Sportpro.it
Temi e problemi dello sport moderno. Pubblicazione telematica indipendente in linea dal 1998 - Direttore: Eugenio Capodacqua
Wada-Cio, guerra fra bande
Accuse reciproche fra `anglosassoni` ed `europei`
I contrasti rivelati dalle email ackerate dai russi Fancy Bear
Gli hacker russi avrebbero colpito ancora. Questa volta a finire nel mirino sono i vertici del mondo dello sport. Ovvero il Comitato Olimpico Internazionale, la Wada, che si occupa dei test anti-doping, e il Comitato Olimpico americano. La tesi, in sintesi, è che dietro allo scandalo del doping che ha travolto la Russia ci sia una guerra fra `gli anglosassoni` e gli `europei` per il controllo del movimento olimpico e che alcuni membri della commissione d'inchiesta Wada presieduta da Richard McLaren abbiano `chiari legami con l'FBI`. Il gruppo responsabile per il 'leak' - una serie di mail riservate scambiate fra gli alti vertici degli enti in questione - è l'ormai celebre Fancy Bear. Che pur presentandosi come una branca di Anonymous, l'evanescente collettivo di 'hacktivist' d'impronta anarcoide, molti esperti - non solo occidentali - reputano essere legato alle strutture dei servizi russi. Quel che è certo, in questo caso, è che le rivelazioni contenute nel dossier mettono in imbarazzo la linea ufficiale della Wada. `La Wada, con sede a Montreal, sostenuta dal Comitato Olimpico degli Stati Uniti, ha dichiarato una crociata contro il CIO con il pretesto di difendere lo sport pulito`, si legge sul sito dei Fancy Bear. `Tuttavia - proseguono gli hacker - le vere intenzioni della coalizione guidata dagli anglosassoni sono molto meno nobili della lotta al doping: americani e canadesi sono desiderosi di rimuovere gli europei dalla leadership nel movimento olimpico e di raggiungere il dominio politico delle nazioni di lingua inglese. Inoltre, stanno cercando di privare i vecchi funzionari corrotti di Losanna dei fondi multimilionari e delle tangenti, che formano parte integrante del mondo dello sport`. Accuse pesanti. Come quelle, del resto, mosse a Richard McLaren, che non sarebbe stato altro che `un nome di copertura` per le attività dei servizi segreti Usa. In una mail datata 7 marzo 2017, inviata al direttore generale Christophe De Kepper, il responsabile della sezione legale del CIO, Howard Stupp, definisce il primo rapporto McLaren come `teso all'espulsione completa della nazionale russa dai Giochi di Rio`. E quindi si domanda se il secondo non punti invece `all'espulsione dei russi dalle Olimpiadi invernali sudcoreane`. Stupp dice chiaramente che l'intenzione del CIO era quella di affrontare la questione del doping `caso per caso` con gli atleti. E non, dunque, buttare fuori dai Giochi la nazionale russa. Il dossier prende poi in esame le figure di Richard Young, Martin Dubbey, David Tinsley, Bryan Talay e Greg Kitsell, tutti membri del team di McLaren, accusandoli di avere - o aver avuto - legami con l'FBI e le forze speciali americane e britanniche. La Wada, dal canto suo, ha respinto ogni accusa. `Come sapete - si legge su RBK - Fancy Bear è un'organizzazione criminale che cerca di minare la nostra attività: ciò che hanno pubblicato è datato`. Il Comitato Olimpico si è invece rifiutato di commentare.
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