Sportpro.it
Temi e problemi dello sport moderno. Pubblicazione telematica indipendente in linea dal 1998 - Direttore: Eugenio Capodacqua
Magnini condannato: nessuno si è accorto che freqentava un medico dopatore
`Tentato doping`
Quattro anni all'ex iridato dei 100sl e al compagno Santucci.
ROMA - La prima sezione del Tribunale nazionale antidoping ha squalificato per 4 anni Filippo Magnini. L'ex nuotatore azzurro secondo questa prima sentenza, avrebbe violato l'articolo 2.2 del codice Wada (uso o tentato uso di sostanze dopanti). Per Magnini, campione del mondo nei 100 sl a Montreal (2005) e Melbourne (2007), ritiratosi dall’agonismo un anno fa, il procuratore Pierfilippo Laviani aveva chiesto una squalifica di 8 anni. La prima sezione del Tna ha squalificato per quattro anni anche l'altro nuotatore Michele Santucci per la violazione dello stesso articolo del codice Wada.
La difesa dell’ex nuotatore (due volte campione del mondo dei100 stile - è molto accalorata. `È una sentenza che era già scritta e per questo sono incazzato nero - ha detto - Il procuratore Laviani mi ha detto al processo, sbattendo i pugni sul tavolo: 'Basta, ormai questa è una questione personale'. Parliamo di un accanimento, di una forzatura. Faremo sicuramente ricorso`. E ancora: `Faccio mia, perché mi ci rivedo molto, una frase molto importante e bella di Cristiano Ronaldo riguardo le accuse di stupro che gli sono state rivolte. Lui ha detto 'Sono un esempio nello sport' e lo sono anche io.Ho una bellissima famiglia e una ragazza che mi segue in tutto e che amo. Non mi faccio toccare minimamente dalle cose ridicole che dice certa gente, di cui non ho alcuna stima`. L’indagine sportiva ruotava tutta attorno alle intercettazioni telefoniche e ai pedinamenti dei due, nonché su una confezione di fiale di ormone della crescita (GH) ordinate via Internet in Cina dal medico. Sequestrate dalla polizia doganale a Milano, le fiale in realtà non contenevano l’ormone proibito: Porcellini era stato truffato dal venditore. Ma il magistrato sportivo ha ravvisato comunque nel comportamento di Magnini e Santucci il «tentato uso di sostanze dopanti» che il Codice antidoping (art. 2.2) punisce con la stessa severità dell’utilizzo effettivo. E ha comminato la pena massima. Magnini farà appello all’altra sezione del Tribunale Antidoping (che di rado smentisce la prima), poi avrà una terza chance al Tas di Losanna. La Procura, da parte sua, potrebbe chiedere un inasprimento della pena.
Magnini paga i suoi rapporti con il medico Guido Porcellini, figura centrale nell'inchiesta di Pesaro su un presunto traffico di sostanze dopanti. In sede sportiva, il medico è stato già condannato a 30 anni di inibizione. Dunque per lo sport si tratta di un medico dopatore. Ma nonostante l’innocenza reclamata dall’ex nuotatore, i dubbi restano. E’ mai possibile che nell’universo di medici cui un atleta del suo calibro avrebbe potuto rivolgersi, l’unico ad essere scelto fosse proprio questo medico dopatore? E ancora: l’opera e l’influenza di questo medico nel nuoto nostrano si è fermata ai due atleti scoperti e condannati oppure riguarda anche altri? Infine: è mai possibile che in tempi così difficili, di doping diffuso, nessuno si sia preoccupato di fare il minimo controllo sui movimenti degli atleti per avere aiuti in un settore così delicato come quello medico-alimentare?
le ultimissime
Proseguendo la navigazione acconsenti all\'utilizzo dei cookie impiegati dal nostro sito.
Per maggiori info