15a Tappa  Gap - L'Alpe d'Huez  di 187 Km.

DIETRO SCHLECK C'E' TANTA ITALIA: CUNEGO SECONDO, GARZELLI 3°

Frank SchleckALPE D'HUEZ  - Rinasce Damiano Cunego sulle mitiche balze dell'Alpe cara a Fausto Coppi. Si vede anche tanta Italia (con l'ottimo terzo posto di Garzelli), e tanto ciclismo dal volto umano: fatica, sudore, distacchi, niente "miracoli", Ma la vittoria, ancora una volta sfugge fra le dita per gli uomini della Lampre. Cunego corre con testa e determinazione, a sprazzi si riscopre il corridore che a soli 24 anni si aggiudicò il Giro 2004. Ed è secondo con onore. Ma la vittoria va a Franck Schleck, primo lussemburghese a centrare il successo sull'Alpe (anche perchè ai tempi di Charlie Gaul non era ancora inserita nel tracciato della "grande boucle"). Mancano due chilometri al traguardo quando il filiforme erede di Gaul si alza sui pedali e lascia di stucco il veronese. Niente da fare: la sua progressione è irresistibile, come fu anche il giorno dell'Amstel Gold Race, classica che si è aggiudicato quest'anno nello stesso modo: da finisseur. Un corridore molto valido che, a lume di naso, dovrebbe avere anche caratteristiche fisico-metaboliche da autentico "super", dal momento che ha battuto uno come Cunego che, come noto, gode di parametri fisiologici naturali nettamente superiori alla media.

Settimo posto per Eddy Mazzoleni, che completa l'ottima giornata azzurra, costretto a "rallentare" la propria fuga con Cunego e Schleck per ordini di scuderia da parte della T-Mobile (leggasi aiuto a capitan Kloden). Dopo il riposo, nella Gap-Alpe d'Huez di 187 chilometri era lecito aspettarsi rivoluzioni in classifica, e così in effetti è stato, con Floyd Landis che torna in possesso della maglia gialla, precedendo di soli 10" l'ex leader, lo spagnolo Pereiro Sio. Regge anche Cyril Dessel, mentre sull'ultima salita Denis Menchov ha sofferto più del previsto, arrivando sotto il traguardo a 2'21" da Schleck. Fuori dalla corsa per il podio l'australiano Rogers e l'americano Leipheimer, relegati a 5:01 e 6:18 in classifica, rispettivamente, ci sono sette corridori in due minuti, come dire che la corsa è ancora molto aperta, anche se adesso conteranno sopratutto le doti di recupero.

Il gruppo si divide in due al chilometro 28. La prima parte, composta da 25 corridori, attacca ai piedi del Col d'Izoard: tra questi, gli italiani Cunego e Garzelli, con il corridore della Liquigas che passa per primo in cima. Gloria per Garzelli, mentre l'Izoard è fatale per Tom Boonen che, per il secondo anno consecutivo, non arriverà agli Champs Elysees. Il campione del mondo, vittima di problemi respiratori ha dovuto desistere lasciando il Tour senza vittorie di tappa e senza aver conquistato neppure una volta la maglia verde.Con lui lascia la "Grande Boucle" anche lo spagnolo Egoi Martinez (Discovery Channel), vittima di una caduta nella discesa dell'Izoard. Dopo il Col du Lutaret il gruppo di 15 corridori si presenta con 3'20" sulla maglia gialla e a 12 chilometri dall'arrivo parte Cunego: un'accelerazione brutale, che crea una vera selezione.
Seguono il passo del veronese soltanto Schleck e Mazzoleni, con l'italiano della T-Mobile che rallenta per aspettare Kloden.
A 5 dall'arrivo sono soltanto Schleck e Cunego a giocarsi la vittoria, mentre alle loro spalle tengono Landis e Kloden.

Menchov, Evans e Sastre invece faticano parecchio, così come Pereiro che riesce comunque a limitare i danni ma non a tenere la leadership. A 2,5 chilometri dal traguardo, ecco scattare Schleck: Cunego rimane sui pedali, il lussemburghese si invola senza lasciare scampo al veronese: sull'Alpe d'Huez arriva prima lui, davanti a Cunego e a un altro italiano, Garzelli. Landis conquista per 10" la maglia gialla, nonostante lo sforzo finale di Pereiro. Il primo Tour del dopo-Armstrong cambia così di nuovo padrone: senza Basso e Ullrich c'è sicuramente meno spazio per la qualità, ma le sorprese sono ormai all'ordine del giorno e i 182 chilometri della frazione da Bourg d'Oisans a La Toussuire, con il col du Galibier e la Croix de Fer prima della salita del Villarembert, aprono la porta a qualsiasi risultato.