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Mondiali di Innsbruck 2018 - Piccolo, un bronzo per il futuro
A soli 17 anni sul podio iridato
Risultati confortanti per il clan azzurro e la Giovane Italia di De Candido
Sul podio mondiale a diciassette anni in una prova severa come la gara a cronometro non è cosa da poco, soprattutto considerando un tracciato ostico e un parterre di avversari di tutto rispetto. Il bronzo centrato dal magentino Andrea Piccolo fa sorridere il clan azzurro ai mondiali di Innsbruck, e, dopo l’argento di Camilla Alessio (crono donne juniores), racconta di un futuro ancora possibile per il ciclismo nostrano. La gara contro il tempo è una vera a propria cartina di tornasole per quanto riguarda le qualità dell’atleta. Occorre forza, potenza, resistenza e una grande capacità di sapersi gestire. Pedalando al limite delle proprie forze (una pedalata in meno e non fai il tempo; una pedalata in più e salti come su una mina) emergono tutte le qualità fisico-atletiche e le doti di autocontrollo. E vedere un giovane appena diciassettenne così maturo da sapersi destreggiare con successo in una specialità peraltro da noi piuttosto negletta (scarsissime le gare), non può che essere una buona notizia per il ciclismo del Bel Paese. Fa pensare ad un futuro possibile, appunto. Anche se – purtroppo - non corrono certo più i tempi in cui il pedale nostrano dettava legge nel mondo. Per questo, accanto all’atleta va sottolineata l’opera del tecnico azzurro Rino De Candido che, lontano dai riflettori del “media”, sta lavorando ad un gruppo di giovani capaci di farsi rispettare nel mondo. E non è poco di questi tempi. De Candido centra la seconda medaglia consecutiva, dopo l'argento a Bergen 2017 di Antonio Puppio. Giusta e misurata la sua gioia: `Soddisfatto è dire poco: Andrea è al suo primo anno, ha fatto una crono eccezionale. Non posso fare altro che complimentarmi”.
Il ragazzino di Magenta, tra l'altro il più giovane sul podio, a fianco del fenomeno belga Evenenpoel (oro), e all’australiano Plapp, argento a sorpresa, sa il fatto suo: “Ho capito che avrei potuto fare una grande gara quando mi hanno comunicato l'intertempo: 10` dal primo.. (in quel momento era l'australiano Plapp, ndr). Mi sentivo ancora bene, avevamo programmato di dare il massimo nella seconda parte di gara e le gambe giravano; allora ho spinto`. Semplice e chiaro. Ma solo chi conosce la severità di questa gara può apprezzare a fondo.
Sicuramente meno fortunata la prova di Samuele Manfredi, che chiude al 32° posto a 3'46` dal vincitore: `Speravo di fare una gara diversa invece non ho trovato il feeling con il tracciato, che è risultato veramente impegnativo. Nella seconda parte mi sono mancate le gambe ed ho pagato anche alcuni tratti di vento contrario.
Per Andrea Piccolo il ciclismo è qualcosa che si respira da sempre in famiglia. Ciclista il padre e anche il fratello Simone. Poi c’è lo zio Enzo che a Pontevecchio si dedica da anni e con enorme passione al mondo della bicicletta. Il terzo posto mondiale è un risultato eccezionale, che non si aspettava nemmeno lui. Andrea frequenta il quarto anno del Liceo Professionale di Magenta. Parla poco e pedala molto. “Quest’anno ho fatto anche altre crono; è una specialità che mi piace”. Nel suo palmares c’è anche una medaglia d'oro `olimpica` (vinta agli EYOF dello scorso anno); mentre quest'anno si è aggiudicato, tra l'altro, la Tre giorni orobica, il campionato italiano crono juniores e ha superato le 10 vittorie stagionali.
Ora c’è la prova in linea e il belga iridato nella crono sarà l’avversario più temibile: “Conosco bene Evenenpoel – dice Andrea - sono andato in fuga con lui al Trophee Centre Morbihan e poi l’ho incontrato altre volte. E’ difficile programmare una tattica con un personaggio simile. Agli Europei avevamo pensato di fare una cosa che invece poi non ci è riuscita; è partito e non l’abbiamo più visto. Il percorso di questi mondiali, però, dovrebbe essere più difficile. Rino De Candido (il tecnico azzurro, ndr) ha pensato ad una tattica che questa volta speriamo di riuscire a realizzare. Sono fiducioso…”.
Nella prova delle donne elite il dominio olandese è stato totale e devastante: oro a Annemiek van Vleuten, che conserva il titolo conquistato l’anno scorso; argento aAnna van der Breggen e bronzo a Elle van Dijk, attuale campionessa europea.
(con la collaborazione dell' Uff. St. Fci)
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