Sportpro.it
Temi e problemi dello sport moderno. Pubblicazione telematica indipendente in linea dal 1998 - Direttore: Eugenio Capodacqua
Allenamento. Quando il `metodo` funziona
I miglioramenti realizzati con il programma di `Magnetic Days`
Pedalare sul simulatore casalingo è una valida alternativa alla strada
Il test incrementale per misurare la potenza è uno degli strumenti più idonei a verificare se l’allenamento che si sta seguendo “funziona”. Cioè se produce miglioramenti. I segnali che vengono dal programma seguito individualmente con l’aiuto degli esperti di Magnetic Days (in primis Simone Buracchi) sono più che confortanti. I miglioramenti sono evidenti in tutti parametri registrati: watt, fc, recupero. E se si considera il breve lasso di tempo (soli 10 giorni fra gli ultimi due test; 21 dal primo al terzo) sono addirittura sorprendenti. Intendiamoci: non è che la progressione realizzata in questa fase possa e debba progredire sempre in questa misura. Qui abbiamo a che fare con un cicloamatore settantenne, per di più reduce da un grave incidente che ha richiesto un altrettanto grave intervento chirurgico alle vertebre. A sei mesi di distanza e dopo un paio di mesi di allenamenti, però, i progressi sono più che evidenti. Ma è chiaro che da ora in avanti ci vorrà tanto impegno in più per ottenere sempre più piccoli miglioramenti. Cioè: a mano a mano che ci si avvicina ai valori prestativi massimali (ottimali), il miglioramento richiede sforzi sempre più calibrati e precisi in cambio di progressi sempre più esigui. In ogni caso il bilancio e le considerazioni sul metodo sono più che positive. Vediamole.
Innanzitutto parliamo di tre test molto simili (durata simile, potenza incrementata in modo uguale: un “tot” di watt in più ogni “tot” secondi fino ad arrivare ad esaurimento), quindi sovrapponibili. Come si può verificare dalla foto, i miglioramenti del terzo test rispetto al primo sono evidenti oltre che notevoli. Ma colpisce di più il passo in avanti dal secondo (2 dicembre 2016) al terzo (12 dicembre 2016): dieci giorni di allenamenti mirati hanno portato a migliorare di 10 watt il valore massimale raggiunto a parità (più o meno) di sforzo cardiaco. E di ben 12 watt il valore dei watt medi complessivo del test. Chi mastica un po’ l’argomento sa cosa può voler dire sul piano prestativo… dove la differenza la possono fare alle volte solo 3-5 watt disponibili in più al momento giusto. Rispetto al primo test, poi, sono migliorati molto i watt medi nell’ultimo minuto, quello più duro. Il che significa che si è in grado di sopportare uno sforzo maggiore anche dopo un “lavoro” intenso precedente. Tradotto in pratica: è migliorata la capacità di resistere e di destreggiarsi nel finale di eventuali competizioni. Anche se poi dobbiamo tener presente che qui parliamo di un allenamento della durata di un’ora circa e che, ovviamente, le condizioni cambiano se le ore diventano due-tre o oltre.
E qui viene in soccorso un altro dato: non secondario: il recupero. A fine test il cuore ”scende” di 11 battiti dal primo al secondo test, segnale di un recupero molto migliorato. Nel terzo il valore del recupero è leggermente peggiore, ma bisogna tener conto di altri fattori. Il primo è che la frequenza cardiaca risente molto dello “status” nervoso del momento. Un pizzico di stress in più, un sonno un po’ meno profondo, qualche preoccupazione in testa, possono portare a variazioni anche significative. Ed è per questo che puntare sulla frequenza cardiaca come strumento assoluto per monitorare l’allenamento può non essere la soluzione più adatta. E per questo la valutazione basata sui watt e i newton risulta molto più oggettiva: registra esattamente quello che spingi sui pedali a prescindere da emozioni, sonno, stati d’umore, ecc. Uno strumento più preciso.
Il secondo fattore è che nel terzo test si è raggiunta una frequenza massima maggiore (161 bpm contro 158), ciò che richiede fisiologicamente un tempo maggiore per “scendere”. Infine una considerazione sulla durata delle tre prove. Quello più lungo è il secondo (quasi 19’), ma c’è da tener conto che il terzo è stato fatto al termine di una settimana intensa, con allenamenti quotidiani. Dunque è ragionevole pensare che l’esaurimento sia arrivato prima.
Concludendo, i mgilioramenti sono tangibili e testimoniano una verità incontrovertibile: con gli strumenti adatti è possibile allenarsi in poco tempo anche fra le nmura domestiche. Serve molto impegno e determinazione, ma i risultati sono concreti.
  • Il test del 12 dicembre 2016
    Il test del 12 dicembre 2016
  • test121216excel.JPG
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