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Giro d'Italia 2018 - Israele investe 16 milioni di euro per la `grande partenza`
Tutto pronto per il via del 4 maggio
Un twitt di Netanyauh (in bici) stempera le tensioni ed i problemi politici recenti. A Gino Bartali la cittadinanza onoraria postuma per il suo contributo a salvare ebrei durante la guerra. 4 mila agenti 2 mila guardie private. Attesi 10 mila turisti.
TEL AVIV – Sarà anche una prova di forza e di efficienza. Anche se la situazione in Israele non è delle più idilliache, specie dopo le polemiche, gli scontri e le prese di posizione politiche contro la decisione degli Usa di voler trasferire l’ambasciata da Tel Aviv e Gerusalemme. Israele ce la sta mettendo tutta per fare del Giro d’Italia, che partirà il 4 maggio da Gerusalemme un grande veicolo di propaganda per sé e per il ciclismo. Per questo il premier Benyamin Netanyahu non ha esitato a promuoverlo su twitter salendo anche lui in bici.
Lo show della grande gara è prossimo e la parola d’ordine è concentrarsi sulle iniziative di contorno per allontanare anche la semplice idea di una soluzione alternativa all’inedita partenza israeliana al momento impensabile solo a tener conto degli sforzi e degli investimenti fatti. Tra queste il conferimento a Gino Bartali il 2 maggio a Yad Vashem (il Museo della Shoà a Gerusalemme) della cittadinanza onoraria postuma dello stato ebraico. Un ulteriore omaggio al 'Giusto tra le Nazioni' che aiutò in Italia centinaia di ebrei portando documenti contraffatti sotto il sellino della sua bicicletta durante la guerra nazi fascista.
Un apparato di sicurezza imponente con più di 4mila agenti e circa 2mila guardie private vigilerà sulle tre tappe: ogni gara sarà preceduta da 50 motociclisti della polizia. Israele, nelle sue varie istituzioni, ha investito parecchio per un evento sportivo di un genere mai avvenuto nel paese, specialmente in fatto di ciclismo. La manifestazione è stata resa possibile dalla donazione iniziale di 70 milioni di shekel (oltre 16 milioni di euro) da parte di Sylva Adams un imprenditore (1,7 miliardi di dollari di patrimonio secondo il quotidiano economico 'Marker') di origini canadesi, ora cittadino israeliano, che è presidente e grande sponsor della 'Cycling israeli Academy', la squadra di casa. Lo stato ebraico è convinto che le spese saranno ripagate: non solo dal punto di vista economico ma anche da quello di immagine con le bellezze di Israele divulgate in diretta tv a circa 1 miliardo di spettatori in 194 paesi. Si calcola che solo per il Giro saranno 10mila i turisti in arrivo, ma l'obiettivo più lungo è far salire a 5 milioni il numero dei visitatori che ogni anno arrivano nel paese. Adams – sostiene sempre 'Marker' - è anche convinto che il Giro possa avere un effetto trainante sulla diffusione del ciclismo facendone uno sport di massa in Israele. Il suo braccio destro, Daniel Benaim ad della Comtec, produttore leader della gara, si è assicurato la collaborazione di diversi ministeri fra cui ovviamente quelli del turismo, della cultura e dello sport, ma anche il ministero delle finanze e dell'ufficio di Netanyahu. Del resto, a parte la sicurezza, solo per trasportare da una tappa all'altra i 176 ciclisti in gara (per 22 squadre) e l'equipaggiamento completo è previsto un esercito di automezzi. Insieme a loro circa 380 giornalisti e blogger da tutto il mondo. Non è un caso dunque che oggi Netanyahu abbia postato su twitter un video in cui lo si vede uscire dal proprio ufficio, rifiutare l'auto di servizio e inforcare la bicicletta. `Il Giro - ha detto rivolto verso la telecamera - si appresta ad arrivare in Israele. Devo far pratica`. Poi, via per le strade di Gerusalemme alla guida della squadra di casa.
  • Netanyauh testimonial del Giro
    Netanyauh testimonial del Giro
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