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Temi e problemi dello sport moderno. Pubblicazione telematica indipendente in linea dal 1998 - Direttore: Eugenio Capodacqua
L'Uci proibisce i corticosteroidi e gli analgesici oppiacei
Anche se non figurano nella lista della Wada saranno vietati a partire dal gennaio 2019
Un altro piccolo passo avanti del ciclismo nella lotta al doping
Tanto tuonò che piovve. Finalmente verrebbe da dire. Il ciclismo mondiale per una volta si distingue dal diffuso lassismo dei massimi dirigenti mondiali antidoping e decide di proibire l’uso di alcuni corticosteroidi e di potenti analgesici come il Tramadol, da anni sotto accusa come causa di vertigini con conseguente perdita di controllo della bici, di scarsa concentrazione , sonnolenza e di dipendenza da farmaco.
Il Comitato direttivo dell’Uci, la federazione internazionale ha stabilito di proibire l’uso di queste sostanze anche se non figurano nella lista dei prodotti vietati dalla Wada. A spingere in questa direzione è stato il Movimento per un un ciclismo credibile (MPCC). Copntro l’uso dei corticoidi l’Uci procederà a controlli prima della competizione per “individuare eventuali insufficienze renali (che costituirebbero la motivazione dell’assunzione di tali farmaci). Tale insufficienza renale costituirebbe una contro indicazione per la competizione. Il controllo del cortisolo sarà lo strumento adoperato. Un livello basso porterebbe ad un divieto di prendere il via alla corsa.
Per il Tramadol e per gli analgesici equivalenti l’Uci riconosce che l’uso causa importanti e negativi effetti secondari come la perdita di vigilanza, sonnolenza, la dipendenza e tutti i rischi concernenti le sostanze oppiacee. E per questo ha introdotto la sostanza fra quelle proibite nel proprio regolamento medico. Entrambe le misure prenderanno il via a gennaio del 2019.
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