Il 91° GIRO D'ITALIA con SportPro Torna alla Home Page
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GIROSTORY ALBO D'ORO EDIZIONE 2007

FOTO SIROTTI

CONTADOR PADRONE; A PINOTTI LA CRONO
NON SOLO PEDALATE: SOUND&SLIDES SHOW - 1a PARTE - 2a PARTE

MILANO – L’ingegner Pinotti sfrutta la sua abilità contro il tempo e un refolo favorevole. Piazza il colpo che vale il senso pieno della vittoria in una corsa faticata e sofferta come questo Giro d’Italia bello, faticoso, combattuto e incerto fino all’ultimo. Come non accadeva da anni. “Ho pensato più volte di ritirarmi”, ammette, intanto viaggia oltre i 52 di media per mettere in fila gente di lustro, compreso Contador, relegato in undicesima piazza. Mentre dietro si scatena la bagarre per il podio. Mai in discussione la seconda piazza di Riccò, che pure accusa distacchi abissali dal madrileno (una media di quasi 5” a chilometro, la differenza), la lotta per il terzo posto si è risolta sul filo di lana per il veneto Bruseghin. Il simpatico gregarione della Lampre, il ruolo di capitano e cede solo 3” a Franco Pellizotti, il dominatore della splendida cronoscalata di Plan de Corones. Ma al “delfino di Bibione” non basta: è quarto in classifica separato da soli 2 secondi. Segnale dell’ umanissimo equilibrio di questo Giro. Dietro Contador, naturalmente.

LE PAGELLE DEL GIRO 

CONTADOR – 8 – Ventisei anni a dicembre, un Tour de France e un Giro già nel palmares. E’ forte in salita, fortissimo a cronometro. Ha vinto controllando e tessendo ottimi rapporti con il gruppo anche se non al massimo della condizione, grazie alla forza della sua squadra. Lo hanno definito il nuovo Indurain, e così ha corso al Giro, anche se ha nelle corde la gara d’attacco.

KLODEN – 6 – Era il favorito numero uno alla vigilia, avendo vinto il Giro di Romandia prima della corsa rosa e avendo un eccellente palmares (bronzo a Sydney 2000 e secondo al Tour 2004 e 2006). Ha deluso ogni aspettativa, pur potendosi valere in avvio di Giro della collaborazione di compagni come Leipheimer e Contador. In classifica fino alle grandi montagne, è stato respinto dall’alpe di Pampeago e dalla Marmolada. Ha comunque rispettato ottimamente il ruolo di gregario, ritirandosi sul Gavia nella penultima tappa.

LEIPHEIMER – 5 – Atteso, indicato nella rosa dei “papabili” per la vittoria finale grazie alla sua propensione a cronometro e la tenuta in salita, non si è mai visto. Lo si attendeva nella crono di Urbino, ma è riuscito nell’impresa di lasciare quasi un minuto a Marzio Bruseghin. Da quel momento è uscito di scena, tornando al ruolo che forse gli è più consono, quello di gregario.

RICCO’ – 7,5 – Parla troppo e si fa molti nemici nel gruppo. Ma è indubbio che ha portato una ventata di novità nel plotone, sia per la schiettezza con cui non la manda a dire, sia per la grinta con cui attacca. Peccato che i suoi affondo non siano mai stati decisivi. Ha avuto la sfortuna di cadere nella crono di Urbino, altrimenti avrebbe vestito la maglia rosa per qualche giorno. Indossa quella di miglior giovane. Con una squadra adeguata attorno può legittimamente puntare al Giro prossimo, quello del centenario.

SELLA – 7 – I risultati. tre vittorie in tre fra le tappe più dure del Giro), direbbero di una stella nascente. Ha attaccato sempre: da Peschici al Mortirolo, dando dimostrazione di stratosferiche qualità di forza e soprattutto di recupero. Quando scatta fa male, anche se ha avuto dalla sua il fatto di essere fuori classifica, quindi poco controllato, da Cesena (40° dopo una brutta caduta a oltre 18’) in avanti. In salita ha emulato Pantani per prestazioni e grinta. Se è davvero il suo erede lo dirà il tempo.    

BRUSEGHIN – 8 – E’ la vera piacevole rivelazione della corsa. Una vita da gregario,  da generoso faticatore e davanti l’occasione della vita: un Giro da capitano. Ha onorato a pieno il ruolo: mettendo dietro le ruote anche il fortissimo Contador, nella crono di Urbino, difendendosi da leone in  salita, vedi l’arrivo a Plan de Corones e la tenuta sul terribile Mortirolo.

SIMONI – 7 – Commovente poesia della vecchiaia. Ha lottato come un leone risalendo in classifica fino al terzo posto nella magica giornata di Plan de Corones. Ma non è più il “Gibo” vincitore dei Giri 2001 e 2003. E’ naufragato inaspettatamente nella giornata del monte Pora. Si è rifatto subito dopo scalando Mortirolo e Aprica per una onorevolissima seconda piazza parziale.

PELLIZOTTI – 7 – Anche lui era nella rosa dei favoriti della vigilia. Quattro giorni in rosa in avvio di corsa. Il suo rendimento è stato altalenante, fino al Giau, tappa della Marmolada, dove ha colto l’unico momento di debolezza di Contador attaccandolo. Purtroppo senza che nessuno lo seguisse. Sua la cronoscalata di S. Vigilio, dove ha sfoderato il colpo a sorpresa. Poi si è difeso con onore.   

DI LUCA – 6,5 – Si è battuto bene, con la grinta che è nel suo dna. Ma non è mai stato all’altezza del Di Luca stratosferico vincitore del 2007. Evidentemente è mancato qualcosa nella preparazione. Ha perso troppo (3’30) nelle due crono. Splendida la tappa del monte Pora, dove con un inseguimento forsennato ha agganciato la seconda piazza risalendo il classifica fino al podio. Ha pagato lo sforzo il giorno dopo sul Mortirolo. Segnale di un ciclismo finalmente più a dimensione d’uomo.

VISCONTI – 7 – Otto giorni in rosa non sono pochi per un giovane che ha per la prima volta la pesante responsabilità di classifica in una grande corsa a tappe. Ha fatto il massimo rispetto alle sue possibilità. Ma per vincere un Giro dovrà lavorare molto di più, soprattutto in salita. 

IL GIRO – 7 – Alla fine gli organizzatori hanno avuto ragione. Tanti, troppi i trasferimenti, ma il Giro si è rivelato bello e combattuto fino alla fine. Merito anche dei tracciati scelti e del coraggio di chi ha pensato la corsa rosa cercando anche novità capaci di rigenerare interesse e attenzione del grande pubblico. La fortuna aiuta gli audaci: il tempo clemente ha trasformato l’azzardo di Plan de Corones in uno strepitoso successo.

IL CICLISMO 2008 – 6 – Il ciclismo del Giro 2008 è cambiato? E’ possibile cambiare di botto abitudini perniciose e radicate da più lustri quando gli atleti (più o meno) i manager, i direttori sportivi, l’establishment è lo stesso degli anni d’oro della farmacia proibita? Per ora solo qualche timido segnale e molte speranze.

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I GIORNI IN ROSA

  TOT. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21
VANDEVELDE

1

                                         
PELLIZZOTTI

4

                                         
VISCONTI

8

                                         
BOSISIO

1

                                         
CONTADOR VELASCO

6

                                         
 

IL GIRO TAPPA x TAPPA

CRONO
TABELLE
MAPPE
DELLE
TAPPE
PROFILI
DELLE
TAPPE
DETTAGLI
DELLE
SALITE
CRONACHE

KM.

KM
FATTI

KM
DA FARE

CLASSIFICHE

ARRIVI

 CLASSIFICA GENERALE

RITIRATI

PRIMO
hms
kmh
SECONDO
a...
TERZO
a...
ROSA
hms
 SECONDO
a...
TERZO
a...
10 Sab. 1a 1a   PALERMO (cronometro a squadre) 23.6 23.6 3406.8 1a SLIPSTREAM
26.32
53.35
TEAM CSC
0.06
HIGH ROAD
0.07
VANDEVELDE
26.32
ZABRISKIE
0
HESJEDAL
0
 
11 Dom. 2a 2a   CEFALU' - AGRIGENTO 207 230.6 3199.8 2a  RICCO'
5.48.35
35.62
 DILUCA
0
 REBELLIN
0
PELLIZZOTTI
6.15.16
VANDE VELDE
0.01
 SORENSEN
0.07
Zabriskie
Astarloa Ascasibar
12 Lun. 3a 3a   CATANIA - MILAZZO 221 451.6 2978.8 3a BENNATI
5.37.01
39.52
ZABEL
0
HONDO
0
PELLIZZOTTI
11.52.17
VANDE VELDE
0.01
DILUCA
0.07
McGee
13 Mar. 4a 4a   PIZZO CALABRO - CATANZARO-LUNGOMARE 183 634.6 2795.8 4a CAVENDISH
4.49.09
37.55
FORSTER
0
BENNATI
0
PELLIZZOTTI
16.41.26
VANDE VELDE
0.01
DILUCA
0.07
Cornu, Stubbs, O'Grady
14 Mer. 5a 5a   BELVEDERE MARITTIMO - CONTURSI TERME 203 837.6 2592.8 5a BRUTT
5.04.52
39.95
FROHLINGER
0.04
JIMENEZ
0.10
PELLIZZOTTI
21.46.49
VANDE VELDE
0.01
DILUCA
0.07
Nuyens
15 Gio. 6a 6a   POTENZA - PESCHICI (circuito del Gargano) 180 1102.6 2327.8 6a PRIAMO
5.24.49
33.25
LEZAUN
0.08
TRUSOV
0.27
VISCONTI
27.14.04
RUSS
1.22
NARDELLO
1.22
Poitschke, De Weert
Mandri
16 Ven. 7a 7a PIETRANSIERI
RIONERO
VASTO - PESCOCOSTANZO 180 1282.6 2147.8 7a BOSISIO
4.45.05
37.04
KIRYENKA
0.46
SELLA
1.02
VISCONTI
32.03.01
RUSS
0.09
BOSISIO
5.43
Loddo,
Hutarovich,
Alonso,
Calcagni
17 Sab. 8a 8a   RIVISONDOLI - TIVOLI 208 1490.6 1939.8 8a RICCO'
4.41.05
44.61
BETTINI
0
REBELLIN
0
VISCONTI
36.44.06
RUSS
0.34
BOSISIO
5.53
Morabito, Ghisalberti
18 Dom. 9a 9a   CIVITAVECCHIA - SAN VINCENZO 218 1708.6 1721.8 9a BENNATI
5.30.06
39.62
BETTINI
0
MCEWEN
0
VISCONTI
42.14.16
RUSS
0.34
BOSISIO
5.53
 
19 Lun.  
20 Mar. 10a 10a   PESARO - URBINO (cronometro individuale) 39,4 1748 1682.4 10a BRUSEGHIN
00.56.41
41.07
VELASCO
0.08
KLOEDEN
0.20
VISCONTI
43.12.02
RUSS
3.31
BOSISIO
5.50
 
21 Mer. 11a 11a CARPEGNA
FINALE
URBANIA - CESENA 199 1947 1483.4 11a BERTOLINI
5.44.22
34.67
GARCIA
0.05
BALIANI
0.05
VISCONTI
49.00.17
BOSISIO
5.50
VELASCO
6.59
LISTA
22 Gio. 12a 12a   FORLI' - CARPI 172 2119 1311.4 12a BENNATI
4.05.29
42.04
CAVENDISH
0
MCEWEN
0
VISCONTI
53.05.46
BOSISIO
5.50
VELASCO
6.59
 
23 Ven. 13a 13a   MODENA - CITTADELLA 177 2296 1134.4 13a CAVENDISH
4.1.07
42.29
BENNATI
0
DE LARREA
0
VISCONTI
57.17.06
BOSISIO
5.50
VELASCO
6.59
Priamo, Sabatini
24 Sab. 14a 14a MANGHEN
PAMPEAGO
VERONA - ALPE DI PAMPEAGO/VAL DI FIEMME 195

2491

939.4

14a SELLA
5.37.14
34.33
KIRYIENKA
4.38
RODRIGUEZ
5.08
BOSISIO
63.10.47
VELASCO
0.05
BRUSEGHIN
0.28
LISTA
25 Dom. 15a 15a FALZAREGO
FEDAIA
GIAU
PORDOI
SANPELLEGRINO
SANTOMASO
ARABBA - PASSO FEDAIA/MARMOLADA (Dolomiti Stars) 153 2644 786.4 15a SELLA
4.53.24
31.49
POZZOVIVO
2.05
RICCO'
2.11
VELASCO
68.06.43
RICCO'
0.33
DILUCA
0.55
 
26 Lun. 16a 16a   SAN VIGILIO DI MAREBBE - PLAN DE CORONES 12,9 2655.9 773.5 16a PELLIZZOTTI
40.26
19.14
SELLA
0.06
SIMONI
0.17
VELASCO
68.47.31
RICCO'
0.41
SIMONI
1.21
FUORI TEMPO MASSIMO
27 Mar.  
28 Mer. 17a 17a   SONDRIO - LOCARNO 146 2802.9 627.5 17a GREIPEL
3.27.05
42.30
CAVENDISH
0
BENNATI
0
VELASCO
72.14.40
RICCO'
0.41
SIMONI
1.21
 
29 Gio. 18a 18a   MENDRISIO - VARESE 147 2949.9 480.5 18a VOIGT
3.22.46
43.50
VISCONTI
1.07
 
NOCENTIN
1.07I
VELASCO
75.45.17
RICCO'
0.41
SIMONI
1.21
 
30 Ven. 19a 19a PORA
VIVIONE
LEGNANO - PRESOLANA/MONTE PORA 228 3177.9 252.5 19a KIRYENKA
6.37.32
35.92
DILUCA
4.43
EFIMKIN
4.36
VELASCO
82.29.10
RICCO'
0.04
DILUCA
0.21
Cherel, Galparsoro
Dean
31 Sab. 20a 20a

APRICA
GAVIA

ROVETTA - TIRANO 224 3401.9 28.5 20a SELLA
6.52.45
33.72
SIMONI
1.04
RODRIGUEZ
1.22
VELASCO
89.23.25
RICCO'
0.04
BRUSEGHIN
2.00
Kloeden, Siutsou
1 Dom. 21a 21a   CESANO MADERNO - MILANO (cronometro individuale) 28,5 3430.4 0 21a PINOTTI
32.45
52.21
MARTIN
0.07
IGNATIEV
0.10
VELASCO
89.56.49
RICCO'
1.57
BRUSEGHIN
2.54
 
TOTALI 3430.4             89.56.49      

RITIRATI

11a TAPPA

Francesco Bellotti (Ita) Barloworld                                                  
Andrea Moletta (Ita) Gerolsteiner                                                    
Geert Steurs (Bel) Silence - Lotto                                                   
Volker Ordowski (Ger) Gerolsteiner                                                   
Mauro Santambrogio (Ita) Lampre                                                      
Mauricio Soler (Col) Barloworld                                                      
Rik Verbrugghe (Bel) Cofidis - Le Crédit par Téléphone        

14a TAPPA                       
 
Robbie McEwen (Aus) Silence - Lotto                                                 
Robert Förster (Ger) Gerolsteiner                                                   
Davide Rebellin (Ita) Gerolsteiner                                                  
Koldo Fernandez De Larrea (Spa) Euskaltel - Euskadi                                 
Graeme Brown (Aus) Rabobank                                                         
Luciano André Pagliarini Mendonca (Bra) Saunier Duval - Scott                       
Oscar Gatto (Ita) Gerolsteiner                          

16a TAPPA                            

HD Raivis Belohvosciks (Lat) Saunier Duval - Scott 51.18
HD Mathew Hayman (Aus) Rabobank 51.19
HD Paolo Bossoni (Ita) Lampre 51.41
HD Christopher Sutton (Aus) Slipstream Chipotle Presented By H30 52.35
HD Lander Aperribay (Spa) Euskaltel - Euskadi 52.40
HD Thomas Fothen (Ger) Gerolsteiner 53.48
 


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LA VIGILIA

PER BETTINI SARA' L'ULTIMO GIRO?

PALERMO - Niente di ufficiale, ma l'ombra di un ritiro dall'attività si addensa sulla testa di Paolo Bettini, il bi-campione del mondo nonchè campione olimpico in carica. A dicembre del 2008 il suo contratto scade e in assenza di qualche proposta allettante il toscano di La Californa pensa seriamente di smettere. E, siccome quello che pensa  lo dice, lo dice apertamente al "vernissage" della corsa rosa a Palermo. "Se questo è il mio ultimo Giro? Ad oggi non c'è nulla che mi faccia pensare di correre anche nel 2009 -ha detto oggi a Palermo-. Non ci penso più di tanto, ma in assenza di proposte allettanti mi sento in stand-by. Il mio contratto scade a dicembre, due anni fa avrei cercato di arrivare al Giro con più tranquillità e quindi con qualcosa di sicuro in mano, ma adesso non sento più questa necessità. Dopo 12 anni l'idea di poter chiudere la carriera non mi fa stare male. Sicuramente non mi vedo dentro un'ammiraglia nè dietro una scrivania". Ma prima di smettere vuole lasciare il segno. Vincere al Giro con la maglia di campione del mondo e magari riuscire anche ad indossare la maglia rosa, vincere alle Olimpiadi dove difenderà l'oro di Atene. Vincere, insomma, un verbo che per il Grillo livornese è un imperativo.

L'appuntamento, intanto è con la tappa di Agrigento. "Nella seconda tappa avrò la prima grande opportunità di vincere con la maglia di campione del mondo, sarebbe molto bello. Conosco l'arrivo e penso sia un'occasione da non sprecare, d'altra parte arrivo a questo Giro con una condizione migliore di quella dello scorso anno. Dalla Liegi in poi ho capito che ci siamo, che ho la gamba giusta, quella che mi piace". Quando Bettini parla in questi termini è il preludio a qualche numero dei suoi, ma la possibilità che ciò possa succedere già nella cronometro a squadre di apertura della corsa rosa è molto remota. La sua idea è un'altra. In quell'occasione - nel circuito cittadino di 23 km nel capoluogo siciliano - sarà importante limitare al massimo il divario con chi alla fine vincerà. "Mi piacerebbe se riuscissimo a stare entro i 40", anche se sarà importante capire chi vincerà cioè se è una squadra che poi sarà in grado di gestire i finali della prima settimana nervosa. I primi cinque giorni per me sono fondamentali, per me si tratta di un Giro corto". Per Paolo Bettini, comunque, aumenta la concorrenza e non tanto quella in casa con Visconti che rimane un fedele gregario, quanto con i giovani e meno giovani delle altre squadre, tutti vogliosi di imporsi subito.
"I giovani stanno crescendo, Nibali, Riccò e Visconti hanno dimostrato sempre qualcosa di più rispetto agli anni precedenti. Adesso non saprei quantificare quanto di più, ma penso che possa davvero essere il Giro dei giovani. Il favorito? Prima dell'arrivo dell'Astana dicevo Simoni, ora Gibo rimane di riserva perchè il potenziale dell'Astana è davvero importante. Non sta a me giudicare se sia giusto o meno che sia stata invitata all'ultimo momento, penso che corrano degli atleti importanti ed è giusto che possano gareggiare". E il nome Astana fa venire in mente la parola doping ed è prendendo spunto dall'ultimo caso eclatante - quello di Petacchi - che Bettini espone in maniera netta la propria personale posizione in materia puntando il dito sulla mancanza di uniformità dei regolamenti. "In fatto di doping non ci capisco più nulla. Mi dispiace tantissimo per Alessandro, la sua storia è l'ennesima dimostrazione che siamo figli di mamme diverse. E' l'evidenza che i regolamenti non sono chiari ed univoci". Paolo Bettini ha sempre guardato gli obiettivi uno per volta, ma nell'anno olimpico, in qualità di campione uscente (suo l'oro di Atene), nel corso di un'occasione così importante, non può certo far mancare una parola, di spedire un messaggio, di lanciare una sfida, di indicare un appuntamento. "L'Olimpiade è strana perchè si corre in cinque -ha detto- e secondo me devono essere cinque vincenti quelli che sceglierà Ballerini. Lì non esiste il discorso capitano-gregario, ma serve un grande atleta che si sacrifichi per un altro grande atleta. Certo, il compito del ct non sarà semplice perchè in Italia siamo già in tanti per un Mondiale, figuriamoci per un'Olimpiade. Chi vorrà esserci dovrà dimostrare in prossimità dell'appuntamento che difficilmente sbaglia".

LA SICILIA ABBRACCIA IL GIRO PER LA 14a VOLTA

PALERMO - Il Giro d'Italia prenderà il via da Palermo con una affascinante e spettacolare cronometro a squadre. Con la partenza dal capoluogo e le successive due tappe (la seconda Cefalù-Agrigento e la terza Catania-Milazzo) sarà la 15esima volta che la corsa rosa toccherà la Sicilia. Il Giro si deciderà molto probabilmente sulle Alpi e nelle prove a cronometro, ma le strade siciliane hanno regalato molte emozioni agli appassionati di ciclismo della Trinacria. E anche questa edizione con i migliori corridori del momento al via, promette spettacolo.
Il plotone si cimentò per la prima volte con i percorsi siciliani nel 1930, quando, dietro un compenso di 25 mila lire (allora una fortuna...), Alfredo Binda, fu invitato "gentilmente" a non partecipare per "manifesta superiorità". Tre tappe quell'anno nell'Isola: la Messina-Catania, vinta da Michele Mara, la Catania-Palermo, che vide trionfare Leonida Frascarelli e la Palermo-Messina, nella quale si impose Luigi Marchisio, poi vincitore della classifica finale. Diciannove anni dopo , nel '49, il Giro prendeva il via da Palermo. Eravamo gia' in piena era Coppi. Quell'anno, infatti, il "Campionissimo" riuscì nell'impresa di portare a casa la prestigiosa accoppiata Giro-Tour. Nelle due tappe siciliane di quell'anno vinsero Mario Fazio e Sergio Maggini. Due le tappe anche nel 1954: la Bianchi si impose nella cronosquadre di Monte Pellegrino, mentre Giuseppe Minardi tagliò per primo il traguardo nella Palermo-Taormina lunga "soltanto" 280 chilometri.
Sette anni dopo il belga Louis Prost si aggiudicò la Marsala-Palermo, e Nino Defilippis la Palermo-Milazzo. Presenza più lunga quella del 1965: le quattro tappe in programma andarono a Meldolesi, Carlesi, Marcoli e quindi a Vittorio Adorni, più veloce di tutti nella crono Catania-Taormina e poi maglia rosa finale. Nel '67, invece, l'anno passato alla storia del ciclismo per la morte di Tommy Simpson sul Mont Ventoux durante il Tour, il Giro d'Italia in Sicilia impiegò due tappe: il tedesco Rudy Altig, con la maglia iridata sulle spalle, si aggiudicò il circuito di Monte Pellegrino, quindi Franco Bitossi alzò le braccia al termine della Catania-Etna. Solo una toccata e fuga nel '72, col belga Albert Van Vlierberghe che vinse la tappa del circuito dei Peloritani. Decisamente piu' consistente la presenza dei Girini nel 1976. Un'edizione avvincente, che vide trionfare Felice Gimondi all'ultima crono sul belga Johan De Muynck, dopo che questi aveva strappato la maglia rosa al fuoriclasse bergamasco sulle Tre Cime di Lavaredo. Quell'anno in Sicilia il belga Patrick Sercu, dominatore delle "Seigiorni", si aggiudicò le due semitappe iniziali (Catania e Catania-Siracusa). Dominio belga pure nella Siracusa-Caltanissetta, con Roger De Vlaeminck e nella Caltanissetta-Palermo, con Rik Van Linden. Francesco Moser, infine, sfrecciò per primo sul traguardo della Cefalù-Messina. Due tappe soltanto nell'edizione '82: Beppe Saronni a braccia alzate a Palermo nella tappa che iniziava ad Agrigento, mentre lo svizzero Urs Freluer vinse la Cefalu'-Messina.
Quattro anni più tardi il patron del Giro Vincenzo Torriani dedicò quattro tappe alla Sicilia, con la corsa che partiva proprio dall'Isola. Freuler battè tutti nei mille metri di Palermo, sfrecciando in via Libertà alla media record di 52,728. Quindi toccò a Sergio Santimaria aggiudicarsi la Palermo-Sciacca, all'olandese Jean Paul Van Poppel la Catania-Taormina e alla Del Tongo-Colnago vincere la cronosquadre Catania-Taomina. Nell'89, ancora Van Poppel, al quale, evidentemente, la Sicilia doveva portare fortuna, alzò le braccia al termine della Taormina-Catania, il portoghese Acacio Da Silva vinse la Catania-Etna, mentre l'Ariostea mise in riga la concorrenza nella cronosquadre Villafranca Tirrena-Messina. Quattro anni dopo, in piena epoca Indurain, un'altra Villafranca Tirrena-Messina (ma su percorso diverso) andò al bresciano Guido Bontempi, mentre il danese Bjarne Rijs si mise in tasca la Agrigento-Palermo, una tappa caratterizzata da un caldo torrido, con punte ben oltre i quaranta gradi. Una vittoria però, alla luce delle dichiarazioni rese dallo stesso Rijs sul suo uso di sostanze dopanti cui fece ricorso in passato per molto tempo, sulla quale è lecito avanzare qualche sospetto. Importante la presenza nell'Isola nell'edizione del '99, l'anno tragico di Marco Pantani. In quell'occasione, nell'isola ci fu gloria per i velocisti, con Ivan Quaranta, vincitore della Agrigento-Modica, Mario Cipollini, che si impose nella Noto-Catania e Jeroen Bljlevens che si aggiudicò la Catania-Messina. L'ultima volta in cui il serpentone del Giro d'Italia solcò le strade siciliane risale, infine, al 2003: nella Messina-Catania lo sprinter Alessandro Petacchi riuscì a spuntarla sul rivale Mario Cipollini.

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