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| IL PICCO DI PRESTAZIONE | CONDIZIONI E FATTORI | TIPI DI RESISTENZA | IL PROGRAMMA | POTENZIAMENTO |
Lo sviluppo delle capacità di prestazione si basa sulle reazioni
dadattamento dellorganismo di un atleta che si sottopone a regolari e mirati
allenamenti e si manifesta con un aumento delle capacità funzionali, le quali, a loro
volta, sono determinate dai cambiamenti che avvengono nelle cellule, nei tessuti e negli
organi dellintero organismo.
Alcuni di questi cambiamenti possono essere facilmente rilevati, come per esempio
lipertrofia muscolare, la riduzione della percentuale di grasso corporeo, la potenza
meccanica di soglia e massimale. Altri invece come i mutamenti metabolici tra tipi di
fibre, possono essere evidenziati solo con sofisticate analisi di laboratorio. Nella
struttura dellallenamento si riscontrano la seguente successione:
lo stimolo allenante agisce sullorganismo lorganismo reagisce ad un adattamento, mettendo in atto una serie di cambiamenti ladattamento consente di migliorare le capacità motorie e le prestazioni atletiche
Grazie ai processi dadattamento lindividuo che si sottopone a sistematici allenamenti può incrementare le sue capacità prestative. Nel termine adattamento è però racchiusa una sorta di contraddizione dialettica: da un lato ladattamento è una condizione indispensabile per ottenere un incremento delle capacità di prestazione, dallaltro con esso si manifesta un indebolimento delle reazioni di risposta dellorganismo. Quando questultimo si è adattato ad un determinato lavoro non reagisce al medesimo stimolo con un ulteriore sviluppo delle capacità che si vogliono migliorare.
E quindi necessario intervenire con esercitazioni differenti (principio della variazione del carico) e con carichi di lavoro progressivamente crescenti (principio del carico progressivo). Quanto più il carico dallenamento è uniforme, monotono e ripetitivo tanto più rapidamente lorganismo si abitua e tanto ridotto è leffetto sullincremento delle prestazioni. Per questo un lavoro di volume condotto ad andatura costante, ad esempio a fondo medio, non determina, come invece molti atleti pensano, gli adattamenti necessari ad elevare il picco di prestazione, che consente di essere competitivo per un arco temporale più lungo nellattuale ciclismo. Composto da un infinito calendario gare, che impone una mirata pianificazione annuale dellallenamento, dove la quantificazione del volume e dellintensità del carico allenante e competitivo, deve essere idonea alle caratteristiche metaboliche e muscolari dellatleta.IL PICCO DI PRESTAZIONE
Quindi elevare il picco di prestazione è lobbiettivo principale dogni atleta e di quanti, preparatori, allenatori, medici sportivi, lo assistono nel suo impegno sportivo. Fatica, programmazione, risorse scientifiche, valutazioni sono investiti quotidianamente in questa ricerca. Se la genetica e la psiche sono, in ordine dimportanza, i requisiti di base per ottenere alte prestazioni, seguono con ruoli paritetici lallenamento e il mezzo meccanico (bicicletta). Lallenamento in modo particolare è il campo dove ancor oggi nel ciclismo, è molto diffuso un empirismo, che in alcuni casi può essere senzaltro produttivo, ma che alla fine diventa riduttivo e poco sicuro in ordine ai risultati programmati. Metodi e sistemi fino ad oggi proposti, validi nelle loro basi, devono essere collocati nellordine metodologico e strutturati in modo che essi siano efficaci e mirati per tutta la stagione agonistica. Spesso, invece, accade che si presta attenzione alla prima fase della preparazione, e cioè quella di transizione, speciale e pre-agonistica, trascurando quellagonistica, ben più delicata e importante. La sottovalutazione di questaspetto fa si che la tanta sudata e sofferta ricerca della condizione, una volta raggiunta (picco di forma) non si tiene che per poco tempo, spesso insufficiente per siglare qualche buon risultato.
CONDIZIONI E FATTORI DEL RENDIMENTO PRESTATIVO
Per descrivere il complesso delle condizioni e dei fattori che regolano ed influenzano il rendimento prestativo si fa riferimento al concetto della struttura della prestazione. Essa nel ciclismo si costruisce iniziando dal mezzo meccanico dove rientrano i processi della cinematica della pedalata, la cui ottimizzazione è data dalle personali misure antropometriche riportate nella costruzione del telaio, che influenzano la postura in bicicletta, e fanno si che landamento della potenza correlata alla velocità di azione, sia quanto più possibile sfruttato adeguatamente. Dopo di questo, il fattore più importante per una precisa struttura dellallenamento è quello metabolico.
Esso parte dallinterazione dei fattori interni dei sistemi
organici ed è divenuto negli anni sempre più importante, in quanto tutte le performance
sportive, si basano fondamentalmente sui processi dadattamento dellorganismo e
dei sistemi funzionali ai carichi imposti dallallenamento.
Nel ciclismo, come in altri sport, il quadro reale delle esigenze dei carichi riferiti sia
allallenamento sia alla gara si ottiene solo con lanalisi diretta: test da
laboratorio, dunque, o monitoraggio sul campo di gara dalcuni parametri come a
frequenza cardiaca, potenza meccanica, cadenza di pedalata, ecc.
I risultati ottenuti sono utilizzati per comprendere come siano sollecitati i singoli
sistemi funzionali da carichi di elevata intensità e di diversa durata. Infatti, la
preparazione di un cicloamatore, che partecipa a gare la cui durata non supera i 90-120
min., sarà ovviamente diversa da un altro soggetto che invece partecipa alle granfondo
che possono raggiungere i 180 Km.
Quindi, anche in un ambito amatoriale si deve fare una classificazione che spazia dalla
prestazione di resistenza di lunga durata a quella breve durata. Per fare chiarezza su
questi diversi tipi di carico, riportiamo una tabella dalcuni parametri metabolici
acquisiti nel ciclismo in un ambito di atleti dalto livello.
Sistema funzionale |
Unità di misura |
Resistenza breve dai 10 ai 40 min. |
Resistenza di media durata dai 40 ai 90 min. |
Resistenza di lunga durata dai 90 ai 360 min. |
Resistenza di lunghissima durata superiore ai 360 min. |
Consumo dossigeno |
% VO2 max |
90-95 |
80-95 |
60-90 |
50-60 |
Produzione denergia |
% aerobica |
70 |
80 |
95 |
98 |
Consumo denergia |
KJ / min |
120 |
105 |
80 |
75 |
Demolizione del glicogeno |
% di glicogeno muscolare |
40 |
60 |
80 |
95 |
Per dare un maggiore chiarimento cerchiamo di analizzare i quattro tipi di resistenza riportati nella tabella e analizziamoli uno ad uno.
Resistenza breve.
Rientrano in questa categoria gli sforzi intensi che vanno dai 10 ai
40 min. I principali substrati energetici utilizzati su questi tipi dazione sono le
riserve locali di glicogeno muscolare ed epatico. E, dato che i carichi intensi richiedono
dalle 400 alle 750 kcal/h (da 1680 a 3150 kJ) non sinnesca una deplezione (consumo)
(consumo) totale delle riserve glicolitiche.
Esse, infatti, nel loro complesso permettono di fornire circa 2000 kcal denergia
(8000 kJ), per questo, in questo tipo desercitazioni o gare, ne sono sfruttate circa
un terzo. In questo tipo di carico la produzione denergia è sostenuta al 70% dal
metabolismo aerobico.
Esso, però, non è sufficiente; è necessario un contributo al 30% del metabolismo
anaerobico utilizzato per le variazioni di ritmo (allunghi, scatti, volate finali.)
Naturalmente la produzione denergia dei due sistemi è influenzata dalla componente
" resistenza ambientale" (vento, fondo stradale particolarmente ruvido, pavé,
ecc.). Aumentando la percentuale di impegno del sistema anaerobico, aumenta la produzione
di acido lattico, dunque cresce in proporzione la concentrazione del lattato nel sangue.
Se in allenamento si usano carichi che vanno dai 10 a 35 min, con unintensità che
oscilla dallo 85% al 95% del valore (fc, velocità o potenza) di soglia sinibisce il
metabolismo lipidico. Per cui da un punto di vista metabolico, i substrati di principale
utilizzo sono in carboidrati, ed è indifferente se la loro demolizione avviene per via
aerobica od anaerobica.
Il reclutamento delle fibre muscolari a contrazione lenta (STF) e di quelle a contrazione
rapida (FTF) influisce sullottenimento di prestazioni elevate. Gli atleti che
riescono ad esprimersi meglio in questo settore hanno in prevalenza percentuali elevate di
SFT (dal 60 al 70%).
La distribuzione delle fibre è fissata geneticamente e non si modifica con
lallenamento, che può incidere solo sulle qualità metaboliche. Soprattutto le
fibre veloci sono soggette allazione dellallenamento, e possono adattarsi sia
in senso ossidativo sia glicolitico.
La tipologia dellallenamento svolto determina la direzione di
questadattamento. Infatti, tendono a modificarsi solo le fibre realmente reclutate
nelle esercitazioni imposte dallallenamento. Il problema della trasformazione del
profilo funzionale delle fibre è da numerosi anni al centro di numerose discussioni
scientifiche. Nelle quali emerge che sia possibile la trasformazione delle fibre
intermedie (fibre II C o fibre ST/FT) le quali compongono circa il 5% del potenziale di
fibre nel muscolo. Esse con un allenamento di resistenza mutano in fibre lente e con uno
di velocità in fibre veloci.
Resistenza di media durata
Comprende i carichi di gara la cui durata va da 40 a 90 min
(esempio: gare cicloamatoriali). La fonte energetica necessaria non può essere assicurata
dalle sole riserve di glicogeno, in quanto aumentando la durata del carico, aumenta la
deplezione (consumo) di glicogeno sia dal muscolo sia dal fegato, fino ad arrivare al
limite critico dellora e mezza di gara, dove si ha una riduzione della
concentrazione del lattato e di glucosio nel sangue.
Il consumo energetico è stimato in media nei carichi intensivi di durata superiore ai 60
min, intorno alle 25 kcal/min (105 kJ/min), con una demolizione aerobica dei carboidrati e
dei grassi con una percentuale che va dall80 al 90% per il glicogeno, e dal 10 al
20% degli acidi grassi. La produzione denergia per via anaerobica è importante per
le situazioni tattiche, (scatti, ecc.) ed è dipendente alle riserve del glicogeno che si
hanno a disposizione. Una mancanza di questi substrati, porterebbe ad una diminuzione
anticipata della potenza muscolare, associata ad una riduzione della glicolisi nel
metabolismo e ad un notevole aumento del cortisolo. Questo è un ormone prodotto dal
surrene con una spiccata azione "catabolica": attiva la demolizione delle
proteine e può creare danni alla muscolatura.
Per quantificare lentità del catabolismo proteico si prende a riferimento il
livello nellurea serica, del cortisolo. Il metabolismo tampona lazione
demolitrice del corrosivo con un aumento del testosterone, che invece controbilancia gli
effetti negativi con una forte azione anabolica. Per questo nei due giorni che precedono
una gara non si devono eseguire allenamenti molti intensi, ma solo sedute
dallenamento abbastanza lunghe e lente, per favorire gli adattamenti metabolici di
consumo in direzione delle scorte lipidiche, e non di quelle dei carboidrati.
Per eccellere in questo tipo di carichi latleta tipo dovrebbe possedere dal 70
all80% di fibre lente, anche se atleti con elevate percentuali di fibre veloci (40%)
spesso riescono ad ottenere buoni successi, sopperendo con un aumento della frequenza
delle pedalate (agilità), a questa loro non predisposizione genetica: in quel modo si è
portati a risparmiare sul reclutamento delle fibre lente, che in parte non vengono
sottoposte ad un lavoro molto intenso per essere utilizzate meglio nelle fasi conclusive
della corsa.
Resistenza di lunga durata
Rientrano in questa categoria i carichi dallenamento e di gara
che hanno una durata dai 90 ai 360 min. Essi sono tipici principalmente di coloro che
fanno gare di medio fondo: dai 100 ai 130 km. Come abbiamo visto sopra una carico
intensivo di 90 min. rappresenta un limite critico, perciò si rende necessaria da parte
dellatleta, lassunzione di carboidrati e liquidi.
Naturalmente si possono sostenere carichi di resistenza minori a quelli di gara
(dall 80% al 90% della prestazione di gara) per una durata superiore ai 90 min.
anche senza assumere glucosio o liquidi. Le grandi differenze di durata che si hanno in
questo tipo di carico (90 ai 360 min.) fa si che vi siano oscillazioni nel consumo globale
denergia che è ovviamente rapportato al peso corporeo dellatleta e della
bicicletta (massa trasportata).
Per un calcolo di conversione, si stima che per un consumo dossigeno di 3 lt/min
siano utilizzate 15 Kcal/ min. e con 4 lt/min, 20 kcal/min. Di questa energia circa il 25%
è utilizzata per il lavoro muscolare, mentre il rimanente 75%, va ad interessare
lorganismo sotto forma di produzione di calore, che è poi disperso con la
termoregolazione. Le prestazioni in questo ambito temporale, sono prodotte per oltre il
95% per via aerobica, gli acidi grassi partecipano alla produzione denergia in una
percentuale che va dal 30 al 50%, la deplezione (consumo) dei carboidrati è compensata
solo in parte dallassunzione mirata dei glicidi.
Possono essere assunti dai 30 ai 40 gr. di maltodestrine per 60 min. di carico, e sono
necessari per mantenere una discreta omeostasi (equilibrio tra consumo e riserve
disponibili) del glucosio. Indipendentemente, si innesca un aumento dei corpi chetonici
(acetone) che si producono per la demolizione incompleta dei grassi in carenza dei
carboidrati. Riguardo al processo di reclutamento dei diversi tipi di fibre muscolari, in
questi carichi, dominano atleti con percentuali di fibre lente che vanno dal 75 al 90%.
Questo perché esse costituiscono la base per unelevata capacità aerobica, ed
essendo resistenti alla fatica producono un adattamento motorio e specifico stabile.
Nel ciclismo questi carichi rientrano in distanze che vanno dai 250
ai 300 km; oppure qualche "estrema" granfondo amatoriale. Terreno specifico per
i professionisti. Gli sforzi che superano le sei ore, sotto il profilo energetico
presuppongono un metabolismo lipidico integro e richiedono un continuo apporto di liquidi
e di sostanze nutritive.
Globalmente il metabolismo è caratterizzato da un notevole catabolismo, evidenziato da
elevate concentrazioni di cortisolo, che richiede tempi di recupero più ampi. Il tempo di
ripristino è condizionato dal grado di demolizione delle proteine che si è avuto. Gli
atleti professionisti hanno elevate percentuali di fibre lente (circa l80%).
Una base essenziale di resistenza per le loro gare, è ladattamento da parte del
muscolo ad utilizzare prevalentemente gli acidi grassi e si rendono immediatamente
disponibili le riserve di questo substrato energetico. Per cui nella muscolatura delle
gambe sono immagazzinati molti grassi neutri (trigliceridi) che trovandosi vicino ai
mitocondri garantiscono una fornitura veloce e abbastanza stabile denergia. Ciclisti
che non si allenano o gareggiano su queste distanze non acquisiscono la capacità
metabolica di utilizzare in misura maggiore i grassi o di immagazzinare trigliceridi nella
muscolatura.
IL PROGRAMMA D'ALLENAMENTO
In questa lunga introduzione ho voluto mettere in risalto che per ottenere gli adattamenti necessari che consentano miglioramenti prestativi è più importante impostare i carichi di lavoro sul piano qualitativo che su quello quantitativo, rispettandone il principio della progressione e della gradualità. Nel programma che vi sarà proposto troverete forme di esercitazioni che rispecchiano quello che finora è stato detto.
Il test prima di tutto
Il primo passo da compiere (per chi non lavesse ancora fatto) prima di iniziare questo mesociclo (ciclo mensile) dallenamento che prevede carichi di lavoro abbastanza elevati, è quello di valutare con test appropriati, il livello delle proprie qualità atletiche per ottenere parametri funzionali su cui poi impostare un programma dallenamento. La valutazione funzionale rappresenta il mezzo più utile. Il rischio è di andare incontro a inutili sovraccarichi di lavoro, che generalmente non portano a nessun miglioramento prestativo, anzi possono risultare perfino dannosi per la salute. Oppure al contrario, di non sfruttare al meglio le proprie caratteristiche metaboliche, svolgendo allenamenti inadeguati come sforzo riferito alle personali potenzialità.
I mezzi dallenamento
Gli allenamenti prevedono andature o ritmi di fondo lento, lungo, medio, veloce alle quali si aggiungono esercitazioni con il rapporto fisso e dietro motori. Tutti questi mezzi dallenamento, hanno come caratteristica comune lutilizzo del sistema energetico aerobico. Quello che invece cambia tra loro è il differente utilizzo dei substrati energetici da un punto di vista metabolico. Infatti, limpiego delle scorte lipidiche, tramite il meccanismo aerobico, non è molto veloce ad innescarsi, per questo nella fase iniziale dogni seduta dallenamento (riscaldamento) si consumerà più glicogeno che grassi. Protraendo lesercizio, se lintensità aerobica rimarrà bassa (fondo lento e lungo) si comincerà a " bruciare grassi" in modo crescente. Viceversa se lintensità sarà alta si utilizzeranno più zuccheri. ( fondo medio, veloce e alla soglia).Vediamo le caratteristiche dei vari "ritmi dallenamento".
Ritmo di fondo lento è un esercizio a bassa intensità cardiaca, mantenuta costante con un ritmo di pedalata di 90-100 rpm (pedalate al minuto), la f.c. si attesta fra il 70-75% del valore di FC di soglia.Adattamenti fisiologici alle varie intensità riferite allallenamento e percentuali di VO2 max e della F.c. max
Ritmo-fondo |
% VO2 max |
% FC max |
Adattamenti fisiologici |
Componenti dellallenamento in base al livello dintensità |
Lento |
50-60 |
60-70 |
*Base
aerobica |
Lunghe
distanze |
Lungo |
60-70 |
70-75 |
*Base
aerobica |
Resistenza |
|
76-80 |
76-80 |
*Potenziamento
aerobico |
Resistenza, potenza |
Veloce |
80-85 |
80-90 |
*Potenziamento
aerobico ed anaerobico lattacido |
Esercitazioni ad intervalli, aumento della velocità |
Soglia anaerobica |
91-100 |
90-95 |
*Potenziamento
anaerobico lattico |
Competizioni, velocità di picco |
Obiettivi del programma.
Incrementare il lavoro di potenziamento aerobico per favorire gli adattamenti ancora più specifici che seguiranno con il successivo programma. Si avrà così un naturale aumento della quantità di carico è rappresentata dal tempo o dal numero dei chilometri percorsi e dalle variazioni di ritmo. Tali metodologie ci consentiranno di ottenere un importante risultato che riguarda lo sviluppo della resistenza specifica. Essa da un punto di vista fisiologico rappresenta la capacità di raggiungere e mantenere andature vicine a quelle di gara, e porta ad innalzare la tollerabilità, con la conseguente metabolizzazione, dellacido lattico che si è accumulato nei muscoli. Oltre questo è stato mantenuto laspetto legato alla forza specifica con esercitazioni in salita e in pianura. In questo tipo desercitazioni la cadenza delle pedalate rpm (pedalate al minuto) è fondamentale, perché ci potrà dare delle indicazioni sul tipo di rapporti che stiamo utilizzando e se esse rientrano nei limiti di quelle stabilite nel programma. Il mesociclo avrà la durata di quattro settimane, con un minimo di tre sedute settimanali ad un massimo di quattro considerando che il programma ad un indirizzo prettamente amatoriale.
MESOCICLO DI POTENZIAMENTO AEROBICO
Durata del mesociclo quattro settimane per quattro sedute settimanali.
Uscita (1) Salita breve ed esercitazioni sulle variazioni di ritmo
Uscita (2) Incremento della capacità aerobica con lavoro dagilizzazione
Prima settimana
Uscita (1)
Riscaldamento 20-30 minuti a fondo lento (LNT) rapporto 39x17 a 90-95 rpm
A seguire su una salita pedalabile (3-4% di pendenza media): 3 serie da 1:30 minuti ciascuna percorse alla f.c. corrispondente al valore di soglia (SA); rapporto: 39x15 (o sviluppo metrico omologo) con una cadenza di pedalata minima di 60-65 rpm
Recupero 2:30 minuti tra una serie e laltra (discesa).
A seguire: in pianura, rapporto 52-53x19: 3 serie da 3 minuti ciascuna di variazioni di ritmo, percorse per i primi 2 min. ad una f.c. corrispondente al fondo medio (MDO) con una cadenza di pedalata di 90-95 rpm (pedalate al minuto), mentre il terzo minuto a fondo veloce a 100-105 rpm.
Recupero tra una variazione e la successiva 5 minuti pedalati ad una f.c. corrispondente al valore di fondo lungo, con il 39x17 a 85 rpm (pedalate al minuto).
Defaticamento 15-20 minuti a fondo lento
Uscita (2)
Km 50. In pianura o tracciato misto
Riscaldamento come la seduta (1). Terminare i chilometri previsti ad una f.c. corrispondente al fondo medio con il 39x15 ad una cadenza di 95-100 rpm (pedalate al minuto).
Seconda settimanaUscita (1).
Tutto come la settimana precedente ma con le seguenti modifiche.
Sia le serie in salita che in pianura passano da 3 a 4, con le stesse modalità esecutive.
Uscita (2).
Come la settimana precedente aumentando il chilometraggio dai 50 ai 60 km.
Terza settimana
Uscita (1).
Come la settimana precedente ma aumentando la durata delle salite di 30 secondi ciascuna e delle variazioni di 1 minuto mantenendo immutati i tempi di recupero e le modalità esecutive.
Uscita (2).
Km 70. Percorso misto. Riscaldamento come le settimane precedenti.
A seguire 20 chilometri percorsi ad una f.c. corrispondente al fondo medio
Quarta settimana
Tutto come la terza settimana.