29 agosto - LA MARATONETA HUNTER (MADRE DI 4 FIGLI) AMMETTE L'USO DI EPO: SQUALIFICATA 4 ANNI
Liza Hunter Galvin ha ammesso davanti al Tribunale dello Sport di aver fatto uso di doping ed è stata di conseguenza squalificata per due anni dalle competizioni.La maratoneta neozelandese ha dichiarato di aver assunto Epo in diverse occasioni.L'atleta, 40 anni e madre di quattro figli, è stata trovata positiva ad un test antidoping fuori competizione nel marzo
28 agosto - ECCO LA OTZTALER, LA "DURISSIMA" PER VERI DURI
Durissima,
selettiva, per veri duri. Ecco la "Otazaler", gran fondo internazionale che fa
tremare i garretti anche ai ciclisti più preparati. Una manifestazione
splendida. Non a caso gli organizzatori seguono la traccia della meravigliosa
Maratona dles Dolomites, la "regina" delle Gran Fondo e quest'anno, per la prima
volta gran parte del percorso (specie gli ultimi difficilissimi chilometri) sarà
chiusa al traffico. Alla ricerca delle splendide sensazioni che regala, appunto,
la Maratona che da anni chiude i suoi itinerari alle vetture per
consentire ai partecipanti di godere in tutta sicurezza dello splendido ambiente
della montagna. Due sole cifre per sottolineare l’assunto: 238 chilometri
di percorso e 5.500 metri di dislivello da coprire: un autentico “massacro” di
salite e discese che parte da Solden attraverso il Küthai (2.020m), prosegue
verso il Brennero (1.377), sconfina in Italia fino a Vipiteno, scala in
successione i passi del Giovo (2.090) e del Rombo (2.509) per ritornare di nuovo
a Sölden.
E’ la gara aperta agli amatori e ai professionisti più impegnativa delle Alpi
che chiama i migliori ad almeno sette ore di fatica e sudore. Gli italiani provengono da 67 province, i più numerosi
dalla provincia di Bolzano (17%), seguiti da Trento (8%) e Vicenza (6%). Il
partecipante più anziano arriva dalla Germania – e addirittura un 74enne (anno
di nascita 1935), la donna più anziana è sempre tedesca – anno 1939. L’annata
più consistente è il 1964 con 205 partecipanti, segue il 1968 con 200 ciclisti.
L’ incognita clima è la variabile più insidiosa della manifestazione. Ciò che la rende unica e ambita. Durante la gara si attraversano tre tipi di clima con le relative escursioni termiche. Dal clima di montagna alla partenza, si passa a quello mite lungo i vigneti dell’Alto Adige, per poi salire a quello duro e freddo del Passo Rombo, dove è possibile trovare addirittura la neve!
Grande lo sforzo degli organizzatori. Saranno oltre 1.000 i volontari che garantiranno la sicurezza e il servizio ristoro nei 4 punti strategici lungo il tracciato. Ci sarà cibo e bevande calde e fresche per tutti. Una collaborazione fondamentale che ha contribuito al successo della manifestazione e della gara alpina per i temerari delle due ruote, giunta alla 27° edizione. Tra le novità di quest’anno la chiusura totale delle strade durante tutto il pomeriggio sul tratto di strada finale tra Obergurgl e Sölden. Su alcuni tratti verranno inoltre potenziate le misure di sicurezza, come ad esempio lungo le curve di Zwieselstein, nel tratto Pitze e alle immediate vicinanze della zona d’arrivo.
Alle ore 21.00 grande festa alla Freizeit Arena di Sölden dove tra spettacoli e musica verranno premiati i vincitori della faticosa quanto emozionante ed unica impresa.
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IL PROGRAMMA SABATO, 29.8.2009 11.00 - 22.00 Distribuzione dei pacchi gara, centro tennis della
Freizeit Arena DOMENICA, 30.8.2009 05.00 - 06.00 Distribuzione dei pacchi gara, centro tennis della
Freizeit Arena
LUNEDÌ, 31.8.2009 04.00 Pubblicazione e distribuzione della gazzetta "ÖTZTALER
NACHRICHTEN" con tutti i risultati. |
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26 agosto - DI LUCA OTTIENE DA TORRI UN MESE DI TEMPO PER LA DIFESA E PUNTA SULLA TESI DEL COMPLOTTO
ROMA - Adesso il gioco è fatto di sottili sfumature. Come
inseguire un esile fumo dal camino. Intanto si cambia registro: da “se le
controanalisi confermeranno la mia positività, smetto di correre” a “sono
convinto che ritornerò a correre un Giro d’Italia, la corsa più bella per me”.
Poi - un “must” in questi casi – ci si aggrappa alla tesi del complotto. “Io non
ho mai assunto quella sostanza”. Danilo Di Luca (nella foto all'uscita
dell'Olimpico, dopo l'audizione con il Procuratore Torri), vice maglia rosa all’ultimo
Giro d’Italia durante il quale è risultato positivo due volte al Cera, l’epo di
terza generazione, si aggrappa agli (per lui onerosi) pareri degli esperti cui
si è rivolto per contestare quella che sembra una realtà incontestabile: il
verdetto di ben due laboratori antidoping, Parigi e Vienna, che hanno esaminato
il suo caso. Dalla Procura antidoping del Coni e da Torri ha avuto il massimo
della collaborazione. Ha chiesto ed ottenuto un mese di tempo: “Per raccogliere
dall’Uci tutta la documentazione che ancora non abbiamo e stabilire una
strategia di difesa. Abbiamo grossi dubbi che il metodo utilizzato per i
controlli possa aver prodotto un falso positivo, perché è un metodo pensato per
l’urina, e poi adattato sul sangue. Dobbiamo spiegarci come sia potuto succedere
che quella molecola sia apparsa nei test dal momento che non l’ho mai assunta”.
Difesa difficile che si basa appunto sulla contestazione di un metodo approvato
da tutti gli organismi sportivi (Wada, Cio, Uci) e ottenuto da un laboratorio,
quello di Chatrenay Malabry (Parigi), validato dall’ente pubblico francese di
controllo e che già ha portato a numerose inequivocabili positività. Hai voglia
a dire che la comunità scientifica non si è espressa su questo test che la
difesa di Di Luca definisce “nuovo” e che invece i tecnici di Parigi ritengono
una semplice derivazione di quello vecchio sull’epo. Ma se le procedure di un
laboratorio sono a norma, approvate dagli enti nazionali vigilanti deputati i
risultati difficilmente possono essere discutibili. Difesa affannosa e ondivaga,
dunque per labruzzese: che alla fine si aggrappa perfino ad un: “Complotto che
non posso escludere”, dice Di Luca. “O ad un’assunzione involontaria”, aggiunge
l’avvocato Ernesto Di Toni che lo assiste. Insomma c’è da decidere: è il test
che non è valido oppure è un complotto? Ma se si punta sul complotto non vuol
dire che si accetta che l’esito del test sia valido? Tesi, quest’ultima, assai
debole. Come se qualcuno potesse infilarti un ago addosso (in vena, o sottocute)
senza che tu te ne accorga. “Ma quella per iniezione – butta là De Toni – non è
l’unico modo di assunzione”. Ignoranza o pietosa bugia, perché è praticamente
escluso che il Cera possa essere assunto per via orale (la più facile in un
eventuale inganno). “Trattandosi di una glicoproteina – spiega Benedetto Ronci,
ematologo di fama nazionale, nonché consulente nelle indagini antidoping di
molte Procure d’Italia – sarebbe distrutta dagli enzimi gastrici e non avrebbe
alcun effetto”. Quanto alla falsa positività, l’altro corno della difesa,
secondo gli esperti, una reazione aspecifica (cioè un falso positivo) dovuta
alla presenza notevole di proteine nel sangue è improbabile se si utilizzano
anticorpi specifici, come nel caso del Cera. E, data la delicatezza dell'esame,
le probabilità statistiche di trovare un falso negativo con le tecniche di
immunoelettrofocousing e double blotting conosciute e collaudate in tutto il
mondo e usate a Chatenay Malabry per il Cera, sono infinitamente maggiori di
quelle di trovare un falso positivo. Il che metterebbe a tacere ogni clamore
circa le pretese della comunità scientifica. Ma Di Luca insiste: “Scommetto sul
mio ritorno. Quest’anno ormai è andato. Ancora una volta vicino ai mondiali e a
questi mondiali il percorso dei quali (Mendrisio, Svizzera n.d.r.) era
adattissimo alle mie qualità, mi ritrovo messo fuori. Ma continuo a pedalare;
corro a piedi, mi alleno. Da ottobre ricomincerò a preparami per la prossima
stagione. Scommetto: sono sicuro di ritornare al Giro, la corsa più bella per
me; più bella anche del Tour”. Sfrontatezza o sicurezza della disperazione?
Danilo è un ragazzo intelligente. Un simpatico filibustiere. Sa bene come
gestirsi e comportarsi con i “media”. E’ arrivato all’Olimpico nella sua Audi
bianca fiammante, non è scappato davanti a telecamere e block notes, si è
difeso, ha risposto come ha potuto. Ai primi di ottobre sarà risentito da Torri;
quando i suoi periti presenteranno il dossier difensivo. Poi la sentenza.
Rischia due anni di squalifica.
25 agosto - SCI DI FONDO: DUE RUSSI (CAMPIONI OLIMPICI) POSITIVI ALL'EPO
MOSCA - Le "sorprese" del dopo. I campioni olimpici di sci di fondo, Julija
Tchepalova ed Yevgeny Dementiev sono risultati positivi all'Epo
ad un test a
sorpresa. Secondo un dirigente russo Tchepalova e Dementiev sarebbero risultati
positivi ad un test della World Cup in Italia a gennaio. Il dirigente che si
firma Vladimir Loginoc, presidente della federazione russa di sci di fondo,
avrebbe scritto una lettera all'agenzia di notizie All Sport "Tchepalova e
Dementiev mi hanno inviato una lettera in cui annunciano il loro ritiro; ma se
sarano davvero trovati colpevoli, saranno comunque squalificati". Un'altra
sciatrice russa Nina Rysina era risultata positiva all'Epo in una gara di Coppa
del mondo in Francia, secondo l'agenzia russa.
Tchepalova, 32 anni, è stata una delle atlete di punta della formazione russa di
fondo: ha vinto l'oro in tre diverse edizioni delle Olimpiadi invernali e ai
Mondiali negli ultimi anni. Il primo titolo lo vinse nella 30 km stile libero
nel 1998 a Nagano, quindi ha fatto suo l'oro della 1,5 km sprint a Salt Lake nel
2002. Faceva parte anche della squadra russa di staffetta ai Giochi del2006 a
Torino. Dementiev, 26 anni, ha vinto la 30 km pursuit a Torino 2006. Nella foto
(primo da sinistra) è sul podio (argento) della 50 km olimpica di Torino vinta
da Giorgio Di Centa.
25 agosto - DI LUCA CHIEDERA' IL RINVIO, TORRI DISPONIBILE; SANTILLI (FCI) CONVOCA FANINI
ROMA. - Si chiuderà molto probabilmente con un rinvio
l'audizione del ciclista Danilo Di Luca in programma domattina alle 10.30
davanti al procuratore nazionale antidoping, Ettore Torri, per spiegare le due
positività al Cera (l'Epo di terza generazione, ndr) rilevate dal laboratorio
parigino di Chatenay-Malabry. I risultati dell'analisi sul campione A del sangue
di Di Luca sono stati comunicati il 23 luglio e confermati dalle controanalisi
validati, come richiesto dal codice WADA, l'agenzia mondiale antidoping, dal
laboratorio di Vienna. Di Luca era stato trovato positivo al Cera in due
occasioni durante l'ultimo Giro d'Italia. La prima il 20 maggio, a Moncalieri,
dopo la tappa Torino-Arenzano di 214 km, e la seconda il 28 maggio, a Silvi
Marina, dopo la tappa Sulmona-Benevento di 182 km. Il ciclista abruzzese nega di
aver assunto il Cera e punta a dimostrare, assistito dall'avvocato Eugenio De
Toni, l'inaffidabilità del metodo utilizzato dal laboratorio parigino. Quello di
Chatenay, però, è ritenuto dal Coni, e non solo, il migliore e più avanzato del
mondo per la ricerca del Cera nel sangue, proprio per il metodo unico che
utilizza nella caccia al doping di ultima generazione.
Il procuratore nazionale antidoping ascolterà le ragioni di Di Luca, che con
molta probabilità chiederà attraverso il suo legale un nuovo termine per
permettere al collegio difensivo e ai consulenti guidati dal professor Santo
Davide Ferrara (direttore del Dipartimento di tossicologia forense antidoping
dell'Azienda ospedaliera dell'università di Padova) di produrre i rilievi che
proverebbero l'inaffidabilità del metodo del laboratorio parigino. Di Luca,
intanto continua ad allenarsi. In un primo momento aveva annunciato il ritiro in
caso di conferma delle controanalisi. Il 'killer di Spoltore' va incontro al
deferimento al Tribunale nazionale antidoping e a una squalifica di 2 anni. O 4
addirittura, qualora venga applicata la recidiva. La precedente squalifica di 3
mesi nell'ambito dell'inchiesta 'Oil for drug', risaliva a fine state 2007, per
la frequentazione del 'chiacchierato' medico pescarese Claudio Santuccione.
Quella squalifica costò il Mondiale di Stoccarda a Di Luca. Nel passato del
ciclista anche un altro deferimento della Procura antidoping del Coni, il 27
febbraio 2008 per l'"esito analitico atipico" dei livelli ormonali all'esame
antidoping dopo la 17/a tappa del Giro 2007, la Lienz-Monte Zoncolan. La
richiesta di Torri fu di due anni di squalifica, ma il giudice unico assolse Di
Luca. Attualmente ilo ciclista abruzzese è comunque sospeso dall'Uci (Unione
Ciclistica Internazionale).
Intanto il procuratore federale della Federazione ciclistica italiana, Gianluca
Santilli, ha convocato, per il 4 settembre, il dirigente del team Amore&Vita Mc
Donald's, Ivano Fanini, "in relazione - spiega una nota della Fci - alla recenti
dichiarazioni rese dal Fanini a mezzo stampa, nello specifico riferite a
tesserati della Fci". Già il 7 agosto Fanini è stato ascoltato come persona
informata sui fatti dal magistrato della procura di Torino Raffaele Guariniello.
Secondo quanto appreso, Guariniello avrebbe chiesto all'imprenditore lucchese,
fra l'altro, informazioni sull'Hematide, definito da Fanini "nuovo tipo di
doping che sfugge ai controlli".
24 agosto - TEGOLA SULLA NAZIONALE: NIBALI CADE ALL'ENECO TOUR, FRATTURA ALLA CLAVICOLA
Franco Ballerini perde molto probabilmente un uomo prezioso per il mondiale di Mandrisio. Infatti, Vincenzo Nibali, uno dei candidati più autorevoli per la maglia azzurra, compagno di Basso nella Liquigas-Doimo, è caduto nella quinta tappa dell’Eneco Tour, che da Roemond portava a Sittard-Geleen, ed ha riportato la frattura della clavicola sinistra. «Stava tentando il forcing per conquistare la tappa e guadagnare posizioni in classifica generale – spiega il ds Mario Chiesa – quando in discesa, a tre chilometri dal traguardo, è scivolato ed ha battuto la spalla sinistra. Un guaio che non ci voleva» «L’incidente ha procurato a Nibali la frattura scomposta della clavicola sinistra – dice il dottor Roberto Corsetti, medico sociale del team -. Domani pomeriggio rientrerà in Italia e si sottoporrà alle cure del caso. Non è escluso che si renda necessario un intervento chirurgico di osteosintesi. Solo nei prossimi giorni definiremo tempo e modalità di recupero». Il team manager Roberto Amadio commenta con dispiacere la notizia: «C’è molto rammarico, anche perchè Vincenzo si stava avvicinando ai Mondiali di Mendrisio, un appuntamento a cui teneva molto, nel migliore dei modi. Ora attendiamo di capire i tempi di recupero per compiere ulteriori valutazioni».
23 agosto - ATLETICA: MONDIALI A BERLINO, TERZO CASO DI DOPING, POSITIVA LA MAROCCHINA SELSOULI
BERLINO - Ci provano ancora e nella maniera più sciocca e banale. Ma a finire
nelle maglie dell'antidoping non sono le muscolatissime sprinter dal fisico
stile body builder: spalle gigantesche, trapezi da paura, bicipiti e tricipiti
da esposizione, addominali definiti come il carapace di una tartaruga delle
Galapagos. A incappare nei controlli sono i paesi meno evoluti, quelli che si
rivolgono ancora ai sempiterni anabolizzanti steroidei. Ultima la marocchina
Mariem Alaoui Selsouli, risultata positiva ad un controllo antidoping effettuato
nel corso dei Mondiali di atletica a Berlino. Lo ha annunciato la stessa atleta,
che oggi ha dato forfait nella finale dei 1500 metri, ad un'agenzia di stampa
marocchina. E' il terzo caso di doping ai Mondiali dopo quello del marocchino
Kamal Chatbi (3000 siepi), risultato positivo ad un anabolizzante; e della
nigeriana, Amaka Ogoegbunam (400 ostacoli), positiva al metenolone, uno
steroide.
21 agosto - ECCO COME HANNO OFFERTO IL CERA AL CAMPIONE DEL MONDO BALLAN, CHE HA RIFIUTATO
Circolano nel gruppo personaggi che dire equivoci è puro
eufemismo. Nessuna meraviglia per uno sport, come il ciclismo, profondamente
imbevuto di frode (doping) e inganno.
Ma
quel che meraviglia, è la confidenza che ha questa gente con atleti di vertice.
O, se preferite, la facilità con cui atleti ci punta possono venire a contatto con
questi. Alessandro Ballan, campione del mondo 2008 a Varese racconta di come gli
hanno offerto di acquistare il cera, l'epo di terza generazione e di come abbia
giustamente rifiutato. Lo fa davanti agli inquirenti dell’inchiesta padovana
coordinata dal pm Benedetto Roberti, (30 indagati, fra cui 10 ciclisti
professionisti e 5 medici) nata dalle rivelazioni di Emanuele Sella, il
dominatore delle tappe Dolomitiche al Giro 2008, poi pizzicato positivo al Cera,
l’epo di terza generazione, con relativa squalifica finita appena di scontare.
All’iridato di Varese gli inquirenti sono arrivati attraverso la lunga serie di
intercettazioni effettuate nell’inverno 2008 (novembre-dicembre) sull’utenza di
Priamo, il compagno di squadra che Sella indicò come fornitore della fialetta
per cui poi risultò positivo al test. A sua volta Priamo era in contatto con
tale Paolo Bonin, ex dilettante, oggi cicloamatore, che l'inchiesta padovana
rivela essere uno dei due punti di riferimento del ct della nazionale serba
Under 23 Aleksandar Nikacevic, recentemente arrestato (e tutt’ora agli arresti
domiciliari a San Bonifacio) nell’ambito della stessa inchiesta. Dalle indagini
risulterebbe che Nikacevic forniva il Cera a Bonin, che fungeva da “piazzista”
per atleti e ciclisti della provincia di Padova, Treviso e Vicenza.
Comprava il Cera a 350 euro la fiala e rivendeva a 700. Nelle intercettazioni fra Bonin e Nikacevic l’ex dilettante si fa vanto di conoscere molti professionisti. E di fatto li conosce. Non solo: ma addirittura, come risulterebbe dalle indagini, li incontra, pedala con loro: “Stavo suonando il campanello sotto casa di Tosatto (un collega che milita nella Quick Step, compagno abituale di allenamento e che abita a Riese Pio X, n.d.r.) – questo risulterebbe dal racconto di Ballan agli inquirenti – quando mi si avvicinò Bonin e mi chiese se volevo il Cera. Io rifiutai”. Incontro casuale, dunque, anche se Bonin non sembra essere uno sconosciuto per l’iridato, che, da dilettante avrebbe corso addirittura con lui e, a quanto risulta dall’inchiesta, avrebbe confermato di avere il suo numero nella memoria del proprio telefonino. Nell’ambito dell’indagine è stato sentito anche Filippo Pozzato, atleta di punta della Katusha, nonché vincitore della “Sanremo” del 2006. Anche lui avrebbe ammesso di conoscere Bonin, incontrato durante un allenamento. I due corridori sono stati sentiti come persone informate dei fatti. Nessuna accusa e nessun addebito nei loro confronti, naturalmente. Ma, è davvero singolare la circostanza di tre atleti di primissima fascia che si allenano con un modestissimo cicloamatore…Anche se può succedere. Roberti ha pronto il rinvio a giudizio per Priamo, mentre sono già stati rinviati il legale rappresentante del team Futura Junior di Tombolo, Luigi Eduati di Castelfranco; il legale rappresentante del team Futura Luigino Miotti di San Martino di Lupari, già coinvolto in altre vicende doping; e, ovviamente, Nikacevic.
17 agosto – WALSH: “TROPPO VELOCI IN SALITA, QUESTO CICLISMO NON E’ ANCORA CREDIBILE”
Vanno
ancora troppo forte, specie in salita, perché questo ciclismo risulti credibile. A sostenere questa
tesi è David Walsh, apprezzato cronista e responsabile dei servizi sportivi del
Sunday Times, da tempo ferocemente schierato sul fronte della lotta al doping,
nonché autore di alcuni libri-rivelazione su Armstrong e dintorni:From Lance to
Landis; LA confidentiel. Nonostante gli sforzi dell’Uci che impone da tempo
un passaporto biologico cui non dovrebbero sfuggire più gli imbroglioni e
i cosiddetti “furbi”. E, invece analizzando le prestazioni dei top riders
emergono considerazioni che lasciano ampi dubbi. “Io penso che qualcosa sia
cambiato – dice Walsh – ma per gli atleti di punta i cambiamenti non sono quelli
che ci si aspetterebbe”. In altre parole i “big” vanno ancora troppo forte,
specie in salita per dare a questo ciclismo la patente di credibilità. E,
nonostante i 5,8 milioni di euro spesi nel 2008 per il passaporto biologico,
questo strumento non avrebbe il massimo dell’efficacia nella lotta, secondo
Walsh, che ha invitato più volte il presidente dell’Uci McQuaid a provvedere al
riesame di test del Giro 2008, dopo che quelli del Tour dello stesso hanno
avevano rivelato l’uso diffuso del Cera. McQuaid che in un primo momento aveva
negato questa possibilità, di recente sembra essersi convinto. E sta brigando
per avere i test del Giro vinto da Contador. “Dovessero essere fatte analisi a
tappeto a caccia dell’epo di terza generazione, le sorprese – dice Walsh -
potrebbero essere clamorose”. Difficile dargli torto perché al’epoca l’intero
plotone era ben sicuro che il Cera non fosse minimamente rintracciabile.
Quanto a Contador, Walsh si basa sull’indagine fatta da
Antoine Vayer, docente di educazione fisica e sportiva presso l’università di
Laval. L’ex coach della Festina (dunque uno che in fatto di doping e dopati se
ne intende…) ha calcolato la potenza sviluppata dal vincitore del Tour 2009,
sulla salita di Verbier nella tappa vinta il 17 luglio scorso: 8,5 chilometri
percorsi in 20’55”; ovvero: una potenza media sviluppata di circa 491 watt
continui; siamo oltre i 7 watt/chilo, il che richiederebbe un consumo di
ossigeno mai registrato in letteratura per nessuno sport (non solo nel
ciclismo): 99,5 ml/kg/mn quando le oscillazioni riferite dalla “normale”
fisiologia parlano di una variabilità tra 73 e 85 ml/kg/mn. Dunque valori da
“marziano” ben al di sopra di quanto finora ammesso dalla fisiologia
tradizionale. Valori che si avvicinano molto se non addirittura superano quelli
degli anni d’oro dell’epo, gli anni ’90, quando non essendoci alcun test di
controllo (i primi furono messi in piedi all’Uci nel 2000)
l’uso di
questo ormone che stimola la produzione endogena di globuli rossi aumentando con
questo la possibilità di trasportare ossigeno ai muscoli, dunque anche il valore
del “consumo” di ossigeno) era pressoché comune in tutto il gruppo.
La tabella che riporta Vayer (qui accanto) spiega meglio di ogni parola.
Il valore dei watt medi per chilo di peso espressi in salita da Contador è addirittura superiore a quello di corridori vincenti al Tour e dichiaratamente dopati. Come il Riis del ’96 che si attestava su una prova analoga (anche se leggermente più lunga) attorno ai 6,48 watt/chilo. Contador, quanto a potenza espressa, fa meglio di tutti esprimendo un valore in watt comunque superiore al massimo “credibile”, che la scienza ufficiale fissa tra i 6 e i 6,2 w/kg. Con una Vam (velocità ascensionale media) strabiliante: attorno ai 1920 metri/ora. Vayer può essere criticato (i paragoni sono sempre difficili), ma non è un visionario. I suoi dati corrispondono nella sostanza a quelli forniti dalla formula di Di Prampero che, applicando tutti i parametri più favorevoli al corridore, arriva a calcolare 461 watt medi per la salita di Verbier. La cifra comprende anche la percentuale di calo relativa ai minuti di salita, ma non tiene conto del possibile calo per via dell’energia già spesa nei chilometri di tappa che hanno preceduto l’ascesa finale). Insomma per Di Prampero saremmo attorno ai: 6,6 watt/chilo. Una cifra comunque esagerata. A questo punto, lasciando perdere per un attimo i sospetti, sarebbe davvero interessante per la scienza capire come si possano produrre queste prestazioni. In altri termini sarebbe bello che atleti dalle prestazioni così “marziane”, come accade anche nell’atletica del campione e recordman del mondo giamaicano Usain Bolt (9”58 sui 100), si mettessero a disposizione per capire meglio cosa effettivamente succede nel fisico umano quando si arriva a questi stupefacenti risultati. Ma, interrogato sulla base di questi dati tecnici, Contador si è arroccato in un secco “No comment”.
14 agosto - BLITZ DEI NAS IN UNA FARMACIA DI PENNE: 1 ARRESTO
ROMA - I Carabinieri del gruppo per la Tutela della Salute di Roma, hanno
arrestato una persona per truffa aggravata e continuata ai danni del servizio
sanitario nazionale, falsità e
cessione dolosa di sostanze ad effetto dopante.
Al centro dell'inchiesta condotta anche dal N.A.S. di Pescara, c'è la farmacia
ospedaliera di Penne (Pescara) dove i militari hanno rilevato un incremento
anomalo della dispensazione di un farmaco contenente il principio attivo "somatropina"
(ovvero gh, ormone della crescita), utilizzato nella cura del "deficit della
crescita" ed impiegato come potente agente dopante nello sport.
In carcere, a Pescara, su disposizione della Procura della Repubblica del
capoluogo adriatico, è finito D.F.R., di 50 anni, residente in provincia di
Pescara. Le indagini sul suo conto, da parte dei Nas, hanno preso il via a
maggio, quando i carabinieri hanno accertato che presso la farmacia ospedaliera
di Penne c'era stato un incremento notevole della dispensazione di un farmaco,
il "Genotropin mini quick", contenente appunto somatropina, utilizzato contro il
nanismo. Le prescrizioni di questo medicinale erano frequenti, e interessavano
sempre la stessa persona per cui i militari sono arrivati a presumere che si
trattasse solo di una manovra truffaldina, legata a finalità di doping, visto
che questo farmaco è impiegato illegalmente negli sport amatoriali per la
potente azione anabolizzante. La persona indagata avrebbe abilmente alterato
delle fotocopie di piani terapeutici che in precedenza aveva ottenuto
legittimamente per la cura del figlio. Nonostante le cure siano state sospese a
marzo 2007, l'uomo avrebbe esibito complessivamente 28 prescrizioni mediche
false per la prosecuzione della terapia farmacologica, e con questo stratagemma
sarebbe riuscito a farsi consegnare dalla farmacia ospedaliera di Penne 200
confezioni del farmaco dopante, creando un danno al Servizio Sanitario che
ammonta a circa 30.000 euro. Per i carabinieri che si sono occupati delle
indagini è plausibile ritenere che, non essendoci una finalità terapeutica, il
farmaco fosse destinato a canali clandestini che mirano ad alimentare "l'ormai
nota piaga del doping nel mondo sportivo amatoriale, e nei quali il valore del
farmaco arriva sino a triplicarsi". Concluse le indagini D.F.R. è stato
denunciato alla Procura della Repubblica di Pescara - che ha poi disposto
l'arresto - per reati che vanno dalla truffa aggravata continuata in danno del
servizio sanitario nazionale, falsità in scrittura privata, falsità ideologica
in certificati commessa da privato, fino all'uso e/o cessione dolosa di sostanze
ad effetto dopante. Durante una perquisizione sono stati trovati altri
certificati medici falsi. A disporre l'arresto di D.F.R., è stato il gip del
Tribunale di Pescara Guido Campli su richiesta del pm Anna Rita Mantini. In base
alle prime indiscrezioni l'arrestato non avrebbe un'occupazione fissa né sarebbe
legato al mondo dello sport e delle palestre in particolare, a cui sarebbero
state destinate le 200 confezioni di "Genotropin Mini Quick" prelevate dalla
farmacia dell'ospedale di Penne (Pescara) grazie alle ricette falsificate.
L'acquisizione illegale del farmaco dopante sarebbe avvenuta tra il mese di
aprile del 2007 fino a maggio scorso, quando sono entrati in azione i Nas di
Pescara, coordinati dal capitano Marcello Sciarappa.
14 agosto - KOHL: IL MIO MANAGER CORROMPEVA I MEDICI DEI LABORATORI WADA PER NASCONDERE LE POSITIVITA'
VIENNA - L'ennesimo uragano doping sul ciclismo. In una lunga intervista al giornale austriaco "Kurier" Bernard Kohl, terzo al Tour de France 2008, ritiratosi a fine maggio dopo la squalifica per due anni che gli è stata inflitta per la positività al Cera proprio in occasione della Grand Boucle, vuota il sacco. Ed emerge a distanza di un solo anno una situazione che definire squallida è puro eufemismo. Kohl ha raccontato di come il suo ex manager, Stefan Matschiner, avesse messo su una rete che, oltre ad aiutare con prodotti dopanti molti atleti europei di livello, corrompeva i medici dei laboratori antidoping della Wada perché nascondessero le positività. "Era lui che faceva analizzare i nostri campioni per cui sapevamo esattamente fino a dove potevamo spingerci col doping senza essere 'beccati'", racconta Kohl. Lo stesso Matschiner aveva ammesso all'emittente tedesca "Ard" di come corrompesse gli impiegati dei laboratori accreditati dalla Wada e Kohl conferma che pagava dai 150 ai 500 euro ogni volta che esaminavano i campioni dei suoi assistiti. In particolare il corridore austriaco, grazie alle 'bustarelle' del suo manager, è riuscito a passare indenne due test, il primo nonostante avesse fatto uso di Epo, l'altro dopo essere ricorso al testosterone. Tutto questo non tantissimo tempo fa. E' passato solo un anno: era il 2008, anno in cui si diceva ipocritamente nell'ambiente che il ciclismo stava cambiando, che adesso la lezione era stata recepita e che ormai il doping era questione dei soliti (pochi) pazzi kamikaze. Invece tutto è come prima: dai "patron" di squadra che dieci anni fa facevano firmare un licenziamento in bianco ("se ti beccano sono affari tuoi; io non voglio sapere niente, ma a me devi portare i risultati"), ai dirigenti che chiudono gli occhi su frequentazioni "pericolose", ai manager corruttori Lo scenario che adombra Kohl, non ha nulla da invidiare a quel doping di squadra che nel 1998, dieci anni esatti prima, aveva travolto la Festina. Dieci anni passati invano. E nel frattempo una lunga sequela di giovani morti. Ora ci si aspetta almeno che vengano fuori i nomi dei medici corrotti e che la Wada, una volta per tutte faccia pulizia.
12 agosto - UNA RICERCA: PIU' RESISTENTI DEL 2% CON... LA BARBABIETOLA; MIGLIOREREBBE IL CONSUMO DI OSSIGENO
Forti e resistenti non già in virtù dell'ormai abusato doping agli steroidi o
agli ormoni, ma grazie... alla barbabietola. Secondo il professor Andrew Jones
affermato ricercatore dell'Università di Exeter (Inghilterra) c'è
un'alternativa al ricorso indiscriminato all'aiuto farmaceutico per le
discipline a base aerobica e di resistenza. Sarebbe nientemeno che la
barbabietola. Può far sorridere, ma l'esperimento ha tutti i crismi della
validazione scientifica: 500 ml al giorno per sei giorni consecutivi e il
miglioramento nella prestazione può sfiorare il 2%. Merito dei nitrati contenuti
nella barbabietola (in particolare quella rossa) che favorirebbero un miglior
consumo di ossigeno da parte dei muscoli. Risultato: miglior prestazione e
minore stanchezza. Il che porterebbe a prolungare l'esercizio di un eccellente
16% in più. Jones ha condotto l'esperimento su otto uomini fra i 19 e i 38 anni (non si sa se atleti
o persone comuni: potrebbe esserci una differenza...) cui ha somministrato per
sei giorni 500ml di succo di barbabietola e che ha sottoposto ad una serie di
test. Poi ha somministrato loro un placebo e, sulla base degli stessi test, ha
fatto il confronto. Il risultato è stato mirabolante: Il gruppo "barbabietolizzato"
ha pedalato per 11,25 minuti ovvero 1 minuto e 32 secondi in più del gruppo
"placebo". Fatte le dovute misure la differenza equivale alla riduzione di un 2%
del tempo necessario a percorrere la distanza stabilita.
La ricerca non ha svelato il meccanismo per cui questo fenomeno avviene. Ma si è
visto che avviene con certezza e, secondo gli scienziati, non sarebbe
attribuibile ad altri fattori, come l'allenamento o lo stato di forma. Gli
alimenti ricchi di nitrati favorirebbero l'endurance. "Sono certo - dice Jones -
che professionisti e amatori saranno interessati a questa ricerca, che può
riguardare anche le persone malate di debolezza costituzionale. Potrebbe aprirsi
una strada per un nuovo integratore". Questa volta del tutto "naturale" e privo
vi rischi.
| La barbabietola è una pianta del genere Beta e deve il suo nome ai filamenti (barbe) presenti sulla radice. Esistono diverse qualità di barbabietola: da orto, da foraggio, destinate all’alimentazione del bestiame, da zucchero. Le parti commestibili sono le foglie (bieta o bietole) e le radici di colore rosso scuro. Citata per la prima volta in alcuni scritti greci del V sec. AC, è stata coltivata in Europa sin dal Medioevo negli orti dei monasteri e il suo consumo inizialmente era limitato alle foglie (la bietola). La barbabietola possiede proprietà rinfrescanti, diuretiche, rimineralizzanti e antinfiammatorie per l'apparato gastrointestinale. Ricca di zuccheri e di acido ossalico, la barbabietola può essere controindicata ai soggetti diabetici o afflitti da calcolosi renale. Si consuma prevalentemente lessata al vapore, saltata in padella o in forno; tecniche che, però, comportano la perdita di parte delle proprietà nutrizionali. La cottura più appropriata, quella sotto la cenere, richiede invece esperienza e risulta poco pratica. La polpa della barbabietola trova impiego in cosmesi: ridotta in purea è una maschera di bellezza adatta anche a ridurre gli arrossamenti della pelle. Ora, secondo questo studio, il succo favorirebbe la resistenza aerobica. I pigmenti rossi della barbabietola macchiano le mani con facilità. Per eliminare le macchie è sufficiente il succo di mezzo limone. |
12 agosto - DUE ANNI ALLA BRASILIANA TEODORO, 400hs (ANFETAMINE) E A TRE RUSSI DEL BIATHLON (EPO)
ROMA - Sesto caso di doping nell'atletica
brasiliana. Dopo Bruno Tenorio e Jorge Celio Sena (4x100, 200 metri), Josiane
Tito (4x400), Luciana Franca (400 ostacoli) e Lucimara Silvestre (eptathlon), è
emersa la positività di Lucimar Teodoro, atleta dei 400 ostacoli, squalificata
per due anni dalla federazione verdeoro per l'assunzione di anfetamine (femproporex)
lo scorso giugno, durante il meeting di Rio de Janeiro. La Teodoro, che ha
ammesso la propria colpevolezza e rinunciato di conseguenza alle controanalisi,
starà ferma sino al 3 giugno del 2011.
La Federazione internazionale di biathlon ha poi squalificato per due anni
Albina Akhatova, Yekaterina Iourieva e Dmitri Yaroshenko, risultati positivi
all'Epo durante la prova di coppa del Mondo dello scorso dicembre a Ostersund,
in Svezia. I tre biatleti erano stati già sospesi in via precauzionale e non
avevano preso parte ai Mondiali dello scorso febbraio a Pyeongchang, in Corea
del Sud. In più non potranno prendere parte nè ai Giochi Invernali di Vancouver
del 2010 nè a quelli di Sochi, in Russia, del 2014. Le squalifiche decorrono dal
3 dicembre per Yaroshenko, dal 4 per la Iourieva e dal 5 per la Akhatova.
12 agosto - DI LUCA LICENZIATO DOPO LA CONFERMA DELLA POSITIVITA'; LA LPR CHIEDERA' I DANNI
Un atto dovuto. La LPR Farnese ha licenziato Danilo Di Luca,. Ecco il comunicato con cui la società sportiva diretta da Fabio Bordonali lo ha reso noto. Dopo essere stati informati dal Dipartimento anti-doping dell’UCI che il laboratorio di Chatenay-Malabry (Francia), ha confermato la presenza nel sangue (campioni "B") dell’EPO recombinato (CERA) del corridore Danilo Di Luca, la BF CYCLING MANAGEMENT società di gestione del Team Lpr Freni Farnese Vini, ha stabilito di licenziare l’atleta con effetto a decorrere dal 23/07/2009. Inoltre l’atleta si terrà responsabile di tutti i danni di immagine derivanti sia agli sponsor come alla squadra, per tanto la società si riserva di dare mandato al proprio avvocato e agire per via giudiziaria a tutela della propria onorabilità, al fine di determinare i danni causati alla squadra, difendere gli interessi della stessa e da recuperare tutte le spese, le sanzioni e multe che gli sponsor e/o RCS (la società che organizza ilGiro d'Italia) decida di chiedere al team.
11 agosto - ASSOLTI I QUATTRO ATLETI GIAMAICANI POSITIVI AD UNO STIMOLANTE
KINGSTON - I quattro atleti giamaicani, risultati positivi a uno stimolante
nel corso dei campionati nazionali del giugno scorso, sono stati assolti dal
tribunale che si è occupato del loro caso. Si tratta di Yohan Blake, Allodin
Fothergill, Lansford Spence e Marvin Anderson. Secondo i giudici la
methylxanthine riscontrata agli atleti non è tra le sostanze proibite segnalate
dall'Agenzia mondiale antidoping. "Per questo motivo gli atleti non sono
perseguibili dal codice Wada" ha spiegato Kent Gammon, presidente della
commissione disciplinare antidoping giamaicana. "Gli atleti avevano fatto tutti
i controlli necessari e tutto era risultato regolare" ha proseguito Gammon.
Stessa decisione anche sul caso di Sheri-Ann Brooks, campionessa nei 100m ai
Commonwealth Games. L'atleta era risultata positiva allo stesso stimolante, ma è
stato dimostrato che il secondo campione era stato analizzato male.
La commissione antidoping giamaicana, però, presenterà appello. In un
comunicato specifica di voler agire indipendentemente dall'operato del gruppo
istituito dal ministero dello sport che ha sancito il proscioglimento degli
atleti per mancanza di prove sufficienti a stabilire con certezza che questi
abbiano fatto uso di doping.
Agli atleti non è stato ancora concesso il via libera per i mondiali di Berlino
(15-23 agosto). Qualunque decisione arrivi dalla Giamaica, inoltre, spetterà
alla federazione internazionale (Iaaf) stabilire se sarà il caso di rivolgersi
in ultima istanza al Tas, il tribunale per gli arbitrati sportivi di Losanna. E
la Iaaf ha anche il potere di sospendere temporaneamente gli atleti fino alla
sentenza definitiva del Tas. Intanto la federazione di atletica giamaicana ha
intanto minacciato la sospensione di altri cinque atleti se questi non si
presenteranno al via del ritiro della nazionale previsto per questa settimana:
tra questi, tre pezzi grossi come la campionessa olimpica dei 100 metri piani
Shelly-Ann Fraser, l'ex primatista mondiale dei 100 maschili Asafa Powell, la
campionessa olimpica dei 400 ostacoli Melaine Walker. Poi anche l'altra
ostacolista Brigitte Foster-Hylton e la sprinter Shericka Williams.
10 agosto - DI LUCA CONVOCATO DALLA PROCURA CONI PER IL 26 AGOSTO
ROMA - L'Ufficio di Procura Antidoping del Coni ha convocato Danilo Di Luca PER il 26 agosto alle ore 10.30, presso la propria sede di Roma, a seguito delle accertate positività, anche in sede di controanalisi, in occasione dei controlli antidoping dell'Uci al Giro d'Italia 2009. Di Luca che finora si è sempre dichiarato innocente ora rischia una squalifica di 4 anni, in seguito alla quale potrebbe decidere di ritirarsi dalle corse.
8 agosto - FANINI PER DUE ORE DA GUARINIELLO
LOSANNA - La positività del ciclista italiano Danilo Di Luca
(nella foto in ciclamino dopo la tappa di Anagni) all'antidoping
effettuato in più tappe all'ultimo Giro d'Italia è stata confermata anche dalle
controanalisi. Lo si è appreso in ambienti del ciclismo. Le controanalisi sono
state effettuate al laboratorio di Chatenay Malabry, vicino Parigi e
ulteriormente confermate da quello di Vienna. Secondo fonti dell'ambiente
ciclistico per almeno uno dei due campioni prelevati (il 20 e il 28 maggio al
Giro d'Italia) le analisi avrebbero dato un responso inconfutabile. Di Luca era
risultato positivo per due volte al Cera, l'epo di seconda generazione durante
l'ultimo Giro d'Italia, il 20 ed il 28 maggio. L'abruzzese, vincitore
dell'edizione 2007 e secondo nell'edizione 2008 del Giro, era stato sospeso
dall'Uci (Unione ciclistica internazionale) lo scorso 22 luglio, alla prima
positività. Ora la palla passa alla Procura Coni, che, però è chiusa per ferie
fino al 24 agosto. Dunque solo a quella data l'abruzzese potrà essere convocato,
per il deferimento - a questo punto scontato - occorrerà attendere altri 7-8
giorni, dunque ci potrà essere solo attorno ai primi giorni di settembre. Di lì
comincerà il cammino della difesa, perché Di Luca, spiega l'avvocato Ernesto De Toni che
lo difende: "Continua a negare ogni addebito ed è nostro dovere cercare di
dimostrare la sua innocenza". Nei giorni scorsi Di Luca aveva dichiarato che, in
caso di positività delle controanalisi, si sarebbe ritirato dalle competizioni
agonistiche. "In questo momento non so se abbandonerà il ciclismo - ha affermato
l'avvocato De Toni -. La decisione spetta soltanto a lui. Non ne abbiamo
parlato, anche perché è tranquillo e fiducioso di poter dimostrare di non aver
assunto nulla". Un cammino che, però, sembra avere spazi molto
ristretti. "Ma non posso aggiungere nulla, perché fino a questo momento non ho
potuto vedere la minima carta ufficiale di tutto il dossier". Secondo De Toni,
il professor Ferrara, dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Padova
starebbe lavorando a ricostruire la storia clinica dell'abruzzese, per
dimostrare come eventuali valori anomali possano essere spiegati diversamente
dalla positività al Cera. Una nuova pista, dopo aver contestato il metodo sul
Cera adottato a Parigi, che, secondo lui, in quanto test nuovo (sul sangue)
richiederebbe un processo di validazione ufficiale come quello già percorso per
l'epo (sull'urina). Ma a Chatenay Malabry, sostengono che si tratta solo di una
variante, che non necessita dunque di nessuna validazione; inoltre - ciò che
taglia la testa al toro - il test ha già avuto l'ok sia dalla Wada, l'agenzia
antidoping mondiale, che dall'Uci, la federazione internazionale. Dunque per il
mondo dello sport è un test valido e affidabile. E adesso i risultati francesi
sono stati ulteriormente confermati anche da un altro laboratorio, quello di
Vienna. Come vuole il regolamento antidoping, c'è da spiegare come una
molecola di Cera, non prodotta dal fisico umano, sia potuta entrare
accidentalmente nel corpo del "killer" di Spoltore.Che rischia una
squalifica di quattro anni, e, ove sanzionato, la perdita di tutto quanto
guadagnato (classifiche e premi) al Giro dopo la prima positività.
"E' arrivata conferma da parte della federazione internazionale - ha detto il
presidente della Fci Renato Di Rocco all'Agenzia Italpress - Ora la Procura del
Coni aprirà un procedimento. Di Luca spera di dimostrare la sua innocenza?
Queste cose non succedono a chi prende niente. Ripeto quanto detto al momento
della notizia della sua positività: è uno schiaffo all'intelligenza. Ed è la
dimostrazione che l'antidoping funziona".
7 agosto - IL TAS RESPINGE IL RICORSO DI KASHECHKIN
LOSANNA - Il TAS, Tribunale di arbitrato sportivo di Losanna ha respinto l'appello presentato dal ciclista kazako Andrei Kashechkin contro la squalifica di due anni per doping. Kashechkin era stato trovato positivo al doping ematico dopo essere stato escluso dal Tour de France del 2007. Il Tas ha confermato la sanzione imposta dalla federiclismo kazaka. La squalifica dell'ex corridore dell'astana, scaturita da un test a sorpresa, è terminata oggi.
5 agosto - DI LUCA E IL CERA: L'ESITO DELLE CONTROANALISI A FINE SETTIMANA; SPUNTA UNA TERZA POSTIVITA'
Si dovrà attendere ancora qualche giorno per sapere l’esito
delle controanalisi relative alle due positività al Cera (l’epo di terza
generazione) di Danilo Di Luca (nella foto durante la crono finale di Roma) al Giro 2009. Il laboratorio di Chatenay
Malabry,
che ha individuato la prima positività, infatti, ha chiesto conferma delle
proprie conclusioni anche ad un altro laboratorio accreditato dalla Wada e
abilitato per i test sull’epo (sono 5 in tutto il mondo: Losanna, che effettua
solo il primo screening, Chatenay Malabry, Barcellona, Montreal e Vienna) ma il
periodo estivo (leggi ferie) non aiuta e per il momento l’unico laboratorio
disponibile si rivelato quello di Vienna. Dunque, secondo quanto riferisce
l’avvocato De Toni, che difende l’abruzzese, lì verranno inviati i risultati
cartacei degli esami francesi per ottenere la conferma che tutto è stato fatto
secondo le procedure stabilite. Il che vuol dire che la comunicazione ufficiale
sarà rimandata a venerdì o sabato prossimo. La linea della difesa dell’abruzzese
si arrocca soprattutto sulla contestazione del metodo. In particolare, riferisce
De Toni, se sia o meno un metodo nuovo e validato secondo il sistema
tradizionale e non, come sostiene il laboratorio di Cahtenay Malabry, una
variante del vecchio metodo già validato, dunque che non necessita di nuova
validazione. Secondo alcune fonti, la Wada, ma anche l'Uci avrebbero validato anche questa
“variante”.
Dunque, ove le controanalisi confermassero il primo
verdetto, per Di Luca il deferimento al Tna, il tribunale nazionale antidoping,
sarebbe automatico. Ma la polemica rischia di andare avanti ugualmente. E, come
sempre in questi casi, viene evocato il fantasma del ricorso alla giustizia
ordinaria. Ma non sarebbe la prima volta che le sentenze dello sport vadano in
senso inverso a quelle della giustizia ordinaria. La cosiddetta giustizia
sportiva si basa su regole proprie e auto referenti spesso in netto contrasto
con i più elementari canoni giuridici. Basti pensare all’inversione dell’onere
della prova nei processi sportivi, un assurdo giuridico ma accettato e
controfirmato da tutti gli sportivi. Dunque il terreno favorevole per ricorsi
legali c’è. Ma c’è anche l’accettazione incondizionata, nel momento in cui si
entra nell’organizzazione sportiva firmando un cartellino, delle regole
sportive quali che esse siano.
Un problema che genera confusione in una situazione già di per se confusa. "Sul
caso specifico non posso dir nulla – spiega il professor Santo Davide Ferrara,
ex membro della Cvd, la commissione di controllo sulla legge antidoping 376/2000
– ma sul metodo adottato dal laboratorio francese ho le mie idee”. Ferrara
coinvolto indirettamente nella vicenda Di Luca? “Non sono io il perito di parte.
l corridore si è rivolto alla struttura universitaria che io dirigo, è diverso,
ci tengo a precisare”, spiega. Resta, un po’ stridente, il fatto che una
importante sezione di un’importante università italiana (l’Istituto di Medicina
Legale), chiamata in altre occasioni ad appoggiare la lotta al doping
(addirittura con una convenzione con la Procura di Padova), si impegni poi per
difendere atleti accusati di doping. Tutto legittimo, per carità: forse solo un
tantino inopportuno.
Ferrara si dice “uomo di scienza” ed è convinto che il metodo per il Cera adottato oggi dal laboratorio francese non abbia tutti i crismi della comunità scientifica. ”I francesi definiscono quello sul Cera come un test derivato da quello sull’epo – afferma – Quello sull’epo ha seguito correttamente tutta la trafila per essere validato dalla comunità scientifica dunque, secondo loro, il test derivato sul Cera non avrebbe bisogno di ulteriore validazione. Ma c’è una differenza sostanziale. Il test sull’epo viene fatto sull’urina, quello sul cera sul sangue. Si tratta di due matrici profondamente diverse. Nell’urina ci possono essere molte meno sostanze, in particolare proteine, dunque il rischio di falsi positivi è minore. Nel sangue proprio per l’abbondanza di proteine il rischio potrebbe essere maggiore. Inoltre si seguono step di procedura diversi e fasi diverse, vengono usati anticorpi di confronto diversi rispetto al metodo dell’epo”. Insomma, secondo Ferrara, ci sarebbero gli estremi per considerare questo un metodo nuovo vero e proprio, necessitante, dunque di nuova validazione. Procedura che allungherebbe all’infinito le attuali pendenze della giustizia sportiva.
Ma ci sono altri dati con cui fare i conti. Innanzitutto il metodo usato dai francesi è riconosciuto dall’Uci (che ha addirittura sospeso il corridore) e dalla Wada, perché quello di Chatenay Malabry è un laboratorio accreditato Wada. Dunque la procedura di validazione dei metodi in quanto laboratorio accreditato è automatica. Il laboratorio francese, come tutti i laboratori accreditati Wada (la procedura è la stessa prevista da Sinal e Sincert, gli enti che controllano i laboratori italiani) utilizza metodi interni. E infatti in Francia si fanno forti dell’approvazione di questo metodo da parte delle autorità preposte al controllo dei laboratori d’oltralpe, ma, secondo Ferrara, si tratterebbe solo di una autenticazione della procedura denunciata, che non entra nel merito della affidabilità o meno del test. “Si desume che il metodo funzioni, ma non è certo che il metodo funzioni. Un metodo che non è del tutto validato dalla comunità scientifica, che deve essere revisionato. L’unica pubblicazione che lo riguarda è una lettera all’editorie di Hematologica (autorevole rivista scientifica, n.d.r.). Un metodo che non reggerebbe davanti alla giustizia ordinaria che per condannare chiede la certezza o quanto meno l’elevata probabilità”.
Però, secondo gli esperti, una reazione aspecifica (cioè un falso positivo) dovuta alla presenza notevole di proteine nel sangue è improbabile se si utilizzano anticorpi specifici. Ma diventa probabile qualora ci si trovi in presenza di molecole simili al Cera, quali le normali epo (dynepo, Nesp, Aranesp) presenti in commercio. E, data la delicatezza dell'esame, le probabilità statistiche di trovare un falso negativo con le tecniche di immunoelettrofocousing e double blotting usate a Chatenay Malabry sono infinitamente maggiori di quelle di trovare un falso positivo. In Francia dicono che non era necessario andare oltre trattandosi semplicemente di una variante del primo test già validato.
E in ogni
caso c’è un solo sistema per tagliare la testa al toro delle polemiche. Spiegare
tecnicamente quali sono le prove, le procedure adottate da Chatenay Malabry che
non vanno; quali quelle che non sono state fatte e che si sarebbero dovute fare
per arrivare tecnicamente al verdetto di positività o di non positività. E poi,
alla fine, sarebbe solo questione di tempo. Cio, Uci, e Wada, infatti, prevedono che i
campioni vengano conservati per otto anni, proprio per permettere in un futuro,
una volta introdotti e perfezionati nuovi test, di verificare con quelli anche
il passato.
Intanto dalla Francia trapela un'indiscrezione: Di Luca sarebbe stato trovato
positivo una terza volta al cera il 31 maggio, giorno della crono finale. Ma non
c'è conferma ufficiale.
5 agosto - 5 SPRINTER BRASILIANI FERMATI (EPO) PRIMA DEI MONDIALI DI ATLETICA
RIO DE JANEIRO - Se c'è ancora qualcono che non crede che l'epo, la famigerata eritropoietina non sia utile anche al doping dei velocisti, si ricreda immediatamente. Due atleti, e tre donne brasiliane della squadra in procinto di partire per i mondiali di atletica di Berlino (15-23 agosto) sono risultati positivi all'epo ricombinante ad un controllo e sono stati subito scartati dalla selezione. A rivelare la positività è stato un controllo a sorpresa fatto il 15 giugno scorso a Presidente Prudente (San Paolo) analizzato dal laboratorio di Montreal. Gli atleti, riferisce l'agenzia antidoping brasiliana sono Bruno Tenorio e Jorge Celio Sena (4x100 e 200m); Lucimara Silcvestre (heptathlon) Josiane Tito (4x400) e Luciana Franca (400 hs). "Un numero elevatissimo di positività ha commentato Rafael Tronidade, coordinatore del centro medico olimpico brasiliano (COB). Gli atleti hanno tutti chiesto la verifica delle controanalisi
4 agosto - SARONNI CONFERMA: PER BALLAN ADDIO ALLA LAMPRE NEL 2010
MILANO - "Abbiamo proposto il prolungamento al 2010 del contratto a Ballan ma
al corridore interessava una scadenza biennale: per questo a fine stagione
lascerà la Lampre-Ngc": Giuseppe Saronni, team manager della formazione
milanese, ha confermato l'annuncio del campione del mondo in carica di voler
cercare una nuova squadra per il prossimo anno. "Con lui abbiamo vissuto momenti
esaltanti ma non possiamo offrirgli un accordo pluriennale.
E' passato al
professionismo con noi nel 2004 e, oltre al mondiale di un anno fa a Varese, ci
ha regalato una grande vittoria come il Giro delle Fiandre 2007: la conferma di
una forte crescita come protagonista delle classiche": ha aggiunto Saronni.
Ballan, che affronterà in maglia Lampre l'ultimo grande giro a tappe con la
Vuelta di Spagna al via il 29 agosto dall'autodromo olandese di Assen, ha
indicato nel nuovo team RadioSchak di Lance Armstrong una delle possibili
destinazioni unitamente alla formazione che l'emittente satellitare Sky lancerà
dal prossimo anno con base operativa nel Regno Unito. L'iridato ha anche fatto
il nome dell'Astana del vincitore del Tour de France 2009 Alberto Contador e
dell'olandese Rabobank: quest'ultimo team ha peraltro smentito, attraverso il
suo addetto stampa Luuc Eisenga, l'interessamento a Ballan.
L'annuncio della
nuova squadra di Ballan dovrebbe avvenire prima della sua difesa del titolo
mondiale a Mendrisio il prossimo 27 settembre.
4 agosto - GIAMAICA, ESCLUSI I 5 POSITIVI (STIMOLANTE) DAL TEAM PER I MONDIALI
KINGSTON - I cinque atleti giamaicani, che nelle scorse settimane sono risultati positivi dopo avere assunto una sostanza stimolante vietata dal regolamento della Wada, non parteciperanno ai prossimi Campionati del mondo di atletica leggera, in programma all'Olympiastadion di Berlino, poiché le loro audizioni non sono ancora state completate. Lo ha detto un funzionario della Federatletica giamaicana. I cinque, di cui ancora non sono stati stranamente comunicati i nomi, non sarebbero dei medagliati alle Olimpiadi di Pechino di un anno fa. I giamaicani sono risultati positivi ad una sostanza stimolante la Methylxanthine, dopo i test ai quali sono stati sottoposti ai Campionati nazionali nel mese di giugno. "Sulla base del procedimento avviato nei loro confronti, non saranno in grado di andare a Berlino per gareggiare", ha dichiarato Warren Blake, vicepresidente della Federazione giamaicana di atletica leggera, nel corso di un'intervista. "Dovevamo consegnare la lista della nostra Nazionale entro oggi, ma proprio oggi sono cominciate le audizioni che non saranno completate entro la fine di questa settimana - ha aggiunto Blake -. E' quindi giusto dire che i cinque non faranno parte del team giamaicano, in quanto non possono essere selezionati". I Campionati del mondo sono in programma dal 15 al 23 agosto. Le audizioni per i cinque atleti, quattro uomini e una donna, sono previste fra domani e venerdì. "L'obiettivo principale è che sia fatta giustizia - ha aggiunto Blake -. Che si tratti di un errore o di una conferma, l'esito di questa vicenda deve essere resistere alla prova del tempo". Il Methylxanthine è uno stimolante vietato dall'agenzia mondiale antidoping.