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Temi e problemi dello sport moderno. Pubblicazione telematica indipendente in linea dal 1998 - Direttore: Eugenio Capodacqua
`Russiagate`, la Iaaf prolunga la sospensione per gli atleti di Putin
Non potranno partecipare neppure ai prossimi mondiali indoor
`Non sono state soddisfatte le condizioni imposte; nessuna garanzia che il doping di stato non si ripeta`
Cattive notizie per lo sport russo. La Iaaf, la federazione atletica internazionale ha deciso di prolungare la sospensione del paese messo al bando nel novembre del 2015 per le note vicende di doping istituzionale. E questo fatto rende più difficile ogni aspirazione degli ex sovietici a partecipare ai Giochi invernali del prossimo anno a Pyeongchang (9-25 febbraio). Dieci giorni dopo il veto della Wada che ha deciso di non levare la sopensione all’agenzia antidoping russa (Rusada) ecco scendere in campo contro il russi anche la Iaaf con un verdetto negati ottenuto all’unanimità dal Consiglio della federazione internazionale. A pochi giorni (5-7 dicembre) dalla decisione di aprire o meno le porte dei Giochi invernali agli atleti di Putin. Rune Andersen, presidente della “task force” incaricata di verificare i progressi della Russia in materia di lotta al doping ha da una canto lodato la professionalità del nuovo presidente della federazione russa Dmitry Shlyakhtin, dall’altro ha spiegato che le condizioni richieste per ottenere il via libera non sono ancora state soddisfatte. Ovvero, la qualificazione dell’Agenzia antidoping russa come ente indipendente e l’accettazione delle conclusioni del rapporto McLaren che ha messo a nudo un vero e proprio doping di stato organizzato dai russi. “Fintanto che questo passato non sarà riconosciuto non avremo alcuna assicurazione che le certe situazioni non si ripetano”, ha commentato Andersen. Dal momento che la prossima seduta del Consiglio Iaaf ci sarà prima del mondiali indoor di Birmingham (1-4 marzo) resta evidente l’impossiblità per i russi di partecipare a questa competizione. Esclusi, quindi, come nazione, come accadde ai Giochi di Rio 2016 e ai Mondiali 2017. Resta un’unica chance per gli atleti: chiedere di partecipare sotto una bandiera neutrale, dopo aver dimostrato che il loro passato e il loro presente è del tutto scevro da pratiche dopanti. Ai mondiali di Londra furono in diciannove. “Dobbiamo essere coerenti con le nostre dichiarazioni – ha detto il presidente Iaaf Sebastian Coe – abbiamo sempre avallato l’operato e le raccomandazioni della task forse e abbiamo dovuto prendere questa decisione. Ci piacerebbe riabilitare tutti i russi, ma occorre che le condizioni proposte siano accettate”.
Coe è al centro di forti polemiche, accusato di aver adottato due pesi e due misure diverse con la Russia rispetto ad altri paesi, come gli Usa, accusati apertamente da Putin di aver orchestrato e fomentato le accuse di doping allo scopo di creare problemi in vista delle elezioni presidenziali di marzo 2018. Al Marocco sono stati riconosciuti gli sforzi in campo antidoping e per questo il Paese è stato depennato dalla lista di sorveglianza della Iaaf, mentre vi figurano ancora la Bielorussi, l’Ucraina, il Kenya.
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