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Temi e problemi dello sport moderno. Pubblicazione telematica indipendente in linea dal 1998 - Direttore: Eugenio Capodacqua
Pekino 2008, squalificato Carter per uno stimolante (methylexanamina)
Bolt perde l'oro della staffetta
Cancellata una delle tre `triplette` dello sprinter giamaicano. Punita anche la Lebedeba (turinabol). Le contraddizioni dello sport che controlla sè stesso
ROMA - Una squalifica otto anni dopo fa un po' sorridere. Anche se è sempre meglio dell'impunità. Il Cio ha squalificato la staffetta 4x100 maschile della Giamaica che alle Olimpiadi di Pechino 2008 aveva vinto la medaglia d'oro. La squalifica è stata decisa in seguito alla positività alla metilexaneamina uno stimolante, di Nesta Carter, uno dei componenti della squadra giamaicana. Carter aveva come compagni di squadra Asafa Powell, Michael Frater, e Usain Bolt: proprio quest'ultimo, considerato lo sprinter numero uno di sempre, si vede cancellare la 'tripletta', visto che a Pechino si aggiudicò le finali dei 100 e 200 metri. In quella gara i giamaicani vinsero con il tempo 37''10, battendo il record mondiale appartenente alla squadra Usa del 1992. Il nuovo podio vede dunque trionfare Trinidad & Tobago (oro), staccata in pista di quasi un secondo dal team di Bolt, davanti a Giappone (argento) e Brasile (bronzo). Il primato di specialità appartiene comunque alla Giamaica, un 36''84 fatto segnare a Londra 2012, con Bolt, Frater, Blake e lo stesso Carter a formare il quartetto iridato.
Otto anni di ritardo sono comunque un segnale sconfortante. Dicono tanto sull'inefficienza di un sistema di controllo costretto ad inseguire sostanze e praticacce sempre nuove. Sempre indietro. Un'inefficienza certificata dal fatto che appunto è necessario attendere anni prima di rivelare le positività, anche quando le sostanze sono note da tempo. Infatti, Carter non è l'unico atleta ad essere stato squalificato dall'Olimpiade cinese. Tatiana Lebedeva, argento nel salto in lungo e nel triplo, ha ricevuto la sanzione da parte del Comitato internazionale a causa dell'utilizzo di Turinabol, un anabolizzante che si assume per via orale. La Russia perde così due medaglie dal suo carnet olimpico. Nel palmares della 40enne restano l'oro - nel lungo - e il bronzo - triplo - conquistati ad Atene 2004. Carter ha potuto correre e gareggiare per anni impunemente, contribuendo a togliere ogni credibilità allo sport; la Lebeveda è diventata perfino senatrice della Duma. E per lei parliamo di un anabolizzante noto fin dai tempi del doping di stato della Germania dell'est (DDR). Cosa è successo in questo caso per impedire che un atleta sul podio non risultasse positivo ad un noto anabolizzante subito dopo la gara? Perché questa positività emerge solo dopo 8 anni? Non bastassero i recenti scandali della Russia (doping di stato), di Kenya, Turchia e altri paesi, un fatto appare evidente: lo sport che controlla se stesso (gli organismi antidoping sono all'interno del movimento sportivo mondiale) mostra una volta di più di non funzionare.
  • Usain Bolt
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