2a Tappa  Obernai - Esch-sur-Alzette di 228.5 Km.

MCEWEN BRUCIA BOONEN; HUSHOVD TORNA IN GIALLO

Robie McEwenESCH SUR ALZETTE - L'australiano Robbie McEwen, ha vinto in volata la seconda tappa del Tour de France, 228.5 km con partenza ad Obernai ed arrivo a Esch sur Alzette, in Lussemburgo. Ha preceduto sul traguardo il belga Tom Boonen e il norvegese Tohr Hushovd, che riconquista la maglia gialla grazie ai 2" di abbuono guadagnati al traguardo volante di Holling. Il Col des Pandoures e il Col de Valsberg nei primi 50 chilometri di tappa,suggeriscono a due spagnoli, Aitor Hernandez e David de la Fuente, di provare la fuga da lontanissimo, mentre Di Luca come aveva preannunciato ieri abbandona tappa e Tour. Hernandez si aggiudica entrambi i traguardi intermedi iniziali, ma dopo aver raggiunto un vantaggio massimo di 11'20" la coppia spagnola si sfalda quando a 40 km dal traguardo, subito dopo la Cote de Ketange, De la Fuente allunga, tanto che allo sprint intermedio di Holling, Hernandez è ormai riassorbito in gruppo ed è Hushovd a guadagnare 2" di abbuono importanti in chiave maglia gialla. Ma dopo 200 km, anche la fuga di De la Fuente (che comunque potrà consolarsi con la conquista della maglia a pois) vacilla e si spegne a meno 14 dal traguardo. Il gruppo poi torna compatto a meno dieci all'arrivo. E' Matthias Kessler, ad abbozzare l'ultimo allungo, mentre una caduta a 2 km dall'arrivo spezza il gruppo in 2 tronconi; ma per il nuovo regolamento il tempo dei corridori attardati vien neutralizzato. L'azione di Kessler è disperata, il gruppo lo riprende sul traguardo e nello sprint finale è McEwen a spuntarla su Boonen, con Hushovd terzo nonostante il braccio dolorante e pedalando praticamente con una gamba sola per via della rottura di un aggancio al pedale. Il premio per il norvegese è comunque la maglia gialla.
Intanto sul fronte della lotta al doping si registra finalmente un fatto positivo. La T-Mobile ha chiesto a tre dei suoi corridori, il tedesco Patrick Sinkiewicz, l'australiano Michael Rogers e l'italiano Eddy Mazzoleni, di porre fine immediatamente al proprio rapporto con il dottore e preparatore Michele Ferrari. "Le tabelle di allenamento di Sinkiewicz e Rogers sono state compilate da Ferrari, e lo stesso dicasi per Mazzoleni - ha detto Christian Frommert, direttore della comunicazione del team tedesco -. Vogliamo mettere fine a questa collaborazione e prenderemo insieme questo provvedimento alla fine del Tour. I tre ciclisti si sono già detti d'accordo sul fatto di non lavorare più col signor Ferrari in futuro".
Ferrari, assolto per prescrizione dall'accusa di frode sportiva e per la non sussistenza del fatto dall'accusa di esercizio abusivo della professione di farmacista dalla Corte di Appello di Bologna lo scorso 22 maggio, ha lavorato in passato con il sette volte campione del Tour de France Lance Armstrong. L'uomo di punta della T-Mobile, Jan Ullrich è stato coinvolto nello scandalo doping scoppiato in Spagna e che ha tirato in ballo finora i nomi di 58 ciclisti, ed è stato escluso per questo dal Tour de France in corso. E' un segnale importante che va apprezzato e che indica anche una ulteriore strada strada percorribile per arginare finalmente il dilagare della farmacia proibita. Se è lo sponsor per primo a obbligare i corridori a far meno dei "consigli" di medici chiacchierati e già coinvolti in vicende doping, viene a mancare una spinta importante verso il ricorso a pratiche fuorilegge A patto, però, che poi non si chieda comunque il risultato ad ogni costo. In quel caso sarebbe ipocrisia.