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Vuelta 2018 -20t- Mas vince e agguanta il 2° gradino del podio
Brucia Lopez sul traguardo del Col de la Gallina. Terzo Yates che attacca con coraggio
Classifica rivoluzionata. Dietro Simon proprio lo spagnolo e il colombiano. Crolla Valverde (5°) Buoni segnali da Nibali, ma la forma vera è ancora lontana
Dopo avere fallito l'assalto al Giro d'Italia, il britannico Simon Yates è riuscito a mettere le mani sulla 73/a Vuelta di Spagna. Il britannico nell’ultima tappa di grande battaglia sulle salite andorrane, non solo ha rintuzzato gli ultimi attacchi, ma ha addirittura attaccato lui. Senza remore. Da lontano, come piace al popolo del ciclismo. Dando una dimostrazione di forza e resistenza straordinarie. A Madrid, nella kermesse finale, si presenterà con la maglia rossa di leader addosso. Sull’ultimo traguardo in salita, il Col de la Gallina il numero uno della Mitchelton-Scott si è piazzato al terzo posto, mentre dietro di lui, ad uno ad uno affondavano i suoi avversari. Primo fra tutti quel Valverde che davano per attaccante indomito, ma che non regge il ritmo dei primi, incassa più di 3’ sul traguardo e scivola dal secondo al quinto posto in classifica.
La tappa è andata comunque ad uno spagnolo quell’Eric Mas Nicolau, rivelazione della corsa iberica, che già dipingono come l’erede di Contador. Un atleta che sembra avere le stimmate del protagonista e che dimostra come in altre nazioni il ricambio ci sia e ad alto livello. Mas ha bruciato senza alcun timore reverenziale Miguel Angel Lopez, attualmente il colombiano più forte in salita, vanificando con uno sprint rabbioso tutto il paziente lavoro di costruzione dell’Astana. La formazione kazaka, comunque è riuscita nell’intento di sconvolgere la classifica. Dietro Simon Yates adesso sul podio ci sono Mas (a 1’46”) e Lopez (2’04”). I giochi sono fatti.
Buoni segnali sono venuti dal capitano della Merida Barhein, l’azzurro Vincenzo Nibali che è riuscito ad andare in fuga e si è difeso con grande orgoglio nelle ultime salite. Un segnale di risveglio che getta una luce meno fosca sui prossimi mondiali. Anche se si sa fin da ora che la concorrenza a Innsbruck sarà terribile. E forse il siciliano non ha ancora nelle gambe certi ritmi asfissianti.
Simon Yates completa l’en plein inglese nelle più grandi corse a tappe: Giro a Froome, Tour a Gerain Thomas e Vuelta al gemello britannico. Un dominio assoluto. La testimonianza di come una scuola, nata relativamente poco tempo fa, abbia saputo produrre atleti di primissimo piano. Ovviamente con tutte le alchimie del caso. Yates non fa parte di una squadra-monstre e neppure di una corrazzata tipo Sky, il che dimostra come anche senza i grossi capitali si possa trovare modo e spazio per emergere. Facendo le scelte giuste. Simon si presenta, inoltre, come un concorrente assai agguerrito anche per i mondiali austriaci. Corre con intelligenza, ha uno scatto asfissiante in salita, ha gestito con abilità le tappe come fossero ciascuna una classica di un giorno. E, particolare non secondario, conosce tutti i trucchi del mestiere come prova la positività alla terbutalina nella Parigi-Nizza del 2016 e relativa squalifica. A Innsbruck darà del filo da torcere a tutti.

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