OTTAVA TAPPA
ANCORA HAUSLER, SEMPRE PIU' ROSA

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di Francesca Romana Golino

CASTEL DEL MONTE - Il trono è suo: tappa in maglia rosa, e così Claudia Hausler mette il suo sigillo sul Giro. Un arrivo da regina, ai piedi di quel Castel del Monte che Federico II di Svevia fece erigere come simbolo di potenza e perfezione. Il primato per la sua squadra – la Cervelo –  è diventato realtà dopo le dichiarazioni di ieri, ma ed è stato duro da difendere, deciso da uno sprint che ha battuto la premiata ditta Arndt (2°) ed Abbott (3°) made in Columbia. Anche oggi la Abbott è stata capace di “mettere il turbo” in salita con estrema scioltezza a circa un chilometro dall’arrivo, per poi cedere alla Arndt nello scatto del finale. “Al termine di una tappa molto combattuta abbiamo cercato di mettere in difficoltà la maglia rosa, ma non c’è stato niente da fare.”

Il tappone più lungo del Giro, un continuo saliscendi senza grandi vette, prevedeva la partenza da Andria per dirigersi verso Spinazzola, effettuare un circuito da ripetersi due volte con doppio passaggio sul GPM di III categoria. Alla conclusione del secondo giro direzione Minervino Murge dove si trova il terzo GPM di III categoria, ed imbocco della strada per Castel del Monte, con arrivo ai piedi del monumento Unesco,  GPM di II categoria dopo 4 Km. di salita. L’inizio della corsa è stato movimentato dalla fuga solitaria per 26 Km. di Tatiana Antoshina (Gauss RDZ Ormu), che è scattata al km. 43 ed è riuscita a guadagnare un vantaggio massimo di 55”. E’  stata ripresa al 70° km. da Charlotte Becker (Equipe Nurberger) e Catherine Carroll (USA National), quindi le fuggitive sono riuscite ad avere un vantaggio di 35 ” fino a tre chilometri dall’arrivo.

Le prime che hanno cercato di rendere la vita dura al terzetto sono state la Boubnenkova  (Fenixs) e la Villumsen (sempre T.C.), cercando anche lei di aprire la strada alla sua capitana Arndt. A tre chilometri, tra le folate calde e le curve, scatta Fabiana Luperini, che vede nel tracciato favorevole alle sue caratteristiche una possibilità di rivincita. Ma non glielo permettono, il team Columbia tiene compatta la corsa, Mara Abbott si alza sui pedali e fila via liscia con Judith Arndt e Claudia Hausler a ruota, mentre dietro seguono Kristin  Armstrong e Fabiana Luperini che a questo punto combatte per non perdere la ruota di quest’ultima.

Ultimo chilometro, ultimi metri, e, come hanno ammesso le sconfitte, la Hausler riesce a non  farsi battere. Ora le prime tre sono in 50”, la classifica generale ricalca l’arrivo di giornata. Judith Arndt si fa i conti: “Mancano solo due giorni ed ho 16 secondi di ritardo: ormai è chiaro che gli eventuali abbuoni non mi basteranno.” Ma non si arrende: “E’ bello per la nostra squadra che io e Mara Abbott siamo seconda e terza in classifica generale: posizione invidiabile, dalla quale proveremo entrambe ad inventare qualcosa. Attaccheremo a turno, se necessario anche a Napoli, per cambiare il destino. Vorrei innanzitutto una tappa: se poi questo mi consentirà di portare a casa pure il Giro, meglio.”

Brutte notizie per Noemi Cantele, unica italiana ad aver vinto una tappa, cede al suo ginocchio e si ritira. Anche il giorno della sua ascesa alla rocca di Cerro al Volturno era partita dolorante. Prima delle italiane in classifica generale sempre Fabiana Luperini, ma è settima a 9’13”, preceduta da Nicole Brandli quarta, Emma Pooley quinta e Carla Ryan sesta. Tra le giovani Elizabeth Armistead ancora maglia bianca, ed Elena Berlato sempre l’azzurrina migliore, anche se non hanno più i tempi fotocopia. (17ma l’inglese e 19ma l’italiana). Per l’ottava tappa è lecito aspettarsi un attacco in grande stile di Arndt ed Abbott, teatro della sfida il Beneventano.