandiera del Cio e non quella della propria nazione. La Russia, dunque, non impedira' ai suoi atleti di partecipare alle Olimpiadi invernali del 2018 sotto la bandiera olimpica. Nessun boicottaggio alla manifestazione che assicura una impareggiabile visibilità mondiale. Nonostante lo scandalo del doping di stato, ormai acclarato dalle autorità sportive. Putin si agita ma non minaccia: `Certamente non dichiareremo alcun boicottaggio e non impediremo ai nostri atleti di partecipare, se lo vorranno fare`.
E tanto per non deludere il premier russo ben ventidue atleti russi hanno presentato ricorso al Tas di Losanna contro le sanzioni inflitte loro per violazioni antidoping commesse durante le Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Secondo quanto reso noto dal Tribunale arbitrale dello sport, fra gli atleti in questione vi sono Alexander Zubkov (bob), Alexander Legkov (sci di fondo) e Aleksander Tretiakov (skeleton), campioni olimpici nelle rispettive discipline durante l'ultima edizione dei Giochi invernali. Gli atleti russi chiedono al Tas di esprimere i propri verdetti prima dell'inizio delle Olimpiadi invernali di Pyeongchang, in programma dal 9 febbraio prossimo. Nelle passate settimane il Comitato olimpico internazionale ha squalificato a vita 25 atleti russi per le violazioni commesse a Sochi. Altri 10 casi sono ancora in sospeso.
Prima la rabbia e l'indignazione, col web russo infiammato dalla campagna favorevole al boicottaggio 'NoRussiaNoGames' e i boatos dei politici più scalmanati, poi la rassegnazione e la temperanza. A vestire i panni del poliziotto buono ci ha pensato lo stesso Putin. Che proprio ha annunciato di voler correre per il quarto mandato alle elezioni del prossimo 18 marzo. Per la Russia, come ha detto lo stesso presidente in ottobre, è uno smacco. Ma a questo punto rincarare la dose sarebbe forse persino controproducente. Tanto più che lo 'zar' si è prodotto in un insolito - per quanto parziale - mea culpa. Se si è arrivati alla squalifica è anche `a causa della Russia` perché con lo scandalo del doping ha offerto `un pretesto` a chi non aspettava altro per politicizzare le Olimpiadi.
La dura risposta del Comitato Olimpico allo scandalo del doping è però `sleale` poiché `nessun sistema giuridico al mondo prevede la `responsabilità collettiva`. Inoltre, secondo i russi, il Cio non ha emesso un `verdetto definitivo` sul presunto programma di doping di Stato per sbancare i giochi di Sochi 2014. Una contraddizione, dunque. `Pare tutto orchestrato a tavolino`, ha commentato il presidente domandandosi cosa succederà ora, se i migliori atleti del paese verranno comunque buttati fuori `uno per uno`, costringendo la Russia all'umiliazione delle medaglie di legno (se va bene). Il Cremlino ha dunque tenuto fede alla promessa di `evitare reazioni emotive` anche perché, come ha sottolineato il portavoce Dmitri Peskov, `dovremo ancora rispondere a una serie di domande e per questo servono contatti con il Cio, bisogna decidere chi si occuperà di questi contatti e come`. La priorità è infatti quella di tutelare gli atleti russi 'puliti'. Il vice premier Arkady Dvorkovich ha d'altra parte rimarcato che gli sportivi che andranno ai Giochi `avranno la divisa con i colori bianco rosso e blu e in ogni caso rappresenteranno la Russia`. `E dunque è meglio che vadano`. Il Tribunale arbitrale dello sport, nato per risolvere le controversie sportive di carattere transnazionale all'interno dell'ordinamento sportivo mondiale, ha rivelato di avere ricevuto gli appelli da parte di 22 atleti russi contro le rispettive squalifiche rimediate alle Olimpiadi di Sochi 2014. Il braccio di ferro continua.
le ultimissime
Proseguendo la navigazione acconsenti all\'utilizzo dei cookie impiegati dal nostro sito.
Per maggiori info