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Mondiali della pista 2017 - Barbieri, lo scratch è d'oro
Storico sprint della giovanissima azzurra
Salvoldi: `Un talento da preservare anche per la strada`. Record italiano per il quartetto femminile. Gli uomini vanno in finale a caccia del bronzo.
HONG KONG - Quando il Ct più medagliato del ciclismo nostrano suggerisce un nome bisogna tenerne conto. Dino Salvoldi lo aveva quasi preannunciato al momento delle convocazioni: “Questa ragazza ha talento; vedrete”.
E lei Rachele Barbieri, 20enne di Frignano sul Pavullo l’ha mostrato a tutti. E’ suo, al di là di ogni attesa, il primo titolo iridato azzurro ai Mondiali di ciclismo su pista, in corso ad Hong Kong. Nello scratch, una giostra estenuante di dieci chilometri, l'azzurra non era certamente la favorita in mezzo ad un gruppo di esperte e navigate avversarie. Ma si è mossa come una veterana del tondino. Ha avuto l’intuito di inserirsi nella fuga giusta al momento giusto; di saper amministrare con abilità (e un pizzico di furbizia) le energie per sfruttare quella che è la sua dote principale, l’accelerazione finale, lo sprint negli ultimi metri. A due giri dal termine Barbieri si è messa sulla ruota dell'olandese Kirsten Wild per piazzare poi la sua volta irresistibile, superando di misura la britannica Elinor Barker e la belga Jolien D'Hoore, due autentiche volpi della pista. Vittoria netta e immancabili lacrime sul podio al momento dell’inno nazionale.
E nel clan azzurro la festa è esplosa subito.
“Ancora non ci credo – ha detto la giovanissima pistard trattenendo ancora le lacrime – sapevo che c’erano molte atlete di grande valore in campo. Ho scelto tatticamente di tenere controllate la belga D’Hoore e l’olandese Wild. Agli ultimi due giri sono riuscita a prendere la sua ruota e a saltare la britannica Barker. Sono molto soddisfatta!”.
“Le ho detto di sprecare meno energie possibili fino a sei giri dalla fine – il Ct Slavldi spiega così la tattica vincente - sappiamo che Dopo aver fatto la corsa sulla belga, Rachele avrebbe dovuto spostarsi e fare la volata sull’olandese. Così è stato. Così ha fatto. E' un ordine d’arrivo da incorniciare; una maglia con l’iride a soli vent’anni è un vero successo. Farò il possibile per tutelare il talento di Rachele perché guardo avanti: ora come ora è competitiva su pista, poi con cautela penseremo alla strada”.
Semplice, e quasi al limite del banale. Ma chi conosce le difficoltà di questa disciplina sa apprezzare. Non c’è solo il talento, dietro c’è anche una strategia federale che puntando sulla multidisciplinarietà sta ottenendo successi importanti. Il più corposo è l’oro di Rio di Elia Viviani. La prova che strada e pista possono convivere con successo. A Hong Kong l’avventura azzurra delle donne non è finita. La Barbieri è iscritta anche al madison dove, in coppa del mondo ha conquistato il bronzo in coppia con Maria Giulia Confalonieri.
“Dopo l’omnium di Elisa Balsamo valuterò chi delle due atlete, tra Barbieri e Balsamo, affiancare a Maria Giulia Confalonieri” dice il CT Salvoldi, che biosce anche per il risultato delle inseguitrici. Il quartetto azzurro, composto da Elisa Balsamo, Simona Frapporti, Francesca Pattaro e Silvia Valsecchi, ha infatti frantumato il record italiano nelle qualificazioni con il tempo di 4'19`838, piu' di tre secondi meglio del 4'22`964 di Rio2016. L'italia con la quarta prestazione si giochera' nel primo round il pass per la finale oro-argento contro gli Stati Uniti, che hanno firmato il miglior tempo in 4'17`666. L'altro confronto per l'ingresso nella finalissima sara' tra l'Australia, 2° tempo in 4'18`659, e il Canada, terzo tempo 4'19`515. Per la finale del bronzo varranno i migliori due tempi tra tutte le sei squadre escluse dalla finalissima oro-argento.
Buona anche la prova maschile Nel primo round dell’inseguimento a squadre maschile vanno in finale per l’oro-argento le favorite Australia, che alla distanza demolisce la Francia (3’54”125 contro 4’00”198) e Nuova Zelanda, che supera l’Italia in 3’54”383 contro 3’55”945. Grazie al terzo tempo (ancora sotto i 3'56`) l’Italia può andare a caccia di uno storico podio nella sfida con la Gran Bretagna, quarto tempo in 3’56”796.
Nella prima giornata sono stati assegnati anche i due titoli della Velocità Olimpica. Titolo maschile alla Nuova Zelanda ((Mitchell Ethan, Dawkins Edward, Webster Sam), titolo femminile alla Russia (Shmeleva Daria, Voinova Anastasiia). (collab. Uff. St FCI)
  • Rachele Barbieri oro nello scratch
    Rachele Barbieri oro nello scratch
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