SUPERPRESTIGE: STYBAR, OVVIAMENTE
di Francesca Romana Golino
E' proprio l,'anno di Zdenek Stybar. Dopo il mondiale il ceco fa suo anche il Superprestige conquistandolo proprio sul filo di lana all'ultima prova. Ha bruciato Niels Albert per il suo primo successo nella challenge più famosa del circo del fango. Terzo il suo connazionale Radomir Simunek. Piatto ricco per la Repubblica Ceca, e per Stybar in particolare: un solo punto di vantaggio gli vale il successo in classifica e ben 26.000 euro vanno al vincitore (14.500 al secondo). Circuito veloce e innevato a Vorselaar per la consacrazione del ceco che in tre mesi ha vinto qualcosa come Mondiali, Coppa del Mondo, campionato nazionale e Superprestige. Questo titolo sembrava proprio l’ultima spiaggi per un grande del ciclocross, Niels Albert, dopo un avvio di stagione da vincitore. Poi, gara dopo gara Stybar ha rimontato al via di Vorselaar erano entrambi a 95 punti. C'è stata battaglia e ci sono stati continui colpi di scena. Ma alla fine Niels Albert ha dovuto inchinarsi. L’ex campione del mondo belga vuole comunque considerare il risvolto positivo di questa prova, come sottolinea nella dichiarazione resa a Sporza. “Questa è una sconfitta ed una vittoria nello stesso tempo. Ho perso il Superprestige, ma ora so che posso correre anche sul ghiaccio. Di solito mi sbaglio su queste piste, ma oggi io sono il secondo tra gli specialisti. Stybar è l’unico che guida più facilmente su queste superfici. Questo sarà uno stimolo per la nuova stagione.”
Ovviamente al settimo cielo Stybar, che già sente “il peso del successo”: Che cosa posso dire? Sono superfelice. Si tratta di una stagione da sogno. Sono solo spaventato per la prossima, perché non posso fare di meglio. Sono veramente orgoglioso di come ho vinto, è stato un cross bellissimo. Ho guidato con la filosofia del tutto o niente.”
Getta un ombra sulla giornata l’amaro sfogo del vincitore di nove edizioni dal 2001, Sven Nys: “Devo ragionare a mente fredda e non voglio dire troppo, ora. Ma gli uomini della BKCP potevano usare qualcosa meglio dei gomiti. Loro hanno fatto di tutto per vincere al Superprestige, ma non sportivamente. Simunek ha fatto di tutto perché io non potessi passare. E quando è caduto, io ovviamente ero lì. Un giro dopo mi ha anche detto di trattare su chi dovesse condurre.”
L’episodio a cui
si riferisce Sven Nys è accaduto a 2 giri dall’arrivo, quando i due (Simunek
e Nys) sembravano parlottare, poco prima di una curva su un tratto
completamente innevato; arrivati alla curva, c'è stato un impatto e una caduta
Nys è scivolato sopra a Simunek, ed è finito a gambe
all’aria. Il tempo di rialzarsi e recuperare le bicie che Stybar
allunga indisturbato. Alberti riesce quasi a rimontare e lottare spalla a spalla
fino all'ultimo giro.
Ma Stybar tiene testa con grinta, rischi lo scontro in curva, e riesce a guadagnare
una bici di vantaggio; alla fine Albert si stacca. Battuto ma soddisfatto
perchè già una volta
era stato rallentato da una caduta di Simunek, a 4 giri
dall’arrivo. Stop, invece per Sven Vanthourenhout, in testa ad
inizio gara, che per una grave caduta viene trasportato ad Herentals,
per accertamenti sul ginocchio battuto.
Enrico Franzoi
è 16mo, chiude il Superprestige in 11ma posizione nella classifica
generale,con 36 punti. Marco Bianco è 19mo in quest’ultima prova. Negli
under 23 dominano tappa e classifica generale i giovani belgi: il vincitore
(annunciato) della tappa di oggi e della classifica generale è Tom Meeeusen
(89 pti.); secondo assoluto è Jim Aernouts (70 pti.) e terzo assoluto
Kenneth Van Compernolle (65 pti). Elia Silvestri chiude il
Superprestige 23mo, con 11 punti.
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Arrivo -
1)Zdenek
Stybar (Cze) 57’58”; 2) Niels Albert (Bel) +6”; 3) Radomir Simunek (Cze)
+9”; 4) Sven Nys (Bel) ;5)Dieter Vanthournhout +59”; 6)Klaas
Vantornout +1’15”; 7)Jonathan Page (USA)+1’27”; 8) Christian Heule (Sviz)+1’41”;
9)Mariusz Gil (Pol)+1’52”;10)Bart Wellens (Bel)+2’08”;16)Enrico
Franzoi (Ita) +3’09”;19)Marco Bianco (Ita)+3’36”. |
SUPERPRESTIGE: ANCORA NYS
A Zonhoven il Superprestige, approda per la prima volta per penultima prova del trofeo 2010 che si concluderà il 14 febbraio a Vorselaar. Gli ingredienti che tanto appassionano il numeroso ed entusiasta pubblico belga, c’erano tutti. Percorso collinare in sabbia, salita ripida da scalare bici in spalla, relativa discesa, ovviamente fiumi di fango, cadute e resistenza portata al limite. Ha vinto ancora Sven Nys: “Il vecchio non è ancora logoro. Oggi l’esperienza ha avuto un ruolo maggiore. E questo che mi ha dato più gusto”, ha commentato descrivendo efficacemente il gesto tecnico che lo ha portato alla vittoria, dopo il successo nel GVA Trofee. Ed è la sua 51a vittoria nel Superprestige.
Secondo classificato, staccato irrimediabilmente il solito, Zdenek Stybar, il campione del mondo in carica. Terzo Kevin Pauwels. A lungo c'è stato in quintetto in testa, ma Nys a sorpreso tutti anticipando la volata del gruppetto. Ed è andato a tagliare di potenza il traguardo, dall'alto di una stupefacente superiorità.
Quella che doveva essere la giornata della rivincita per Niels Albert, con un solo comandamento: restare in testa almeno nella classifica del Superprestige, si è invece rivelata amara per l’ex campione del mondo belga, che ha chiuso quinto. Albert non ha mancato di rispondere indirettamente a Nys, dichiarando alla radio di Sporza: “Sono fisicamente e mentalmente a posto. Mi sono allenato duramente ma dal PA non ho mai sentito un buon feeling con le mie gambe. Posso ancora chiudere il ranking del Superprestige con la vittoria, ma con questa sensazione sono sicuro di non farcela. Tutto quello che voglio è un po’ di riposo.”Chi che ha fatto un piccolo miracolo è Klaas Vantornout, che è riuscito a recuperare dopo un pauroso scivolone, che lo ha costretto a risalire la china per recuperare il mezzo, proprio all’inizio dell’ultimo giro. Si è classificato quarto ma è davvero deluso: “Sono stato l’unico a dover colmare un gap. Ho dovuto rifare la salita per riprendere la bicicletta. Per questo avevo poche forze nell’ultimo giro. Alla fine ero abbastanza stanco. Mi sono reso conto del ritardo, ma, con vero disappunto non ci ho potuto fare nulla.”
Enrico Franzoi si è classificato 14mo, ed Erwin Vervecken, che oggi era in pista nonostante ieri avesse festeggiato il suo ritiro nella nativa Lille ( sede della penultima prova del GVA), sesto. Una settimana basterà a Niels Albert per recuperare “il feeling” con le sue gambe? Il 14 febbraio si avrà la risposta, che incoronerà il vincitore finale.
| Superprestige Zonhoven: 1)Sven Nys (Bel)1:03:19; 2)Zdenek Stybar (Cze); 3)Kevin Pauwels (Bel); 4)Klaas Vantornout (Bel); 5)Niels Albert (Bel); 6)Erwin Vervecken (Bel); 7)Bart Aernouts (Bel); 8)Sven Vanthourenhout (Bel); 9)Jonathan Page (USA); 10)Radomir Simunek (Cze); 14)Enrico Franzoi (Ita). |
GVA: A LILLA NYS BRUCIA L'IRIDATO STYBAR
Al Kravatencross di Lille Sven Nys riesce a battere di mezza bicicletta il neo campione del mondo Zdenek Stybar, dopo che avevano corso in testa per tutta la gara, lasciando nell’ombra il resto degli avversari, Niels Albert e Kevin Pauwels compresi. I due sono hanno inseguito invano, a circa 10” di distanza. Niels Albert sembra aver accusato il colpo della maglia iridata finita sulle spalle di Stybar. Ha chiuso la gara quarto, mentre Pauwels è riuscito ad ottenere il podio.
Il percorso si snodava su un tracciato tecnico come al solito molto fangoso; grande il tifo per i “big” e per il beniamino di casa Erwin Vervecken, che ha corso oggi il suo ultimo cross prima di ritirarsi. Senza brillare. Ha avuto problemi tecnici che gli hanno impedito un buon piazzamento. Sul traguardo ad aspettarlo la famiglia (la moglie e i due bambini) e tutti i suoi tifosi. Fiori e festeggiamenti.
Nys è partito bene da subito, vincendo il primo sprint intermedio, per poi condurre in testa con Stybar il resto della gara; tuttavia sembrava che fosse il campione ceco ad avere il controllo finale della partita. Ad un giro dalla fine, infatti, Nys si è staccato in prossimità delle rampe artificiali, ma è stato subito ripreso sul fango da Stybar. Poi c'è stato un acceso testa a testa, fin quando in dirittura d’arrivo Sven Nys ha piazzato la sua progressione bruciando l'avversario. Che molto sportivamente si complimenta con una pacca appena oltre il traguardo. “Non posso battere Zdenek tutti i giorni”, ha riconosciuto altrettanto sportivamente Nys. Aggiungendo “il mio naso era chiuso, ma non altrettanto le mie gambe…”
Può quindi festeggiare anche Sven Nys, non solo è la sesta edizione di questo cross che riesce a vincere (la prima volta vinse nel 2000, poi 2001-2005-2006-2007), ma ora con 14 punti di vantaggio in classifica generale guarda con tranquillità alla prova finale, il 21 febbraio 2010 ad Oostmalle (correranno ancora per la gara finale anche donne e juniores). Domani 7 febbraio si ripropone la sfida, si correrà a Zonhoven la penultima prova, ed in questo caso Albert ha vinto la precedente gara a Diegem, il 27 dicembre 2009, ed è anche in testa alla classifica generale.
Enrico Franzoi, dopo essersi classificato a sorpresa terzo nel primo sprint intermedio, ha chiuso al 12mo posto, leggermente al disotto delle sue prestazioni (di solito rientra nei primi dieci). Tra i giovani ha vinto l’olandese Mathieu Van Der Poel, nel tempo di 27’43.
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GVA Lille 2010: 1)Sven Nys (Bel) 1:04:10;
2)Zdenek Stybar (Cze); 3)Kevin Pauwels (Bel); 4)Niels Albert (Bel);
5)Sven Vanthourenhout (Bel); 6)Bart Aernouts (Bel); 7)Bart Wellens
(Bel); 8)Dieter Vanthourenhout (Bel); 9)Rob Peeters (Bel); 10)Gerben
De Knegt (Ol), 12) Enrico Franzoi (Ita). |
MONDIALI ELITE A TABOR: STYBAR LI STENDE TUTTI
TABOR
- Li ha strapazzati tutti. Zdenek Stybar, il nuovo campione del mondo di ciclcross è il futuro della disciplina del fango e del ghiaccio e lo ha
dimostrato nella prova del mondiale di elite dove grazie ad una condizione
superlativa ha potuto dominare dal primo all'ultimo metro. Non solo: ha ridotto
ad una maschera deformata dalla fatica avversari agguerritissimi e favoritissimi
alla vigilia, come i belgi dello squadrone attorno ad Albert e Nys che hanno
fallito l'obbiettivo più grande, il primo chiudendo mestamente con un ritiro a
metà gara, dopo che era rimasto fuori dalle prime posizioni fin dalle prime
battute di corsa; il secondo centrando un argento consolatore, ma che sa molto
di amaro se confrontato con le attese della vigilia. Ottimo terzo, invece
l'altro belga Klaas Vantournout, tenuto troppo tempo a freno alla ruota di Nys,
consentendo così a Stybar, cioè al recente vincitore della Coppa del mondo, non
un frillo qualsiasi, di conquistare un vantaggio incolmabile. Nonostante abbia
dovuto fare i conti con una foratura nei primissimi giri.
Il 24enne di Planá u Mariánských Lázní approda nell'empireo del ciclocross, dopo un lungo e caparbio inseguimento. Due volte campione del mondo Under (2005-2006) aveva vinto l'argento fra gli elite nel 2008 e 2009. "Ho avuto i crampi negli ultimi due giri e mi sono reso contro che avrei vinto solo agli ultimi duecento metri". L'ultimo successo ceco ai mondiali risaliva al 1991.
Dopo il solito avvio al fulmicotone, propiziato proprio da uno Stybar scatenato, che ha imposto subito una grandissima selezione strattonando per oltre due giri, i cechi hanno saputo tenere le redini della corsa con un prezioso Simunek, che ha consentito al compagno di respirare il tempo giusto prima di sferrare - si era a circa metà gara - l'attacco decisivo. Si è visto subito che Nys non aveva gambe per rispondere e reagire. Come provano le tante incertezze, scivolate e cadute da quel momento in avanti. Con lui l'ottimo Vantournout, forse l'atleta più in forma della formazione giallonera e un altro ceco Zlamalik. Stavolta i belgi sono si sono fatti la guerra fra di loro, come spesso è accaduto in passato, ma hanno temporeggiato e alla fine risultano ugualmente sconfitti, pur conquistando i due gradini più bassi del podio (secondo Vantournout, terzo Nys). E ci si domanda a cosa servano i tecnici se nei momenti caldi non sanno capire e vedere come si sta sviluppando la corsa. E suggerire il giusto. Se Vantorunout avesse avuto via libera prima, probabilmente le cose avrebbero preso una piega diversa. Non accadeva che i belgi fossero battuti dal 2001: uno smacco bruciante per una nazione per la quale il ciclocross è una vera e propria religione. Le cose sono andate male fina da subito per Nys e compagni, con Pawels attardato subito da una caduta, Vervecken, triplo campione del mondo, tristemente sul viale del tramonto (16°) a 37 anni suonati, Niels Albert, il campione iridato uscente, ricercato da "Chi l'ha visto", dal momento che sul difficile tracciato di Tabor, tecnico e impegnativo, è risultato da subito un fantasma. Per contro i padroni di casa hanno corso alla perfezione: a parte uno Stybar intoccabile, ne hanno piazzati altri tre nei primi otto: Bina 4°, Zlamalik 5° e Simunek 8°. Una prestazione complessiva davvero stupefacente.
Gli italiani. Il migliore è stato Marco
Aurelio Fontana (nella foto a sinistra; cliccare per
ingrandire), undicesimo a 2’25” dal vincitore. Partito in quinta fila,
ha fatto una corsa tutta in rimonta conquistando posizioni preziose: “Durante il
primo giro ho giocato tutti i jolly in mio possesso per poter conquistare
posizioni e ci sono riuscito. Alla fine del primo giro una caduta mi ha
costretto a fermarmi e ho perso tempo oltre ad essere ovviamente superato dal
gruppo”. Fontana riesce a risalire fino a raggiungere l’undicesima posizione. A
un giro dalla fine si accorge di aver forato: “A un giro dalla fine mi sono
accorto di aver forato ed ho dovuto effettuare tutta la discesa in queste
condizioni per raggiungere il box perdendo ancora del tempo prezioso”.
Buona anche la prestazione di Marco Bianco, diciottesimo a 2’45” e Fabio Ursi,
il più giovane tra gli azzurri, 27° a 3’34”, seguito da Luca Damiani, 47° a
6’48”. Corsa sfortunata per Enrico Franzoi, non al top della condizione per la
frattura alla costola rimediata due settimana fa a Roubaix. A causa di una
caduta al quarto giro (era in quindicesima posizione), è costretto a fermarsi:
“Enrico è caduto e si è visto costretto a fermarsi perché temeva per la frattura
alla costola – ha detto il dt Fausto Scotti – Mentre Marco Aurelio Fontana è
stato protagonista di una buona prestazione considerando la sua posizione alla
partenza e il suo buon piazzamento finale”. L'Italia chiude al quinto posto
nella classifica per nazioni élite dietro la Repubblica Ceca, il Belgio, la
Francia e la Svizzera.
Fra le donne dietro una irraggiungibile Marianne Vos (oro; argento alla tedesca Hanka Kupfernagel e bronzo all’altra olandese Daphny Van Den Brand), l'azzurra Eva Lechner ha centrato un eccellente quinto posto. Da mettere ancor più in evidenza dato il poco tempo dedicato alla preparazione: “Ho iniziato la mia preparazione in vista del mondiale a metà settembre concentrando l’allenamento in un arco di tempo ristretto. Se mi avessero detto, in quel preciso istante, che avrei conquistato un così bel risultato non ci avrei creduto”. Un risultato ancor più entusiasmante perché la due volte campionessa italiana di specialità, nonché campionessa del mondo nella staffetta Mtb, ha migliorato la sua prestazione dello scorso anno (nona) ed ha messo in riga lo squadrone francese, lasciandolo alle sue spalle. “Sono contenta. La partenza non è andata come speravo. Sono stata rallentata dalle atlete che avevo davanti e alla prima scalinata ero diciottesima. Ho dovuto correre in rimonta. Avrei potuto conquistare una medaglia perché oggi ero in ottima condizione e durante la gara non ho commesso errori e non sono caduta. Sono comunque soddisfatta e questo buon risultato mi spinge, con più entusiasmo, verso la preparazione per la prossima stagione di Mtb”
| UOMINI ELITE: 1.
Zdenek Štybar (R. Ceca); 2. Klaas Vantornout (Bel) a 21”; 3. Sven
Nys (Bel) a 38”; 4. Martin Bína (R. Ceca) a 40”; 5. Francis Mourey
(Fra) a 56”; 6. Martin Zlámalík (R. Ceca) a 1’02”; 7. Christian
Heule (Svi) a 1’07”; 8. Radomír Šimunek Ml (R. Ceca) a 1’18”; 9.
Gerben de Knegt (Ol) a 1’49”; 10. Bart Wellens (Bel) a 2’13”; 11.
Marco Aurelio Fontana (Ita) a 2’25”; 18. Marco Bianco (Ita) a 2’54”;
27. Fabio Ursi (Ita) a 3’34”; 47. Luca Damiani (Ita) a 6’48”;
ritirato Enrico Franzoi. DONNE ELITE: 1. Marianne Vos (Ol); 2. Hanka Kupfernagel (Ger) a 45”; 3. Daphny Van Den Brand (Ol) a 1’02”; 4. Katerina Nash (R. Ceca) a 1’20”; 5. Eva Lechner (Ita) a 1’41”; 6. Christel Ferrier Bruneau (Fra) a 1’47”; 7. Caroline Mani (Fra) a 1’53; 8. Pauline Ferrand Prevot (Fra) a 2’11”; 9. Sanne Van Paassen (Ol) a 2’28”; 10. Lucie Chianel Lefevre (Fra) a 2’31”. |
SZCZEPANIAK: DOPPIETTA POLACCA A SORPRESA. AZZURRI SFORTUNATI LONTANI DAL PODIO
TABOR
- Il circuito iridato di Tabor si mostra subito ostico per i colori
azzurri che al termine della prima giornata racimolano solo una decima piazza
con il giovane Silvestri e un 25° posto con Alfonso Todaro fra gli junior. A
sorpresa si laurea Campione del Mondo Under 23 il polacco Pawel Szczepaniak. Già
dal primo dei sette giri in programma, il polacco insieme al fratello Kacper
Szczepaniak, poi argento sul traguardo (nella foto a sinistra
i due fratelli sul podio) , e al connazionale Konwa si staccano dal
gruppo iniziando un dominio destinato al successo finale. Bronzo per il francese
Arnuaud Joffroy, quarto posto per il favorito Tom Meeusen.
Migliore tra gli azzurri è Elia Silvestri, decimo all’arrivo a 01’27”
protagonista di una buona partenza che lo ha visto in sesta posizione fino
all’inizio dell’ultimo giro: “Mi sono difeso bene per tutta la durata della
corsa – racconta Silvestri – Ho avuto poi un problema tecnico e sono stato
costretto a fermarmi e a cambiare bici perdendo posizioni preziose”.
Undicesimo a 01’33” l’altro azzurro Matteo Trentin, che batte in volata
l’olandese Lars Van Der Haar. L’azzurro Bryan Falaschi chiude ventisettesimo.
Costretto al ritiro a causa di una brutta caduta al quarto giro è stato
Domenico Maria Salviani che, fortunatamente, non ha riportato gravi conseguenze.
Corsa difficile per il campione italiano di categoria Cristian Cominelli che,
dopo essere partito bene rimane coinvolto in una caduta e in due scivolate che
compromettono il suo mondiale: “Sono riuscito ad effettuare una buona partenza
che è un po’ il mio punto debole soprattutto su di un percorso con queste
caratteristiche – ci dice Cominelli – Alla fine del primo giro, in curva e
subito dopo il primo box c’è stata una caduta davanti a me che mi ha coinvolto”.
L’azzurro si risolleva ma la sua bici ha il manubrio piegato e la leva del
cambio non funziona: “Sono stato costretto a effettuare quasi metà giro in
queste condizioni per poter raggiungere il secondo box e cambiare bici. Mi sono
passati davanti quasi venticinque bikers. Una caduta che mi ha compromesso il
mondiale. Avevo un obiettivo da raggiungere perché è il mio ultimo anno nella
categoria e ci credevo in modo particolare. Purtroppo è andata così” - conclude
amareggiato Cominelli 22esimo all’arrivo. L’azzurro al primo passaggio aveva un
minuto di ritardo dalla testa della corsa: “Una brutta caduta per Cristian a cui
hanno fatto seguito altre due scivolate – dice il dt Fausto Scotti – Purtroppo
queste situazioni ti spingono a non rischiare più tanto. Abbiamo poi dovuto fare
i conti con la nazionale polacca che, a sorpresa, ha vinto il titolo mondiale e
l’argento”.
L’Italia nel ranking per nazioni della categoria Under 23 chiude al quarto posto
su diciannove nazioni partecipanti. Prima la Polonia, seconda il Belgio e terza
l’Olanda.
Ora tocca alle donne della categoria Elite (durata della corsa 40 minuti).
Pronta alla gara iridata l’azzurra Eva Lechner: “Mi piacerebbe riuscire ad
entrare tra le prime cinque. Anche se conquistare una medaglia sono sicura possa
dare una grande soddisfazione, soprattutto permette di ricambiare la fiducia del
Direttore Tecnico Fausto Scotti”. Tra le avversarie spiccano i nomi della
campionessa Marianne Vos, oltre alle altre olandesi Daphny Van Den Brand e Sanne
Van Paassen, e della ceca Katerina Nash.
Poi toccherà agli uomini della categoria Elite (durata delle corsa tra i 60 e i
70 minuti). L’azzurro Marco Aurelio Fontana è fiducioso: “La condizione c’è.
Parto per entrare tra i top ten, indipendentemente da come si presenterà il
percorso domani”.
La prima maglia iridata, quella degli junior, si è giocata allo sprint che ha visto prevalere il ceco Tomas Paprstka. Per lui una corsa sempre in testa dettando legge sul percorso di casa dopo un duello serrato con il francese Julian Alaphilippe, argento all’arrivo, e l’olandese Eliel Dolfsma, bronzo al traguardo. Il ceco vince l’oro in 40’30” battendo in volata il francese Alaphilippe. Alle loro spalle, a 09”, l’olandese Dolfsma. Migliore tra gli azzurri in gara è Fabio Alfonso Todaro che taglia il traguardo 25esimo a 02’14”. Seguono Francesco Acquaviva, 32esimo a 02’56”; Nicolas Samparisi, 35esimo a 03’17”; Pietro Santini, 46esimo a 4’27” e Rudy Lorenzon, 48esimo a 05’18”.
HOOGERHEIDE: VINCE ALBERT NIELS, MA E' STYBAR IL NUOVO RE DI COPPA
Il re e la regina della Coppa del Mondo di ciclocross sono Zdenek Stybar e Daphny Van Den Brand, hanno spodestato Niels Albert e Marianne Vos, che comunque sono risultati vincenti nell’ultima prova di Hoogerheide (Olanda). Con un tempo tipicamente da cross ed un circuito noto, anche per essere stata la sede dei Mondiali di specialità l’anno scorso, si sono date battaglia le quattro categorie : juniores, under 23, elite donne ed elite uomini.
Con un ultimo giro molto combattuto Niels Albert riesce ad alzare le braccia sul traguardo, tornando competitivo, nonostante la frattura costale di cui era rimasto vittima il 10 gennaio scorso (in occasione dei campionati nazionali). Arrivando secondo, l’ex “eterno terzo” Zdenek Stybar firma la sua prima vittoria assoluta in Coppa del Mondo. Buon terzo un Kevin Pauwels sempre più competitivo, nonostante una caduta negli ultimi giri. Sven Nys, che pure aveva fatto ritmo per tutta la corsa con Stybar, Niels e Pauwels, nell’ultimo giro cede, vittima anche lui di uno scivolone, si piazza quinto ma tiene il terzo posto assoluto. In questa gara gli italiani sono calati rispetto al loro rendimento abituale:Enrico Franzoi è fuori dai primi dieci, 18mo a +2’09”, tuttavia otterrà una undicesima posizione in classifica generale. Marco Aurelio Fontana 22mo a +2’41”, Marco Bianco 28mo a +3’52”, Fabio Ursi 41mo a + 4’49” e Luca Damiani 42mo a +4’57”.
Per gli under 23 si conferma vincitore della Coppa il belga Tom Meeusen, tuttavia in questa prova ha un ritardo di 9” rispetto a Kacper Szczepaniak (48’36”), polacco, che vince a sorpresa. Cristian Cominelli è 15mo a 1’06”, ed otterrà il decimo posto nella classifica finale. 19mo Matteo Trentin a +1’25”, 28mo Elia Silvestri a +3’15”.
L’ Olanda è di nuovo padrona di casa in tutti i sensi con la sfida femminile per il podio tra Marianne Vos, Sanne Van Paassen e Daphny Van Den Brand. La Vos riuscirà a vincere , ma la Van Den Brand arrivando terza riesce comunque ad imporsi per il titolo con 5 punti di vantaggio. Bene Eva Lechner che si classifica sesta, considerando il suo ritardo nell’inizio di stagione, la sua condizione migliora e si spera che possa dare il massimo proprio per i Mondiali di Ciclocross che si terranno a Tabor (Rep.Ceca) la prossima settimana. Gli olandesi hanno dominato anche la categoria dei più giovani, con la vittoria di David Van Der Poel (42’48”), anche leader di Coppa. Gli azzurrini si sono difesi meglio rispetto alla scorsa prova di Roubaix, anche se il migliore, Fabio Alfonso Todaro, è solo 22mo, a +1’20” dal vincitore.
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Uomini Elite: 1) Niels Albert (Bel) 1:02:37; 2) Zdenek Stybar (Cze) +7”; 3) Kevin Pauwels (Bel) +7”; 4) Klaas Vantornout (Bel) +42”; 5) Sven Nys (Bel) +49”; 6) Erwin Vervecken (Bel) +52”; 7) Gerben De Knegt (Ol) +55”; 8) Jonathan Page (USA) +1’06”; 9) Bart Aernouts (Bel) +1’22”; 18) Enrico Franzoi (Ita) +2’09”; 22) Marco Aurelio Fontana (Ita) +2’41”; 28) Marco Bianco (Ita) +3’52”; 41) Fabio Ursi (Ita) +4’49”; 42) Luca Damiani (Ita) +4’57”. Ranking Finale Uomini Elite: 1)Zdenek Stybar (Cze) p.635; 2) Niels Albert (Bel) p.631; 3)Sven Nys (Bel) p.535; 4)Klaas Vantornout p.517; 5)Kevin Pauwels (Bel) p.440; 6)Gerben De Knegt (Ol) p.428; 7)Bart Aernouts (Bel) p.399; 8)Erwin Vervecken p.376; 9)Francis Mourey (Fra) p.366;10) Christian Heule (Sui) p.350; 11)Enrico Franzoi (Ita) p.345; 24)Marco Bianco (Ita) p.218; 37) Luca Damiani (Ita) p.107; 39)Fabio Ursi (Ita) p.106; 41)Alessandro Gambino (Ita) p.98; 52) Marco Aurelio Fontana (Ita) p.52. Donne Elite : 1) Marianne Vos (Ol) 39’55”; 2) Sanne Van Paassen (Ol) +35”; 3) Daphny Van Den Brand (Ol) +37”; 4) Katerina Nash (Cze) +47”; 5) Hanka Kupfernagel (Ger) ; 6) Eva Lechner (Ita) +1’10”; 7) Caroline Mani (Fra) +1’22”; 8) Elisabeth Brandau (Ger) +1’32”; 9) Amy Dombroski (USA) +1’38”; 10) Christel Ferrier-Bruneau (Fra) +1’46”. Ranking Finale Donne Elite: 1) Daphny Van Den Brand (Ol) p.330; Marianne Vos (Ol) p.325; 3) Sanne Van Paassen (Ol) p.268; 4) Katherine Compton (USA) p.260; 5) Hanka Kupfernagel (Ger) p.235; 6) Christel Ferrier-Bruneau (Fra) p.203; 7) Caroline Mani (Fra) p.184; 8) Sanne Cant (Bel) p.176; 9)Katerina Nash (Cze) p.135; 10) Paula Havlikova (Cze) p.131; 13)Eva Lechner (Ita) p.106; 27)Evelyn Staffler (Ita) p.38; 32)Veronica Alessio (Ita) p.29; 41)Francesca Cucciniello (Ita) p.10. |
ROUBAIX: STYBAR VA IN CIMA ALLA COPPA DEL MONDO
Tempo mutevole, tempo da ciclocross. E risultati a sorpresa nell’ottava prova di Coppa del mondo Ciclo approdata al mitico velodromo di Roubaix (Francia). Percorso impegnativo e, ovviamente, pieno di fango, accoppiata che ha messo fuori gioco più di un concorrente.
Sorprendendo se stesso vince Zdenek Stybar negli elite, taglia il traguardo raggiante e con le braccia al cielo. “E’ incredibile anche per me. Sono appena tornato da Mallorca ieri. Mi sono allenato molto ed ero così stanco… Poi ho pedalato al mio ritmo e mi sono accorto che giravo bene. Però, davvero, non ho avuto una buona giornata. Io leader di Coppa del Mondo? Sono ovviamente contento, ma non era previsto.” Il 30 e 31 gennaio ci saranno i Mondiali della specialità proprio “a casa” di Zdenek Stybar, a Tabor (circa 100km a sud di Praga). Sarà un avversario difficilissimo, forse proprio quello da battere.
Secondo classificato un altro atleta da alta classifica, una sorta di "quarto uomo" visto il dominio quasi ossessivo del solito terzetto Albert-Nys-Stybar. Si tratta di Klaas Vantornout. “E’ stato un percorso molto difficile e ho dimostrato di avere una buona condizione fisica. La gara di Tabor sarà in condizioni diverse. Ai campionati del mondo saranno tutti contro Stybar, potrei approfittarne: perché non dovrei poter avere chances anche io?”
Sven Nys riesce a far parte del terzetto vincente, ma stavolta occupa il gradino più basso del podio: “Mi aspettavo questo risultato. Ho avuto una settimana difficile per i numerosi impegni e faccio fatica… Stybar oggi è stato il migliore ed io credo di aver meritato il terzo posto.”
Non era scontata la presenza alla gara di Niels Albert, reduce da una frattura costale, a causa di un incidente durante i campionati di Ciclo-cross del Belgio, il 10 gennaio. Responsabile della caduta che gli ha procurato l’infortunio uno spettatore subito identificato come tifoso di Sven Nys. Ma Nys aveva subito condannato il gesto: “Non voglio avere niente a che fare con simili persone, che andrebbero bandite per sempre”, era stata la sua lapidaria dichiarazione. Albert ha gareggiato ma, ovviamente non poteva essere competitivo come al solito. Alla fine si è classificato ottavo. Si allontana per lui la vetta della classifica.
Enrico Franzoi ha corso nel suo standard, tenendo la decima posizione, mentre Marco Aurelio Fontana si è arreso al percorso. Marco Bianco è 29mo posto e Fabio Ursi 37mo .
Per quanto riguarda gli under 23, fuori gioco alle prime pedalate per una caduta Cristian Cominelli, quando si trovava in testa al gruppo. Ha inseguito a lungo, poi un secondo incidente lo ha eliminato definitivamente. Elia Silvestri si difende piazzandosi 13mo.
In questa categoria c’è la conferma del super favorito Tom Meeusen, sempre più lanciato verso il titolo iridato, che deve però combattere con Robert Gavenda (Slovacchia, già campione del mondo juniores) e Tijmen Eising (Olanda), rispettivamente a +7” e +8”. Anche Meeusen è sorpreso: “Non mi sentivo a mio agio nel fango, oggi. Nelle ultime settimane abbiamo corso su percorsi ghiacciati ed avevo bisogno di tempo per adattarmi ad un fondo davvero fangoso. In aggiunta a questo, ho avuto dei problemi meccanici.”
Anche in campo femminile altra sorpresa, con la vittoria della ceca Katerina Nash, seguita dalla tedesca Hanka Kupfernagel; la consueta battaglia tra olandesi, ovvero tra Marianne Vos e Daphny Van Der Brand, si è scatenata per il terzo posto. La Vos riesce a spuntarla, prendendosi una rivincita sui campionati nazionali dove invece si era imposta la Van Der Brand. Che tuttavia riesce a togliere la leadership nella classifica di Coppa del Mondo a Katherine Compton (Usa), con 285 punti. Eva Lechner si classifica settima ed è il miglior risultato per gli italiani in questa prova, considerando anche che la specialista della mtb si era cimentata in Coppa del Mondo solo da due gare. Il 24 gennaio ad Hoogerheide (Olanda) ultima prova di Coppa del Mondo, con un occhio a Tabor e (forse) un dito sul freno …
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Uomini Elite: 1) Zdenek Stybar (Cze) 1:02:19; 2) Klaas Vantornout (Bel) +8”; 3) Sven Nys (Bel) +16”; 4) Erwin Vervecken (Bel) +25”; 5) Bart Wellens (Bel) +38”; 6) Gerben De Knegt (Ol) +1’; 7) Bart Aernouts (Bel) +1’12”; 8) Niels Albert (Bel) +1’32”; 9) Steve Chainel (Fra) +1’43”; 10) Enrico Franzoi (Ita) +1’55”; 29) Marco Bianco (Ita) +5’30”; 37) Fabio Ursi (Ita) +7’19”. Donne Elite: 1) Katerina Nash (Cze) 40’55”; 2) Hanka Kupfernagel (Ger) +13”; 3) Marianne Vos (Ol) + 52”; 4) Daphny Van Der Brand (Ol) + 1’31”; 5) Sanne Van Paassen (Ol) +1’52”; 6) Caroline Mani (Fra) +2’03”; 7) Eva Lechner (Ita) +2’28”; 8) Reza Ormes (Ol) +2’44”; 9) Christel Ferrier-Bruneau +2’55”; 10) Elisabeth Brandau (Ger) +3’08”. Under 23 : 1) Tom Meeusen (Bel) 49’22”; 2) Robert Gavenda (Slk) +7”; 3) Tijmen Eising (Ol) +8”; 4) Jan Denuwelaere (Bel) +14”; 5) Pawel Szczepaniak (Pol) +21”; 6) Vincent Baestaens +41”; 7) Joeri Adams (Bel) +49”; 8) Micki Van Empel (Ol) +1’07”; 9) Marek Konwa (Pol) +1’16”; 10) Lars Van De Haar (Ol) +1’25”; 13) Elia Silvestri (Ita) +2’06”; 28) Bryan Falasachi (Ita) +4’39”; 42) Matteo Trentin (Ita) ad 1 giro. |
MARCO
AURELIO FONTANA SPODESTA FRANZOI
Francesca Romana Golino
MILANO - Dopo 12 anni sono tornati all’idroscalo di Milano i Campionati Italiani di ciclocross. Un percorso veloce molto tecnico, definito dal presidente della Federazione ciclistica Italiana, Renato Di Rocco, “la scala del ciclocross”. Grande tifo per Marco Aurelio Fontana, che è riuscito ad imporsi su Enrico Franzoi il grande favorito della vigilia. “Dedico questa mia vittoria al pubblico dell’idroscalo che mi ha incitato per tutta la gara tanto che, per conoscere la mia posizione bastava ascoltare il fragore degli applausi e degli incitamenti che mi venivano rivolti”, così il neo campione commenta la vittoria, centrata anche grazie ad una foratura di Franzoi, che al terzo giro gli ha permesso di prendere il via. Ma l'ex tricolore non ha nulla da recriminare: anche Fontana ha subito una foratura, chefortunatamente si è verificata nei pressi dei box, così è riuscito a risolvere in pochissimo tempo e a tagliare il traguardo con 18” di vantaggio. Fontana riconosce comunque il valore dell'avversario, “E' stato sfortunato a forare un po’ distante dai box”. Franzoi attualmente è nei primi dieci nelle classifiche dei grandi trofei di ciclocross del nord, Superprestige e GVA.
Per quanto riguarda gli under 23, Elia Silvestri non ripete il successo pieno ( ha vinto sia la categoria Open che quella under 23) del Giro d’Italia Ciclocross, anzi si piazza appena 15mo. E’ Cristian Cominelli (nella foto a destra; cliccare per ingrandire) ad imporsi sin dal primo giro, riuscendo a battere Bryan Falaschi e Matteo Trentin. Ottima prestazione a sorpresa per Daniele Mensi, quarto classificato. In campo femminile anche la maglia rosa al Giro d’Italia Ciclocross 2009 Vania Rossi cede il passo ad Eva Lechner, che conserva il titolo di Campionessa Italiana, terza classificata Evelyn Staffler. Per le under 23 il successo va a Stefania Vecchio.
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Uomini Elite 1)
Marco Aurelio Fontana (Cannnondale Factory Racing Lombardia) “Camp.
D’Italia” in 1.02’45”; 2) Enrico Franzoi (Bkcp Powerplus) +18”; 3)
Marco Bianco (L’Arcobaleno Carraro Team) +1’36”; 4) Fabio Ursi
(Centro Sportivo Esercito Italiano) +2’11”. |
LOENHOUT (GVA): LA LEGGE DI NYS; FRANZOI 8°
Francesca Romana Golino
Il sesto cross del GVA
Trofee, tenutosi a Loenhout il 29-12-09, è stato deciso alla fine
dell’ ultimo giro dall’allungo decisivo su un curvone in salita, Sven Nys
si è fatto strada nel fango ed è riuscito a distanziare Niels Albert che
aveva dominato il resto della corsa sempre davanti a Nys e a Zdenek
Stybar. Sono sempre loro a darsi battaglia per il podio.
Una grande lotta, su un percorso molto tecnico e vario, con tratti
semi-ghiacciati e molto, molto fango. Sven Nys ha alzato le braccia al
cielo con la faccia completamente color cioccolato, e anche gli altri che lo
seguivano.
Già dal primo giro si è capito che la questione era tra Albert e Nys.
,Questi tampona leggermente Albert spingendolo alle transenne, ma non è
niente di grave. I due riprendono le bici e – tra le ovazioni del pubblico in
delirio – ricominciano a misurarsi sul percorso.
C’è persino una seconda caduta per Nys, alla base della rampa
artificiale, a 6 giri dalla fine. La giostra continua giro dopo giro, tra rampe
e dossi ondulati artificiali, tratti di fango semi vetrificato dove si ondeggia
pericolosamente uno sulla ruota dell’altro ed il rettilineo finale dove poter
sgranchire un po’ le braccia. Nys riesce a passare per primo alla fine
della penultima tornata, ma Albert lo riprende. Non Molla. Ma Nys con un
ultimo sforzo riuscirà poi ad aggiudicarsi la gara e così collezionare il nono
successo di stagione.
Anche se terzo ancora una volta, Stybar pare soddisfatto. Ben distanziato
arriva quarto Gerben De Knegt. Enrico Franzoi conferma di aver
migliorato, piazzandosi ottavo come nel Superprestige di Diegem (27-12, ndr).
Negli under 23 s’impone “l’asso pigliatutto” belga Tom Meuseen, ed
Elia Silvestri e Cristian Cominelli sono lontani dal podio (23mo
Cominelli e 44mo Silvestri).
Per le donne era la terza prova del GVA, e Marianne Vos
viene battuta da Daphny Van Den Brand. Il podio è tutto olandese,
la terza è Sanne Van Paassen. Solo quarta una belga, Sanne
Impossibile. L’italiana Nicoletta Bresciani è 37ma.
Il I gennaio del 2010 s’inaugura l’anno correndo a Baal, non
lontano dalla casa di Sven Nys, infatti il cross è intitolato al campione belga.
Che, dopo una certa dose di sfortuna potrà affrontare la gara con un buon
presupposto, cercando di ipotecare sempre più la vittoria finale.
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GVA Loenhout 29-12-2009 - Uomini Elite: 1)
Sven Nys (Bel) 1:02”25”; 2) Niels
Albert (Bel) +8”; 3) Zdenek Stybar (Cze) +20”; 4) Gerben De Knegt (Ol)+1’21”;
5) Rob Petrs (Bel); 6) Dieter Vanthourenhout (Bel); 7) Bart Wellens
(Bel) 8) Enrico Franzoi (Ita) 9) Bart Aernouts (Bel);
10) Christian Heule (Ch).
Donne Elite:
1)
Daphny Van Den Brand (Ol); 2) Marianne
Vos (Ol); 3) Sanne Van Paassen (Ol); 4) Sanne Impossibile (Bel);5)
Helen Wyman (Gbr); 6)Linda Van Rijen (Ol); 7) Paula Havlìkovà (Cze);
8) Nikki Harris (Gbr); 9) Reza Hormes-Raves Stijn (Ol); 10) Joyce
Vander Beken (Bel);37) Nicoletta Bresciani (Ita). |
SUPERPRESTIGE A DIEGEM: ALBERT FA LA VOCE GROSSA; FRANZOI 8°
Versione serale della sesta prova del Superprestige per la categoria elite, con tutta Diegem mobilitata per l’evento, percorso costruito tra il centro cittadino e la campagna, interamente illuminato, terreno pesante e tifo robusto. Niels Albert si riprende lo scettro e vince, ma di soli 8 secondi su Zdenek Stybar. Il vincitore della gara di Zolder in Coppa del Mondo, Kevin Pauwels, si difende bene ed è terzo, vincendo un duello sul traguardo con Gerben De Knegt.
Sfortuna per Sven Nys. Bloccato da un problema al deragliatore posteriore, è stato costretto a raggiungere a piedi il traguardo, e poi a guardare sconsolato il resto della gara. Dev’essere stato veramente amaro, viste le ambizioni di vittoria della vigilia, anche su un terreno di gara a lui non congeniale, come aveva ammesso lui stesso. Il trofeo che aveva posto come uno degli obbiettivi della stagione si allontana un po', anche se mantiene il terzo posto in classifica generale. Ottima gara invece per Enrico Franzoi, che si classifica ottavo. Non c’era Marco Bianco. Gli altri italiani: Fabio Ursi, 22°, Marco Ponta 34°. La penultima sfida del Superprestige si terrà a Zonhoven il 7 febbraio 2010, e non tutto è ancora deciso. (f.r.g.)
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Superprestige sesta gara - Diegem, 27-12-09:
1)
Niels Albert (Bel) 1:00:56; 2) Zdenek Stybar (Cze)
+8”; 3) Kevin Pauwels (Bel) +1’36”; 4) Gerben De Knegt (Ol); 5) Bart
Wellens (Bel) 1’47”; 6) Klaas Vantornout (Bel) 2’07”; 7) Erwin
Vervecken 2’11”; 8) Enrico Franzoi (Ita) 2’23”; 9) Bart
Aernouts (Bel)2’23”; 10) Radomir Simunek (Cze) 2’47”; 22) Fabio
Ursi (Ita) 5’28”; 34) Marco Ponta (Ita) 8’11”. |
HEUSDEN-ZOLDER: SILVESTRI (U.23) SECONDO. PAUWELS LA SORPRESA
C'è anche un po' di
azzurro, finalmente in Coppa del mondo di ciclocross . A S. Stefano
ad Heusden-Zolder l'under 23
Elia Silvestri si è classificato al secondo posto a soli 14” dal belga
Tom Meeusen, leader di categoria nel challenge Uci. Elia ha fatto una gara di
testa fino all'ultimo giro, poi ha ceduto al belga sopratutto per un cambio di
bicicletta e ha perso l'opportunità di vincere, ma ha dimostrato di non temere
nessuno dei coetanei in campo mondiale. Sul terzo gradino del podio l’olandese
Tijmen Eising a 24” dal vincitore. Ottima anche la gara di Cristian Cominelli,
quinto a 29” dopo aver effettuato una formidabile rimonta dalle ultime
posizioni, mentre Matteo Trentin, che ha lavorato molto bene a
disposizione dei compagni di squadra, si è classificato al 22° posto a 2’07”.
Grande soddisfazione del direttore tecnico Fausto Scotti per la
condizione evidenziata dai nostri giovani talenti anche in prospettiva dei
mondiali in programma a Tabor a fine gennaio. Due azzurri nei primi cinque è un
risultato di assoluto rilievo. Nella classifica di Coppa Cristian Cominelli è
quarto con 96 punti, preceduto da Meeusen (140), Gavenda (115) e Jouffroy (100).
Nella corsa juniores, impegnati anche i due azzurrini Rudy Lorenzon
e Andrea Righettini, ha vinto il francese Juan Alaphilippe con una
coraggiosa fuga che ha messo fuori causa il terzetto d’inseguitori formato dai
due olandesi Van Der Poel e Teunissen e dal belga Sweeck, arrivati nell’ordine a
36”. Al diciassettesimo posto Rudy Lorenzon staccato di 1’26” dal vincitore, al
ventesimo Andrea Righettini a 1’46”. Ai primi tre posti del challenge Uci
figurano tre olandesi: Gert-Jan Bosman con 132 punti, seguito da David Van Der
Pole (p. 103) e Michel Van Der Heijden (p. 102). Fabio Alfonso Todaro, 21°, è il
primo degli italiani (p.35).
La gara dei "big" stata preceduta da
lunghe polemiche sulla pericolosità del fondo ghiacciato; diversi iscritti, tra
cui il campione del mondo in carica Niels Albert, avevano manifestato la
loro intenzione di non correre in quelle condizioni. Così l’organizzazione è
corsa ai ripari ed ha sparso il sale su tutto il percorso. Che alla fine si
presentava bagnato e fangoso, come è tradizione del ciclocross. A tratti è
anche spuntato qualche raggio di sole. Folla delle grandi occasioni, berretti da
Babbo Natale e un risultato a sorpresa: Kewin Pauwels
(nella foto; cliccare per ingrandire) sbaraglia gli
avversari e conquista così il miglior risultato della stagione. Un successo di
grande caratura perchè dietro di lui ci sono i tre grandi Albert, Nys,
e il compagno di squadra Stybar . Il successo è venuto con una fuga
dal primo giro, in compagnia di Aernouts e De Knegt. Poi Pauwels
ha saputo resistere all’attacco di Albert, rientrato sui primi nel frattempo e a
staccarlo, arrivando solo al traguardo. Sembrava davvero un altro atleta: solo
la settimana scorsa, a Kalmthout, aveva chiuso la gara al 32mo posto. Una
vittoria inattesa: “Mi sono trovato subito bene con Aernouts e De Knegt in fuga;
guidavo bene, poi è sopraggiunto Albert. Ma sui percorsi tecnici sono in grado
di controllarlo. E’ stato il cross più lungo che abbia mai corso.” Con il suo
secondo posto Niels Albert riesce a mantenersi al comando nella
classifica generale di Coppa, scende al secondo posto Stybar, oggi solo
sesto. Pauwels ha voluto chiarire la sua posizione verso il collega
della Telenet –Fidea, secondo in classifica generale, che probabilmente sente di
essere il leader della squadra e si aspetta la sua collaborazione: “Se posso lo
aiuterò, ma quando ci si trova in testa si corre per se stessi.”Capitolo
azzurri: i nostri "big" non si sono mostrati a loro agio su questo percorso;
morale: stati Enrico Franzoi, Marco Bianco e Luca Damiani,
che si sono classificati rispettivamente 19mo, 28mo e 34mo.
Anche per le donne non c’è
stata storia, Marianne Vos ha preso il via e ha seminato le solite
avversarie Katherine Compton e la connazionale Daphny Van Den Brand.
La Compton, che resta leader di classifica, è stata ancora una volta penalizzata
da una brutta partenza; ha comunque vinto la lotta per il secondo posto che si è
scatenata dietro la Vos. Leggermente migliori le nostre ragazze, con Eva
Lechner che si piazza decima, ed Evelyn Staffler e Veronica
Alessio 24ma e 26ma. Il 17 gennaio la Coppa del Mondo di ciclo-cross
sbarcherà in Francia, a Roubaix, per la penultima prova.
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Coppa del Mondo ciclocross, Heusden-Zolder, 26-12-09-
7ma prova Uomini:
1)
Kewin Pauwels (Bel)
1:04:30; 2) Niels Albert (Bel) +22”; 3) Sven Nys (Bel) +33”; 4)
Gerben De Knegt (Ol) +38”; 19) Enrico
Franzoi (Ita) +2’25”; 28) Marco Bianco (Ita) +3’37”; 34) Luca
Damiani (Ita) +3’52; 35) Marco Aurelio Fontana (Ita) +3’57”.
Classifica generale aggiornata al 26-12-2009 Uomini:
1) Niels Albert (Bel) p.505; Zdenek Stybar (Cze) p.485; Sven Nys
(Bel) p.415; Klaas Vantornout (Bel) p.387;
10) Enrico Franzoi (Ita) p.270; Marco Bianco (Ita) p.173. |
KALMTHOUT: NYS RE DI COPPA
Francesca Romana Golino
Sven
Nys vince anche in Coppa del Mondo, a Kalmthout e lo fa
superando un primo giro davvero infernale, con problemi alla catena, scivolone e
pneumatico sgonfio. “Ho avuto il problema con la catena che si è schiantata
durante il primo giro, e poi mi sono arrabbiato perché non c’era spazio per
spostarsi in avanti; alcuni ragazzi proprio non mi hanno lasciato passare, e
questa situazione mi ha fatto ribollire dentro. Probabilmente il motivo che mi
ha fatto continuare a lottare.” Ma poi l’amarezza lascia spazio alla
soddisfazione: “E’ stato il mio migliore cross; è stato bello vincere la prima
gara di Coppa del Mondo della stagione.”
Zdenek Stybar è stato un valido combattente. A metà gara aveva preso il comando della gara, ma non c’è stato verso di battere Nys, perfettamente a suo agio sul circuito ghiacciato. Il suo secondo posto gli da una certa amarezza, mitigata dal podio: “Ho fatto troppi errori. I pneumatici erano sbagliati. Comunque ci sono sempre i soliti tre sul palco delle premiazioni.”Infatti il terzo classificato è Niels Albert, che riesce a mantenere la sua posizione di leader nella classifica generale, anche se ora ha lo stesso punteggio di Stybar. Il ghiaccio non perdonava davvero:brutta caduta sui gradini per Radomir Simunek, connazionale di Stybar, che a circa metà gara si è dovuto ritirare dolorante. Gli italiani: Enrico Franzoi, 16° a +1’42”, ed Evelyn Staffler , 22° a + 4’51”. Eva Lechner era al debutto internazionale nella specialità (ha ripreso con il ciclocross nell’ultima prova del Giro d’Italia cross, il 13 dicembre ad Ornavasso) si è classificata 25a a +5’08”.
Katherine Compton si è classificata terza; ha dovuto cedere al duo olandese Daphny Van Den Brand e Marianne Vos. C’è stata lotta per il quarto posto tra Hanka Kupfernaghel (Ger) e Sanne Cant (Bel). Vittima delle condizioni proibitive la campionessa inglese Helen Wyman, vincente in Italia a Faé di Oderzo, ritirata al quarto giro.
Le condizioni di questo campo di gara sembrano essere molto simili a quelle che si presenteranno a Tabor (Rep.Ceca), per i Campionati del Mondo che si disputeranno il 30 e 31 gennaio 2010. Per quanto riguarda la Coppa del Mondo ciclocross è già cominciato il conto alla rovescia ad Heusden-Zolder (Belgio) per la manche di S.Stefano , molto attesa da quelle parti. Per le ultime tre prove di Coppa del Mondo saranno sempre impegnati uomini e donne (il 26-12-09 ad Heusden-Zolder – Bel- il 17-1-10 a Roubaix- Fra- ed il 24-1-10 finale ad Hoogerheide – Ol -).
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20 -12 -09 Coppa del Mondo Ciclocross 6° manche: U
omini Elite
1)
Sven Nys (Bel) 1:00:30; 2) Zdenek Stybar (Cze) +3”;
3) Niels Albert (Bel) +4”; 4) Klaas Vantornout (Bel) +9”; 16)
Enrico Franzoi (Ita) +1’42”; 22) Elia Silvestri (Ita) +2’50”; 27)
Luca Damiani +2’59”.
Classifica generale:
1)
Niels Albert (Bel) p.435; 2) Zdenek Stybat (Cze)
p.435; 3) Sven Nys (Bel) p.350; 4) Klaas Vantornout (Bel) p.339;
10) Enrico Franzoi (Ita) p.238; 23) Marco
Bianco (Ita) p.150; 30) Alessandro Gambino (Ita) p.98. |
A FONTANA LA TAPPA, A SILVESTRI LA CLASSIFICA
Il Giro d’Italia ciclocross lo vincono due
giovani, maglia rosa al diciannovenne Elia Silvestri per la categoria
open maschile, e alla ventiquattrenne Vania Rossi, la compagna di
Riccardo Riccò, per la categoria open femminile. L’epilogo al 1° GP di
Ornavasso (Vb), che come la tappa di Borgosesia (Vc), fa parte di un
circuito di sei gare che costituiscono la Coppa Piemonte FCI di Ciclocross.
La tappa la vincono altre due “vecchie” volpi, Marco Aurelio Fontana
(vincitore della prima edizione), che ha preceduto Elia Silvestri e Marco
Bianco. Fra le donne il successo è andato a Eva Lechner, che ha
momentaneamente lasciato la mtb (in questo momento è nona nel ranking mondiale
mtb, cross country) per rientrare al ciclocross in questa quinta ed ultima
tappa. Ha vinto giungendo sola al traguardo, con 24” di vantaggio su Vania Rossi
e 30” su Francesca Cucciniello.
Nelle categorie giovanili vincono per gli juniores Francesco Acquaviva ed Elena
Valentini, e per gli allievi Federico Zurlo ed Asia Palladin. Il direttore
tecnico del settore ciclocross Fausto Scotti, promotore delle seconda
edizione e presente alle tappe per valutare gli atleti da convocare in
nazionale, traccia il bilancio di questo Giro d’Italia: “Siamo molto
soddisfatti. Abbiamo registrato una partecipazione numerosa di atleti in ogni
categoria, ciò che ci stimola e ci spinge a guardare avanti alla prossima
edizione con fiducia. Si sonon viste eccellenti prestazioni, specie di Elia
Silvestri, di Vania Rossi che ha difeso molto bene la sua maglia rosa, e di Eva
Lechner, vincitrice della tappa di oggi. Il giovane Francesco Acquaviva
ha mostrato la sua grande attitudine.” La terza edizione si propone di avere
prove internazionali per ogni tappa, allargando la scelta dei campi di gara al
sud Italia. (f.r.g.)
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I vincitori: open m.: Elia Silvestri; open f. : Vania Rossi; juniores: Francesco Acquaviva; juniores f.: Elena Valentini; allievi: Federico Zurlo; allieve: Asia Palladin; esordienti: Giulio Franzolin; esordienti f.: Rebecca Gariboldi |
ESSEN (GVA TROFEE): ALBERT TORNA ALLA VITTORIA
Punti in classifica e fiducia per Niels Albert, che dopo la parentesi non brillantissima in Spagna, torna a vincere nella quarta prova del GVA Trofee ad Essen. Primo in gara e in classifica generale. L'avversario di sempre, Nys ora è a 7 punti di distanza. Albert ritrova il pubblico festante del Belgio;e l'autostima. ”La mia forma è in crescita, ma ancora non al massimo. All’inizio del cross ci sono stati dei giri con velocità terribile, poi Nys si è trovato in difficoltà ed io ne ho approfittato; ho dimostrato che cosa potevo fare.” Un cross dal terreno pesante senza pioggia, che ha visto sin dall’inizio scattare i soliti quattro: Albert, Nys, Stybar e Pauwels, il resto del gruppo a 20”. Proprio Pauwels è stato vittima di una caduta e di una collisione con le transenne a bordo tracciato, ma nonostante questo ha mantenuto la quarta posizione. Problemi meccanici per Sven Nys, cambio di bicicletta dopo pochi giri dal via, con un distacco arrivato a quasi un minuto e mezzo da Albert; per questo il veterano (a cui è persino intitolata una prova, quella del primo gennaio a Baal, dalle parti di casa sua) è relativamente tranquillo: “Io non drammatizzo, anche se 7 punti sotto Albert, c’è ancora molto da fare in questo trofeo.” Zdenek Stybar sembra tornato al suo ruolo di terzo perenne, anche se più volte ha rintuzzato gli attacchi di Nys. Un buon ottavo posto per Enrico Franzoi, che rientra nei primi dieci e riesce a battere Gerben De Knegt, lui decimo, che in Italia nel Cross internazionale del Ponte ( 8-12 a Faé di Oderzo, ndr) lo aveva preceduto. Assente giustificato Marco Bianco, che ha scelto di correre la penultima prova del Giro d’Italia cross, a Borgosesia (Vc), vincendola. Il 29-12 sarà di nuovo GVA, con l’ Azencross di Loenhout. (f.r.g.)
| Quarta prova GVA Trofee – Essen – GP Rouwmoer – 12-12-09: 1) Niels Albert (Bel) 1:02:14; 2) Sven Nys (Bel) + 11”; 3) Zdenek Stybar (Cze) + 33”; 4) Kevin Pauwels (Bel) + 1’23”; 8) Enrico Franzoi (Ita) + 2’36”; 10) Gerben De Knegt (Ol) + 2’54”; Classifica generale GVA Trofee aggiornata al 12-12-09: 1) Niels Albert (Bel) p.98; 2) Sven Nys (Bel) p.91; 3) Zdenek Stybar (Cze) p.86; 4) Kevin Pauwels (Bel) p.71; 10) Enrico Franzoi (Ita) p.35; 25) Marco Bianco (Ita) p.7 |
GIRO D'ITALIA: KNEGT BEFFA FRANZOI
La
terza prova del giro d’Italia ciclocross è stato anche l’8° cross
internazionale del Ponte per Faé di Oderzo, marca trevigiana, percorso che
si snoda attraverso i vigneti di Borgo Barattini. Circa 400 atleti iscritti per
le varie categorie, dai giovanissimi agli elite, per una giornata di sport e di
festa, con contorno di stands enogastronomici del territorio. Nella categoria
open (elite ed under 23) come previsto la sfida si è accesa tra uno degli ospiti
di prestigio, Gerben De Knegt (Olanda, Rabobank), che poi è risultato
vincitore, ed il migliore dei nostri, Enrico Franzoi
(nella foto qui a sinistra), secondo a +20”. Franzoi mancava dal 2006
su questo terreno di gara, che si è presentato fangoso quasi quanto i famigerati
cross noerdeuropei. Sfida a due sin dall’inizio, che si è decisa a metà gara per
un errore dell’italiano. Decisamente più distanziato l’ultimo atleta sul podio,
il belga Ben Berden (Revor Cycling T.), a +2’45”, e quarto ancora un
italiano, Marco Bianco (L’Arcobaleno Carraro T.). Per gli under 23 il primo
classificato è Elia Silvestri (selle Italia Guerciotti), ottavo, piazza
che gli vale comunque la leadership solitaria nella classifica generale del
Giro; fin qui condivisa con Damiani (Team Colavita).
Nella categoria juniores e donne vince Francesco Acquaviva (Iron Metal
Cicli Protek), seguito da Fabio Todaro (S.C.Cadrezzate) e Vojtec Nipl ( Rep.
Ceca, Cesky Svaz Cyclistiky). 26ma e prima tra le donne la campionessa inglese
Helen Wyman (Kona), 29ma assoluta e seconda di categoria Vania Rossi
(Selle Italia - Esercito), sul podio dalla seconda gara dopo il rientro dalla
maternità; 30ma e terza in campo femminile Francesca Cucciniello (Selle Italia
Guerciotti). Il 12 e 13 dicembre ci saranno le tappe finali del Giro d’Italia
ciclocross, con la prova nazionale di Borgosesia (Vc) e la prova conclusiva
internazionale di Ornavasso (Vb). (f.r.g.)
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8° Cross
Internazionale Faé di Oderzo 8-12-09 Categoria Open: 1) Gerben
De Knegt (Ol) 1:03:55; 2) Enrico Franzoi (Ita) +20”; 3) Ben
Berden (Bel) +2’45”; 4) Marco Bianco (Ita) +3’27”; 8) Elia
Silvestri (Ita) +5’15”. |
COPPA DEL MONDO
A IGORRE: STYBAR AVANZA ANCORA
Continua la lenta ma inesorabile rimonta del ceco Stybar (nella foto a destra, cliccare per ingrandire). Anche nel fango di Igorre riesce a domare i "leoni" belgi e a rifilare un pugno di secondi a quello che si configura come l'avversario più pericoloso in Coppa del Mondo, il belga Albert e a rosicchiargli ulteriori punti in classifica. Ne aveva 25 di ritardo a Koksijde, adesso è lì, a meno cinque, grazie ancora ad un finale entusiasmante in cui ha lasciato indietro Albert, Nys, Vantorunout e Wellens, quanto di meglio il Belgio può attualmente esprimere in fatto di ciclocross.
Le previsioni davano per favorito Sven Nys,
vincitore negli ultimi tre anni nella prova di Coppa del Mondo di Igorre. Dopo
alcune schermaglie iniziali la corsa ha assunto la solita fisionomia: una
battaglia a tre: Nys e Stybar. Ma a circa metà gara erano i due belgi a dominare
la situazione. Nell’ultimo giro Stybar ingrana il turbo e decide di partire con
un accelerata che costringe Nys ed Albert ad un inseguimento affannoso; ma
quando questi stanno per raggiungerlo, ecco l'imponderabile. Sulla pista
c'è un concorrente che si trascina con la bicicletta in spalla, evidentemente al
lumicino delle forze. Colto di sorpresa, Nys inciampa e scivola riuscendo a
tirarsi in piedi e recuperando la bicicletta con una mano, e contemporaneamente
rallenta anche Niels Albert. Stybar è più lesto ad infilarsi tra i ritardatari
guadagnando secondi preziosi. Ha forza e condizione: dove gli altri arrancano a
piedi lui pedala, solitario fino al traguardo, dove arriva che è un maschera di
fango. Inutile dire del disappunto di Nys che di Albert per aver trovato un
avversario in quella posizione. Anche se il grado di amarezza è differente.
Niels Albert tutto sommato soddisfatto di aver mantenuto la leadership con il
suo secondo posto: “Nella prima parte della settimana non avevo avuto buone
sensazioni, perchè avevo nelle gambe un allenamento molto duro fatto in Spagna.
Nella seconda parte della settimana ed oggi la sensazione è stata nettamente
migliore, e sono molto contento".
Nys invece riflette con un pizzico di amarezza: “Chi era il più forte di noi
tre? Non saprei dirlo. Non mi aspettavo di trovare un concorrente lì e non ho
potuto evitarlo.” Un fine settimana decisamente pieno di disappunti, visto che
venerdì sera sia lui che Sven Vanthourenhout, alloggiati nello stesso albergo di
Mallorca, erano stati derubati dei laptop e del denaro, anche se i ladri non
avevano toccato passaporti e biglietti, cosa che ha permesso ad entrambi di
raggiungere Igorre. La moglie di Nys, Isabelle, aveva commentato che si erano
persi anni di dati e di analisi, ma aveva anche affermato che in nessun modo la
cosa avrebbe pregiudicato la perfomance della gara.
Di tenore differente l’analisi della vittoria da parte di Stybar: “Nel giro finale ho trovato di nuovo le mie condizioni di gamba migliori. Ho certamente sorpreso Nys con il mio attacco in quel punto. Non ho visto cosa succedeva alle mie spalle, ho sentito qualcosa sul palco. La prossima volta potrebbe succedere a me, questo è il cross. Sono molto contento di questa vittoria, sto dimostrando con i fatti che sono bravo su tutti i percorsi, dopo Koksijde ( la scorsa prova di Coppa del Mondo che lo aveva visto vincente sulla sabbia e contro il vento del mare del nord; ndr) anche qui”. Poi rivela le sue intenzioni: “Vincere la coppa del mondo? E’ quello che mi motiva. Questo è il motivo per cui ho scelto il ciclocross”. I quattro italiani che erano stati designati per correre questa quinta prova sono tutti fuori dai primi dieci, il migliore è Enrico Franzoi, dodicesimo (anche se mantiene la nona posizione in classifica generale). 18mo Marco Bianco, 31mo Luca Damiani, 33mo Alessandro Gambino. Il 20 dicembre si tornerà in Belgio, a Kalmothout, dove rientreranno in scena anche le donne. (f.r.g.)
| Coppa del mondo
a Igorre, 6 dicembre 2009: 1) Zdenek Stybar (Cec) 1:02:12; 2)
Niels Albert (Bel) a 6"; 3) Sven Nys (bel) a 33"; 4) Klaas
Vantournout (Bel) 43"; 5) Barte Wellens (Bel ) 50"; 12) Enrico
Franzoi (Ita) a 1'46"; 31) Luca Damiani (Ita) 6'30"; 33) Alessandro
Gambino (Ita) 6'37" Classifica generale dopo 5 prove: 1) Albert Niels (Bel) 270p; 2) Stybar (Cec) 365; 3) Vantournout (Bel) 279; 9) Franzoi (Ita) 203 |
NYS NELLA
LEGGENDA: 50° SUCCESSO
Francesca Romana Golino
Il
percorso olandese lo aspettava con l’immancabile mulino sullo sfondo. Giornata
grigia ma non proibitiva per i fachiri del fango; prati zuppi di pioggia. Sven
Nys (cliccare sulla foto per ingrandire) sbuca sul rettilineo e afferra dal pubblico un trofeo con un grande numero
50 cinto d'alloro e va verso la gloria. Nell’unica gara fuori dalle Fiandre
rompe l’incantesimo e aggiunge al suo già prestigioso palmares la cinquantesima
vittoria, superando il mito del ciclocross anni ’80, Roland Liboton. Nys ha
dominato anche se il campo gara non era dei suoi preferiti: “Sono contento,
questa è una gara dura e normalmente non mi piacciono queste corse nei prati, un
cross pesante, ma ho ben recuperato dalla gara di ieri (la quarta prova di Coppa
del Mondo di ciclocross tenutasi a Koksijde, ndr) e così sono andato. Albert non
era lontano, ma questo è un cross dove si può stare tranquilli sulle ruote.”
Kevin Pauwels, emergente nell'ultima settimana, ha fatto una grande rimonta riuscendo a piazzarsi secondo. E’ il suo primo podio in pochi anni, ma il belga non ha mostrato grandi emozioni : “Ieri avevo mal di schiena, ne ho risentito pure oggi, ma questo è stato un cross migliore per la mia condizione. All’inizio ero con Stybar, ma non riusciva a seguire.” Niels Albert, ha fatto una corsa in difesa, cercando di rispondere agli attacchi di Nys per tutta la gara. Alla fine è terzo. Tuttavia è contento del risultato che gli permette di non perdere contatto nella classifica generale, e già pensa alle due settimane di allenamento in Spagna, in vista della successiva prova di Coppa del Mondo ad Igorre, il 6 dicembre prossimo. “Sono felice di potermi testare in Spagna. Nelle ultime due settimane non sono stato al 100%. Per me è ideale lasciare il paese per due settimane. Sven senza dubbio è il migliore di oggi. Il livello è così alto che se non sei al 100% è impossibile vincere. Il mio manager mi ha detto di non dare troppo peso a queste gare.”
Poi però aggiunge che dovrà fare molta attenzione a non perdere punti a Diegem, la prossima manche del Superprestige, il 27 dicembre. Al quarto posto sul traguardo il dominatore delle ultime gare nel fango: il ceco Zdenek Stybar. Evidentemente ha speso molto per vincere in Coppa del Mondo, sulla sabbia di Koksijde. A conti fatti soddisfazione anche per lui: “In realtà sono felice. Non ho perso un sacco di punti in un campo che non fa per me. Naturalmente mi sarebbe piaciuto stare sul podio. Ero stanco, come molti altri, ma sono felice di non esser finito decimo.” Decimo è Enrico Franzoi, mentre Marco Bianco è 21mo. Bene anche il giovane tedesco Philip Wasleben, al primo anno da elite, si è classificato settimo.
Partenza a tutta, come al solito e subito si delinea la sfida tra Albert e Nys, che approfitta anche della caduta di Gerben De Knegt (Olanda). Albert ha un momento di difficoltà nel raggiungerlo, ma quando ci riesce ha un problema con la bici e viene superato da Pauwels. Fino a metà corsa Nys aveva effettuato solo piccoli allunghi cercando di fiaccare Albert. Poi ha deciso l'attacco vincente.
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Superprestige Gieten 29-11-09: 1) Sven Nys (Bel) 59:15; 2) Kevin Pauwels (Bel) 59:42; 3) Niels Albert (Bel) 1:00:17; 4) Zdenek Stybar (Cze) 1:00:32; 10) Enrico Franzoi (Ita) 1:01:04; 21) Marco Bianco (Ita) 1:02:58 Classifica Generale Superprestige al 29-11-09: Sven Nys (Bel) p.71; Niels Albert (Bel) p.69; Zdenek Stybar (Cze) p.67; Enrico Franzoi (Ita) p.26 |
KOKSIJDE, STYBAR DOMINATORE DI COPPA: TERZO SIGILLO DI FILA
In cinque in un
battito di ciglia. Questo il verdetto sulle dune di Koksijde, quarta prova di
coppa del mondo di ciclocross. Ed è sempre il ceco Zdenek Stybar a
dominare. Vince
anche di fronte al mare del nord, dove, sole, pioggia, vento e
ancora sole si sono alternati a tormentare le gambe degli atleti. Il ceco è
velocissimo all'arrivo e brucia Sven Nys (Bel), Klaas Vantornout
(Bel), Niels Albert (il campione del mondo belga, è ancora una volta
quarto!) e Francis Mourey (Fra).
Stybar, felicissimo, quasi non ci crede: “Incredibile, non ho parole. Non posso credere di aver vinto tre gare di fila.” La scorsa settimana era riuscito ad imporsi sia nel GVA trofee di sabato che nel Superprestige di domenica scorsa. Forte, veloce, migliorato tecnicamente, ora Stybar domina anche nelle corse sulla sabbia, che nei primi anni in cui affrontava questi percorsi, gli erano assai ostici: “E’ stato importante correre e vincere a Koksijde. Ora non ho più paura ad affrontare i miei rivali su questi terreni.” E’ proprio in un momento di grazia Zdenek Stybar, che ora si trova a soli 15 punti di distanza nella classifica generale di Coppa del Mondo dal primo in classifica, e rivale diretto, Niels Albert, che conseguentemente vede la sua stella un po’ appannata dallo scorso week-end. E tuttavia riesce ad essere ancora leader di classifica generale.
I migliori italiani, guidati da Fausto Scotti con la collaborazione tecnica di Luigi Bielli, sono stati Enrico Franzoi, 15°, Marco Bianco, 20°, e Fabio Ursi,30°.Anche per le donne vittoria allo sprint, dove si conferma la neo campionessa europea Marianne Vos, alla sua prima vittoria di stagione in Coppa del Mondo. Ha battuto la connazionale Daphny Van Den Brand; Olanda che quindi controlla quasi tutto il podio. Un'altra numero uno della scena crossistica femminile, attualmente in forti difficoltà è la statunitense Katherine Compton, che oggi ha dovuto affrontare nell’ordine: una partenza infelice ed un primo giro disastroso, una caduta di gruppo con rottura della ruota a razze, ed una seconda caduta. Nonostante ciò con grandissima determinazione è riuscita ad arrivare terza e così restare in testa alla classifica. Si può ben dire che per lei questo terzo piazzamento, oggi, vale una vittoria.17ma la nostra Evelyn Staffler, e 29ma Veronica Alessio, erano le uniche due italiane convocate dal Direttore Tecnico Scotti per la terza prova femminile. La quinta prova per gli uomini il 6 dicembre 2009 ad Igorre, in Spagna, mentre per le atlete l'appuntamento è per il 20 dicembre a Kalmthout, in Belgio. (f.r.g.)
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Risultati quarta prova di Coppa del Mondo ciclocross Uomini 28-11-09: 1) Zdenek Stybar (Cze) 1:04:23; 2) Sven Nys (Bel) 1:04:23; 3) Klaas Vantornout (Bel) 1:04:24; 4) Niels Albert (Bel) 1:04:24; 5) Francis Mourey (Fra) 1:04:26; 15) Enrico Franzoi (Ita) 1:06:14; 20) Marco Bianco (Ita) 1:06:56; 30) Fabio Ursi (Ita) 1:08:42. Classifica Generale Coppa del Mondo 2009 – 2010: 1) Niels Albert (Bel) p.300; 2) Zdenek Stubar (Cze) p.285; 3) Francis Mourey (Fra) p.220; 4) Klaas Vantornout (Bel) p.219; 5) Sven Nys (Bel) p.205; 9) Enrico Franzoi (Ita) p.164; 23) Marco Bianco (Ita) p. 97; 28) Alessandro Gambino p. 75 |
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Risultati terza prova di Coppa del Mondo ciclocross Donne 28-11-09: 1) Marianne Vos (Ol) 38:02; 2) Daphny Van Den Brand (Ol) 38:03; 3) Katherine Compton (Usa) 38:43; 17) Evelyn Staffler (Ita) 42:15; 29)Veronica Alessio (Ita) 44:58; Classifica Generale Coppa del Mondo 2009 – 2010: 1) Katherine Compton (Usa) p. 165; 2) Daphny Van Den Brand (Ol) p.140; 3) Sanne Van Paassen (Ol) p.120; 4) Marianne Vos (Ol) p.110; 5) Christel Ferrier – Bruneau (Fra) p. 99; 25) Evelyn Staffler (Ita) p. 22; 27) Eva Lechner (Ita) p.20; 28) Veronica Alessio (Ita) p.17 |
GIRO D'ITALIA: A MODENA SFRECCIA DAMIANI
Seconda tappa del Giro d’Italia ciclocross al
parco Enzo Ferrari di Modena, sotto l’occhio soddisfatto del direttore tecnico
di settore Fausto Scotti: “un percorso molto veloce e spettacolare, un plauso
agli organizzatori”. La gara open degli uomini ha visto la rivincita di Luca
Damiani a (a sinistra nella foto), che nella prima tappa lucchese era stato bruciato da Elia
Silvestri, ed oggi si classifica secondo restando comunque leader della sua
categoria, l’under 23. Terzo classificato Thomas Paccagnella. La maglia a
scacchi del giro più veloce va a Mattia Marcelli. A causa di un raffreddamento
non ha preso il via neanche a questa tappa il vincitore della scorsa
edizione, Marco Aurelio Fontana.
A tempo di record dopo la maternità torna a vincere Vania Rossi (a destra
nella foto),
ricalcando le gesta della Vezzali, mamma da luglio di Alberto e compagna del
professionista Riccardo Riccò ( che avrà scontato la sua squalifica per
positività al Cera il 19-3-2010, e ritornerà a correre con la Ceramica
Flaminia- Bossini Docce). Alle spalle della Rossi si piazza Veronica
Alessio, che riesce a restare comunque leader della classifica generale, e
terzo posto per Francesca Cucciniello. La terza tappa del giro d’Italia
ciclocross l’otto dicembre a Faè di Oderzo (Tv), prova internazionale.
(f.r.g.)
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II tappa
Giro d’Italia Cross open uomini
(22/11/2009): 1) Luca Damiani (Team Colavita) 2) Elia Silvestri (Selle
Italia Guerciotti) 3) Thomas Paccagnella (Work Service Brenta) |
ANCORA STYBAR:
DOPPIETTA DA RE
Francesca Romana Golino
Zdenek Stybar può davvero festeggiare. Magari con una bella bottiglia di champagne, come lascia intendere prima di allontanarsi dai microfoni, ai quali ha appena detto: “E’ super, un week-end da sogno. Non mi aspettavo di vincere due volte in due giorni.” In questa quarta sfida, in un campo gara ventoso ma abbastanza scorrevole, il campione ceco riesce ancora una volta a vincere in una volata, beffando Sven Nys e soprattutto un delusissimo Klaas Vantornout, in rendimento crescente e tra i primi per tutta la gara, che sul traguardo prima si gira (quasi a cercare Niels Albert, che non si vede) e poi batte con stizza i pugni sul manubrio, quando capisce che è inesorabilmente terzo. “Sono estremamente deluso perché ero così vicino alla vittoria”, ammette a caldo, poi cerca di recuperare il positivo della sua giornata: “Ma sono felice di essere salito sul podio, e credo che il mio capo sarà comunque soddisfatto di quello che ho dimostrato.”
Anche Nys, al perenne inseguimento della cinquantesima vittoria che non arriva mai, riconosce la bravura di Stybar: “Forse ho iniziato la mia accelerazione troppo tardi, ma certamente in un momento sbagliato. C’è stato un forte vento contrario e non avuto abbastanza forze per recuperare la volata…” Il vero perdente, però, è un altro, Niels Albert, numero uno della classifica del Superprestige che adesso si vede affiancare a quota 56 da Nys. Modesto il suo quarto posto.
Un primo giro a tutta birra con Klaas Vantornout, Zdenek Stybar, Kevin Pauwels e il nostro Enrico Franzoi che pedala al ritmo dei “big” (finirà poi 11°). Poi ritmo alto per circa metà gara, attacchi e controattacchi: una corsa elettrizzante. Albert ha ceduto proprio nel finale. Sven Nys ha saputo invece ben amministrare le forze, e nella seconda parte della corsa si porta avanti con Stybar, dettando un ritmo forsennato in testa ai primi dieci. Per tutta la durata della gara sia Vantornout che Pauwels cercheranno non solo di resistere, ma anche di guadagnare posizioni. Albert ovviamente è nei dieci, ma non riuscirà ad emergere nell’ultimo giro. Sul rettilineo d’arrivo si presentano alla fine solo in tre: Nys, Stybar e Vantornout. Sembrava proprio che la cinquantesima vittoria di Nys fosse a portata di pedale, ma Stybar ha avuto un guizzo irresistibile.
Franzoi dopo il primo giro a ritmo sostenuto è nono, poi scivola nel secondo gruppo inseguitore, chiudendo alla fine undicesimo, in lieve calo rispetto ai suoi ultimi piazzamenti. Ora è dodicesimo in classifica generale, a 20 punti. Classifica sempre più corta: con Nys ed Albert a 56 punti e Stybar a 55. Il prossimo Superprestige sarà a Gieten, il 29 novembre, per l’unico cross olandese degli otto in cui si articola il trofeo.
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Superprestige Hamme –Zogge (22-11-09): 1) Zdenek Stybar (Czk) 1:03:05; 2) Sven Nys (Bel) s.t.; 3)
Klaas Vantornout (Bel) +3”; 4) Niels Albert (Bel) +40”; 11) Enrico Franzoi (Ita)
+55” |
HASSELT, LA VENDETTA DI STYBAR
Francesca Romana Golino
Fra i due litiganti...ci scappa la sorpresa. Ad Hasselt terza tappa del Gva Trofee, che si lega per la prima volta nella stagione con il Superprestige di domani (quarta manche ad Hamme Zogge) non vince nessuno dei due belgi Albert o Nys che stanno dominando, come da tradizione, la stagione, ma l’eterno terzo, ovvero il ceco Zdenek Stybar, che si gioca in volata la vittoria con un agguerrito Kevin Pauwels e altri due avversari setacciati dalla corsa: Albert e Vantournout. Albert riesce comunque a salire sul gradino più basso del podio. Sven Nys è solo sesto a +38”, ed ha anche dovuto lottare per mantenere questa posizione. Ma anche in questa gara è stato sfortunato: un guasto meccanico gli ha fatto perdere 33”, proprio mentre davanti si scatenava la bagarre. Poi lo svantaggio si è allargato fino a diventare irrecuperabile. Ha dovuto trafficare a lungo con il copertone della ruota anteriore che era fuoriuscito dal cerchio in un passaggio difficile vallonato in curva. Poco prima della fine del secondo giro anche Niels Albert è andato a terra, ma si è ripreso e ha cercato di contrastare fino all'ultimo uno Stybar scatenato che ha condotto in testa la corsa per tutto l'ultimo giro, mettendo alla frusta gli avversari con brucianti accelerazioni. Poco prima dell'arrivo c'è stato un lungo brivido fra la folla (, quando Stybar per abbordare una curva a velocità folle, sullo sterrato, è finito addosso ai cartelloni pubblicitari. Fortunatamente (per lui) è rimasto in piedi, mettendo in mostra una tecnica di guida straordinaria, da vero equilibrista ed ha potuto sprintare poi felicemente sugli avversari. Nulla da fare sul rettilineo conclusivo per Pawels e Albert, battuti di misura.
Ora il pensiero è già alla prossima gara. Stybar lo dice chiaramente: “Sono molto contento di questa vittoria, per me, le persone che mi stanno vicino ed i miei sponsor. Ho pensato di giocarmi tutto nello sprint, ha funzionato. Ma non penso di festeggiare, devo rimanere concentrato.” Un pizzico di amarezza per Kevin Pauwels: “Sono felice per il secondo posto, ci sono andato così vicino nello sprint, ho pensato che potessi essere il più forte. Albert è stato il più forte, ma non sempre possono vincere i più forti.” Italiani lontani dalle prime posizioni. Marco Bianco si è classificato 24mo. Enrico Franzoi,che dovrebbe correre in Superprestige, ha appena firmato un contratto biennale con la BKCP-Powerplus. Dal 1 gennaio 2010 sarà compagno di Niels Albert, Dieter Vanthourenhout (tornato oggi in competizione dopo tre settimane di stop) e Radomir Simunek. Nella classifica generale resta comunque in testa Niels Albert con 70 punti, Sven Nys è a 67, segue Stybar a 66. La prossima tappa del GVA Trofee il 12 dicembre 2009, ad Essen.
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GVA Trofee Hasselt: 1) Zdenek Stybar (Czk) 0:58:31; 2) Kevin Pauwels (Bel); 3) Niels Albert (Bel); 24) Marco Bianco (Ita) |
ALBERT, UN
COPIONE GIA' SCRITTO
Francesca Romana Golino
Tutto come in un copione già scritto: dominio belga anche ad Asper Gavere, terza delle otto tappe del Superprestige. Niels Albert domina e vince; Sven Nys appena dietro a pochi secondi e poi il solito ceco Zdenek Stybar, terzo. Come dire: mischiando le carte il risultato non cambia, c'è sempre il Belgio davanti a tutti. Niels Albert fa pace col campo di gara che gli costò una brutta caduta l’anno scorso, e Sven Nys si ferma ad un passo dalla 50° vittoria, un muro che non riesce ancora ad oltrepassare. Ad Hoogstraten si era ripromesso di farlo qui. All’inizio della gara le cose sembravano aver preso una piega diversa da quella usuale: le piogge della mattinata avevano reso la pista scivolosa, con un bel fango corposo e traditore, impastato con le foglie degli alberi circostanti che, si sa, sul più bello fanno l’effetto saponetta. Ai primi giri ne fa le spese l’americano Jonathan Page, che scivola con tutta la bici sotto le transenne.
Migliaia di persone erano accalcate lungo il
percorso per vedere l’ennesimo duello tra Nys ed Albert. Attratte anche dallo
spettacolo: nel plotone si consumano i soliti drammi del fango e della sfortuna.
Klaas Vantornout, ad esempio, a cinque giri dall’arrivo rompe la ruota
posteriore ed è costretto a correre con la bici in spalla fino all’area box,
dove sostituisce il mezzo. Nys ha un brutto avvio, ma risale subito le
posizioni, e poi conduce la gara con un ottimo ritmo. Evidentemente il terreno
molle e fangoso si adatta meglio ai suoi mezzi. Ma come sempre in questo sport
da superman la sfortuna è sempre in agguato. Proprio nel penultimo giro Nys
impatta in un sasso e lascia via libera al connazionale che al termine della
gara riconosce: "Sven era molto forte, ha avuto sfortuna, ma questo è il
ciclocross".La sfida continua ed è rimandata al prossimo appuntamento, il 22
novembre ad Hamme-Zogge, quarta manche.
Enrico Franzoi ha condotto un ottima gara, nei primi giri era addirittura nel
gruppo al comando, tra i primi cinque. E’ arrivato ottavo, anche lui stabile nel
risultato finale. Sedicesimo Marco Bianco.
Per il trofeo Top Sport in mattinata sono scese in pista anche le ragazze: vince Katherine Compton, USA, seguita dal duo olandese Marianne Vos e Daphny van Den Brand. La Compton è soddisfatta: “Era tutto nelle mie carte, amo il fango ed i giri tecnicamente difficili. Daphny e Marianne sono state vivaci in partenza ma le ho potute raggiungere rapidamente.”
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Superprestige Asper-Gavere Uomini: 1) Niels Albert
(Bel) 1h03’41” (p. 44);
2) Sven Nys (Bel) +36” (42); 3) Zdenek Stybar (Cze) +43” (40); 8) Enrico Franzoi
(Ita) +
2’39” (15); 16) ) Marco Bianco + 5’20” |
GIRO D'ITALIA:
PRIMO ACUTO PER ELIA SILVESTRI
Francesca Romana Golino
Davanti alle storiche mura di Lucca si è svolta la prima tappa della seconda edizione del Giro d’Italia Ciclocross, ed il giovane Elia Silvestri, già quinto ai Campionati Europei di Hoogstraten (Belgio), ha fatto la parte del leone, indossando la maglia rosa di leader della classifica Open. La prima maglia rosa femminile è stata indossata da Evelyn Staffler.
Il percorso di questa prima tappa (memorial Giacomo Puccini: 3.050 m. si dui 1.160 m. di asfalto e 1.890 m. di prato, tra P.ta S.Donato, Baluardo S.Croce e Baluardo S.Frediano), sale e scende tra le mura alberate trasformate in “pubblico passeggio” da Maria Luisa di Borbone ed i prati circostanti. Un tracciato ben conosciuti dagli atleti, messo a punto dalla associazione ciclistica lucchese “Le Mura”.. Era stato il teatro della terza tappa del primo Giro nel 2008, ed ha visto disputarsi arrivo e partenza vicino alla Scesa di S.Agostino. Elia Silvestri ha dato la svolta alla corsa a tre giri dall’arrivo, con una brusca accelerazione. E’ rimasto solo a lungo e, ad un giro dal termine è stato raggiunto da Luca Damiani, Alex Gambino e Fabio Ursi. Ma aveva ancora buone energie per battere allo sprint Damiani, con Ursi e Gambino leggermente attardati. Buona anche la partecipazione e la caratura tecnica delle categorie inferiori dove hanno primeggiato Pietro Santini (Junior), Zurlo (allievi) e Todaro (esordienti).
I 38 atleti hanno corso sotto gli occhi attenti del direttore tecnico del ciclocross, e promotore del Giro, Fausto Scotti: “Diamo inizio alla seconda edizione del Giro d’Italia Ciclocross grazie al supporto della Federazione Ciclistica Italiana, della Commissione federale Ciclocross presieduta da Igino Michieletto, degli sponsor e di tutte le società organizzatrici che hanno contribuito a realizzare questo importante appuntamento. Le cinque prove sono indicative come selezione per le convocazione degli atleti in nazionale. Il percorso di Lucca è suggestivo ed impegnativo e gli atleti potranno misurarsi, dimostrando la loro determinazione. E’ la prima delle cinque tappe. Il nostro obbiettivo è quello di poter riconfermare i buoni risultati della passata edizione e far crescere ancora di più i praticanti di questa disciplina.”
L’iniziativa di Fausto Scotti, e del tecnico Luigi Bielli, sembra venire incontro a quegli appassionati che rimproverano alla Federazione una carenza verso una disciplina che avrebbe più seguito in Italia se le fosse dedicato più spazio. Si tratta quindi di una gara challenge articolata in cinque tappe, tre nazionali e due internazionali, in cui vengono assegnati punti dal 1 al 15 classificato per ogni corsa.
| 15 novembre I
tappa: Uomini Open 1) Elia Silvestri – Selle Italia Guerciotti – 1h01’14” 2) Luca Damiani – Colavita Olive Oil Sutter – 1h01’14” 3) Alessandro Gambino – Centro Sportivo Esercito - +5” Donne Elite 1) Evelyn Staffler – L’Arcobaleno Carraro Team – 45’11” 2) Veronica Alessio – Gauss RDZ Ormu Colnago - +20” 3) Francesca Cucciniello – Selle Italia Guerciotti - +36” Il calendario: 15 novembre: Lucca, nazionale 22 novembre: Modena, nazionale 8 dicembre: Faè di Oderzo (Treviso) internazionale 12 dicembre: Borgosesia (Vercelli) 13 dicembre: Ornavasso (Verbania) prova conclusiva internazionale Punteggio assegnato in ogni tappa: 30p.1°, 26p.2°, 22p.3°, 19p.4°, 16p.5°,13p.6°,11p.7°,9p.8°,7p.9°,6p.10°,5p.11°,4p.12°,3p.13°,2p.14°,1p.15° |
ALBERT E NYS LA SFIDA INFINITA
Francesca Romana Golino
Tracciato veloce, per la CDM di ciclo-cross, che ha fatto tappa a Nommay, Francia. Era il terzo appuntamento per gli uomini ed il secondo per le donne. Negli uomini si conferma il trio che si sta sfidando e contendendo posizioni in ogni occasione: Niels Albert che la spunta in uno sprint al centimetro contro Zdenek Stybar, con il quale ha fatto coppia di testa fin da principio, e Sven Nys che si attarda, tenta di rimontare e alla fine chiude in terza posizione. Stybar è stato tecnicamente il migliore fino a metà gara dettando il ritmo, ma in volata ha ceduto ad Albert, che voleva assolutamente indossare la maglia bianca di leader di Coppa del mondo per il prossimo appuntamento nel suo Belgio, e ci tiene a sottolinearlo: “L’anno scorso uno dei miei obbiettivi era quello di correre a Koksijde in maglia bianca. Ma ho perso tutto con l’incidente ad Asper-Gavere, quindi quest’anno è ancora una volta uno dei miei obbiettivi gareggiare in maglia bianca”. Missione compiuta. I due duellanti di oggi si sono studiati molto attentamente.
“Ho avuto una buona giornata, ma la pista era molto veloce e Stybar molto pericoloso. Ho vinto di soli 10 cm”. Stybar ammette conto di aver “esaurito le batterie” nell’ultimo giro: ”Non mi sentivo fresco, anche vengo da un allenamento molto intenso. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui ho mollato nello sprint. Ma mi servirà di lezione perché so che posso batterlo nello sprint.” Tutto si è deciso all’ultimo. Nys aveva accelerato; Stybar ha speso tantissimo per tenere a bada Albert, ma il campione del mondo ha resistito. Enrico Franzoi si piazza ottavo, Marco Bianco 17° e Marco Ponta 30°. Solo quinto l’idolo di casa, Francis Mourey.
Fra le donne l’americana Katherine Compton centra l'obbiettivo che si era prefissata alla vigilia. Ha vinto anche se di fronte aveva quel "mostro scaro" che risponde al nome di Marianne Vos, fresca di titolo di campionessa europea ad Hoogstraten, domenica scorsa. In più c’era il ritorno della specialista Hanka Kupfernagel (Germania), che dopo un infortunio piuttosto serio rientrava oggi nelle competizioni maggiori. Per questa manche non è andata più in là del sesto posto. E' lontanissima dai vertici della Coppa del Mondo, ma dice di voler puntare ai mondiali di Tabor a fine gennaio (Rep.Ceca).
Alle spalle della Vos è arrivata l'olandese
Sanne Van Paassen, che batte per un solo secondo la connazionale
Daphny Van Den Brand,quarta.
Il prossimo match di Coppa sarà il 28, a Koksijde, in Belgio. La culla del
cross, che infatti ospiterà altre due gare dopo l’appuntamento spagnolo di
Igorre il 6-12 ( il 20-12 a Kalmthout ed il 26-12 ad Heusden-Zolder); anche a
Koksijde saranno si scena sia gli uomini che le donne.
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Risultati Uomini: 1- Niels Albert Bel 1:00:10 2- Zdenek Stybar Cze 1:00:10 3- Sven
Nys Bel 1:00:19 8- Enrico Franzoi Ita 1:01:17 17- Marco Bianco Ita 1:01:37 30-
Marco Ponta Ita 1:03:06 Donne: 1- Katherine Compton USA 42:57 2- Marianne Vos Ol 43:32 3- Sanne Van Paassen Ol 44:24 |
EUROPEI: DOMINA
LA SOLITA VOS
NEL SUPERPRESTIGE NYS CEDE IL PASSO BATTUTO
DA NIELS E STYBAR
Francesca Romana Golino
Condizioni meteo tipiche per la stagione di
cross: vento ed elementi naturali scatenati ad
Hoogstraten (Belgio), dove si è disputata
la 2° gara del trofeo Superprestige e si sono
assegnate le medaglie dei Campionati Europei di ciclocross. Gli europei di
ciclocross, al contrario dei mondiali che hanno visto
la nascita nel 1950 a Parigi, si disputano dal 2004 e riguardano le categorie
donne open, under 23 e juniores; non è inclusa la categoria uomini elite.
Vincitrice assoluta degli europei Marianne Vos, che conduce da sola contro il vento tre dei sette giri previsti, e guadagna così il suo secondo titolo. A 37” l’olandese Daphny van der Brand, terza a 50” l’inglese Helen Wyman. Quindicesima l’altoatesina Evelyn Staffler, +2’50”, e 22ma Veronica Alessio,+3’21. Buona prestazione per Elia Silvestri nella categoria U23,dove tutto si è deciso in una manciata di secondi. Si è classificato quinto a +27” dal vincitore, realizzando il miglior risultato della formazione italiana. Oro della categoria Robert Gavenda, Repubblica Slovacca, con un tempo di 50’26”, argento Pavel Szczepaniak, Polonia,+5”, bronzo il belga Tom Meeusen a +8”.
Delusione italiana invece per quanto riguarda gli juniores, il migliore azzurrino 17°, Fabio Todaro a 1’39” dal vincitore Emilien Viennet, Francia, nel tempo di 40’51”. Secondo Laurens Sweeck, Belgio, +11”,terzo Michiel van der Heijden, Olanda,+23”.
Alle 15 è stata la volta del Superprestige, disputato sotto una pioggia battente e nel vento che non ha scoraggiato il folto pubblico. Nei primi giri Niels Albert ha rischiato di rimanere intruppato nelle retrovie, trovandosi in difficoltà per il fango insieme a Klaas Vantornout. Ma dopo il terzo giro ha preso saldamente in mano la situazione. Ha chiuso al primo posto col tempo di 1h3’36”. Durante tutta la gara è stato però inseguito con tenacia dal ceco Zdenek Stybar, l’unico in grado di tenere il suo ritmo. Chiuderà al secondo posto, a +16”, spendendo ogni energia: “Più veloce non potevo proprio”, ha detto alla fine. Amarezza invece per Sven Nys, che rimanda la cinquantesima vittoria nel Superprestige, chiude terzo a +1’12”. “Ho fatto troppi errori”, ha detto con spirito sincero di autocritica: “La cinquantesima vittoria - ha aggiunto, fiero - potrebbe essere in qualsiasi altra gara. A Gavere sarebbe bello.” ( il prossimo appuntamento col Superprestige, n.d.r.).
Gli italiani non brillano, Enrico Franzoi non parte ( insieme a Jonathan Page, USA, e Petr Dask, Rep.Ceca) e resta a 7 punti, 13mo in classifica generale, 22mo Marco Bianco a +5’17”. Niels Albert guida la classifica generale con 29 punti, Sven Nys è ora in seconda posizione con 28 punti, e Zdenek Stybar segue a 27 punti. Prossimo appuntamento con il Superprestige Trofee il 15 novembre 2009, ad Asper-Gavere (Bel). (f.r.g.)
ENTRANO IN SCENA GLI "DEI" DEL FANGO
di Francesca Romana Golino
In Belgio sono conosciuti anche come “le
divinità del fango”: sono i grandi protagonisti di ciclocross, che richiamano da
quelle parti folle entusiaste ed animano una ricca stagione invernale. Gente
dura, rude, avvezza alla fatica più nera in senso metaforico, ma anche
letterale. La sublimazione di quando più aspro - quindi esaltante - c'è nel
mondo delle due ruote a pedali. Una specialità una volta molto in auge anche da
noi, ma oggi ridotta alla splendida enclave del paesi olandesi e belgi. Anche se
fu la Francia, a vedere la nascita del primo campionato del mondo di specialità,
nel 1950 a Parigi. Un campionato in cui l'Italia ha brillato non poco in passato
grazie alle gesta di un certo Renato Longo, che vinse il titolo nel
1959-62-64-65 e 67. Poi, naturalmente, c'è l'est europeo, dove la fatica è una
sorta di leva di riscatto per emergere da un mondo spesso fatto di fame e
privazioni e dunque produce atleti determinatissimi, autentici kamikaze della
sofferenza (e altro...). Non è un caso che due tra le maggiori competizioni di
ciclocross - Coppa del mondo a parte - si svolgono proprio tra Belgio ed Olanda.
Si tratta dei trofei Superprestige ed il Gazet Van Antwerpen T., per
comodità detto GVA, che si articolano entrambi in 8 gare a punti.
LA COPPA DEL MONDO
- Ovviamente emerge su tutto la Coppa del Mondo, che quest’anno ha visto
l’apertura della stagione proprio in Italia, presso il centro Le Bandie di
Spresiano, Treviso, dove si è tenuta la prima gara il 4 ottobre. Stavolta al
“cannibale” della specialità, Sven Nys (Bel), cliccare
sulla foto per ingrandire, non va bene, è costretto ad
un amaro ritiro che commenterà così: “la mia peggiore gara degli ultimi cinque
anni”. Ne approfitta un altro belga, Niels Albert, giovane campione del
mondo in carica, per vincere nel tempo di 1h4’50”. Per ora il leit motiv della
stagione è proprio l’alternarsi di Nys ed Albert tra la vittoria e la seconda
posizione nelle varie gare. Secondo classificato a Spresiano il campione della
Repubblica Ceca Zdenek Stybar, a +42”, e terzo un altro belga, Klaas
Vantornout, a + 52”. L'Italia è lontana dal podio: tredicesimo classificato
Enrico Franzoi, + 1’12”, il nostro miglior atleta, che puntava a classificarsi
nei primi dieci. Obiettivo poi raggiunto nella seconda prova di CDM, e sia nel
GVA che nel Superprestige.
Per la CDM donne vince la statunitense Katherine Compton, in un
tempo di 37’37”, seconda Daphny Van den Brand ( Ol), +28”, terza Christel
Ferrier-Bruneau (Fra), +34”. L’italiana Eva Lechner, olimpionica della
mtb, si piazza undicesima con un tempo di 2’23”.
La seconda prova di CDM si è tenuta il
18 ottobre a Plzen, RepubblicaCeca, ed ha visto di nuovo imporsi Niels
Albert, in 1h05’3”, stavolta tallonato da Sven Nys a +19”, terzo
l’atleta di casa Zdenek Stybar a + 21”. Stybar ” puntava a fare bene in
casa”, ma per ora si deve accontentate del terzo posto in classifica tra CDM,
Super prestige e GVA T.
Enrico Franzoi è nono a +1’10”, diciannovesimo Marco Bianco, a
+3’12”.
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Gli appuntamenti Per le donne
Il prossimo delle donne in CDM è a Nommay, Francia, l’
8 novembre, poi a Koksijde, Belgio, il 28-11-2009. |
IL SUPERPRESTIGE
- E' un circuito belga/olandese che viene
considerato la seconda manifestazione per importanza - a livello mondiale - nel
ciclocross. Qui gli italiani hanno potuto scrivere un pezzo della storia di
questo trofeo, vinto due volte da Daniele Pontoni, edizione 1992-93 e
1993-94, ed una volta da Luca Bramati nel 1995-96. Daniele Pontoni, che
ha smesso di correre nel 2005 dopo aver vinto anche una coppa del mondo
ciclocross nel 1995, è stato maestro e compagno di allenamenti di Franzoi, che
ora è uno dei migliori italiani.
Dopo il primo cross di Ruddervoorde la classifica generale è guidata da
Sven Nys con 15 punti, che resta l’uomo da battere, il campione belga è 9
volte vincitore del trofeo. Secondo Niels Albert (Bel) con 14 punti, terzo
Zdenek Stybar (rep.Ceca) con 13 punti. Enrico Franzoi è nono con 7 punti, Marco
bianco si è classificato venticinquesimo.
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Il programma Questo il programma per il Superprestige 2009-10: 11-10-09 Ruddervoorde (Bel), 1-11-09 Hoogstraten (Bel),15-11-09 Asper-Gavere (Bel),22-11-09 Hamme-Zogge (Bel), 29-11-09 Gieten (Ol), 27-12-09 Diegem (Bel), 7-2-10 Zonhoven (Bel), 14-2-10 Vorselaar (Bel). |
LA GVA,
che vede ai nastri anche le donne, sono state disputate due gare a tutto il mese
di ottobre: Il 10-10 il cross “Citadelle de Namur”, un esordio per una
gara di spessore in Vallonia, visto che da sempre è la parte fiamminga a
prediligere e seguire questi eventi. Il percorso è stato disegnato da Roland
Liboton, uno dei campioni degli anni ’80. La seconda prova è stata il famoso
cross di Koppenberg, presso Oudenaarde (sempre in Belgio). La
salita con il 22% di pendenza max, nelle Ardenne fiamminghe, fa parte della
Ronde Van Vlaanderen (Giro delle Fiandre) in primavera. Non a caso viene
definito “il campionato del mondo in piccolo”.
La classifica generale dopo queste gare vede al comando Sven Nys
(Bel) con 50 punti, segue Niels Albert (Bel) con 50 punti, terzo Klaas
Valtornout (Bel) con 39 punti. Quarto con un solo punto di distanza Zdenek
Stybar, 38. Nono Enrico Franzoi con 22 punti, diciassettesimo Marco
Bianco con 7 punti.
Per le donne prima Paula Havlìkova’ (Rep.Ceca), con 47 punti,
seconda Helen Wyman (GBR) con 41 punti, terza Sanne Impossibile(Bel) a 33 punti.
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Le prossime gare GVA Il 21-11-09 ad Hasselt (B), il 12-12-09 ad Essen (B), il 29-12-09 a Lohenhout (B), l’1-1-10 a Baal (B), il 6-2-10 a Lille (B), il 21-2-10 ad Oostmalle(B). Gli altri appuntamenti del ciclocross internazionale, il 1 novembre ad Hoogstraten con il Superprestige, e l’8-11 con la prova di CDM di Nommay. Il campionato del Mondo 2010 si terrà a Tabor, Rep.Ceca, il 30 e 31 gennaio. |