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"Piangere sul latte
versato non serve a nulla, perchè ho imparato a cogliere da qualsiasi
esperienza gli aspetti buoni, |

Cambiarsi per correre...
Forse il gioco di parole col quale l'autore ha presentato il suo libro andrebbe
letto al contrario: "Correre per cambiarsi".
Questo è infatti il significato della piccola biografia sportiva che l'autore ha
voluto dedicare a parenti, amici e persone care in occasione del suo
quarantesimo compleanno: la storia di un uomo qualunque che si innamora della
corsa a piedi e che pian piano la scopre come straordinario mezzo per cambiare
in meglio le sue radicate e poco salutari abitudini di vita.
La penna di Alfredo Donatucci non è quella di Stephen King, ma quella di un uomo
che si racconta con le parole di tutti i giorni, con uno stile spigoloso che
alla fine trovi simpatico perchè è quello di una persona alla quale interessa,
su di tutto, riuscire a comunicare la sua passione e le sue esperienze e,
ancora di più, quel percorso interiore, quella spirale virtuosa assai difficile da
concretizzare su un foglio di carta grazie alla quale egli è riuscito nella più
difficile delle imprese: migliorare se stesso in profondità e non solo
nel fisico.
Donatucci scopre dapprima una quantità di tempo libero che non sapeva di avere a disposizione, quello del pendolare che abbandona l'auto in favore dei mezzi pubblici nei quali inizia a leggere per arricchire la sua cultura, ma soprattutto a leggere di corsa a piedi e dei leggendari benefici che essa dispensa ai suoi adepti.
"Chi è attento e s'interroga seriamente, non può fare a meno di notare che molte persone continuano a ripetere identici comportamenti, a conservare anomali atteggiamenti, pur sapendo che non sono nè utili nè produttivi. Per queste ultime, è veramente difficile cambiare abitudini di vita, anche quelle più nocive, sebbene l'evidenza induca ad ammettere che esse appaiono inadeguate e scarsamente funzionali al nostro essere. Conquistare uno stato di salute ottimo, imparare a stare bene con sé stessi e con gli altri, potrebbe voler dire, soprattutto, conoscersi realmente e approfondire le vere ragioni secondo le quali agiamo e ci comportiamo."
Ed ecco che scatta la molla.
"...spesso si ricorda come lo sport aumenti la coscienza di sé e la capacità di sforzo, minimizzi l'ansia, rinforzi la resistenza allo stress e porti con il tempo ad una stabilità psichica...anche se in passato é capitato molte volte di incontrare e di biasimare persone che andavano in bicicletta o semplicemente correvano. In una frazione di secondo mi convinco del contrario...".
E così Alfredo Donatucci, un uomo per il quale "...per
saldo principio di vita la parola data va mantenuta..." e che soltanto per questo, in
una civiltà cialtrona come quella attuale, tutti vorrebbero avere per amico,
inizia la sua conversione da assoluto sedentario e fumatore abituale a uomo
nuovo, cominciando a pedalare in casa su una qualsiasi cyclette, ogni giorno
sempre di più, sino a che decide di dare corpo a quell'idea che gli frulla in
testa da troppo tempo: correre a piedi.
Detto fatto.
Guarda dalla finestra e vede il praticello dietro casa nel quale inizia a girare
in tondo per mettere in moto membra e psiche.
In poco tempo passa agli spazi più grandi del suo paese natio, da poche
centinaia di metri passa ai chilometri, dalle scarpe qualsiasi a quelle
specialistiche per correre e per proteggersi correttamente il fisico, fino
all'esordio nella prima corsetta casereccia - solo cinque chilometri - che vince
e nella quale scopre che l'agonismo, al quale non aveva mai pensato sino a quel
momento ma del quale conosce i benèfici effetti di 'dipendenza positiva',
invece lo attrae, lo attrae, lo attrae...
"La corsa, in questo periodo della vita, occupa la maggior parte dei pensieri e fa vivere sensazioni d'insolita 'euforia'...Mi accorgo che sta entrando garbatamente nella mia esistenza quasi a voler dimostrare che effettivamente si tratta proprio della 'droga' di cui molto avevo letto e sentito; in poche parole, non riesco a fare a meno di correre...".
E' fatta. Il contagio c'è ormai stato ed è irreversibile.
Donatucci si iscrive ad una società podistica per la quale corre gara dopo gara,
iniziando ad allungare la portata dei suoi traguardi.
Dai cinque chilometri ai dieci, alla mezza maratona sino al sogno della maratona
intera: 42 chilometri ed una manciata di metri.
Al battesimo della massima distanza lo attende però la più cocente delle
disillusioni: quella riservata al principiante presuntuoso che, ignorando i
consigli dei più esperti, magari quello più semplice di seguire un Pacemaker,
inizia a correre a testa bassa, senza alcun ritmo, per scoppiare al maledetto
venticinquesimo chilometro che lo vede afflosciarsi come un cavallo azzoppato.
"...la mia maratona tanto attesa e sognata è sostanzialmente finita: le gambe non ne vogliono più sapere di correre e senza capirne il perchè mi ritrovo a camminare...I crampi avvolgono i miei polpacci con un dolore tremendo...i piedi sono distrutti dai numerosi colpi battuti sull'asfalto e sui micidiali sampietrini."
Ma Donatucci non molla e ci riprova, pensando ad un
obiettivo meno irrealizzabile delle tre ore nette pensate per la prima
disastrosa maratona.
Ed anche stavolta deve pagare, nonostante allenamenti e tecnica di corsa siano
migliorati, lo scotto della 'gavetta' rimanendo ancora senza 'carburante' a
dieci chilometri dal traguardo, ora camminando, ora correndo e terminando la
corsa solo per forza di volontà:
"...fin dai primi metri tengo un ritmo regolare e tranquillo ma ciò non è sufficiente perchè al 30° chilometro si esaurisce completamente il 'carburante'...di colpo, senza il minimo preavviso, arriva il buio totale..."
Pensa a mollare tutto, pensa alla famiglia che si preoccupa per eventuali danni
alla salute ma che il suo entusiasmo ha travolto, portando anche la moglie e la
figlia a calzare scarpette da corsa.
Ma non lo fa, non molla, perchè con la maratona lui ha un conto in sospeso.
Volete sapere come va a finire ?
Compratevi il libro, ve lo consigliamo, sono soldi spesi bene.
Se siete maratoneti conoscerete senz'altro Donatucci, ma lo conoscerete ancora
meglio leggendo quanto ha scritto su di sè per voi.
Se non avete mai corso in vita vostra, se la passate incollati davanti al
computer e alla tivvù fumando una sigaretta dopo l'altra, se pesate venti chili
di troppo, se non siete in grado di fare un piano di scale senza diventare
cianotici ebbene, l'incontro con questo libro potrebbe essere per voi
l'occasione per rinascere dopo essere morti.
L.C.
"cambiarsi" per...CORRERE, di Alfredo Donatucci - 2007 Edizioni Associate - 217 pagine, 10,00 Euro
Alfredo Donatucci è nato a Roma
nel 1967, dove vive e lavora.
Ha preso parte alle principali gare regionali e nazionali, nonchè a quelle di
rilevanza internazionale come la "Roma-Ostia" e la "Maratona di Roma",
portandole tutte a termine con immensa soddisfazione.
Sino ad ora ha percorso più di 10.000 chilometri che equivalgono a:
> 765 corse
> 756 ore di attività
> 58 gare