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| PLANIMETRIE - PROFILI ALTIMETRICI - CRONOTABELLE - DISTANZE - TEMPI - MEDIE - CRONACHE - CLASSIFICHE | |||
| MAPPA | ALTIMETRIA | ISCRITTI | VIGILIA |
| GIROSTORY | ALBO D'ORO | EDIZIONE 2007 | |
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CONTADOR PADRONE; A PINOTTI LA CRONO |
MILANO –
L’ingegner Pinotti sfrutta la sua abilità contro il tempo e un refolo
favorevole. Piazza il colpo che vale il senso pieno della vittoria in una corsa
faticata e sofferta come questo Giro d’Italia bello, faticoso, combattuto e
incerto fino all’ultimo. Come non accadeva da anni. “Ho pensato più volte di
ritirarmi”, ammette, intanto viaggia oltre i 52 di media per mettere in fila
gente di lustro, compreso Contador, relegato in undicesima piazza. Mentre dietro
si scatena la bagarre per il podio. Mai in discussione la seconda piazza di
Riccò, che pure accusa distacchi abissali dal madrileno (una media di quasi 5” a
chilometro, la differenza), la lotta per il terzo posto si è risolta sul filo di
lana per il veneto Bruseghin. Il simpatico gregarione della Lampre, il ruolo di
capitano e cede solo 3” a Franco Pellizotti, il dominatore della splendida
cronoscalata di Plan de Corones. Ma al “delfino di Bibione” non basta: è quarto
in classifica separato da soli 2 secondi. Segnale dell’ umanissimo equilibrio di
questo Giro. Dietro Contador, naturalmente.
LE PAGELLE DEL GIRO
CONTADOR – 8 – Ventisei anni a dicembre, un Tour de France e un Giro già nel palmares. E’ forte in salita, fortissimo a cronometro. Ha vinto controllando e tessendo ottimi rapporti con il gruppo anche se non al massimo della condizione, grazie alla forza della sua squadra. Lo hanno definito il nuovo Indurain, e così ha corso al Giro, anche se ha nelle corde la gara d’attacco.
KLODEN – 6 – Era il favorito numero uno alla vigilia, avendo vinto il Giro di Romandia prima della corsa rosa e avendo un eccellente palmares (bronzo a Sydney 2000 e secondo al Tour 2004 e 2006). Ha deluso ogni aspettativa, pur potendosi valere in avvio di Giro della collaborazione di compagni come Leipheimer e Contador. In classifica fino alle grandi montagne, è stato respinto dall’alpe di Pampeago e dalla Marmolada. Ha comunque rispettato ottimamente il ruolo di gregario, ritirandosi sul Gavia nella penultima tappa.
LEIPHEIMER – 5 – Atteso, indicato nella rosa dei “papabili” per la vittoria finale grazie alla sua propensione a cronometro e la tenuta in salita, non si è mai visto. Lo si attendeva nella crono di Urbino, ma è riuscito nell’impresa di lasciare quasi un minuto a Marzio Bruseghin. Da quel momento è uscito di scena, tornando al ruolo che forse gli è più consono, quello di gregario.
RICCO’ – 7,5 – Parla troppo e si fa molti nemici nel gruppo. Ma è indubbio che ha portato una ventata di novità nel plotone, sia per la schiettezza con cui non la manda a dire, sia per la grinta con cui attacca. Peccato che i suoi affondo non siano mai stati decisivi. Ha avuto la sfortuna di cadere nella crono di Urbino, altrimenti avrebbe vestito la maglia rosa per qualche giorno. Indossa quella di miglior giovane. Con una squadra adeguata attorno può legittimamente puntare al Giro prossimo, quello del centenario.
SELLA – 7 – I risultati. tre vittorie in tre fra le tappe più dure del Giro), direbbero di una stella nascente. Ha attaccato sempre: da Peschici al Mortirolo, dando dimostrazione di stratosferiche qualità di forza e soprattutto di recupero. Quando scatta fa male, anche se ha avuto dalla sua il fatto di essere fuori classifica, quindi poco controllato, da Cesena (40° dopo una brutta caduta a oltre 18’) in avanti. In salita ha emulato Pantani per prestazioni e grinta. Se è davvero il suo erede lo dirà il tempo.
BRUSEGHIN – 8 – E’ la vera piacevole rivelazione della corsa. Una vita da gregario, da generoso faticatore e davanti l’occasione della vita: un Giro da capitano. Ha onorato a pieno il ruolo: mettendo dietro le ruote anche il fortissimo Contador, nella crono di Urbino, difendendosi da leone in salita, vedi l’arrivo a Plan de Corones e la tenuta sul terribile Mortirolo.
SIMONI – 7 – Commovente poesia della vecchiaia. Ha lottato come un leone risalendo in classifica fino al terzo posto nella magica giornata di Plan de Corones. Ma non è più il “Gibo” vincitore dei Giri 2001 e 2003. E’ naufragato inaspettatamente nella giornata del monte Pora. Si è rifatto subito dopo scalando Mortirolo e Aprica per una onorevolissima seconda piazza parziale.
PELLIZOTTI – 7 – Anche lui era nella rosa dei favoriti della vigilia. Quattro giorni in rosa in avvio di corsa. Il suo rendimento è stato altalenante, fino al Giau, tappa della Marmolada, dove ha colto l’unico momento di debolezza di Contador attaccandolo. Purtroppo senza che nessuno lo seguisse. Sua la cronoscalata di S. Vigilio, dove ha sfoderato il colpo a sorpresa. Poi si è difeso con onore.
DI LUCA –
6,5 – Si è battuto bene, con la grinta che è nel suo dna. Ma non è mai stato
all’altezza del Di Luca stratosferico vincitore del 2007. Evidentemente è
mancato qualcosa nella preparazione. Ha perso troppo (3’30) nelle due crono.
Splendida la tappa del monte Pora, dove con un inseguimento forsennato ha
agganciato la seconda piazza risalendo il classifica fino al podio. Ha pagato lo
sforzo il giorno dopo sul Mortirolo. Segnale di un ciclismo finalmente più a
dimensione d’uomo.
VISCONTI – 7 – Otto giorni in rosa non sono pochi per un giovane che ha
per la prima volta la pesante responsabilità di classifica in una grande corsa a
tappe. Ha fatto il massimo rispetto alle sue possibilità. Ma per vincere un Giro
dovrà lavorare molto di più, soprattutto in salita.
IL GIRO – 7 – Alla fine gli organizzatori hanno avuto ragione. Tanti, troppi i trasferimenti, ma il Giro si è rivelato bello e combattuto fino alla fine. Merito anche dei tracciati scelti e del coraggio di chi ha pensato la corsa rosa cercando anche novità capaci di rigenerare interesse e attenzione del grande pubblico. La fortuna aiuta gli audaci: il tempo clemente ha trasformato l’azzardo di Plan de Corones in uno strepitoso successo.
IL CICLISMO 2008 – 6 – Il ciclismo del Giro 2008 è cambiato? E’ possibile cambiare di botto abitudini perniciose e radicate da più lustri quando gli atleti (più o meno) i manager, i direttori sportivi, l’establishment è lo stesso degli anni d’oro della farmacia proibita? Per ora solo qualche timido segnale e molte speranze.
| TOT. | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | |
| VANDEVELDE |
1 |
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| PELLIZZOTTI |
4 |
|||||||||||||||||||||
| VISCONTI |
8 |
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| BOSISIO |
1 |
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| CONTADOR VELASCO |
6 |
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IL GIRO TAPPA x TAPPA |
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CRONO TABELLE |
MAPPE DELLE TAPPE |
PROFILI DELLE TAPPE |
DETTAGLI DELLE SALITE |
CRONACHE |
KM. |
KM FATTI |
KM |
CLASSIFICHE |
ARRIVI |
CLASSIFICA GENERALE |
RITIRATI |
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| PRIMO hms kmh |
SECONDO a... |
TERZO a... |
ROSA hms |
SECONDO a... |
TERZO a... |
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| 10 Sab. | 1a | 1a | PALERMO (cronometro a squadre) | 23.6 | 23.6 | 3406.8 | 1a |
SLIPSTREAM 26.32 53.35 |
TEAM CSC 0.06 |
HIGH ROAD 0.07 |
VANDEVELDE 26.32 |
ZABRISKIE 0 |
HESJEDAL 0 |
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| 11 Dom. | 2a | 2a | CEFALU' - AGRIGENTO | 207 | 230.6 | 3199.8 | 2a |
RICCO' 5.48.35 35.62 |
DILUCA 0 |
REBELLIN 0 |
PELLIZZOTTI 6.15.16 |
VANDE VELDE 0.01 |
SORENSEN 0.07 |
Zabriskie Astarloa Ascasibar |
|
| 12 Lun. | 3a | 3a | CATANIA - MILAZZO | 221 | 451.6 | 2978.8 | 3a |
BENNATI 5.37.01 39.52 |
ZABEL 0 |
HONDO 0 |
PELLIZZOTTI 11.52.17 |
VANDE VELDE 0.01 |
DILUCA 0.07 |
McGee | |
| 13 Mar. | 4a | 4a | PIZZO CALABRO - CATANZARO-LUNGOMARE | 183 | 634.6 | 2795.8 | 4a |
CAVENDISH 4.49.09 37.55 |
FORSTER 0 |
BENNATI 0 |
PELLIZZOTTI 16.41.26 |
VANDE VELDE 0.01 |
DILUCA 0.07 |
Cornu, Stubbs, O'Grady | |
| 14 Mer. | 5a | 5a | BELVEDERE MARITTIMO - CONTURSI TERME | 203 | 837.6 | 2592.8 | 5a |
BRUTT 5.04.52 39.95 |
FROHLINGER 0.04 |
JIMENEZ 0.10 |
PELLIZZOTTI 21.46.49 |
VANDE VELDE 0.01 |
DILUCA 0.07 |
Nuyens | |
| 15 Gio. | 6a | 6a | POTENZA - PESCHICI (circuito del Gargano) | 180 | 1102.6 | 2327.8 | 6a |
PRIAMO 5.24.49 33.25 |
LEZAUN 0.08 |
TRUSOV 0.27 |
VISCONTI 27.14.04 |
RUSS 1.22 |
NARDELLO 1.22 |
Poitschke, De Weert Mandri |
|
| 16 Ven. | 7a | 7a |
PIETRANSIERI RIONERO |
VASTO - PESCOCOSTANZO | 180 | 1282.6 | 2147.8 | 7a |
BOSISIO 4.45.05 37.04 |
KIRYENKA 0.46 |
SELLA 1.02 |
VISCONTI 32.03.01 |
RUSS 0.09 |
BOSISIO 5.43 |
Loddo, Hutarovich, Alonso, Calcagni |
| 17 Sab. | 8a | 8a | RIVISONDOLI - TIVOLI | 208 | 1490.6 | 1939.8 | 8a |
RICCO' 4.41.05 44.61 |
BETTINI 0 |
REBELLIN 0 |
VISCONTI 36.44.06 |
RUSS 0.34 |
BOSISIO 5.53 |
Morabito, Ghisalberti | |
| 18 Dom. | 9a | 9a | CIVITAVECCHIA - SAN VINCENZO | 218 | 1708.6 | 1721.8 | 9a |
BENNATI 5.30.06 39.62 |
BETTINI 0 |
MCEWEN 0 |
VISCONTI 42.14.16 |
RUSS 0.34 |
BOSISIO 5.53 |
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| 19 Lun. | |||||||||||||||
| 20 Mar. | 10a | 10a | PESARO - URBINO (cronometro individuale) | 39,4 | 1748 | 1682.4 | 10a |
BRUSEGHIN 00.56.41 41.07 |
VELASCO 0.08 |
KLOEDEN 0.20 |
VISCONTI 43.12.02 |
RUSS 3.31 |
BOSISIO 5.50 |
||
| 21 Mer. | 11a | 11a |
CARPEGNA FINALE |
URBANIA - CESENA | 199 | 1947 | 1483.4 | 11a |
BERTOLINI 5.44.22 34.67 |
GARCIA 0.05 |
BALIANI 0.05 |
VISCONTI 49.00.17 |
BOSISIO 5.50 |
VELASCO 6.59 |
LISTA |
| 22 Gio. | 12a | 12a | FORLI' - CARPI | 172 | 2119 | 1311.4 | 12a |
BENNATI 4.05.29 42.04 |
CAVENDISH 0 |
MCEWEN 0 |
VISCONTI 53.05.46 |
BOSISIO 5.50 |
VELASCO 6.59 |
||
| 23 Ven. | 13a | 13a | MODENA - CITTADELLA | 177 | 2296 | 1134.4 | 13a |
CAVENDISH 4.1.07 42.29 |
BENNATI 0 |
DE LARREA 0 |
VISCONTI 57.17.06 |
BOSISIO 5.50 |
VELASCO 6.59 |
Priamo, Sabatini | |
| 24 Sab. | 14a | 14a |
MANGHEN PAMPEAGO |
VERONA - ALPE DI PAMPEAGO/VAL DI FIEMME | 195 |
2491 |
939.4 |
14a |
SELLA 5.37.14 34.33 |
KIRYIENKA 4.38 |
RODRIGUEZ 5.08 |
BOSISIO 63.10.47 |
VELASCO 0.05 |
BRUSEGHIN 0.28 |
LISTA |
| 25 Dom. | 15a | 15a |
FALZAREGO FEDAIA GIAU PORDOI SANPELLEGRINO SANTOMASO |
ARABBA - PASSO FEDAIA/MARMOLADA (Dolomiti Stars) | 153 | 2644 | 786.4 | 15a |
SELLA 4.53.24 31.49 |
POZZOVIVO 2.05 |
RICCO' 2.11 |
VELASCO 68.06.43 |
RICCO' 0.33 |
DILUCA 0.55 |
|
| 26 Lun. | 16a | 16a | SAN VIGILIO DI MAREBBE - PLAN DE CORONES | 12,9 | 2655.9 | 773.5 | 16a |
PELLIZZOTTI 40.26 19.14 |
SELLA 0.06 |
SIMONI 0.17 |
VELASCO 68.47.31 |
RICCO' 0.41 |
SIMONI 1.21 |
FUORI TEMPO MASSIMO | |
| 27 Mar. | |||||||||||||||
| 28 Mer. | 17a | 17a | SONDRIO - LOCARNO | 146 | 2802.9 | 627.5 | 17a |
GREIPEL 3.27.05 42.30 |
CAVENDISH 0 |
BENNATI 0 |
VELASCO 72.14.40 |
RICCO' 0.41 |
SIMONI 1.21 |
||
| 29 Gio. | 18a | 18a | MENDRISIO - VARESE | 147 | 2949.9 | 480.5 | 18a |
VOIGT 3.22.46 43.50 |
VISCONTI 1.07 |
NOCENTIN 1.07I |
VELASCO 75.45.17 |
RICCO' 0.41 |
SIMONI 1.21 |
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| 30 Ven. | 19a | 19a |
PORA VIVIONE |
LEGNANO - PRESOLANA/MONTE PORA | 228 | 3177.9 | 252.5 | 19a |
KIRYENKA 6.37.32 35.92 |
DILUCA 4.43 |
EFIMKIN 4.36 |
VELASCO 82.29.10 |
RICCO' 0.04 |
DILUCA 0.21 |
Cherel, Galparsoro Dean |
| 31 Sab. | 20a | 20a | ROVETTA - TIRANO | 224 | 3401.9 | 28.5 | 20a |
SELLA 6.52.45 33.72 |
SIMONI 1.04 |
RODRIGUEZ 1.22 |
VELASCO 89.23.25 |
RICCO' 0.04 |
BRUSEGHIN 2.00 |
Kloeden, Siutsou | |
| 1 Dom. | 21a | 21a | CESANO MADERNO - MILANO (cronometro individuale) | 28,5 | 3430.4 | 0 | 21a |
PINOTTI 32.45 52.21 |
MARTIN 0.07 |
IGNATIEV 0.10 |
VELASCO 89.56.49 |
RICCO' 1.57 |
BRUSEGHIN 2.54 |
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| TOTALI | 3430.4 | 89.56.49 | |||||||||||||
RITIRATI
11a TAPPA
Francesco Bellotti (Ita) Barloworld
Andrea Moletta (Ita) Gerolsteiner
Geert Steurs (Bel) Silence - Lotto
Volker Ordowski (Ger) Gerolsteiner
Mauro Santambrogio (Ita) Lampre
Mauricio Soler (Col) Barloworld
Rik Verbrugghe (Bel) Cofidis - Le Crédit par Téléphone
14a TAPPA
16a TAPPA
HD Raivis Belohvosciks (Lat) Saunier Duval -
Scott 51.18
HD Mathew Hayman (Aus) Rabobank 51.19
HD Paolo Bossoni (Ita) Lampre 51.41
HD Christopher Sutton (Aus) Slipstream Chipotle Presented By H30 52.35
HD Lander Aperribay (Spa) Euskaltel - Euskadi 52.40
HD Thomas Fothen (Ger) Gerolsteiner 53.48
PER BETTINI SARA' L'ULTIMO GIRO?
PALERMO - Niente di ufficiale, ma l'ombra di un ritiro dall'attività si addensa sulla testa di Paolo Bettini, il bi-campione del mondo nonchè campione olimpico in carica. A dicembre del 2008 il suo contratto scade e in assenza di qualche proposta allettante il toscano di La Californa pensa seriamente di smettere. E, siccome quello che pensa lo dice, lo dice apertamente al "vernissage" della corsa rosa a Palermo. "Se questo è il mio ultimo Giro? Ad oggi non c'è nulla che mi faccia pensare di correre anche nel 2009 -ha detto oggi a Palermo-. Non ci penso più di tanto, ma in assenza di proposte allettanti mi sento in stand-by. Il mio contratto scade a dicembre, due anni fa avrei cercato di arrivare al Giro con più tranquillità e quindi con qualcosa di sicuro in mano, ma adesso non sento più questa necessità. Dopo 12 anni l'idea di poter chiudere la carriera non mi fa stare male. Sicuramente non mi vedo dentro un'ammiraglia nè dietro una scrivania". Ma prima di smettere vuole lasciare il segno. Vincere al Giro con la maglia di campione del mondo e magari riuscire anche ad indossare la maglia rosa, vincere alle Olimpiadi dove difenderà l'oro di Atene. Vincere, insomma, un verbo che per il Grillo livornese è un imperativo.
L'appuntamento, intanto è con la tappa di Agrigento. "Nella seconda tappa
avrò la prima grande opportunità di vincere con la maglia di campione del mondo,
sarebbe molto bello. Conosco l'arrivo e penso sia un'occasione da non sprecare,
d'altra parte arrivo a questo Giro con una condizione migliore di quella dello
scorso anno. Dalla Liegi in poi ho capito che ci siamo, che ho la gamba giusta,
quella che mi piace". Quando Bettini parla in questi termini è il preludio a
qualche numero dei suoi, ma la possibilità che ciò possa succedere già nella
cronometro a squadre di apertura della corsa rosa è molto remota. La sua idea è
un'altra. In quell'occasione - nel circuito cittadino di 23 km nel capoluogo
siciliano - sarà importante limitare al massimo il divario con chi alla fine
vincerà. "Mi piacerebbe se riuscissimo a stare entro i 40", anche se sarà
importante capire chi vincerà cioè se è una squadra che poi sarà in grado di
gestire i finali della prima settimana nervosa. I primi cinque giorni per me
sono fondamentali, per me si tratta di un Giro corto". Per Paolo Bettini,
comunque, aumenta la concorrenza e non tanto quella in casa con Visconti che
rimane un fedele gregario, quanto con i giovani e meno giovani delle altre
squadre, tutti vogliosi di imporsi subito.
"I giovani stanno crescendo, Nibali, Riccò e Visconti hanno dimostrato sempre
qualcosa di più rispetto agli anni precedenti. Adesso non saprei quantificare
quanto di più, ma penso che possa davvero essere il Giro dei giovani. Il
favorito? Prima dell'arrivo dell'Astana dicevo Simoni, ora Gibo rimane di
riserva perchè il potenziale dell'Astana è davvero importante. Non sta a me
giudicare se sia giusto o meno che sia stata invitata all'ultimo momento, penso
che corrano degli atleti importanti ed è giusto che possano gareggiare". E il
nome Astana fa venire in mente la parola doping ed è prendendo spunto
dall'ultimo caso eclatante - quello di Petacchi - che Bettini espone in maniera
netta la propria personale posizione in materia puntando il dito sulla mancanza
di uniformità dei regolamenti. "In fatto di doping non ci capisco più nulla. Mi
dispiace tantissimo per Alessandro, la sua storia è l'ennesima dimostrazione che
siamo figli di mamme diverse. E' l'evidenza che i regolamenti non sono chiari ed
univoci". Paolo Bettini ha sempre guardato gli obiettivi uno per volta, ma
nell'anno olimpico, in qualità di campione uscente (suo l'oro di Atene), nel
corso di un'occasione così importante, non può certo far mancare una parola, di
spedire un messaggio, di lanciare una sfida, di indicare un appuntamento.
"L'Olimpiade è strana perchè si corre in cinque -ha detto- e secondo me devono
essere cinque vincenti quelli che sceglierà Ballerini. Lì non esiste il discorso
capitano-gregario, ma serve un grande atleta che si sacrifichi per un altro
grande atleta. Certo, il compito del ct non sarà semplice perchè in Italia siamo
già in tanti per un Mondiale, figuriamoci per un'Olimpiade. Chi vorrà esserci
dovrà dimostrare in prossimità dell'appuntamento che difficilmente sbaglia".
LA SICILIA ABBRACCIA IL GIRO PER LA 14a VOLTA
PALERMO - Il Giro d'Italia prenderà il via da Palermo con una affascinante e
spettacolare cronometro a squadre. Con la partenza dal capoluogo e le successive
due tappe (la seconda Cefalù-Agrigento e la terza Catania-Milazzo) sarà la
15esima volta che la corsa rosa toccherà la Sicilia. Il Giro si deciderà molto
probabilmente sulle Alpi e nelle prove a cronometro, ma le strade siciliane
hanno regalato molte emozioni agli appassionati di ciclismo della Trinacria. E
anche questa edizione con i migliori corridori del momento al via, promette
spettacolo.
Il plotone si cimentò per la prima volte con i percorsi siciliani nel 1930,
quando, dietro un compenso di 25 mila lire (allora una fortuna...), Alfredo
Binda, fu invitato "gentilmente" a non partecipare per "manifesta superiorità".
Tre tappe quell'anno nell'Isola: la Messina-Catania, vinta da Michele Mara, la
Catania-Palermo, che vide trionfare Leonida Frascarelli e la Palermo-Messina,
nella quale si impose Luigi Marchisio, poi vincitore della classifica finale.
Diciannove anni dopo , nel '49, il Giro prendeva il via da Palermo. Eravamo gia'
in piena era Coppi. Quell'anno, infatti, il "Campionissimo" riuscì nell'impresa
di portare a casa la prestigiosa accoppiata Giro-Tour. Nelle due tappe siciliane
di quell'anno vinsero Mario Fazio e Sergio Maggini. Due le tappe anche nel 1954:
la Bianchi si impose nella cronosquadre di Monte Pellegrino, mentre Giuseppe
Minardi tagliò per primo il traguardo nella Palermo-Taormina lunga "soltanto"
280 chilometri.
Sette anni dopo il belga Louis Prost si aggiudicò la Marsala-Palermo, e Nino
Defilippis la Palermo-Milazzo. Presenza più lunga quella del 1965: le quattro
tappe in programma andarono a Meldolesi, Carlesi, Marcoli e quindi a Vittorio
Adorni, più veloce di tutti nella crono Catania-Taormina e poi maglia rosa
finale. Nel '67, invece, l'anno passato alla storia del ciclismo per la morte di
Tommy Simpson sul Mont Ventoux durante il Tour, il Giro d'Italia in Sicilia
impiegò due tappe: il tedesco Rudy Altig, con la maglia iridata sulle spalle, si
aggiudicò il circuito di Monte Pellegrino, quindi Franco Bitossi alzò le braccia
al termine della Catania-Etna. Solo una toccata e fuga nel '72, col belga Albert
Van Vlierberghe che vinse la tappa del circuito dei Peloritani. Decisamente piu'
consistente la presenza dei Girini nel 1976. Un'edizione avvincente, che vide
trionfare Felice Gimondi all'ultima crono sul belga Johan De Muynck, dopo che
questi aveva strappato la maglia rosa al fuoriclasse bergamasco sulle Tre Cime
di Lavaredo. Quell'anno in Sicilia il belga Patrick Sercu, dominatore delle
"Seigiorni", si aggiudicò le due semitappe iniziali (Catania e Catania-Siracusa).
Dominio belga pure nella Siracusa-Caltanissetta, con Roger De Vlaeminck e nella
Caltanissetta-Palermo, con Rik Van Linden. Francesco Moser, infine, sfrecciò per
primo sul traguardo della Cefalù-Messina. Due tappe soltanto nell'edizione '82:
Beppe Saronni a braccia alzate a Palermo nella tappa che iniziava ad Agrigento,
mentre lo svizzero Urs Freluer vinse la Cefalu'-Messina.
Quattro anni più tardi il patron del Giro Vincenzo Torriani dedicò quattro tappe
alla Sicilia, con la corsa che partiva proprio dall'Isola. Freuler battè tutti
nei mille metri di Palermo, sfrecciando in via Libertà alla media record di
52,728. Quindi toccò a Sergio Santimaria aggiudicarsi la Palermo-Sciacca,
all'olandese Jean Paul Van Poppel la Catania-Taormina e alla Del Tongo-Colnago
vincere la cronosquadre Catania-Taomina. Nell'89, ancora Van Poppel, al quale,
evidentemente, la Sicilia doveva portare fortuna, alzò le braccia al termine
della Taormina-Catania, il portoghese Acacio Da Silva vinse la Catania-Etna,
mentre l'Ariostea mise in riga la concorrenza nella cronosquadre Villafranca
Tirrena-Messina. Quattro anni dopo, in piena epoca Indurain, un'altra
Villafranca Tirrena-Messina (ma su percorso diverso) andò al bresciano Guido
Bontempi, mentre il danese Bjarne Rijs si mise in tasca la Agrigento-Palermo,
una tappa caratterizzata da un caldo torrido, con punte ben oltre i quaranta
gradi. Una vittoria però, alla luce delle dichiarazioni rese dallo stesso Rijs
sul suo uso di sostanze dopanti cui fece ricorso in passato per molto tempo,
sulla quale è lecito avanzare qualche sospetto. Importante la presenza
nell'Isola nell'edizione del '99, l'anno tragico di Marco Pantani. In
quell'occasione, nell'isola ci fu gloria per i velocisti, con Ivan Quaranta,
vincitore della Agrigento-Modica, Mario Cipollini, che si impose nella
Noto-Catania e Jeroen Bljlevens che si aggiudicò la Catania-Messina. L'ultima
volta in cui il serpentone del Giro d'Italia solcò le strade siciliane risale,
infine, al 2003: nella Messina-Catania lo sprinter Alessandro Petacchi riuscì a
spuntarla sul rivale Mario Cipollini.
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