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SARDEGNA 2005: LA FESTA DELL'AMICIZIA
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Una grande festa
dell'amicizia. Bella, riuscita, entusiasmante, un qualcosa che ha lasciato in
bocca il sapore vero della Sardegna e la voglia di ritornare. Questo e molto
altro è stata la settimana di "Sardegna 2005", dedicata alla sesta edizione del
Campionato Nazionale del Petrolio. Le gare di questa edizione e l'intera
manifestazione, coraggiosamente
messa in piedi dagli amici della Saras, che non hanno voluto rinunciare
nonostante uno dei "motori" principali dell'organizzazione, l'ottimo Fabrizio
Spano, abbia avuto un grave problema di salute pochi mesi prima
dell'appuntamento tricolore, sono state baciate dalla riuscita più piena. Gli
organizzatori hanno scommesso sulla buona volontà e la
collaborazione di tutti: autorità locali, enti, dirigenti sportivi, cral
societari, club, atleti. E si può dire senza tema di essere smentiti che è
stata una scommessa vincente.
Al di là delle gare dove l'organizzazione ha
manifestato qualche "colpo di tosse" (ma è naturale viste le difficoltà da
superare) c'è stata una serie di eventi che hanno trascinato e coinvolto tutti
come non mai. La "lezione" degli amici siciliani di Siracusa, sede del
precedente campionato, è stata appresa ed esaltata e l'esito si riassume in una
sola parola: è stato un successo. Di pubblico, di partecipazione, di interesse,
di agonismo discreto e misurato. Giusto. E alla fine perfino il Padreterno deve
essersi commosso se, uniche località di tutta la penisola, ha risparmiato Pula, Sarroch, Villa S. Pietro e Capoterra dal diluvio che ha caratterizzato l'Italia
nei giorni delle competizioni.
Le gare si
sono aperte con la prova della mountain bike, Memorial Paolo De Biagi, nello
splendido scenario del Parco sovrastato dallo storico nuraghe che le autorità
locali intendono restaurare per renderlo fruibile al pubblico. Un tracciato
esigente e da veri specialisti, ma di una bellezza infinita. Con ampi squarci di
azzurro appena sotto i pedali; ovvero: lo splendido mare di Sardegna, che si
apriva all’improvviso davanti agli occhi degli sbuffanti contendenti. E,
ovviamente, la raffineria della Saras sullo sfondo. Naturalmente i concorrenti
avevano ben altro cui pensare, visto l’impegno richiesto, su certi tratti
davvero molto
tecnici. La vittoria in questa specialità è andata ad un "amico" della Saras, Pillittu, ma
la seconda validissima piazza per Sgaratti (Tamoil Creona) è stata il primo passo verso la
conquista del trofeo finale da parte del sodalizio lombardo.
Agonismo, polvere sudore e lacrime non sono certo mancati. E' la dura legge
dello sport. Come non è
mancata la caduta di un concorrente nella discesa del Parco. Prontamente
soccorso prima da un compagno di gara (l’ottimo Pelliccione, della Total, che si
fermava immediatamente, meritando per questo gesto altruistico il trofeo "Salute
& sicurezza", messo in palio come sempre dalla Total Raffineria di Roma), poi dall’ambulanza, prontamente intervenuta. Un
passaggio insidioso e il fondo scivoloso all’origine dell’incidente costato la
frattura della clavicola all'ottimo Massimo Argiolas, della Saras Sarroch;
curato e poi dimesso nella stessa serata dall'ospedale.
Sul far della
notte nella piazzetta centrale di Sarroch dove si era raccolto quasi l’intero
paese, la prima delle tre serate di intrattenimento splendidamente condotte da
uno scatenato Beppe Puddu e con le belle voci di sottofondo di Giuliano e
Stefania, che hanno messo in evidenza un repertorio moderno e vastissimo. E’ poi
emersa la Sardegna più vera e tradizionale. La Sardegna portatrice fiera di
valori e tradizioni che non vuole dimenticare. Belle e toccanti le esibizioni
del coro dei “Cantores Mundi” (ben 40 persone); coreografiche e
particolarissime le danze del gruppo folk “Sciarrak” di Sarroch; poi le
scatenatissime giovani dell’Accademia Ginnico Sportiva di Sarroch hanno dato un
tocco di modernità. Quindi, filmati, flash sulla gara del mattino, giochi e
premi in un succedersi scoppiettante che ha coinvolto, specie a partire dalla
seconda serata, anche il vasto pubblico presente, chiamato spesso ad esibirsi in
prima persona con divertenti momenti di karaoke (apprezzatissimo quello di Mauro
Pelliccione che ha cantato in coppia con Stefania) e balli di gruppo, dove
atleti (e mogli), in particolare quelli del gruppo Total, si sono
ritagliati un ruolo da autentici protagonisti. Non solo la tradizionale
premiazione con maglie e medaglie, dunque, ma momenti di grande partecipazione
corale e di puro divertimento generale. Lo spirito giusto per una manifestazione
che nasce prima di tutto dalla voglia di stare insieme e di conoscersi. Un
momento di distensione nella travagliata vita di tutti i giorni. Non è poco.
Mercoledì,
poi le gare sono entrate nel vivo con la cronosquadre (Memorial Augusto Ravaglia),
sulle strade di Villa San Pietro.
Tredici chilometri
piuttosto nervosi nella
parte iniziale e poi veloci e filanti nel finale che hanno messo in mostra la
particolare predilezione per la specialità dei “petrolieri”
Eni livornesi (Biasci, Freschi e Fruzzetti) autori di
un pregevolissimo tempo: 16.03.64. Subito in evidenza La Total rappresentata
nella categoria veterani da un terzetto "terribile": Fabellini, Esposito e
Capodacqua, che si sono proiettati con grinta sul tricolore della categoria "amici",
e con un tempo eccellente: 16.41.54. Addirittura meglio dei compagni
guidati dal "Comandante", al secolo Franco Cacci, autentico "deus ex machina"
della manifestazione (meritatissimi i complimenti degli organizzatori anche per
il sostanziale apporto in fase di preparazione della manifestazione) che hanno
chiuso in 17.09.37.
La
ciclopodistica disputata a Pula, ormai collaudata realtà del calendario di gare dei cosiddetti
“petrolieri” è stata bella e combattuta. Il dominio della
Saras
in
questa
specialità ha fatto coppia con quello manifestato nella Mtb. Marco Cadoni e
Carlo Sanna hanno sbaragliato fin dalle prime battute la concorrenza su di un
passo proibitivo per tutti gli altri concorrenti. La maglia di categoria (P.2) ,
tuttavia, non poteva sfuggire alla coppia "top" della Total Raffineria di Roma.
Velardo e Spadolini, quest'ultimo insignito l'anno scorso del titolo di "ironman"
per il dominio manifestato in tutte le prove, hanno imposto la loro legge.
Da segnalare la bella prova della coppia di "amici" della Saras, Masu e Pillittu,
che hanno chiuso al secondo posto nella generale.
E’ saltata la
novità di questa edizione, la kermesse a punti, programmata per giovedì 6.
Motivo: la morte in uno sciagurato incidente stradale di Ivan Dasso, figlio di
un dipendente della Saras. Doveroso l'omaggio della grande famiglia del
Petrolio. Nella serata
ovviamente niente musica, balli e altro per un dovuto momento di lutto.
La
gara di podismo, venerdì mattina a Capoterra, ha messo a dura prova i garretti di
tutti i concorrenti. Il percorso, infatti, era tanto bello e affascinante ("l'ho
scelto io perchè si potessero apprezzare le bellezze di questi posti", spiegherà
poi l'assessore allo sport della cittadina cagliaritana) quanto difficile e
impegnativo per la presenza di tanti chilometri di salita (almeno 5) e di
"strappi" micidiali. Le maledizioni durante la fatica però hanno poi lasciato il
posto alla grande soddisfazione di aver compiuto una vera e proprio "impresa".
Solo terminarlo, quel percorso, voleva dire essere "super". Sudore e sofferenza,
quindi, ma anche grande soddisfazione. Anche questi sono valori da sottolineare
e preservare in uno sport moderno sempre più improntato al freddo business,
quando non alla furbizia spicciola e all'imbroglio. Ottima nel complesso la prova della Total
RdR con il terzo posto assoluto (primo di categoria e maglia tricolore) per l'ottimo
Velardo. Ma sul traguardo di Capoterra vanno elogiati tutti gli atleti del
sodalizio romano: Scognamiglio, Bianchi, Conticchio, Bossa, il meticoloso ma
puntuale Saltalamacchia ("io vado a 5' al chilometro, non cambio mai ritmo, ma
arrivo sempre"; e, infatti, da eccellente 65enne, ha sempre saputo
conquistare la maglia tricolore della sua categoria in tutte le edizioni del
Campionato), Ricci, La Banca. Soddisfatto anche per la bella immagine di
gruppo il direttore Bigioni, che - da grande appassionato ed intenditore di
sport - ha voluto presenziare alla manifestazione sarda.

Poi
è arrivata nel pomeriggio la prova principe, il campionato italiano. Il circuito
attorno a Sarroch studiato dall'ottimo Gianni Murgia si è rivelato selettivo,
come nelle previsioni. E alla fine sono emersi i valori dei più forti, come
dovrebbe essere sempre nello sport. La breve ma asfissiante ascesa a Punta
Marturedda ha fatto da setaccio impietoso per i meno allenati. Nella classifica
assoluta si è imposto Luca Buontempo dell'Api di Ancona, seguito da Alessandro
Freschi dell'Eni Livorno e da Vighi dell'Eni Mantova. Ed è stato forse in questa
prova che è mancata nelle primissime piazze la Saras, che inseguiva il
prestigioso trofeo finale, fallito poi di poco. Per contro, nella prova delle
categorie più "attempate" il dominio della Total RdR è stato assoluto. La
formazione che ruotava attorno a Fabellini, Esposito, Capodacqua e Rotellini
(appiedato, quest'ultimo da una sfortunata foratura),
ha controllato le azioni più pericolose. Il
resto lo ha fatto la solita determinazione del "Comandante" Cacci, che si è
lanciato verso la vittoria e l'agognata maglia tricolore ad un paio di giri
dalla fine. Anche in
questa prova la sfortuna ha voluto colpire uno dei partecipanti: Vincenzo
Amato della ERG di Siracusa è caduto in discesa e si è fratturato due costole.
Prontissimo l'intervento dell'ambulanza dei volontari (impagabile il loro
contributo) ed il ricovero presso l'ospedale di Cagliari

L'elenco
delle persone da ringraziare è ovviamente nutrito. Da tutti gli amministratori
dei comuni locali al Cral Saras (presidente Giorgio Muscas) a Fabrizio Spano, lo
sfortunato simbolo di questa edizione che con la sua storia e la sua volontà
ferrea di vivere e risalire la china ha costituito la vibrazione più intensa e
partecipata di tutta la manifestazione. Lottare per la vita con il sorriso sulle
labbra e tanta voglia di esserci rappresenta un grandissimo messaggio per tutti,
specie per i giovani che hanno bisogno di esempi concreti e toccanti. Fabrizio,
l'ideatore originario dei Campionati in terra sarda, ha fatto dimenticare con la sua
grandissima forza interiore le conseguenze del grave ictus subito ed è riuscito in
pieno nell'intento. E poi Roberto Puddu, Gianni Murgia, Marco Cotza, Vittorio
Porcu, la giuria ufficiale delle Acli di Roma con Enzo Martino e un Alberto
Borgognoni inappuntabile, il responsabile della Saras Giorgio Zonza; il Saras Village dove
sabato, al termine dell'affollato cicloraduno che si è spinto fino a Chia, lungo
la costa, si è tenuto il grande pranzo di
addio a base di piatti tipici sardi (apprezzatissimo il "porceddu", ovviamente);
e, ovviamente il comitato organizzatore. L'appuntamento è per la prossima
stagione, dalle parti delle Marche, secondo le prime indiscrezioni. C'è già chi
arrota i pedali...
