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Ciclismo choc: Froome, salbutamolo alla Vuelta
`Sono asmatico`, ma la concentrazione è superiore a quella consentita
Il numero uno di Sky (quattro Tour e la doppietta con la Vuelta quest'anno) non è stato sospeso. Lo prevede il regolamento..
Dopo Armstrong un altro “big” delle due ruote a pedali finisce nella rete dell’antidoping. Ed è nientemeno che Chris Froome, il 32enne quattro volte vincitore del Tour de France, autore quest’anno della doppietta “Grande boucle”- Vuelta. Salbutamolo la sostanza rilevata, in quantità superiore (1000ng) a quella consentita. Un antiasmatico con effetti anabolizzanti in grosse concentrazioni, definita dal regolamento come `specifica`. Froome non è stato sospeso immediatamente anche per questo motivo. La presenza delle sostanze cosiddette `specifiche` può essere in qualche modo giustificata dall'atleta. Anche se 1000ng sono una quantità davvero difficile da giustificare. Una circostanza simile è costata all'azzurro Ulissi una squalifica di nove mesi nel 2014. La vicenda, dunque, è ancora in evoluzione.
Dovesse essere confermato l'indirizzo degli organi giudicanti Froome si roverebbe a dover restituire titolo ed emolumenti ricevuti con la vittoria alla Vuelta 2017. Nonchè eventuali vittorie successive.
La notizia l’ha data la stessa Uci, la federazione internazionale con un comunicato nel quale si specifica che il corridore della Sky non è stato ancora sospeso provvisoriamente in ragione del fatto che, come prevede il regolamento la sostanza rilevata, il salbutamolo, non appartiene a quelle di primissima fascia. Cioè quelle così dette “specifiche”, per cui è prevista una prassi diversa. Si tratta, per ora, dunque di un semplice Risultato di Analisi Anomalo (RAA), una delle tante sigle che costituiscono il ginepraio delle definizioni nel codice antidoping della Wada. La positività è stata rilevata il 7 settembre scorso alla Vuelta di Spagna e il corridore è stato informato il 20 dello stesso mese. Positivi tutti e due i campioni, A e B. “Anche se l’Uci – specifica il comunicato – ha come politica di base di comunicare sul sito tutte le positività rilevate, in questo caso, trattandosi di sostanza specifica non è stata al momento applicata la norma, come vuole il regolamento”. Questo spiegherebbe come e perché la notizia è trapelata solo ora.
Ancora una volta il ciclismo, dunque. Che, peraltro, è fra i pochissimi sport di vertice che effettua controlli pressanti ed accurati (per quanto possibile). Il segnale che il doping è tutt'altro che battuto, specie nelle disciplione di fatica, dove il recupero è fondamentale per fare la differenza. Il salbutamolo in grandi quantità ha effetto anabolizzante, cioè, per dirla semplicemente, `collabora` per la ricostruzione delle fibre muscolari `consumate` dalla fatica. Il suo uso terapeutico è consentito (è anche un antiasmatico potente) previa denuncia e previa esenzione. Ma in quantità limitate; non superiori ai 1000ng, appunto.
`Tutti sanno che ho l'asma e conosco le regole, uso un inalatore per prevenire i sintomi, sempre entro i limiti consentiti, e so perfettamente che sarò controllato ogni giorno che indosso la maglia di leader - si legge in un documento diffuso dallo staff del campione -. Durante la Vuelta ho avuto un peggioramento dell'asma, quindi ho seguito il consiglio del medico della squadra e aumentato la dose di salbutamolo, come sempre, stando attento a non usarne più di quanto permesso. Prendo molto sul serio la mia posizione di leader nel mio sport. L'Uci ha tutto il diritto di esaminare i risultati delle analisi e gli fornirò tutte le informazioni necessarie insieme al mio team`.
La squadra in un comunicato spiega che `Chris soffre di asma fin dall'infanzia e utilizza un inalatore per prendere un farmaco comune, il salbutamolo, per prevenirne e alleviarne i sintomi. Il salbutamolo è consentito dalle norme Wada quando inalato fino a un limite di 1.600 microgrammi (mcg) per un periodo di 24 ore e non più di 800mcg oltre 12 ore`.
Successivamente la Sky ha precisato: `La notifica del rilevamento del test non significa che nessuna regola è stata violata. La scoperta ha attivato la richiesta dell'Uci che mira a stabilire cosa ha causato l'elevata concentrazione di salbutamolo e ad assicurare che non siano state inalate più delle dosi consentite. Esistono prove considerevoli che dimostrano che esistono variazioni significative e imprevedibili nel modo in cui il salbutamolo viene metabolizzato. Di conseguenza, l'uso di dosaggi consentiti può talvolta portare a elevate concentrazioni nelle urine. Una vasta gamma di fattori può influenzare le concentrazioni, compresa l'interazione di salbutamolo con cibo o altri farmaci, la disidratazione, o la tempistica dell'uso del salbutamolo prima del test`,
E' la tesi della cura necessaria. E dell'eventuale `sforamento` dalle quantità consentite. Quantità, peraltro misurate con due diversi sistemi:microgrammi/ml e nanogrammi/ml. Oltre i 1000ng/ml., comunque si presuppone che la sostanza non sia stata assunta a mezzo inalazione ma l'atleta può dimostrare, attraverso uno studio farmacocinetico controllato, se il livello riscontrato nel suo campione biologico sia dovuto ad un utilizzo per fini terapeutici a mezzo aerosol (max. 1600 microgrammi in 24 ore).
  • Chris Froome
    Chris Froome
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