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800  CICLISTI IN PELLEGRINAGGIO

Questa volta il Padreterno è stato clemente. Memore forse della terribile e piovosissima giornata dell'edizione 2004, ha voluto premiare la buona volontà dei partecipanti al tradizionale ciclopellegerinaggio al Divino Amore con una giornata bellissima e il sole tipico della Roma più accogliente e fascinosa. Così, c'era quasi da farsi venire il magone a vedere il lungo "serpentone" di oltre 800 partecipanti che si snodava lungo la storica via Appia Antica e l'Ardeatina pedalando verso il Santuario della Madonna che protegge i ciclisti.
Un gruppo folto e compatto, nel quale spiccavano in primissima fila le maglie rosse e azzurre della Total, presente in forze. E' un appuntamento cui il vulcanico Franco Cacci e i suoi uomini non vogliono assolutamente rinunciare; una bella tradizione iniziata da uno dei personaggi storici del ciclismo romano, il compianto Domenico Maurizi, e portata avanti con ostinazione e cura dagli organizzatori. Grazie anche alla collaborazione delle froze dell'ordine e dei Vigili Urbani che hanno controllato con grandissima attenzione il traffico già sensibile anche nelle ore di prima mattina. E' stata una bella mattinata, non c'è che dire.
Il plotone. nutrito e spettacolare, ha attirato curiosità (e applausi) lungo tutto il percorso, specie quando il gruppo ha sfiorato le storiche mete del turismo romano sulla vecchia via Appia. Sono momenti che vale la pena di vivere, che ti mettono in pace e in sintonia col mondo e solo chi sa cosa vuol dire "grattuggiare" una sella può comprenderne a pieno il valore. Pace, relax, sorrisi, battute in fraterna amicizia, pedalate in piena scioltezza senza l'assillo del tempo; è il bello del ciclismo, uno sport per altri versi attraversato da mille problemi mai risolti. E ce ne vorrebbero di iniziative come questa per togliere a questo sport bellissimo quella cappa oscura che l'agonismo esasperato, ormai dominante anche nelle categorie amatoriali, ha portato nell'ambiente. Per questo bisogna anche ringraziare gli organizzatori del Bici Club Divino Amore, la Federazione ciclistica (in particolare il Comitato regionale, retto dall'ottimo Vallorani) da sempre a fianco dell'avvenimento, le autorità politiche (presente al via anche Antonio Zanon responsabile della commissione sport della Regione), l
a sensibilità della Rai e in particolare di Renato Bianda, un amico del ciclismo in generale e di quello romano in particolare. Non è facile trovare un dirigente di prima grandezza come lui, che - fra mille impegni - ha anche l'encomiabile umiltà di venire a "spendersi" professionalmente in mezzo ai cicloturisti più modesti.
Ma la cosa che colpiva di più, scorrendo sui pedali avanti e indietro il gruppone dei partecipanti, era la presenza di tanti ragazzini (quelli del gruppo di Fatato erano quasi al completo...). Dunque la possibilità di trasmettere con una manifestazione così corale, un messaggio importante a quelli che dovrebbero essere i ciclisti di domani: cioè, la bellezza di questo sport anche fuori dagli schemi triti e talvolta fuorvianti del solito agonismo.
Sono azioni e promozioni che andrebbero moltiplicate, perchè ormai il resto della pratica ciclistica è tutto fagocitato dal mondo della competizione, spesso estrema,senza misura e...pericolosa. Un mondo che ha pure una sua ragion d'essere, ma che esagerando verso un modello che del professionismo maggiore ha preso sopratutto gli aspetti più negativi (vedi il doping) si è completamente snaturato.
All'arrivo, nel sagrato dello storico Santuario, the caldo per tutti, il classico ricordino portafortuna: l'immagine della Madonna da attaccare alla  bici, nonché...fette di panettone e pandoro a volontà. E' stata davvero una bella mattinata.
Nelle foto: in alto, il gruppo della Total-Raffineria di Roma attorno al "comandante" Cacci, prima del via. Qui sopra, gli organizzatori, con il presidente del Comitato laziale della Fci, Vallorani (ultimo a destra), Renato Bianda (terzo da sinistra) e accanto a lui il mitico Giovanni Maialetti, uno dei pochi giornalisti che vuole davvero bene al ciclismo.   

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