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Caso Schwazer, la Iaaf cerca di posticipare il test DNA
Ma il giudice di Bolzano respinge la richiesta
L'esame martedì 31 presso il laboratorio del Ris di Parma
BOLZANO - La Federazione internazionale di atletica leggera (Iaaf), gia' al centro di accese polemiche perche' sarebbe stata a conoscenza del doping in Russia, ha cercato di posticipare l'inizio dell'esame del Dna sulle urine di Alex Schwazer. Il giudice del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, non ha, pero', accolto le due richieste confermando che l'inizio delle operazioni sara' martedi' 31 gennaio presso il laboratorio del Ris dei Carabinieri di Parma. La Iaaf, tramite i suoi legali, il 17 gennaio scorso aveva chiesto di non far effettuare il test del Dna presso il laboratorio dei Carabinieri a Parma bensi' presso quello tedesco di Colonia dove si trovano le provette con le urine contenenti sei precursori di testosterone congelate e poste sotto sequestro dall'autorita' giudiziaria italiana. Una richiesta subito respinta dal giudice. Negli ultimi giorni la Iaaf ha avanzato due nuove richieste. Nella prima chiedeva il posticipo dell'inizio dell'esame del Dna perche' il loro perito di parte, l'austriaco Gunther Gmeiner, non sarebbe stato presente per un impegno proprio quel giorno presso il ministero a Vienna. Nella seconda la Iaaf chiedeva che il residuo delle urine (quantita' molto piccola) sia del campione A che di quello B (controanalisi) venissero preservate presso il laboratorio di biochimica di Colonia per un'eventuale garanzia al fine di poter ripetere il test antidoping. Entrambe le richieste sono state respinte. Il 'viaggio' delle provette e' previsto lunedi' e sara' gestito dall'agenzia mondiale antidoping (Wada).
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