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Per le gare di lunga durata è molto importate saper distribuire lo
sforzo, cioè individuare il giusto ritmo di corsa e la giusta velocità.
Ma è altrettanto importante saper valutare bene i ritmi - cioè la velocità a cui si
corre - anche negli allenamenti quotidiani. Sia per evitare di sovraccaricare inutilmente
il proprio fisico (overtraining) e concedere i giusti tempi di recupero, sia per non
rendere poco proficuo l'allenamento stesso.
Uno dei sistemi per fare ciò - lo abbiamo già indicato - consiste
nel correre con il cardiofrequenzimetro, adattando la velocità di corsa alle pulsazioni
cardiache.
Una volta stabilito il "range" entro cui correre si adatta l'andatura in modo da
restarvi all'interno.
I ritmi cardiaci si ottengono in varie maniere.
Quella più comune fa riferimento alla frequenza cardiaca relativa alla soglia anaerobica.
Cioè - stando alla definizione più tradizionale e diffusa - alla frequenza
corrispondente alla velocità di corsa alla quale i muscoli cominciano a produrre acido
lattico in modo massiccio. Ed è il sistema più diffuso (un cardiofrequenzimetro oggi è
abbastanza accessibile economicamente).
Le tabelle che SportPro propone consentono di stabilire i vari "range".
Ma chi non possiede tale strumento come di deve regolare?
C'è un sistema empirico relativamente semplice, che richiede soltanto l'uso del
cronometro per valutare la velocità di corsa. Il punto di partenza è la velocità (cioè
il tempo al chilometro) realizzata in una gara precedente, su una distanza
sufficientemente paragonabile.
Ad esempio:
ho già corso una stracittadina di 10 chilometri in 45 minuti, viaggiando dunque sul piede
di 4'30" al chilometro (45x60/10=270", cioè 4'30" al km).
A quali ritmi (tempo al chilometro) devo correre per
allenarmi a fondo lento?
E a fondo lungo, medio, veloce?
E' possibile - sempre in via empirica, dunque non con la precisione
che può venire da un test vero e proprio (Conconi, Mader, ecc.) - calcolarlo con
sufficiente approssimazione applicando una maggiorazione percentuale del tempo al
chilometro relativo al ritmo sostenuto in gara.
Si tratta di percentuali non assolute, ma stabilite empiricamente, in base a rilevazioni
statistiche da prove sul campo e su vari atleti, ma abbastanza collaudate e funzionali per
il nostro scopo.
RITMO DI GARA MAGGIORATO DEL |
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| FONDO LENTO (LNT) | 20 % |
| FONDO LUNGO (LNG) | 15 % |
| FONDO MEDIO (MDO) | 7 % |
| FONDO VELOCE (VEL) | 3 % |
Anche il ritmo delle varie prove (200m; 500m; 1000m; ecc.) usate come mezzo di allenamento può essere ricavato dalla velocità di gara.
RITMO DI GARA DIMINUITO DEL |
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| 200 MT | 15 % |
| 400 MT | 9 % |
| 500 MT | 6 % |
| 1000 MT | 3 % |
| 2000 MT | 2 % |
| 3000 MT | 1 % |
Ecco una tabella indicativa (corridore evoluto) per prepararsi ad una maratonina di 15 - 20 km, sulla base di tre allenamenti la settimana
| Allenamento 1 | Allenamento 2 | Allenamento 3 | |
| Settimana 1 | 6km LNT+6km LNG | 6x500m rec 1'30" | 10 km MDO |
| Settimana 2 | Idem | 5x1000 rec. 3' | 12 km MDO |
| Settimana 3 | 6km LNT+9km LNG | 2x2000 rec. 3' | 10 km MDO |
| Settimana 4 | 9km LNT+9km LNG | 5x500m rec. 2' | 6 km VEL |
| Settimana 5 | 10km LNT+10km LNG | 1x2000 rec.3' 1x3000 rec.3' 1x1000 rec.3' |
10 km MDO |
| Settimana 6 | 9km LNT+9km LNG | 2x3000 rec. 3' | 10 km VEL |
| Settimana 7 | 6 km LNT+9km LNG | 1x3000 rec. 3' 10x200 rec.1'30" 1x1000 |
15 km MDO |
| Settimana 8 | 5km LNT+5km LNG | 5x500 rec 3' | gara |