31 luglio - SOSPESO JUNIORES PER VALORI EMATICI DA VERIFICARE
Il campione italiano juniores Andrea Zordan è stato sospeso a titolo temporaneo dalla Commissione Tutela della Salute della Federciclismo. Lo ha annunciato la Federazione in una nota. "La Commissione Tutela della Salute della Federazione Ciclistica Italiana, a seguito dell'esito del controllo ematico effettuato il 23 luglio 2009 ed in applicazione di quanto stabilito dalle Norme sulla Tutela della Salute della FCI ha dichiarato il giovane atleta A. Z. temporaneamente inidoneo allo svolgimento dell'attività agonistica", si legge nel comunicato. Per poter riprendere l'attività, Zordan dovrà richiedere alla stessa commissione di essere sottoposto a un nuovo controllo ematico, che non potrà essere eseguito prima che siano trascorsi almeno 15 giorni e che dovrà essere effettuato presso il laboratorio in cui è stato eseguito il test del 23 luglio.
A dieci anni di distanza da casi clamorosi (Pantani, Madonna di Campiglio 1999) il ciclismo italiano è ancora davanti alla vuota e ipocrita formula della "sospensione a tutela della salute". Come se il tempo fosse passato invano e si fosse nella impossibilità tecnica di appurare se valori ematici "pericolosi" per la salute al punto da consigliare lo stop agonistico, siano davvero frutto di (improbabili) sbalzi fisiologici oppure della solita arcinota farmacia del diavolo, oggi più che mai potente e ricca di "soluzioni". Come se in 15 giorni il problema potesse trovare soluzione semplicemente attraverso il "ritorno", comprovato da nuovi test, a valori "normali". E' veramente triste toccare con mano l'impotenza del sistema. Non si sa quanto frutto di ignoranza e trascuratezza o malafede. Un sistema che nonostante gli scandali continui, mai così nutriti e incalzanti come da dieci anni in qua, non sa capire se i valori ematici di un atleta sono sballati perché si dopa, perché è malato o perché gli sbalzi sono fisiologici. Eppure da anni la stessa Fci possiede le cartelle mediche degli atleti e un minimo di database di riferimento. Quanto credibile non si sa, visto che a comporlo contribuiscono spesso dichiarazioni e certificazioni unilaterali, magari dello stesso medico sociale che poi dopa il corridore. Ma comunque si tratta di un dato di riferimento per fare confronti e analisi. Da cui dovrebbe scaturire la certezza. Perché, questo lo sanno anche le pietre oggi ed è confermato dalla scienza, quando i valori ematici di un individuo escono dall'ambito della variabilità fisiologica o siamo di fronte ad una malattia, oppure ad una manipolazione farmacologica o ad un "trattamento". Risolto questo dubbio non resta che una soluzione: il silenzio nel caso della malattia e la squalifica (possibilmente esemplare) nell'altro caso. Non 15 giorni di sospensione. Se i valori sono nell'ambito della credibilità il caso neppure dovrebbe nascere. E questa analisi va fatta a monte della comunicazione. Se invece dipendono da pratiche o farmaci dopanti 15 giorni di stop sono una cosa risibile. Che parla più a favore di una sorta di non voler vedere il problema ormai dilagante anche nelle categorie giovanili, che della volontà vera di affrontare il fenomeno doping. Insomma, mentre il doping marcia a passi da gigante verso nuove epo e prodotti sempre più sofisticati e introvabili, si risponde a colpi di piumino. Un vero e proprio autogol nella lotta.
31 luglio - LA PROCURA CONI VUOLE RIAPRIRE IL CASO GUARDIOLA
ROMA - Riaprite il caso doping di Pep Guardiola: è quanto chiede di fatto il capo della procura antidoping del Coni Ettore Torri che ha fatto ricorso contro l'assoluzione dell'attuale tecnico del Barcellona campione d'Europa ed ex giocatore del Brescia, decisa dalla corte di giustizia della Federcalcio, lo scorso 8 maggio. Guardiola era stato squalificato nel 2001, quando giocava nel Brescia, per quattro mesi a seguito di due positività per metaboliti del Nandrolone. Il tribunale nazionale antidoping, accogliendo il ricorso di Torri, ha già fissato al 15 settembre l'udienza. Per quanto riguarda le altre udienze, l'11 settembre, il Tna discuterà alle 10.15 il caso-Cucinotta (Fci) e alle 10.45 il caso Willoughby (Fipav). Venerdì 18, alle 10.15 sarà discusso il caso Da Ros (Fci), alle 10.45 il caso Lucato (Fci), alle 11 il caso Corazzin (Fci). Martedì 22, alle 14.30, sarà invece passato al vaglio del Tna il caso Ricci (Fci), mentre giovedì 24, alle 14.30, sarà discusso il caso Rovelli (Fidal).
31 luglio - MUTU RICORRE CONTRO IL TAS CHE LO HA CONDANNATO A RISARCIRE 17 MILIONI DI EURO AL CHELSEA PER LA POSITIVITA' (COCAINA)
"Non ci fermiamo qui". Paolo Rodella, uno dei legali di Adrian Mutu, annuncia battaglia dopo la sentenza del Tas che ha condannato l'attaccante della Fiorentina a risarcire il Chelsea con 17 milioni di euro dopo il licenziamento per assunzione di cocaina nel 2005. "Stiamo leggendo con grande attenzione le 38 pagine della decisione che sostanzialmente conferma per intero quella della Fifa e stiamo valutando tutte le possibilità di contestazione di questa sentenza - dice l'avvocato - Il prossimo passo è il ricorso al Tribunale federale svizzero e in questo senso stiamo predisponendo le nostre azioni". Rodella ritiene tutta la vicenda paradossale perché, "a seguito della positività di Mutu, fu il Chelsea a licenziare in tronco il calciatore chiedendo poi il reintegro della perdita patrimoniale subita pur avendo adottato un'iniziativa unilaterale. Adrian non è l'unico caso di calciatore o atleta positivo per doping ma non si ricordano casi in cui la società abbia risolto unilateralmente il rapporto. Se avesse aspettato che scontasse la squalifica di sette mesi, avrebbe avuto un calciatore più forte di prima". L'annuncio del ricorso contro la decisione del Tas era stato dato ai media rumeni anche dall'altro legale di Mutu, Cristian Sarbu, mentre da Mircea Sandu, presidente della Federcalcio romena, arrivano parole di solidarietà per il giocatore: "è assurdo punire un giocatore due volte, prima licenziandolo e poi facendogli pagare questa somma".
31 luglio - DILETTANTE MORTO, L'AUTOPSIA A CACCIA DI EVENTUALE DOPING
FIRENZE - Prelievi di tessuto ed altri accertamenti medico-legali sono stati eseguiti stamani all'istituto di medicina legale di Firenze sulla salma del ciclista dilettante Fabio Fazio, 23 anni, morto il 28 luglio scorso durante la 45/a edizione del Gran premio Città di Vinci, gara riservata alla categoria elite under 23. I risultati sono attesi nei prossimi giorni e contribuiranno a stabilire se il decesso sia stato determinato anche dall'assunzione di sostanze dopanti. Fazio, che tre anni fa venne sospeso dall' agonismo per aritmie cardiache, potrebbe essere morto per infarto. Il medico legale dovrà accertare se il decesso è stato causato da una patologia cardiaca congenita o possa essere stato favorito da un possibile uso di sostanze dopanti. Inizialmente sul cadavere era stato fatto un esame esterno, senza autopsia, all'ospedale di Empoli ma poi, anche su impulso di organismi della federazione ciclistica, è stato deciso dall'autorità giudiziaria di procedere ad accertamenti completi e a questo scopo la salma era stata trasferita a Firenze. Fazio, originario di Barcellona di Pozzo di Gotto (Messina) e abitante a Vignola (Modena), correva per il gruppo sportivo Neri Sottoli di Lamporecchio. Martedì scorso, durante la gara a Vinci, il giovane ciclista accusò un malore da cui non si riprese.
31 luglio - L'UCI SOSPENDE ASTARLOZA, POSITIVO ALL' EPO PRIMA DEL TOUR
PARIGI - Se la Spagna si sveglia la lotta al doping può fare un ulteriore balzo in avanti. A finire nella rete stavolta è Mikel Astarloza, scatenato protagonista di fughe infinite all'ultima Tour, chiuso in undicesima posizione nella classifica finale. La sospensione dell'Uci, la federazione internazionale, conferma la positività all'epo riscontrata dal laboratorio di Madrid in un test fuori competizione antecedente la "grande boucle". Astraloza aveva vinto la tappa numero 16 di questo Tour, con arrivo a Bourg Saint Maurice. Nel caso di conferma della positività, dovrà restituire vittoria e premi connessi.
31 luglio - BETTINI E BALLERINI TESTIMONIAL PER LA CAMPAGNA PRO CICLODROMI: 20 MILIONI DAL CREDITO SPORTIVO
ROMA - Uno spiazzo, un giardinetto sufficientemente ampio, uno slargo, un boschetto, uno sterrato qualsiasi, magari indebitamente adibito a discarica. Quante città in Italia possiedono aree demaniali (comunali, provinciali e/o regionali) spesso abbandonate e oggetto di degrado? Ebbene c’è un modo molto semplice, efficace e assolutamente poco costoso di farle rivivere e destinarle ad una funzione pubblica di grande interesse: trasformarle in aree “ciclabili”. Dove per “ciclabile” non si intende la tradizionale “pista” a fianco o in alternativa alle strade tradizionali, impianti tanto costosi e vagheggiati quanto poi – esperienza alla mano - sottoutilizzati, quanto tutta una serie di tipologie di strutture, che vanno dal semplice anello ciclabile fino al bike park, che comprende Ciclodromo, pista per bmx, la nuovissima specialità olimpica che affascina sempre di più i giovanissimi, pista per mountain bike e ciclocross. Una trasformazione non solo auspicata, ma fermamente sollecitata dalla Federazione ciclistica italiana che, per facilitarla, ha appena concluso un importante accordo con l’Istituto del Credito Sportivo. In pratica costruire e attrezzare Ciclodromi - questo il nome delle nuove aree che comprendono: un breve nastro di asfalto e diversi tracciati (bmx, ciclocross, mtb) - costerà pochissimo perché da oggi si possono sfruttare i soldi del Credito Sportivo. Per la gioia, ovviamente, e la tranquillità dei genitori che dovessero iniziare i propri figli alla bicicletta. Ma non solo. Là dove sono stati realizzati questi impianti elementari e di basso costo (sono un’ottantina in tutta Italia e costano fra i 250.000 e i 400.000 euro), hanno subito assunto funzioni polisportive, divenendo area adattissima ai pattinatori e per le attività dei diversamente abili. Insomma, impianti sportivi di base dal costo basso e dalla gestione economica. “Più o meno lo stesso costo che richiede la pulizia e la manutenzione di un terreno incolto”, ha spiegato il presidente della Federciclismo Renato Di Rocco che ha presentato il piano ciclodromi (con tanto di pubblicazione-guida per chi volesse costruirne a cura della Commissione Impianti della FCI) nell’ambito della manifestazione dei mondiali di nuoto romani. Ora anche facilmente finanziabili. “Con l’accordo stipulato con l’Istituto del Credito sportivo – ha spiegato il presidente dell’ente Cardinaletti – sarà possibile finanziare ad interesse quasi zero sia privati che società sportive. Abbiamo stanziato per questo 20 milioni di euro nell’arco di due anni, con l’augurio che possano davvero essere spesi tutti per far fare a queste importanti strutture di attività sportiva di base un importante salto di quantità e di qualità”. Il Credito Sportivo finanzia lo sport per circa 300 milioni di euro l’anno e crede moltissimo nell’iniziativa della Fci. “Un giardino qualsiasi, magari abbandonato può diventare una struttura utile a costo quasi zero”, dice Paolo Bettini, indimenticato bi-campione mondiale, nonché campione olimpico ad Atene 2004, che si è impegnato in prima persona come testimonial. Un ‘iniziativa che è accompagnata anche da un ambizioso “Piano nazionale” attraverso cui realizzare e gestire attraverso gps un intero sistema di itinerari sportivi collegato agli impianti fissi, una volta realizzati. “In questo modo la pratica della bici ai primi livelli diventa sicura e appetibile per tutte le famiglie”, aggiunge Di Rocco.
30 luglio - FANINI LANCIA L'ALLARME: "C'E' UNA NUOVA EPO NEL GRUPPO INTROVABILE AI TEST"
LUCCA - Il dolore per la tragica morte in corsa del dilettante Fabio Fazio,
23 anni, porta Ivano Fanini, storico patron di "Amore & Vita" ad amare
riflessioni. "Sono nel ciclismo da tantissimi anni e per tanti anni l’unico
riferimento di una morte in gara per me era il povero Simpson sul mont Venotux.
Adesso i morti nel ciclismo si contano a decine solo negli ultimi anni. Non so
cosa stia succedendo da qualche tempo in qua. C'è da pensare che il ciclismo
faccia male alla salute, se fa morire giovani non ancora ventenni che dovrebbero
avere un fisico robusto per aver superato tutti i test medici previsti per la
pratica agonistica".
Fanini poi torna a parlare di doping e lo spunto è la positività alla
'gonadotropina corionica umana Hgc' dello juniores Eugenio Bani, 18 anni,
considerato l' astro nascente del ciclismo italiano (58 successi, leader della
nazionale di categoria). "Quello assunto da Bani - spiega Fanini - è un vero e
proprio veleno.E' necessario fermare questo sport per un anno, dagli esordienti
ai professionisti. Bisogna fare pulizia e ripartire con regole nuove che non
guardino in faccia a nessuno, altrimenti i morti non si fermeranno qui".
Fanini va avanti: "Nessun positivo (finora) al Tour 2009? Cosa vuol dire?
Finalmente il ciclismo ha imboccato la strada giusta per voltare pagina?
Difficile pensarlo se solo si considera che gli uomini del plotone e in molti
casi anche gli atleti sono gli stessi che solo qualche stagione fa avevano solo
una cosa in testa: l’imbroglio e il doping. Del resto la corsa al doping va
avanti freneticamente. Non si fa in tempo a individuare un test per il Cera
(vedi i casi Riccò & C, lo scorso anno) che già sembra sia arrivato sul
“mercato” un nuovo prodotto. Si chiama “Hematide” e, a quanto mi dice il tam-tam
del plotone, sta già circolando in gruppo, specie ad alto livello. Coloro, cioè
che riescono a procurarsi questo prodotto ancora in fase sperimentale e non
ancora ufficialmente commerciato. E’ un’epo che va oltre il Cera, che, secondo
quanto si sa, sarebbe inserita nei prodotti vietati della lista Wada, ma non
esiste ancora un test in grado di rilevarla. Dunque, se vale ancora la regola
del passato, tanto cara a certi medici dopatori: “Tutto quello che non si becca,
si prende”, è da presumere che anche il Tour non sia sfuggito a questo rischio.
Con buona pace dei vari Armstrong, Contador e compagnia e della credibilità
della corsa francese. Per quanto riguarda l’americano c’è da rilevare che negli
anni in cui ha vinto i sette Tour, esisteva un tipo di epo che sfuggiva ai
controlli, come adesso. Si trattava della “dynepo”, o epo di seconda
generazione, ricavata da cellule umane e non animali, dunque per un lungo
periodo irrintracciabile ai test. Almeno fino al 2007, quando, si ricorderà, fu
fermato dalla propria squadra, la Rabobank, il danese Rasmussen mentre era in
maglia gialla. In Francia appurarono che Rasmussen risultò anche positivo al “dynepo”,
ma, come ammette il direttore del laboratorio francese di Parigi, non potettero
squalificarlo. Il motivo era che il test per individuale la “dynepo” non era
stato ancora ufficialmente registrato. Infatti il corridore riuscì anche a
vincere la causa con la sua società ed ad ottenere un cospicuo rimborso: non era
mai stato squalificato. Più recentemente un olandese Erik Dekker è risultato
positivo alla “dynepo” (1° luglio 2009) ragion per cui si deve pensare che
questo prodotto è stato usato a lungo nel plotone. E ora c'è la nuovissima “hematide”.
Dunque, come riferisce la stampa francese, il sospetto anche per questo Tour è
d’obbligo. E fa bene l’agenzia francese a rifare i test del Tour 2008: se ne
vedranno delle belle. Mi domando e chiedo a chi veramente vuole bene al ciclismo
se non sia il caso di rifare anche i test del Giro 2008 e della Vuelta. Almeno
per i primi dieci della classifica o almeno per i primi tre. Sono convinto che
ci sarebbero dei risultati clamorosi. Salterebbe l’intero banco e forse non si
potrebbe neppure fare una nuova classifica se si ponesse la clausola della
revisione totale delle proprie analisi antidoping prima di essere classificati".
30 luglio - L'UCI ALLUNGA LA SQUALIFICA DI RICCO' DI ALTRI 4 MESI
ROMA - Ancora una tegola sulla testa di Riccardo Riccò. L'UCI, la federazione ciclistica internazionale ha deciso di allungare la squalifica per la positività al Cera al Tour 2008 di quattro mesi. Riccò era stato trovato positivo al Cera (Epo di ultima generazione) durante il Tour de France del 2008 ed era stato squalificato dal Coni a 24 mesi. L'esclusione dalle gare era stata ridotta poi da 24 a 20 mesi dal Tas lo scorso marzo. Ora, con la decisione dell'Uci, la squalifica torna a 24 mesi e si concluderà il 17 luglio 2010. Avverso la decisione dell'Uci Riccò potrà fare ricorso al Tas. L'Unione ciclistica internazionale ha infatti recepito e fatto propria non la decisione del Coni, ma la squalifica inflitta a Riccò dall'agenzia francese della lotta al doping, dopo la positività riscontrata al Tour 2008. Per l'Uci, dunque, Riccò è squalificato per due anni a partire dal 17 luglio 2008.
29 luglio - IL FRIULI VARA IL "PASSAPORTO DELLO SPORTIVO"
TRIESTE - E' stato per anni un vecchio cavallo di battaglia di SportPro e
adesso lentamente sta diventando una realtà. Almeno in alcune regioni italiane.
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato all'unanimità la
proposta di legge che contrasta il doping nell'attività sportiva. Il dispositivo
- che integra il testo unico sullo sport, introducendo un capo specifico sul
doping - definisce ntroduce csiddetto "passaporto medico sportivo". Una
novità che ha trovato concordi tutti a livello politico. Relatori di maggioranza
sono stati Massimo Blasoni (Pdl) e Paolo Menis (Pd), di minoranza Roberto
Antonaz (Sa).
In buona sostanza ogni sportivo che intenda fare attività di qualsiasi genere
(palestra, sport, fitness, jogging o altro) sarà obbligato a sottoscrivere il
'passaporto' dove vengono raccolti i principali dati fisiologici dell'individuo.
L'obbligo sarà in capo ai gestori delle palestre o ai responsabili della società
sportiva o dell'associazione sportiva. Chi non rispetterà questa sarà
sanzionabile con una multa fino a 5.000 euro (il minimo è 1.000). In questo modo
sarà possibile creare un vasto e dettagliato database degli sportivi friulani e
controllarne la qualità sia da punto di vista sportivo vero e proprio, sia da
quello della tutela della salute. In un paese dove non esiste più la medicina
scolastica, dove non c'è più la visita di leva può diventare uno strumento
importante e decisivo anche per la prevenzione delle malattie. Per quanto
riguarda lo sport, poi, il passaporto diventa il documento base dal quale
rilevare eventuali variazioni abnormi dei valori fisiologici dell'atleta, dunque
anche uno potentissimo strumento per la lotta al doping. La legge friulana
prevede anche un certificato di qualità antidoping per associazioni, società
sportive e palestre che partecipano a iniziative di prevenzione e contrasto del
doping, certificato che consentirà di avere la priorità nell'assegnazione dei
contributi pubblici. Ma c'è di più: ai Comuni il provvedimento riconosce la
facoltà di revocare l'autorizzazione all'esercizio a quelle società e a quelle
palestre per le quali venga accertato il favoreggiamento di reati connessi con
il doping. Nel provvedimento si norma anche l'acquisto di farmaci su Internet e
si introduce il foglio informativo: non servirà soltanto a informare dilettanti
e amatori sugli effetti del doping sulla salute, ma dovrà essere
obbligatoriamente sottoscritto dagli atleti per iscriversi alle palestre e
partecipare a qualsiasi attività sportiva. Tra le novità, anche l'introduzione
del Piano triennale di attività per la lotta al doping, assieme a Coni, alle due
università della Regione, agli enti di promozione sportiva, alle Aziende
sanitarie e all'Ufficio scolastico regionale.
28 luglio - ARMSTRONG E CONTADOR GIA' AI FERRI CORTI: "PISTOLERO, NON SI VINCE SENZA LA SQUADRA"
"Hey pistolero, nessuno vince da solo". Lance Armstrong risponde piccato a Alberto Contador. Lo spagnolo, che ha appena trionfato nel Tour de France, si è lasciato andare a considerazioni poco lusinghiere sul sul texano, suo compagno di squadra nella Astana. "Il mio rapporto con Armstrong è zero -ha detto Contador-. E' un grandissimo corridore, ma le relazioni personali sono un'altra cosa". Armstrong, che è volato alle Bahamas per qualche giorno di vacanza, ha replicato dalla sua pagina di Twitter. "Un campione -ha detto l'americano- si valuta anche dal rispetto che ha per compagni e avversari. Hey pistolero, non c'è la lettera 'i' (I in inglese significa 'io') nella parola team. Leggo questi commenti di Contador, se fossi in lui risparmierei il fiato e comincerei a ringraziare la sua squadra. Senza di loro, non vince". Armstrong ha chiuso al terzo posto la Grande Boucle 2009. Nel 2010 i due big correranno in squadre diverse.
26 luglio - NUOVI TEST DELL'AGENZIA FRANCESE AFLD SUL TOUR 2008 ACACCIA DEL CERA: TREMA UNA QUINDICINA DI ATLETI
PARIGI - Dopo la "tempesta" Landis nel 2006 e i casi Rasmussen e Vinokourov nel 2007, Riccò nel 2008, è stata fino a questo momento un'edizione di calma piatta per la Grande Bocule. Ma per una parola definitiva ci sono da attendere gli esiti degli ultimi test (qualche settimana). Inoltre i campioni 2009 saranno conservati per 8 anni e, nel caso si mettessero a punto nuovi metodi per rintracciare nuove sostanze o pratiche vietate, si procederà a nuovi test retrosperttivi. Intanto l'agenzia francese AFLD ha reso noto che procederà tra settembre e ottobre prossimi a nuove analisi retrospettive per quanto riguarda i campioni del 2008. I corridori coinvolti (secondo fonti informate sarebbero una quindicina, tutti fra i primi venti della classifica) sono stati avvisati da Pierre Brodry, presidente dell'AFLD, già alla partenza da Monaco. Si tratta di test che non è stato possibile fare in precedenza per motivi economici (le analisi a caccia del Cera sono molto costose).
24 luglio
- MONDIALI DI NUOTO, DENUNCIATO MEDICO AUSTRALIANO:
DETENTZIONE DI SOSPANZE PSICOTROPE E DOPANTI
ROMA - Mikael Makdissi, medico responsabile della nazionale australiana di nuoto
è stato denunciato all'autorità giudiziaria per detenzione di sostanze
psicotrope e dopanti e gli sono stati sequestrati farmaci ad effetto psicotropo
e prodotti farmacologicamente attivi, vietati dalla normativa antidoping
(stimolanti, diuretici e ad azione ormonale), non giustificati da esigenze
terapeutiche e, in parte, anche scaduti di validità. Questo l'esito delle
operazioni condotte dalla sezione antidoping dei carabinieri dei Nas, in
collaborazione con personale dell'Ausl Roma/E, nell'ambito delle attività di
controllo durante i mondiali di nuoto in corso a Roma. La federazione
australiana sostiene che il dottore ha mostrato i farmaci "ad un centro medico
italiano", rispettando il protocollo definito dalla federazione internazionale
(Fina). "Abbiamo presentato i farmaci in buona fede e nel rispetto dei
protocolli di Roma 2009", dice il ct 'aussie', Alan Thompson. "Crediamo che ci
sia stato qualche problema con la traduzione relativa ai farmaci e con la
chiarezza delle regole sulle esenzioni terapeutiche", aggiunge. Il ct fa
riferimento ad una nota della Fina, intervenuta per tentare di chiarire la
vicenda: "Secondo il codice antidoping della Wada e secondo le regole dei
controlli antidoping della Fina, le seguenti sostanze sono consentite per uso
d'emergenza nelle competizioni Fina con un'esenzione terapeutica, a patto che
siano approvate dal board di controllo sul doping - scrive la federnuoto
mondiale - Ventolin (salbutamolo), Flixotide (antiasmatico), Prednisolone
(corticosteroide) e Dexamethasone Sodium Phosphate (ormone steroideo).
24 luglio - PERQUISIZIONE DEI NAS A CASA DI DI LUCA E SANTUCCIONE
PESCARA - I Nas di Roma e Firenze a casa di Danilo Di Luca e Carlo
Santuccione. La perquisizione, effettuata in mattinata nelle abitazioni del
"killer" di Spoltore a Pescara e del medico di Cepoagatti, è stata ordinata
nell'ambito dell'inchiesta penale scattata alla notizia della duplice positività
al Cera al Giro d'Italia per il "killer" di Spoltore, resa pubblica mercoledì
scorso. Una visita che probabilmente i due "soggetti" si attendevano e i cui
esiti ancora non sono noti. I rapporti fra Di Luca e Santuccione sono di
antichissima data. L'abruzzese si è sempre giustificato dicendo che si trattava
del medico di famiglia. Ma Santuccione, già squalificato una volta dalla
Federciclismo (5 anni di sospensione, sempre per vicende doping) era incappato
in un provvedimento di interdizione da parte del Coni (vietato qualsiasi ruolo
in seno ad una federazione sportiva, vietata la presenza in ambito di
manifestazioni italiane). Insomma l'equivalente di una radiazione, sanzione
comminata in relazione alle conclusioni dell'indagine Oli for drug, nella quale
il medico di Cepagatti aveva avuto un ruolo centrale. Di Luca nel 2007 era
stato sospeso per tre mesi proprio per la frequentazione di quel medico ed aveva
dovuto saltare sia i mondiali di Stoccarda (vinti poi da Bettini) sia il Giro di
Lombardia. Ma, secondo quanto emergerebbe anche dall'ultima indagine i rapporti
fra i due sarebbero continuati, almeno fino all'anno scorso. Il che farebbe
confluire l'ultima inchiesta in quella "antica" di Oil for drug. Circostanza che
complica e aggrava (se possibile) la posizione già grave dell'abruzzese, che
rischia addirittura la radiazione sportiva qualora la positività al Cera venga
confermata dalle controanalisi. Trattandosi della seconda (o terza, se si
considerano indipendenti le due positività al Giro) infrazione al regolamento
antidoping della Wada. Ma l'ex maglia rosa 2007 rischia anche pesanti
conseguenze penali, ex lege 376/2000.
Intanto anche la sua squadra, la LPR, prende le distanze. Il team manager della
Lpr-Farnese Fabio Bordonali sottolinea la totale estraneità del team: "Coerenti
con la linea di assoluto rigore contro il doping, adottiamo nei confronti
dell'atleta il provvedimento di momentanea sospensione in attesa delle
controanalisi - dice Bordonali in una nota del team - Nel caso la positività
fosse confermata dalle controanalisi la società provvederà a rivolgersi alle
sedi opportune per ottenere giustizia. Speriamo che le controanalisi possano
dare ragione al corridore che si dichiara innocente. Me lo auguro veramente
perche stimavo non solo l'atleta ma anche l'uomo. Personalmente non accetto
nessun tipo di scusa, Danilo ha tradito la mia fiducia e ha giocato per
ambizioni personali con il mio lavoro. Non accetto che qualcun altro rovini la
mia immagine". Una speranza appesa ad un filo esile esile, perchè, secondo i
tecnici il test sul Cera sarebbe addirittura più attendibile degli altri,
precedenti, sull'epo, La delusione del manager è anche quella di tanti
corregionali dell'abruzzese che all'ultimo Giro si era proposto anche come
testimonial per raccogliere fondi per la ricostruzione nelle zone terremotate.
24 luglio
- CINUQE SPRINTER GIAMAICANI POSITIVI ALL'ANTIDOPING
22 luglio - DI LUCA POSITIVO (CERA ANCHE PER LUI ) AL GIRO D'ITALIA. FANINI: ORA COLLABORI
LOSANNA -
Danilo Di Luca è risultato positivo per due volte all'Epo ricombinante Cera
durante l'ultimo Giro d'Italia, il 20 ed il 28 maggio. L'abruzzese, vincitore
dell'edizione 2007, è stato già sospeso dall'Uci (Unione ciclistica
internazionale). Il corridore avrebbe dovuto prendere parte al Brixia Tour aveva
messo come obbiettivo principale di fine stagione il mondiale di Mendrisio.
"risultati anomali per la presenza di di Epo ricombinante del tipo Cera",
precisa la federazione internazionale. "Risultati anomali che risultano da una
serie di controlli mirati fatti sulla base delle informazioni legate al profilo
ematico del corridore ricavato dal suo passaporto biologico, ai risultati di
precedenti controlli e di quelli derivanti dal suo calendario di corse".
"Sarei stato veramente uno stupido a prendere il Cera sapendo che si può
risultare positivi ai test, specie dopo i casi di Riccò, Sella, Rebellin -
questa la difesa del corridore che mette in dubbio la credibilità del
laboratorio francese di Parigi, uno dei due al mondo accreditati Wada (l'agenzia
antidoping mondiale) per ricercare il cera nel sangue e addirittura quello che
ha "inventato" e perfezionato il metodo per individuare il Cera - ora è
importante per me fare le controanalisi in un altro laboratorio perchè mi hanno
detto che quello di Parigi adotta dei metodi strani. Sue sportivi dell'atletica
risultati positivi, sono poi risultati negativi ai test di un altro laboratorio.
Come mi sento? E come mi devo sentire? So quello che mi aspetta. Sopratutto sono
cosciente che se le controanalisi confermeranno la positività per me sarà la
fine. Non posso correre fino al 3 agosto, data per la quale sono state fissate
le controanalisi. E comunque se la positività sarà confermata smetto di
correre". Ma sarà difficile esaudire il "desiderata" dell'abruzzese.
Infatti, i laboratori accreditati Wada in grado di eseguire test sull'epo sono
due: quello di Parigi e quello di Losanna. Ma il laboratorio svizzero è in gradi
di mettere in campo solo un test di screening, non di conferma, ragion per cui
le controanalisi di dovranno effettuare giocoforza a Parigi.
Quanto alla "illogicità" dell'assunzione, sapendo di prendere una sostanza che
si individua, le tesi possibili sono due, secondo gli esperti. O si è fatto un
"carico" molto pesante molto tempo prima del Giro (secondo i tecnici le molecole
del Cera continuano ad essere presenti nel sangue per tutta la durata della vita
dei globuli rossi che arriva fino a 120 giorni); oppure si è cercato (come già
con l'epo classica) di ingannare la sensibilità del test anti-cera con microdosi.
In entrambi i casi la sensibilità del test, la cui validità è riconosciuta da
tutti gli esperti, è in grado di scoprire anche la semplice molecola.
"Non ditemi che non vi avevo avvertito mesi fa che sarebbe saltato fuori qualche scandalo dopo il Giro del Centenario". Così Ivano Fanini, patron dell'Amore & Vita, commenta la notizia della positività all'Epo-Cera di Di Luca all'ultima corsa rosa. "Di Luca - continua Fanini - era un soggetto su cui ci sono sempre stati forti sospetti a causa della frequentazione del medico radiato Santuccione che il corridore diceva essere suo medico di famiglia fin da bambino. Nel controllo dello Zoncolan al Giro, fu messo in luce che Di Luca aveva incredibilmente fatto una pipì da neonato. Quanto è successo era inevitabile ed ora per Di Luca le controanalisi per me non potranno che confermare. Inoltre non deve dire che smetterà di correre ma che piuttosto si merita la radiazione dal ciclismo. Anzi dovrebbe collaborare con la giustizia per fare luce su tutti questi tristi eventi. Di casi come Di Luca - conclude Fanini - in questo ciclismo ce ne sono tanti altri e presto verranno fuori".
Ora partiranno le solite litanie. Sorpresa, rabbia, delusione. Desiderio di vendetta per il ciclismo tradito e gli sponsor che scappano, la radiazione come unico improbabile toccasana. Anche se molti nell' ambiente conoscevano bene la personalità e il «peso» sportivo di Danilo Di Luca. Un trentatreenne come tanti, in questo ciclismo ancora in mezzo al guado, che ha trovato prima la strada dello studio del medico amico che quella delle corse. Perché nel ciclismo l' idea dell' aiuto esterno (dal lecito, all' illecito) è ancora oggi una tragica e consolidata realtà. Perché si arriva al professionismo con le pessime e inveterate abitudini contratte nelle categorie giovanili dove i controlli sono pressoché inesistenti e ormai circolano i prodotti più esasperati e potenti (Cera compreso).
Aggressivo, determinato, combattivo, grande lottatore: l' immagine di Di Luca è quella dei duelli con il russo Menchov all' ultimo Giro d' Italia. Generoso nel raccogliere fondi per i conterranei terremotati. Mai arreso, deciso e sfrontato. Come quando al Giro 2008 prese di petto il cronista «reo» di aver adombrato la sua immagine per via della frequentazione di un medico dopatore, risultata poi provata. «Con quel signore non parlo», disse. Poi, proprio quest' anno, in maglia rosa si presentò meno spavaldo. Tendendo la mano, in nome dell' Abruzzo. Lo avevamo avvisato al via di una tappa: «Attento che rischi di morire». «Lo so, di fatica», rispose con il solito sorriso sfrontato. Sapeva bene a cosa si alludeva. Protagonista in bici fin da giovane (bronzo ai mondiali U23 di Valkenburg), con vittorie di grande spessore come la «Liegi», l' Amstel e la Freccia Vallone nell' anno d' oro, il 2007, nel quale fece suo anche il Giro. Una carriera non esente dai sospetti. Un suo test, la sera del tappone in salita dello Zoncolan al Giro 2007 era talmente «limpido» da fare pensare addirittura alla pipì di un bambino. Improbabile, secondo l' accusa. Fu battaglia di periti e alla fine il Tribunale Nazionale del Coni lo assolse. Figlioccio di battesimo del dottor Santuccione, radiato dalla giustizia sportiva per fatti di doping, Di Luca era stato per questa frequentazione condannato a tre mesi di sospensione nell' ottobre 2007. Lo avevano convocato in azzurro ai mondiali di Stoccarda, un dirigente l' aveva definito addirittura «capitano morale» degli azzurri. Ora il ct Ballerini dice che merita la radiazione, se le controanalisi confermeranno.
21 luglio - BELLIN CAMPIONE FORENSE DI CICLISMO 2009
Classificandosi quarto nella gara a cronometro - disputatasi a Fiuggi sabato
18 luglio 2009 - con 460 punti (un primo e due quarti posti) Francesco BELLIN,
di Bassano del Grappa, si è laureato campione d'Italia per il secondo anno
consecutivo. Secondo e terzo classificati nella classifica generale sono
risultati Massimo DAL BEN, di Verona, con 400 punti ( un secondo, un quinto ed
un sesto posto) e Pietro CALICETI, di Milano con 370 punti ( un terzo, un sesto
e un quinto posto). Il XXV Campionato Italiano Forense di Ciclismo organizzato
dall'AIMANC nelle rispettive categorie ha visto primeggiare oltre lo stesso
BELLIN (cat. M2):
Stefano BALDASSARRA (M 1) di Frosinone;
Massimo DAL BEN ( M 3) di Verona;
Gianluca IACOPONI ( M 4) di Livorno;
Gianluca SANTILLI ( M 5) di Roma;
Marco BORTONE ( M 6) di Pescara;
Mario SANTARONI (M 7) di Roma;
Claudio PASQUALIN ( M 8) di Vicenza;
Enzo CONTE (M 9) di Padova;
Alessandra AMICI (Donne) di Roma.
L'avv. Giorgio De Arcangelis, rieletto Presidente dell'AIMANC per il secondo
mandato, ha ringraziato gli avv.ti Maurizio Leone e Pietro Volpari che hanno
curato la organizzazione della Prova in Linea e di quella a Cronometro ed ha
comunicato che la Prova in Linea del prossimo Campionato Forense di Ciclismo si
disputerà in Brianza ( fine maggio - metà giugno 2010) e verrà curata dall'avv.
Laura Colnaghi. Quella di G.F. a Valdobbiadene il 03/10/2010 (Prosecco Cycling
Classic). La sede della Prova a Cronometro verrà decisa dal prossimo C.D.
17 luglio - LANDALUZE E RICARDO SERRANO GONZALEZ SOSPESI DALL'UCI: CERA NEI LORO TEST
Gli spagnoli
Inigo Landaluze e Ricardo Serrano Gonzalez sono stati sospesi provvisoriamente
dall’Uci, la federazione ciclistica internazionale, per infrazione del
regolamento antidoping. La decisione, spiega l’Uci in un comunicato, è stata
presa dopo aver visionato il rapporto dei laboratori di Losanna e Parigi che
indicano la presenza di Cera, l’epo di terza generazione nei campioni di sangue
prelevati ai due atleti.
Per Landaluze Intxurraga il test sarebbero due : uno ad una tappa del Giro del
delfinato, il 7 giugno scorso, l’altro in un controllo fuori competizione il 16
giugno.
Per Serrano Gonzalez il Cera è stato individuato durante una tappa del Giro di
Svizzera il 13 giugno scorso, segno che, nonostante gli scandali e la coscienza
che questa sostanza è attualmente rintracciabile ai test, c’è ancora chi non
esita a farvi ricorso. Anche per Serrano c’è un altro test fuori competizione
effettuato nel quadro del cosiddetto passaporto biologico, il 7 maggio prima del
Giro d’Italia, cui lo spagnolo risultava regolarmente iscritto con la formazione
Fuji Servetto, la squadra che aveva fatto ricorso al giudice per non essere
esclusa dalla corsa rosa ottenendo ragione. Ed escludendo per contrappunto la
Flaminia Bossini dell’ex maglia tricolore Filippo Simeoni. Nel caso di Serrano
non è stato prelevato nel test a sorpresa il campione B, ma, nonostante questo
l’Uci considera il rapporto dei laboratori, che conferma la presenza del Cera,
costituisce un elemento supplementare di prova dell’infrazione del regolamento
antidoping da parte dello spagnolo. Insomma i risultati di queste analisi
saranno aggiunti agli elementi di prova già raggiunti e che, nel caso in
questione, rivelano un profilo ematico anomalo, di cui è già stata informata la
federazione iberica. La sospensione, precisa l’Uci, rimane in piedi finchè la
Federciclo spagnola non esamini i casi nel merito. I due corridori hanno chiesto
la conferma delle controanalisi, come loro diritto.
17 luglio - A FIUGGI I CAMPIONATI AIMANC
16 luglio - REBELLIN & C, MA ANCHE UNA MINORENNE
NELL'INCHIESTA DOPING DELLA FINANZA
PADOVA – Che certe abitudini siano dure a morire lo si sapeva. Ma che ancora
oggi, dopo gli scandali che hanno caratterizzato e martirizzato lo sport degli
ultimi anni, ci siano fitte schiere di medici, direttori sportivi, tecnici
dediti al doping e ai traffici relativi non può non lasciare la bocca amara.
Anche perché quello che emerge dall’operazione “Via col doping”, sviluppatasi
sulla scia dell’inchiesta condotta dal pm di Padova Benedetto Roberti partita
dalla positività al cera di Sella e Priamo l’anno scorso e di cui ha dato
notizia la Guardia di Finanza di Padova, mette a nudo ancora una volta una rete
fitta e articolata dove la pratica della farmacia proibita appare come ai vecchi
tempi un qualcosa di ben organizzato in barba ad ogni legge, ad ogni regolamento
e alle dichiarate affermazioni di cambiamento di tanti dirigenti sportivi
nazionali e mondiali.
Trenta persone denunciate, tra cui 12 ciclisti professionisti fra i quali spiccano i nomi di Davide Rebellin (per la vicenda della positività al Cera alle Olimpiadi di Pechino), Francesco Rivera (Amicha Chips). Nell'indagine rientrerebbe anche Riccardo Riccò, positivo al Cera al Tour 2008. La pista è quella degli o dell'eventuale fornitore del prodotto per cui è risultato positivo. Il modenese nega ogni coinvolgimento, ma dalle Fiamme Gialle confermano. E poi Matteo Priamo, ex Navigare, oltre ad una squadra quasi intera: l’ Adimec Nazionale Elettronica. E ancora: 5 medici coinvolti, tre direttori sportivi e un arresto, quello dell’ex commissario tecnico della nazionale serba di ciclismo Aleksandr Nikacevic, attuale responsabile della formazione ciclistica del Partizan Belgrado. Le perquisizioni si sono svolte in 10 regioni italiane con sequestro di migliaia di prodotti dopanti e una sventagliata di ipotesi di reato da brivido: ricettazione, commercio, cessione, utilizzo, detenzione e contrabbando di prodotti dopanti.
Un elenco di prodotti sequestrati che comprende tutta la farmacopea nota e meno nota del doping più feroce: dal cera, l’epo do terza generazione, alla somatotropina (ormone della crescita), all’insulina (vietata ma non cercata nei test), al testosterone, a varie tipologie di anabolizzanti, alla gonadotropina e ai corticosteroidi. Tutto come ai bei tempi, come se gli scandali non fossero serviti a nulla.E ancora una volta emerge l’ambiente fortemente omertoso che regola e governa il mondo delle due ruote. Sella (ha patteghgiato la pena) è stato l’unico corridore che ha collaborato fattivamente alla riuscita dell’indagine. E, ovviamente, è stato messo all’indice da certi “big” del plotone; ha trovato a stento un nuovo contratto, scaduta la squalifica, con una formazione Continental. “E’ uscito dalla parrocchia”, questo emerge da alcune intercettazioni di corridori di prima schiera nelle telefonate di “solidarietà” con Priamo (accusato da Sella di essere stato il fornitore del Cera). Il che deve far bene riflettere su cosa sia veramente cambiato nel ciclismo.
Il doping c’è ancora. E’ diffuso e resiste. Nel ciclismo,ma anche in altri sport. Eccome se resiste, se – come emerge dall’indagine padovana - arriva a sfiorare con pratiche che potrebbero essere proibite perfino una minorenne. La pista serba fa capo a Nikacevic, ex dilettante in una formazione padovana diretta da Luigino Miotti, un nome già noto alle cronache doping, perché si tratta dello stesso direttore sportivo che fu fermato nel maggio dello scorso anno assieme al padre di Moletta (all’epoca corridore della Gerolsteiner) mentre si stava recando al Giro d’Italia con una siringa di Lutrelef (prodotto vietato) nascosta in un tubetto di dentifricio. Una successiva perquisizione portò alla scoperta a casa di Miotti di un ingente quantitativo di viagra, prodotto non inserito della lista delle sostanze dopanti, ma usato come fluidifcante del sangue e dunque caèpace di aumentare il trasporto di ossigeno ai muscoli. Per questo Miotti, che era uno dei due punti di riferimento italiani di Nikacevic è imputato di contrabbando e ricettazione. Un personaggio, oltretutto, già condannato per fatti di doping e nonostante questo, tutt’ora presente nell’elenco ufficiale dei direttori sportivi della Federciclismo come ds del team Futura di Tombolo (Pd).
L’altro punto di riferimento di Nikacevic era Donato Giuliani, ex gregario di Battaglin negli anni ’70, ds di una formazione di giovani l’Adimec, Nazionale Elettronica, una squadra italo svizzera i cui membri italiani (Marco Ghiselli, Daniele Ricci, Giraldo Munoz, Americo Novembrini, che figura nelle intercettazioni come il “piccolo chimico”, Armando Camelo) sono entrati tutti nell’inchiesta del pm Roberti. Tutti tranne uno rei confessi e trovati in possesso di sostanze dopanti di ogni tipo, dall’epo al gh, ecc. L’unico che non ha confessato è stato po trovato positivo ad un controllo antidoping. Una situazione allarmante che la dice lunga su come il cancro del doèping sia ormai radicato fin alla base dela ciclismo. Senza che nessuno faccia qualcosa di serio per affrontare il problema. Giuliani dopava anche i suoi corridori. Come faceva non essendo medico a trovare le dosi giuste? Con la vecchia esprienzaccia, avrebbe spiegato in un interrogatorio, giustificandosi: “Nel ciclismo è sempre stato così; se non vinco non arrivano i soldi degli sponsor e per vincere ci vuole di doping”.
Nikacevic è
stato professionista nella Alessio ai tempi di Gotti, Baldato, Ferrigato (metà
anni ’90). Il meccanismo era semplice. Il serbo si procurava cera, epo, gh e
altre sostanze dopanti in quello che gli inquirenti chiamano “l’inferno serbo” e
poi rivendeva in Italia, fecendo riferimento ai suoi due “amici”. Una fiala
monouso di cera acquistata in Serbia a 150 euro era rivenduta a 700 euro. Ciò che collega
i nomi illustri e meno illustri è sempre il fornitore serbo, tramite i suoi
“rappresentanti” in Italia. Al centro di
queste vicende c’è sempre la figura del medico. E, in un caso illustrato dalle
intercettazioni della Guardia di Finanza, emerge perfino la vicenda di un padre
di una minorenne che portava la figlia a frequenti e ripetuti appuntamenti con
un personaggio già noto ad altre inchieste doping per effettuare strane
operazioni di prelievo e reinfusione di sangue. Una nuova “terapia” basata
sull’arricchimento del sangue con ozono. Una pratica che aumenterebbe la
produzione endogena di 2-3 difosfoglicerato un modificatore allosterico
dell’emoglobina che consente alla stessa di cedere ai muscoli il doppio di
molecole di ossigeno “normali”. Nel caso che la pratica dopante fosse confermata
(è agli atti la perizia dei periti del pm Ronci e D’Ottavio) il genitore
potrebbe essere accusato di favoreggiamento e privato della patria podestà. Una
pratica complessa: la ragazzina sarebbe stata sottoposta a qualcosa come 16
prelievi e reinfusioni nell’arco di un paio di mesi, ciò che è difficilmente
giustificabile con un’esigenza terapeutica, ma in grado di eludere i controlli
antidoping. Sembra già diffusa negli sport di resistenza.
Un doping talmente allargato da comprendere l’intera gamma degli sportivi: dal
ciclista professionista beccato la vigilia del campionato italiano di Imola del
28 giugno scorso, con insulina ed altri prodotti vietati nascosti sotto il letto
della camera d’albergo; all’amatore kamikaze, noto all’ambiente dei dopati con
il soprannome di “Furia”. E il solito gergo, già conosciusto in altre
inchieste. L’epo definita nelle intercettazioni come “ruote”. “Portami due
coppie di ruote”.
L’inchiesta è decollata quando la Guardia di Gfinanza, nel corso di una perquisizione, ha rinvenuto nell’abitazione di un indagato 11 fiale di eritropoietina omeopatica. Una strana tipologia di epo in microdosi. I finanzieri sono piombati nella casa farmaceutica produttrice ed hanno sequestrato 83 flaconi contenenti il principio attivo originario della eritropoietina e della somatotropina, che avrebbero consentito la illecita produzione e commercializzazione di complessive 10.000 fiale di analoghi farmaci dopanti. Nelle perquisizioni effettuate nelle farmacie che distribuivano le fiale in Italia le fiamme gialle hanno riscontrato anche la vendita dei prodotti dopanti - che da analisi di laboratorio sono risultati privi di principio attivo apprezzabile delle sostanze madri – ma senza alcuna prescrizione medica e piano terapeutico. Insomma una truffa nell’imbroglio, tanto per cambiare. Tutto come un dejà vu, quando al Giro del 2001 ad un corridore furono sequestrate fiale di “emassist” una sostanzxa capace di incrementare il trasporto dell’ossigeno ai muscoli, acquistate via Internet e risultate all’esame dei periti essere poi solo acqua e sale.
12 luglio - IL CONI DEFERISCE DA ROS:
CHIESTA LA RADIAZIONE A VITA
7 luglio - CHIUDONO LA STALLA QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI: LA FEDERCICLO SVIZZERA ACCUSA ULLRICH DI DOPING
GINEVRA - Si è ritirato da tempo, ma solo ora la giustizia sportiva trova la forza e l'occasione di metterlo sotto accusa. La federazione svizzera di ciclismo ha confermato di aver aperto una procedura per infrazione al regolamento antidoping contro Jan Ullrich, il tedesco vincitore del Tour de France 1997. "Abbiamo aperto la procedura da due settimane - ha precisato sulla stampa tedesca Victor Andermatt, direttore della federciclo svizzera - il caso è in mano alla commissione disciplinare. Nessun particolare sulla procedura e sui motivi del processo sportivo. Ullrich, 35 anni, ritirato dall'agonismo nel febbraio del 2007, aveva già scontato una squalifica di due mesi per positività alle anfetamine, nel 2002. Il tedesco era stato licenziato dallla T-Mobile, per la supposta implicazione nella vicenda Operacion Puerto, come frequentatore di Eufemiano Fuentes il medico madrileno al centro di un vasto caso di doping ematico e chimico che ha toccato numerosi sport per ammissione dello stesso Fuentes, ma che le autorità spagnole hanno circoscritto al solo ciclismo senza peraltro arrivare alla minima condanna. E si era opposto a questa decisione. Tre anni fa il responsabili dell'antidoping svizzero, federazione presso la quale Ullrich era tesserato, avevao detto di non poter perseguire l'atleta perchè impossibilitati a servirsi delle prove provenienti dall'inchiesta spagnola. E andrematt trova perfino il coraggio di dire che: "E' bene per noi, per lo sport, per la verità, per il principio etico. Non potevamo lasciare il caso senza esiti". Come dire: chiudono la stalla quando i buoi sono scappati.
7 LUGLIO - REBELLIN POSITIVO ANCHE ALLE
CONTROANALISI SECONDO LA STAMPA TEDESCA
Ha vinto James Barrow, l'inglesino che l'anno scorso era arrivato terzo nel
percorso lungo. Nome nuovo per la ribalta, volto nuovo o quasi. Anche se si tratta in fondo del solito ex prof
(Amore & Vita, Otc, ecc.) in cerca di (vana)gloria e qualche gettone di presenza. Ma conta poco in una manifestazione in cui al termine di 138
sudatissimi chilometri con sette passi "storici" delle Dolomiti nelle gambe e
oltre 4.000 metri di dislivello sono giunti al traguardo di Corvara oltre 4000
ciclisti. Il successo più grande che si possa augurare una simile
manifestazione. Sportivi e appassionati, amanti della bici, dello splendido paesaggio
dolomitico (di recente assurto al rango di patrimonio dell'umanità Unesco) fanatici
delle "imprese", anche quelle meno limpide se qualcuno nelle prime ore della
mattina, mentre albeggiava su La Villa, tradizionale sede di partenza (il via
alle 6,30 precise) andava cercando "qualcuno che gli facesse una flebo". Nel
segno dell'energia, che per volere del vulcanico "patron" Michil Costa battezza
questa 23esima edizione baciata da una mattinata splendida, speriamo che si sia
trattato solo di una flebo di zuccheri, utili per scalare Pordoi,
Sella, Giau e compagnia. Anche se trattasi pur sempre di pratica vietata se non
a
fine terapeutico e anche se sappiamo che "quel" problemino, la cosiddetta
farmacia (proibita e non) resta - come dire? - sospeso e grava cupamente
su una manifestazione che per bellezza, per caratura, attenzione, cura quasi
maniacale dell'organizzazione rappresenta un esempio per l'Italia e forse per il
mondo. Già, perché va bene difendere la natura: uno dei primi al traguardo è
stato squalificato - e poi riabilitato dalla giuria: il regolamento federale non
prevede squalifica per quei comportamenti (?) - perché ha gettato per strada un "blister" di
integratori di cui si era appena servito. Ma forse vale la pena preservare meglio
questo splendido patrimonio anche da altri nemici occulti. E la credibilità, che è un patrimonio ancora
più grande. Le strade ci sono, basta un po' di buona volontà.
8.803 sono stati i ciclisti ufficialmente partiti (9.000 gli ammessi) questa
mattina da La Villa alle ore 6.30.03. Temperatura gradevole e cielo terso hanno
accolto il lungo serpentone che è stato accompagnato dalla musica della
Steelband di Berna “Funland Serenaders”. Alle 7.02.30 anche l’ultimo ciclista in
gara è passato sotto lo striscione del e la gara è entrata nel vivo. Tre i
percorsi con arrivo a Corvara: LUNGO 138 km e 4190 m di dislivello, MEDIO 106 km
e 3090 m di dislivello e SELLA RONDA 55 km e dislivello di 1780 m che si snodano
lungo i 7 passi dolomitici di Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, Giau,
Falzarego e Valparola, rigorosamente chiusi al traffico.
In gara anche diverse
stelle dello sport tra i quali i fratelli Manfred e Manuela Mölgg, Fabrizio
Ravanelli, e 11 atleti olimpionici che fanno parte del team Campagnolo C11 tra
questi Rossano Galtarossa, Stefano Baldini, Antonio Rossi, Margherita Granbassi, Yuri Chechi,
Cristian Zorzi, Isi Kostner. Soprannominata la Regina delle Granfondo, questa gara dal respiro
internazionale, richiama atleti da 37 nazioni e ogni anno, oltre ad avere un
tema, Energia quello di questa edizione, si caratterizza per il suo aspetto
charity. In collaborazione con GMM Gruppo Missionari Merano, gli aiuti
economici, raccolti tramite le iscrizioni maggiorate e la destinazione di quote
di denaro, verranno destinati in Burkina Faso per l’installazione di pannelli
solari che alimenteranno una scuola e un piccolo presidio ospedaliero. E per
rendere ancora più corposa questa azione, ci sono gli sms solidali al numero
48583 che atleti e simpatizzanti possono inviare donando 1 euro, più sms più
aiuti.
La diretta televisiva su Raitre iniziata alle ore 6.10 è andata in onda fino alle ore 12 con ospiti in studio e immagini spettacolari delle Dolomiti, ha caratterizzato le fasi più salienti e agonistiche della competizione. Nel percorso lungo maschile ad aggiudicarsi il primo posto è stato Jamie Barrow team Merckk Tuttosport.com, inglese naturalizzato aretino di San Sepolcro con il tempo di 4:37:56 . Al secondo posto Falzarano Alfonso con 4.38.04 mentre terzo si è classificato il trentino Antonio Corradini team Garmin Salieri con il tempo di 4:42:07. Nella stessa categoria femminile a vincere, prendendosi una bella soddisfazione dopo la rovinosa caduta della scorsa edizione, è stata l’anconetana Barbara Lancioni, team Renofin Sintesi Castelli NWR, con il tempo di 5:23:29 che ha preceduto l’emiliana Ferraboschi Daniela Sc Emporio Bici Max Team a 5:38.20 terza l’altoatesina Moschen Roberta con 5:45:53.
Per le classifiche complete e il diploma clicca qui
sotto:
http://services.datasport.com/2009/velo/maradolo/
http://www.datasport.com/diplom/?racenr=11422
MONACO - iL "combinato disposto", scriverebbero i Carabinieri del
passaporto biologico e dei test antidoping retroattivi hanno messo con le spalle
al muro l'olandere Thomas Dekker, accusato di doping e per questo escluso dalla
sua squadra, la Silence Lotto, dal prossimo Tour del France al via domenica da
Monaco. Si tratta della sesta "vittima" del nuovo sistema adottato dall'Uci per
inchiodare i furbi e che si basa su controlli logitudinali e sul monitoraggio di
alcuni valori per scoprire quanto si discostano da quelli fisiologici
individuali e così decretare la violazione del regolamento antidoping. Dekker
aveva le valigie pronte per Monaco, ma i dirigenti della sua società lo hanno
dovuto fermare.
Due gli elementi a carico del corridore, su cui si è basata l'Uci: da una parte
i valori del suo passaporto biologico che "presentano prove convincenti del
ricorso ad un metodo proibito per migliorare il trasporto di ossigeno", nel 2008
e 2009 e poi la nuova analisi in giugno di un campione d'urina prelevato nel
dicembre 2007 e che mostrava la presenza di Dynepo, un'epo di vecchia
generazione sparita da tempo dal commercio perchè sostituita da nuovi prodotti
(ultimo il Cera). E proprio a causa di questo fatto i laboratori antidoping non
avevano potuto dichiarare legalmente positivi i campioni, anche se sospetti. Ma
l'Uci si è potuta valere di una nuova direttiva della Wada, l'agenzia mondiale
antidoping, che ha permesso di affinare i criteri di positività. Ciò che ha
spinto l'antidoping della federazione mondiale ciclistica a chiedere al
laboratorio di Colonia nuove analisi di quei campioni per dichiararli
definitivamente positivi. Dekker, campione nazionale a cronometro ne 2004 e 2005,
nonchè vincitore della Tirreno-Adriatico nel 2006, e del Giro di Romandia 2007
non era stato convocato dalla sua squadra, la Rabobank per il Tour 2008. Anche
allora i dirigenti della sua società avevano preferito non correre rischi, come
aveva scritto la stampa olandese. In seguito l'olandese aveva avuto - sempre
secondo la stampa olandese - difficoltà a seguire il programma antidoping della
sua squadra. La Rabobank ha deciso di rimpiazzarlo al Tour 2009 con l'inglese
Charles Wegelius. L'Uci ha chiesto alla federazione monegasca presso cui
l'olandese è tesserato, di aprire immediatamente una procedura per
infrazione del regolamento antidoping. Rischia 2 anni di sospensione.
1 luglio - LA MARATONA DLES DOLOMITES CELEBRA LE MONTAGNE PATRIMONIO DELL'UMANITA'
Il tradizionale appuntamento con la Maratona dles Dolomites, la regina delle Granfondo internazionali, si arricchisce quest’anno di un importante valore. Sarà la prima edizione a svolgersi nelle Dolomiti che come ha decretato l’Unesco sono diventate nei giorni scorsi Patrimonio dell’Umanità tra le 176 gemme più belle e importanti al mondo. Come ogni anno 9.000 ciclisti a numero chiuso, selezionati tra le oltre 23.500 richieste di adesione, sfideranno i 7 Passi Dolomitici: Pordoi, Sella, Campolongo, Falzarego, Gardena, Valparola, Giau tutti rigorosamente chiusi al traffico. Partenza da La Villa alle ore 6.30 e arrivo a Corvara. Tre i percorsi di gara:Lungo di 138 km e 4190 m di dislivello, Medio di 106 km e 3090 m di dislivello e Sella Ronda di 55 km e 1780 m di dislivello.
I partecipanti italiani sono in maggioranza con 4.965 iscritti, seguiti da
Germania e Paesi Bassi. Ci sono anche ciclisti provenienti da Giappone,
Australia, Cile, Russia, Sudafrica e Argentina. Le donne al via saranno 850.
Questa edizione sarà caratterizzata dalla grande affluenza di nomi noti dello
sport in generale e di imprenditori e dirigenti, che amano le sfide toste. La
grande passione sportiva e ciclistica che si abbina a questo evento, ha messo in
sella DJ Linus, Vittorio Colao, Corrado Sciolla, Fabrizio Ravanelli, Giulio
Colombo, Manfred e Manuela Mölgg, Marco Pacione, Massimiliano Blardone, Karen
Putzer, Christoph Innerhofer, Werner Heel, Gianfranco Comanducci, Maria Canins,
Thomas Widmann, Fausto Pinarello e molti altri. Ma i nomi non sono terminati,
grazie a Campagnolo che ha ideato C11 il team di campioni dello sport, in gara
ci saranno anche i fantastici 11 che sono: Antonio Rossi, Rossano Galtarossa,
Margherita Granbassi, Yuri Chechi, Stefano Baldini, Cristian Zorzi, Troy
Bayliss, Alessandra Sensini e Peter Runggaldier, Isolde Kostner, Andrea Facchin.
Tutta in diretta anche la 23° edizione, dalla partenza ai primi arrivi a Corvara,
grazie alle riprese della Rai con vedute aeree e commenti in studio, dove si
alterneranno i diversi ospiti amici delle Dolomiti. Il comitato organizzatore,
che ogni anno condivide temi sociali quest’anno sempre in collaborazione con GMM
Gruppo Missionari Merano devolve aiuti economici finalizzati all’acquisto di
pannelli solari per una scuola e un piccolo ospedale in Burkina Faso, uno dei
tre paesi più poveri al mondo.
Domenica prossima 12 luglio, quando si svolgerà la quarta edizione della Sella ronda Bike Day con i passi Gardena, Campolongo, Pordoi e Sella chiusi al traffico dalle 10.00 alle 15.00. Inoltre grande novità, ogni giorno dalle 10.15 alle 12.45 il passo Gardena sarà chiuso al traffico per consentire ai ciclisti di pedalare in tutta serenità.
Tra i favoriti vincitori del lungo Antonio Corradini mentre tra le donne Lancioni Barbara.
Info e notizie su
www.maratona.it
1 luglio - LA QUICK STEP SMENTISCE:
TUTTE MENZOGNE LE ACCUSE DELLA TV TEDESCA ZDF
1 luglio - DUE PESISTI GRECI POSITIVI
PRIMA DEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO TORNANO AD ATENE