Torna indietro FAENZA: IL CAMPIONATO ITALIANO 2003 Torna alla Home Page

AGOSTINI ALLO SPRINT IN UNA GIORNATA DA INCORNICIARE 

FAENZA - Una bella giornata di ciclismo, di amicizia, di sport e di...cultura. Senza voler togliere nulla alle edizioni precedenti, da tempo i nostri campionati non celebravano una mattinata tricolore così densa, interessante e complessivamente soddisfacente. E non solo dal punto di vista agonistico. C'è voluta Faenza, la  puntigliosa organizzazione del Comune cittadino, la squisita ospitalità tipicamente romagnola, la cura dei particolari del Gruppo Sportivo Germano Zama, munifico sponsor, per dare ossigeno a questa nostra manifestazione giunta ormai alla 43esima edizione. Un'edizione davvero all'altezza. Anche per la completezza delle manifestazioni, spettacoli, mostre offerte nell'arco del week end: dal concerto in piazza di Conte, allo storico Niballo, ovvero il Palio medioevale di Faenza, alla visita guidata dell'eccezionale Museo della ceramica che ospitava per l'occasione una interessantissima raccolta venuta nientemeno che dalla collezione russa dell'Ermitage.

 Un modo intelligente e gradevole di offrire sport e cultura. E non ce l'hanno fatta l'afa e il caldo opprimente - eccezionali per la stagione - a smorzare gli entusiasmi. Folla e curiosi, come per le grandi occasioni ciclistiche al via in piazza del Popolo, mossiere d'eccezione l'assessore allo sport di Faenza Claudio Ronchini. Pubblico e tifosi sul circuito ricavato fra le splendide vigne appena alla periferia della città. Folla all'arrivo.  La partenza della gara dalla piazza centrale di Faenza, mossiere: l'assessore allo sport Ronchini


La gara è stata accesa e combattuta, ma anche un po' tattica come sempre accade quando ci sono maglie in palio. Ormai la categoria pubblicisti - specialmente nella fascia senior - è abbastanza livellata nei valori e agguerritissima,  potendo far leva su elementi di notevole spicco agonistico, come, appunto Andrea Agostini, ex dilettante di valore e lo stesso Davide Cassani, ex professionista e oggi ottimo commentatore per Rai Sport, alla sua prima apparizione nel gruppo dei giornalisti pedalatori. Ha fatto da buon padrone di casa  e forse, proprio per questo, il suo impegno non è stato proporzionale al colpo di pedale che in gara lasciava intendere.
Probabilmente, poi, il circuito scovato da Cassani ha indotto quasi immediatamente i concorrenti a miti consigli. Una salita, non impegnativa, ma lunga abbastanza per fare la giusta selezione (circa un paio di chilometri considerando il lungo falsopiano introduttivo), ha messo d'accordo fin da principio le velleità dei più "assatanati" fin dal primo dei cinque giri in programma. Così, al di là di qualche schermaglia d'occasione (protagonisti il solito agguerritissimo Marogna, il volonteroso Giuseppe Costantini, l'ottimo Verducci e qual che altro...kamikaze), il gruppo dei migliori ha proceduto compatto fino all'ultima tornata, scremando in avanti i favoriti attraverso una sorta di selezione naturale. Al passaggio in cima, una decina di giornalisti, che si è dato battaglia nella discesa successiva e nel finale, percorso a velocità vertiginosa. L'arrivo, però, è stato ugualmente allo sprint. Uno sprint ristretto in cui ha prevalso una "new entry" del gruppo giornalisti, Andrea Agostini, della Communication Go. Andrea, che nell'ambiente dei media è conosciuto per essere stato prima portavoce di Marco Pantani ai tempi della Mercatone Uno e oggi di Stefano Garzelli, ha fatto valere la sua maggiore freschezza. Ma ha avuto il suo bel da fare per avere ragione di un Eros Maccioni ostinato e deciso a contrastarlo fino alla fine. Terzo assoluto al traguardo l'ottimo Del Fabbro. Dunque un romagnolo un vicentino e un friulano, che hanno pedalato i circa 35 chilometri del tracciato alla media di 34,783 chilometri l'ora. Vittoria assoluta per Agostini, tircolore dei pubblicisti senior, cui è andato anche il premio speciale Città di Faenza, consegnato dallo stesso sindaco faentino, Claudio Casadio; mentre le maglie per le altre categorie sono andate a Maurizio Marogna  dell'Altro Giornale (pubblicisti veterani); Giuseppe Testa, Tele Universo (pubblicisti gentleman); Claudio Ghisalberti, Gazzetta dello sport (professionisti senior); Eugenio Capodacqua, de La Repubblica, nonché direttore di "SportPro"  (professionisti gentleman); per le donne il tricolore è andato a Lucia Voltan.

L'arrivo vittorioso di Andrea Agostini

Ecco gli ordini d'arrivo
PUBBLICISTI SENIOR: 1. Agostini Andrea (Communication GO);
2. Maccioni Eros
(Il giornale di Vicenza); 3. Del Fabbro Giorgio (Il Friuli); 4. Santachiara
Ivano (La Gazzetta di Reggio); 5. Verduci Giovanni (Il Quotidiano di
Calabria); 6. Costantini Giuseppe (Cicloturisòo); 7. Fantozzi Giovanni (free
lance); 8. Faccenda Giovanni (La Nazione); 9. Cassani Davide (TGS); 10.
Casadio Claudio (Il Resto del Carlino); 11. Pavan Franco (Il Gazzettino);
12. Gambardella Domenico (Panorama Sanitario).

PUBBLICISTI VETERANI: 1. Marogna Maurizio (L'Altro Giornale); 2. Maulini Pier (Tuttobici); 3. Bartoli Normanno (Sabato Sera); 4. Gaiba Massimo (Il Domani di Bologna); 5. Barberini Pietro (Il Corriere di Ravenna); 6. Villa Nino (Sabato Sera); 7. Testa Giuseppe (Tele Universo).
PUBBLICISTI GENTLEMEN: 1. Calbucci Vittorio (Il Resto del Carlino); 2. Paoli Alberto (La Gazzetta dello Sport).

PROFESSIONISTI SENIOR: 1. Ghisalberti Claudio (La Gazzetta dello Sport); 2.
Traini Giuliano (L'Avvenire); 3. Moscella Duccio (La Nazione); 4. Prandi
Andrea (La Nazione); 5. Vendemmiati Filippo (Rai); 6. Balestrini Giampaolo
(Ansa); 7. Aresi Paolo (L'Eco di Bergamo).
PROFESSIONISTI GENTLEMEN: 1. Capodacqua Eugenio (La Repubblica, SportPro); 2. Ronchi
Roberto (Motosprint); 3. Sitton Franco (Alto Adige); 4. Rappini Fabrizio (Il
Corriere di Romagna); 5. Marangoni Pietro (Alto Adige); 6. Bartoletti Marino
(RAI); 7. Guagneli Walter (L'Unità); 8. Farolfi Mino (RAI).
FEMMINILE: 1. Voltan Lucia (Motosprint).
I campioni 2003; da sin. Capodacqua, Agostini, Marogna, Voltan e Ghisalberti con il sindaco di Faenza


IL MUSEO DELLA CERAMICA

Il patrimonio ceramico dell'Ermitage per la prima volta in Italia


"Il Secolo d'oro della maiolica - ceramica italiana dei secoli XV-XVI dalla raccolta del museo statale dell'Ermitage": il patrimonio della collezione ceramica dell'Ermitage lascia la Russia per essere mostrato in Italia, per la prima volta, al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza (MIC) dal 7 giugno al 26 ottobre 2003. E' un patrimonio unico, inestimabile, splendido. E' una grande ricorrenza : i 300 anni della fondazione di San Pietroburgo. 

Il secolo d'oro della maiolica
propone 125 opere provenienti dai più qualificati centri italiani della produzione ceramica nel Rinascimento: Faenza, certo, ma anche Urbino, Gubbio, Deruta, e ancora Firenze, Venezia, Pesaro, Casteldurante, Castelli, o rarissimi esempi della scuola Riminese e di Ferrara.
Opere che nel corso dell'800 importanti collezionisti russi hanno caparbiamente raccolto per diventare oggi uno dei tesori del Museo dell'Ermitage. 

lì MIC di Faenza accoglie una rara selezione di opere del Rinascimento italiano per dare un quadro suggestivo e altamente evocativo della vita delle corti rinascimentali italiane.
Maioliche scelte con l'intento di dare un'immagine significativa del secolo che ha reso l'Italia capitale dell'arte e del bello.
La scelta operata integra ed esalta, in un ideale percorso artistico, la preziosa collezione permanente del Museo di Faenza. 

Opere rare, di altissimo valore artistico e ancora più interessanti per coloro che si faranno guidare alla scoperta dei segni, delle forme e degli aspetti caratterizzanti che le famiglie committenti e i maestri artigiani hanno saputo eseguire. Nel dare vita a questi capolavori sono stati creati eccellenti piatti istoriati con i miti di Proserpina, la divina Atena (il meraviglioso piatto faentino che accompagna tutta l'immagine della mostra) o scene della storia classica il cui mito riecheggia nella fantasia di tutti noi. Ma ancora calamai dalle fattezze più curiose (putti, eroi mitici, santi) o rari candelabri, coppe con iridescenze arabe, porta liquori con le forme di Bacco, preziosi vasi da farmacia, monumentali rinfrescatoi per le fiasche. 

Pezzi rarissimi che spiccano per i colori intensi, i blu, i gialli, i rossi, i toni metallici, in un arcobaleno che non può esistere se non nella nitidezza di un racconto mitico, nell'utopia dell'ideale rinascimentale.

Una mostra, un percorso che non mancherà di interessare gli intenditori, ma che per la scelta delle opere e la struttura del percorso è volutamente accessibile e piacevole anche per tutti coloro che, per la prima volta, si addentrino nel mondo della ceramica. Un modo stupendo per iniziare a conoscere una delle più interessanti e affascinanti forme di arte applicata che il nostro paese ha saputo sempre interpretare al massimo livello e per la quale Faenza è un riconosciuto centro di riferimento a livello mondiale. La vicina estate rappresenta inoltre un momento particolarmente giusto per cogliere il gusto di una mostra come questa, che le vedrà muoversi attorno iniziative culturali e non, con concerti, proiezioni cinematografiche, attività laboratoriali per famiglie e bambini oltre a offrire suggerimenti per attività enogastronomiche in loco o nella vicina collina romagnola. 
Il secolo d'oro della maiolica,
voluta dal MIC, sarà corredata da un catalogo edito e distribuito da Mondadori Electa, contenente il saggio di Carmen Ravanelli Guidotti, conservatore del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, e delle esperte scientifiche del Museo Nazionale dell'Ermitage Nina Biryukova e Elena Ivanova.

NIBALLO PALIO di FAENZA: GIOSTRA D'ARMI E DI PASSIONI

Il Niballo Palio di Faenza è una delle più antiche giostre medioevali d'Italia, sicuramente la più importante manifestazione storica della città romagnola.
Conosciuto come "Giostra del Barbarossa" e "Quintana del Niballo", trae le sue origini nel 1164, in occasione del passaggio dell'imperatore Federico Barbarossa a Faenza, ospite di Enrico e Guido Manfredi, cittadini "notabili" della città.
L'origine del Palio risale appunto a questo evento e al "rompere le lance del Niballo" in onore di Federico Barbarossa. Secondo vari documenti storici vi sono testimonianze dello svolgimento della "Quintana del Niballo" dal seicento sino al 1796. Mentre l'origine del Palio moderno risale al 1959 e a sfidarsi sono i cinque Rioni della città. 

Il Niballo-Palio di Faenza è preceduto da un'altra manifestazione storica: il Torneo della Bigorda d'Oro (7 giugno 2003), il cui nome rievoca quello della lancia di legno, usata per non ferire, all'epoca degli antichi Tornei Cavallereschi. 

La gara, appassionante ed avvincente, è introdotta da un caratteristico corteo storico che accompagna i Rioni cittadini fra lo scintillio delle armature, lo sfarzo dei costumi, il ritmo dei tamburi e lo sventolio dei vessilli allo Stadio Comunale, sede di Palio. 

Il Niballo Palio di Faenza ha luogo la quarta domenica di giugno (22 giugno 2003). Anche la corsa del Niballo è preceduta da un corteo storico che costituisce una rievocazione figurata della vita militare, civile e sociale del Quattrocento; il corteo parte dalla Piazza del Popolo alle ore 16,00 ed arriva fino allo Stadio. 
Il torneo inizia, alle ore 19,00, con la sfida del cavaliere rappresentante il Rione ultimo classificato nel Palio precedente ai quattro cavalieri dei Rioni avversari. 
La sfida a cavallo con Annibale come bersaglio, è preparata con passione dai cinque Rioni faentini con un lavoro di scuderia ed organizzazione lunga un anno. Divisa in 20 tornate, la competizione si svolge partendo da un medesimo punto del campo, dove i due contendenti, chiamati dal Magistrato percorrono una pista a ferro di cavallo in direzione contraria fino ad incontrarsi sul Niballo, 154 metri di distanza che devono essere percorsi al gran galoppo. 

La gara consiste nel colpire con la punta della lancia un bersaglio posto alle estremità dei due bracci del Niballo. Il bersaglio raffigura Annibale, l'antico nemico della città e una volta colpito alza il braccio e decreta il Rione vincitore della tornata, Viene finalmente dichiarato vincitore chi è riuscito a conquistare più scudi.

 

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