Torna indietro ILDO SERANTONI: FELICE GIMONDI Torna alla Home Page

... Ho avuto nella vita più di quanto non avessi mai osato sperare ...
...nemmeno nei sogni che facevo ad occhi aperti da ragazzino;    ...

IL FUORICLASSE CHE INSIEME A MERCKX HA SEGNATO UN'EPOCA NEL CICLISMO

Campione sulla bici, campione nella vita. L'assioma che attiene ad uno dei valori di formazione-educazione più antichi dello sport, di uno sport ancora a dimensione d'uomo (pur con i suoi limiti e le sue debolezze...) si attaglia alla perfezione alla figura di Felice Gimondi, uno dei corridori del passato ancora oggi più amati per la sua generosità, il suo non volersi arrendere, il suo combattere perenne anche a fronte di un avversario capace di maltrattare chiunque con la strapotenza ciclistica. L'amico Ildo Serantoni tratteggia un delicato ed ossequioso ritratto di uno dei più grandi ciclisti della storia delle due ruote. Un uomo e un personaggio che ha saputo lasciare il segno non solo con le sue imprese in bici. Il confronto con il "cannibale" non gli fa ombra, anzi. Gimondi ne esce ingigantito più che se avesse stradominato sulle strade del mondo. Fra lui e Merckx, la gente, il pubblico degli appassionati e dei suiveurs sceglie lui. Ama lui . Un po' perchè il battuto entra più facilmente nel cuore a dispetto del vincitore che idealizza forza, ma anche arroganza. Un po' perchè la sua vita extra sportiva rappresenta l'esatto speculare di un carattere ostinato ma che non perde mai contatto con la realtà. Una vita felice (di nome e di fatto), di successo ma che, proprio per questo, esalta ancora di più lo stridore di certe esperienze tristi. Gimondi non si tira mai indietro, si tratti di duellare allo spasimo con Merckx o con gli avversari più agguerriti sui pedali, si tratti di affrontare il delicato tema della morte di Pantani e del suo "divorzio" alla conclusione del Giro d'Italia del 2001 ("...mi resi conto che il ragazzo faceva e disfaceva da solo, senza ascoltare consigli: a quel punto, considerato che fra di noi non si era mai creato il feeling necessario, preferii ringraziare e lasciare l'incarico"); si tratti ancora di riaprire la ferita tuttora sanguinante della positività ad un antidoping allora arruffone e confuso; positività da cui venne successivamente prosciolto. Gimondi è un uomo solare; un uomo che mette gli affetti e i valori della famiglia sopra tutto. Commovente il suo omaggio alla moglie Tiziana, "vittima del mio carattere difficile ed esigente". Dietro ogni grande successo sportivo c'è sempre una grande donna e Tiziana - oltre avergli dato due bellissime figlie - per Felice "E' stata una moglie ideale: dolce, discreta, serena, comprensiva e pur tuttavia forte e determinata nei momenti di difficoltà". Ecco: campione di umanità e sentimenti veri. Mi piace vederlo così il vecchio Felice. (E.C.)

 
Nel luglio del 1965 il mondo del ciclismo, ancora orfano del Campionissimo Coppi, morto cinque anni prima, viene percosso da una scarica elettrica. Sulle strade del Tour sboccia un giovane campione che fa immediatamente breccia nel cuore delle gente. Si chiama Felice Gimondi, non ha ancora 23 anni, viene da una famiglia di onesti lavoratori della provincia di Bergamo: suo padre ha un’impresa famigliare di trasporti: carica e scarica ghiaia; sua madre fa la postina a Sedrina, un piccolo paese della Valle Brembana. Stravince il Tour attaccando dal primo all’ultimo giorno: generoso, sorridente, sicuro di sè, è l’uomo che si attendeva da tempo. Gimondi domina la scena nei due anni successivi, prima di dividerla con un autentico fenomeno: Eddy Merckx, soprannominato Cannibale per la sua insaziabile volontà di vincere tutto e dappertutto. Contro di lui, che possiede una cilindrata superiore, Gimondi ingaggia una coraggiosa lotta che ne esalta il carattere, la grinta, la volontà di non arrendersi. E trova spazi e tempi per batterlo più volte. Alla fine della carriera, chiusa nel 1978, avrà messo in bacheca, oltre a quel Tour, un Mondiale, tre volte il Giro d’Italia, una Vuelta, una Roubaix, due Bruxelles, due Lombardia, una Milano-Sanremo, due titoli italiani, classiche in linea e a cronometro. Questo libro ne percorre la vita sportiva, quella privata e quella familiare, sottolineando come Gimondi si sia rivelato campione anche sceso dalla bicicletta. Pagine: 208 - Foto: 200 - Stampa: B/N Formato: 23x30 cm. - Confezione: cartonato Il fuoriclasse che insieme con Merckx ha segnato un’epoca del ciclismo Storia di un uomo che ha saputo essere campione anche nella vita.

Ildo Serantoni - Felice Gimondi
SEP Editrice - 25,00 euro
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