NEWS AGOSTO 2009

29 agosto - LA MARATONETA HUNTER (MADRE DI 4 FIGLI) AMMETTE L'USO DI EPO: SQUALIFICATA 4 ANNI

28 agosto - ECCO LA OTZTALER, LA "DURISSIMA" PER VERI DURI

26 agosto - DI LUCA OTTIENE DA TORRI UN MESE DI TEMPO PER LA DIFESA E PUNTA SULLA TESI DEL COMPLOTTO

25 agosto - SCI DI FONDO: DUE RUSSI (CAMPIONI OLIMPICI) POSITIVI ALL'EPO

25 agosto - DI LUCA CHIEDERA' IL RINVIO, TORRI DISPONIBILE; SANTILLI (FCI) CONVOCA FANINI

24 agosto - CADE NIBALI (FRATTURA ALLA SPALLA), ADDIO MONDIALE

23 agosto - ATLETICA: MONDIALI A BERLINO,TERZO CASO DI DOPING,  POSITIVA MAROCCHINA SELSOULI

21 agosto - ECCO COME HANNO OFFERTO IL CERA AL CAMPIONE DEL MONDO BALLAN, CHE HA RIFIUTATO

17 agosto – WALSH: “TROPPO VELOCI IN SALITA, QUESTO CICLISMO NON E’ ANCORA CREDIBILE”

14 agosto - BLITZ DEI NAS IN UNA FARMACIA DI PENNE, 1 ARRESTO
14 agosto - KOHL: IL MIO MANAGER CORROMPEVA I MEDICI DEI LABORATORI WADA PER NASCONDERE LE POSITIVITA'
12 agosto - DUE ANNI ALLA BRASILIANA TEODORO, 400hs (ANFETAMINE) E A TRE RUSSI DEL BIATHLON (EPO)

12 agosto - UNA RICERCA: PIU' RESISTENTI DEL 2% CON... LA BARBABIETOLA; MIGLIOREREBBE IL CONSUMO DI  OSSIGENO

12 agosto - DI LUCA LICENZIATO DOPO LA CONFERMA DELLA POSITIVITA'

11 agosto - ASSOLTI I QUATTRO ATLETI GIAMAICANI POSITIVI AD UNO STIMOLANTE

10 agosto - DI LUCA CONVOCATO DA TORRI PER IL 26 AGOSTO

8 agosto -  FANINI PER DUE ORE DA GUARINIELLO

8 agosto - CASO DI LUCA: LE CONTROANALISI CONFERMANO LA POSITIVITA' AL GIRO

7 agosto - IL TAS RESPINGE IL RICORSO DI KASHECHKIN

5 agosto - DI LUCA E IL CERA: A FINE SETTIMANA  L'ESITO UFFICIALE DELLE CONTROANALISI

5 agosto - 5 SPRINTER BRASILIANI FERMATI (EPO) PRIMA DEI MONDIALI DI ATLETICA
4 agosto - SARONNI CONFERMA: PER BALLAN ADDIO ALLA LAMPRE NEL 2010

4 agosto - GIAMAICA, ESCLUSI I 5 POSITIVI (STIMOLANTE) DAL TEAM PER I MONDIALI

29 agosto - LA MARATONETA HUNTER (MADRE DI 4 FIGLI) AMMETTE L'USO DI EPO: SQUALIFICATA 4 ANNI

Liza Hunter Galvin ha ammesso davanti al Tribunale dello Sport di aver fatto uso di doping ed è stata di conseguenza squalificata per due anni dalle competizioni.La maratoneta neozelandese ha dichiarato di aver assunto Epo in diverse occasioni.L'atleta, 40 anni e madre di quattro figli, è stata trovata positiva ad un test antidoping fuori competizione nel marzo

28 agosto - ECCO LA OTZTALER, LA "DURISSIMA" PER VERI DURI

Durissima, selettiva, per veri duri. Ecco la "Otazaler", gran fondo internazionale che fa tremare i garretti anche ai ciclisti più preparati. Una manifestazione splendida. Non a caso gli organizzatori seguono la traccia della meravigliosa Maratona dles Dolomites, la "regina" delle Gran Fondo e quest'anno, per la prima volta gran parte del percorso (specie gli ultimi difficilissimi chilometri) sarà chiusa al traffico. Alla ricerca delle splendide sensazioni che regala, appunto, la Maratona che da anni chiude i suoi itinerari alle vetture per  consentire ai partecipanti di godere in tutta sicurezza dello splendido ambiente della montagna.  Due sole cifre per sottolineare l’assunto: 238 chilometri di percorso e 5.500 metri di dislivello da coprire: un autentico “massacro” di salite e discese che parte da Solden attraverso il Küthai (2.020m), prosegue verso il Brennero (1.377), sconfina in Italia fino a Vipiteno, scala in successione i passi del Giovo (2.090) e del Rombo (2.509) per ritornare di nuovo a Sölden.
E’ la gara aperta agli amatori e ai professionisti più impegnativa delle Alpi che chiama i migliori ad almeno sette ore di fatica e sudore. Gli italiani provengono da 67 province, i più numerosi dalla provincia di Bolzano (17%), seguiti da Trento (8%) e Vicenza (6%). Il partecipante più anziano arriva dalla Germania – e addirittura un 74enne (anno di nascita 1935), la donna più anziana è sempre tedesca – anno 1939. L’annata più consistente è il 1964 con 205 partecipanti, segue il 1968 con 200 ciclisti.

L’ incognita clima  è la variabile più insidiosa della manifestazione. Ciò che la rende unica e ambita. Durante la gara si attraversano tre tipi di clima con le relative escursioni termiche. Dal clima di montagna alla partenza, si passa a quello mite lungo i vigneti  dell’Alto Adige, per poi salire a quello duro e freddo del Passo Rombo, dove è possibile trovare addirittura la neve!

Grande lo sforzo degli organizzatori. Saranno oltre 1.000 i volontari che garantiranno la sicurezza e il servizio ristoro nei 4 punti strategici lungo il tracciato. Ci sarà cibo e  bevande calde e fresche per tutti. Una collaborazione fondamentale che ha contribuito al successo della manifestazione e della gara alpina per i temerari delle due ruote, giunta alla 27° edizione.  Tra le novità di quest’anno la chiusura totale delle strade durante tutto il pomeriggio sul tratto di strada finale tra Obergurgl e Sölden. Su alcuni tratti verranno inoltre potenziate le misure di sicurezza, come ad esempio lungo le curve di Zwieselstein, nel tratto Pitze e alle immediate vicinanze della zona d’arrivo.  

Alle ore 21.00 grande festa alla Freizeit Arena di Sölden dove tra spettacoli e musica verranno premiati i vincitori della faticosa quanto emozionante ed unica impresa.

IL PROGRAMMA

SABATO, 29.8.2009

11.00 - 22.00 Distribuzione dei pacchi gara, centro tennis della Freizeit Arena
11.00 Apertura ufficiale dell'esibizione speciale di biciclette "SATTELFEST", centro tennis della Freizeit Arena e area all'aperto
11.00 - 21.00 Possibilità di massaggi alla Freizeit Arena, palazzetto dello sport (reparto attrezzi)
16.00 Il parrucchiere KLEMENS tinge i capelli e depila le gambe ai ciclisti, palazzetto dello sport della Freizeit Arena
18.00 - 22.00 Pasta party BARILLA alla Freizeit Arena, palazzetto dello sport della Freizeit Arena
18.00 Tom Zabel presenta il suo cabaret in occasione della maratona: "DU & NICHTS"
18.30 Grande Trial Show del team svizzero di Roger Keller e i suoi campioni sul palcoscenico
19.15 Benvenuto ufficiale da parte del comitato d'organizzazione
19.30 Informazioni importanti per i ciclisti con il direttore di gara, il direttore URC e la polizia austriaca e italiana: le nuove regole, i blocchi stradali, i cambiamenti del programma, altre novità. Presenza obbligatoria dato che tutte le informazioni sono necessarie per i partecipanti alla gara. Nella foto la bella maglia della manifestazione. http://www.oetzaler-radmarathon.com 

DOMENICA, 30.8.2009

05.00 - 06.00 Distribuzione dei pacchi gara, centro tennis della Freizeit Arena
06.00 Wolfgang Wiesenegger inaugura la gara con la sua bicicletta gigante
06.45 Partenza della Maratona Ciclistica Ötztaler presso il distributore di benzina BP
11.01 Corteo della banda musicale dall'Hotel Tyrol alla zona arrivo, concerto in piazza fino a mezzogiorno Apertura ufficiale dell'esibizione speciale di biciclette "SATTELFEST", centro tennis della Freizeit Arena e area all'aperto
12.16 Anke von Engelshoven, conosciuta star del Cirque du Soleil, presenta lo show delle catene - sospesa sulla gru nella zona arrivo
12.39 Grande Trial Show del team svizzero di Roger Keller e i suoi campioni nella zona arrivo
13.03 Chris Pfeiffer, uno dei più rinomati stuntman in tutto il mondo e più volte vincitore della Erzberg Trophy, presenta il suo show da mozzafiato nella zona arrivo
13.30 Arrivo previsto del primo concorrente maschile
13.30 Distribuzione della magliapresso, diploma e spilla
14.30 Arrivo previsto della prima partecipante femminile
Dalle 18.00 Programma di intrattenimento nel palazzetto dello sport Freizeit Arena, pasta party Barilla 21.00 Premiazione ufficiale alla Freizeit Arena

LUNEDÌ, 31.8.2009 04.00

Pubblicazione e distribuzione della gazzetta "ÖTZTALER NACHRICHTEN" con tutti i risultati.
08.00 - 12.00 Distribuzione della gazzetta "Ötztaler Nachrichten", della magliapresso e diploma, il centro tennis della Freizeit Arena.

 

 

 

 

 

26 agosto - DI LUCA OTTIENE DA TORRI UN MESE DI TEMPO PER LA DIFESA E PUNTA SULLA TESI DEL COMPLOTTO

ROMA - Adesso il gioco è fatto di sottili sfumature. Come inseguire un esile fumo dal camino. Intanto si cambia registro: da “se le controanalisi confermeranno la mia positività, smetto di correre” a “sono convinto che ritornerò a correre un Giro d’Italia, la corsa più bella per me”. Poi - un “must” in questi casi – ci si aggrappa alla tesi del complotto. “Io non ho mai assunto quella sostanza”. Danilo Di Luca (nella foto all'uscita dell'Olimpico, dopo l'audizione con il Procuratore Torri), vice maglia rosa all’ultimo Giro d’Italia durante il quale è risultato positivo due volte al Cera, l’epo di terza generazione, si aggrappa agli (per lui onerosi) pareri degli esperti cui si è rivolto per contestare quella che sembra una realtà incontestabile: il verdetto di ben due laboratori antidoping, Parigi e Vienna, che hanno esaminato il suo caso. Dalla Procura antidoping del Coni e da Torri ha avuto il massimo della collaborazione. Ha chiesto ed ottenuto un mese di tempo: “Per raccogliere dall’Uci tutta la documentazione che ancora non abbiamo e stabilire una strategia di difesa. Abbiamo grossi dubbi che il metodo utilizzato per i controlli possa aver prodotto un falso positivo, perché è un metodo pensato per l’urina, e poi adattato sul sangue. Dobbiamo spiegarci come sia potuto succedere che quella molecola sia apparsa nei test dal momento che non l’ho mai assunta”. Difesa difficile che si basa appunto sulla contestazione di un metodo approvato da tutti gli organismi sportivi (Wada, Cio, Uci) e ottenuto da un laboratorio, quello di Chatrenay Malabry (Parigi), validato dall’ente pubblico francese di controllo e che già ha portato a numerose inequivocabili positività. Hai voglia a dire che la comunità scientifica non si è espressa su questo test che la difesa di Di Luca definisce “nuovo” e che invece i tecnici di Parigi ritengono una semplice derivazione di quello vecchio sull’epo. Ma se le procedure di un laboratorio sono a norma, approvate dagli enti nazionali vigilanti deputati i risultati difficilmente possono essere discutibili. Difesa affannosa e ondivaga, dunque per labruzzese: che alla fine si aggrappa perfino ad un: “Complotto che non posso escludere”, dice Di Luca. “O ad un’assunzione involontaria”, aggiunge l’avvocato Ernesto Di Toni che lo assiste. Insomma c’è da decidere: è il test che non è valido oppure è un complotto? Ma se si punta sul complotto non vuol dire che si accetta che l’esito del test sia valido? Tesi, quest’ultima, assai debole. Come se qualcuno potesse infilarti un ago addosso (in vena, o sottocute) senza che tu te ne accorga. “Ma quella per iniezione – butta là De Toni – non è l’unico modo di assunzione”. Ignoranza o pietosa bugia, perché è praticamente escluso che il Cera possa essere assunto per via orale (la più facile in un eventuale inganno). “Trattandosi di una glicoproteina – spiega Benedetto Ronci, ematologo di fama nazionale, nonché consulente nelle indagini antidoping di molte Procure d’Italia – sarebbe distrutta dagli enzimi gastrici e non avrebbe alcun effetto”. Quanto alla falsa positività, l’altro corno della difesa, secondo gli esperti, una reazione aspecifica (cioè un falso positivo) dovuta alla presenza notevole di proteine nel sangue è improbabile se si utilizzano anticorpi specifici, come nel caso del Cera. E, data la delicatezza dell'esame, le probabilità statistiche di trovare un falso negativo con le tecniche di immunoelettrofocousing e double blotting conosciute e collaudate in tutto il mondo e usate a Chatenay Malabry per il Cera, sono infinitamente maggiori di quelle di trovare un falso positivo. Il che metterebbe a tacere ogni clamore circa le pretese della comunità scientifica. Ma Di Luca insiste: “Scommetto sul mio ritorno. Quest’anno ormai è andato. Ancora una volta vicino ai mondiali e a questi mondiali il percorso dei quali (Mendrisio, Svizzera n.d.r.) era adattissimo alle mie qualità, mi ritrovo messo fuori. Ma continuo a pedalare; corro a piedi, mi alleno. Da ottobre ricomincerò a preparami per la prossima stagione. Scommetto: sono sicuro di ritornare al Giro, la corsa più bella per me; più bella anche del Tour”. Sfrontatezza o sicurezza della disperazione? Danilo è un ragazzo intelligente. Un simpatico filibustiere. Sa bene come gestirsi e comportarsi con i “media”. E’ arrivato all’Olimpico nella sua Audi bianca fiammante, non è scappato davanti a telecamere e block notes, si è difeso, ha risposto come ha potuto. Ai primi di ottobre sarà risentito da Torri; quando i suoi periti presenteranno il dossier difensivo. Poi la sentenza. Rischia due anni di squalifica.

25 agosto - SCI DI FONDO: DUE RUSSI (CAMPIONI OLIMPICI) POSITIVI ALL'EPO

MOSCA - Le "sorprese" del dopo. I campioni olimpici di sci di fondo, Julija Tchepalova ed Yevgeny Dementiev sono risultati positivi all'Epo ad un test a sorpresa. Secondo un dirigente russo Tchepalova e Dementiev sarebbero risultati positivi ad un test della World Cup in Italia a gennaio. Il dirigente che si firma Vladimir Loginoc, presidente della federazione russa di sci di fondo, avrebbe scritto una lettera all'agenzia di notizie All Sport "Tchepalova e Dementiev mi hanno inviato una lettera in cui annunciano il loro ritiro; ma se sarano davvero trovati colpevoli, saranno comunque squalificati". Un'altra sciatrice russa Nina Rysina era risultata positiva all'Epo in una gara di Coppa del mondo in Francia, secondo l'agenzia russa. 
Tchepalova, 32 anni, è stata una delle atlete di punta della formazione russa di fondo: ha vinto l'oro in tre diverse edizioni delle Olimpiadi invernali e ai Mondiali negli ultimi anni. Il primo titolo lo vinse nella 30 km stile libero nel 1998 a Nagano, quindi ha fatto suo l'oro della 1,5 km sprint a Salt Lake nel 2002. Faceva parte anche della squadra russa di staffetta ai Giochi del2006 a Torino. Dementiev, 26 anni, ha vinto la 30 km pursuit a Torino 2006. Nella foto (primo da sinistra) è sul podio (argento) della 50 km olimpica di Torino vinta da Giorgio Di Centa.

25 agosto - DI LUCA CHIEDERA' IL RINVIO, TORRI DISPONIBILE; SANTILLI (FCI) CONVOCA FANINI

ROMA. - Si chiuderà molto probabilmente con un rinvio l'audizione del ciclista Danilo Di Luca in programma domattina alle 10.30 davanti al procuratore nazionale antidoping, Ettore Torri, per spiegare le due positività al Cera (l'Epo di terza generazione, ndr) rilevate dal laboratorio parigino di Chatenay-Malabry. I risultati dell'analisi sul campione A del sangue di Di Luca sono stati comunicati il 23 luglio e confermati dalle controanalisi validati, come richiesto dal codice WADA, l'agenzia mondiale antidoping, dal laboratorio di Vienna. Di Luca era stato trovato positivo al Cera in due occasioni durante l'ultimo Giro d'Italia. La prima il 20 maggio, a Moncalieri, dopo la tappa Torino-Arenzano di 214 km, e la seconda il 28 maggio, a Silvi Marina, dopo la tappa Sulmona-Benevento di 182 km. Il ciclista abruzzese nega di aver assunto il Cera e punta a dimostrare, assistito dall'avvocato Eugenio De Toni, l'inaffidabilità del metodo utilizzato dal laboratorio parigino. Quello di Chatenay, però, è ritenuto dal Coni, e non solo, il migliore e più avanzato del mondo per la ricerca del Cera nel sangue, proprio per il metodo unico che utilizza nella caccia al doping di ultima generazione.
Il procuratore nazionale antidoping ascolterà le ragioni di Di Luca, che con molta probabilità chiederà attraverso il suo legale un nuovo termine per permettere al collegio difensivo e ai consulenti guidati dal professor Santo Davide Ferrara (direttore del Dipartimento di tossicologia forense antidoping dell'Azienda ospedaliera dell'università di Padova) di produrre i rilievi che proverebbero l'inaffidabilità del metodo del laboratorio parigino. Di Luca, intanto continua ad allenarsi. In un primo momento aveva annunciato il ritiro in caso di conferma delle controanalisi. Il 'killer di Spoltore' va incontro al deferimento al Tribunale nazionale antidoping e a una squalifica di 2 anni. O 4 addirittura, qualora venga applicata la recidiva. La precedente squalifica di 3 mesi nell'ambito dell'inchiesta 'Oil for drug', risaliva a fine state 2007, per la frequentazione del 'chiacchierato' medico pescarese Claudio Santuccione. Quella squalifica costò il Mondiale di Stoccarda a Di Luca. Nel passato del ciclista anche un altro deferimento della Procura antidoping del Coni, il 27 febbraio 2008 per l'"esito analitico atipico" dei livelli ormonali all'esame antidoping dopo la 17/a tappa del Giro 2007, la Lienz-Monte Zoncolan. La richiesta di Torri fu di due anni di squalifica, ma il giudice unico assolse Di Luca. Attualmente ilo ciclista abruzzese è comunque sospeso dall'Uci (Unione Ciclistica Internazionale).
Intanto il procuratore federale della Federazione ciclistica italiana, Gianluca Santilli, ha convocato, per il 4 settembre, il dirigente del team Amore&Vita Mc Donald's, Ivano Fanini, "in relazione - spiega una nota della Fci - alla recenti dichiarazioni rese dal Fanini a mezzo stampa, nello specifico riferite a tesserati della Fci". Già il 7 agosto Fanini è stato ascoltato come persona informata sui fatti dal magistrato della procura di Torino Raffaele Guariniello. Secondo quanto appreso, Guariniello avrebbe chiesto all'imprenditore lucchese, fra l'altro, informazioni sull'Hematide, definito da Fanini "nuovo tipo di doping che sfugge ai controlli".

24 agosto - TEGOLA SULLA NAZIONALE: NIBALI CADE ALL'ENECO TOUR, FRATTURA ALLA CLAVICOLA

Franco Ballerini perde molto probabilmente un uomo prezioso per il mondiale di Mandrisio. Infatti, Vincenzo Nibali, uno dei candidati più autorevoli per la maglia azzurra, compagno di Basso nella Liquigas-Doimo, è caduto nella quinta tappa dell’Eneco Tour, che da Roemond portava a Sittard-Geleen, ed ha riportato la frattura della clavicola sinistra. «Stava tentando il forcing per conquistare la tappa e guadagnare posizioni in classifica generale – spiega il ds Mario Chiesa – quando in discesa, a tre chilometri dal traguardo, è scivolato ed ha battuto la spalla sinistra. Un guaio che non ci voleva» «L’incidente ha procurato a Nibali la frattura scomposta della clavicola sinistra – dice il dottor Roberto Corsetti, medico sociale del team -. Domani pomeriggio rientrerà in Italia e si sottoporrà alle cure del caso. Non è escluso che si renda necessario un intervento chirurgico di osteosintesi. Solo nei prossimi giorni definiremo tempo e modalità di recupero». Il team manager Roberto Amadio commenta con dispiacere la notizia: «C’è molto rammarico, anche perchè Vincenzo si stava avvicinando ai Mondiali di Mendrisio, un appuntamento a cui teneva molto, nel migliore dei modi. Ora attendiamo di capire i tempi di recupero per compiere ulteriori valutazioni».

23 agosto - ATLETICA: MONDIALI A BERLINO, TERZO CASO DI DOPING, POSITIVA LA MAROCCHINA SELSOULI

BERLINO - Ci provano ancora e nella maniera più sciocca e banale. Ma a finire nelle maglie dell'antidoping non sono le muscolatissime sprinter dal fisico stile body builder: spalle gigantesche, trapezi da paura, bicipiti e tricipiti da esposizione, addominali definiti come il carapace di una tartaruga delle Galapagos. A incappare nei controlli sono i paesi meno evoluti, quelli che si rivolgono ancora ai sempiterni anabolizzanti steroidei. Ultima la marocchina Mariem Alaoui Selsouli, risultata positiva ad un controllo antidoping effettuato nel corso dei Mondiali di atletica a Berlino. Lo ha annunciato la stessa atleta, che oggi ha dato forfait nella finale dei 1500 metri, ad un'agenzia di stampa marocchina. E' il terzo caso di doping ai Mondiali dopo quello del marocchino Kamal Chatbi (3000 siepi), risultato positivo ad un anabolizzante; e della nigeriana, Amaka Ogoegbunam (400 ostacoli), positiva al metenolone, uno steroide.

21 agosto - ECCO COME HANNO OFFERTO IL CERA AL CAMPIONE DEL MONDO BALLAN, CHE HA RIFIUTATO

Circolano nel gruppo personaggi che dire equivoci è puro eufemismo. Nessuna meraviglia per uno sport, come il ciclismo, profondamente imbevuto di frode (doping) e inganno. Ma quel che meraviglia, è la confidenza che ha questa gente con atleti di vertice. O, se preferite, la facilità con cui atleti ci punta possono venire a contatto con questi. Alessandro Ballan, campione del mondo 2008 a Varese racconta di come gli hanno offerto di acquistare il cera, l'epo di terza generazione e di come abbia giustamente rifiutato. Lo fa davanti agli inquirenti dell’inchiesta padovana coordinata dal pm Benedetto Roberti, (30 indagati, fra cui 10 ciclisti professionisti e 5 medici) nata dalle rivelazioni di Emanuele Sella, il dominatore delle tappe Dolomitiche al Giro 2008, poi pizzicato positivo al Cera, l’epo di terza generazione, con relativa squalifica finita appena di scontare. All’iridato di Varese gli inquirenti sono arrivati attraverso la lunga serie di intercettazioni effettuate nell’inverno 2008 (novembre-dicembre) sull’utenza di Priamo, il compagno di squadra che Sella indicò come fornitore della fialetta per cui poi risultò positivo al test. A sua volta Priamo era in contatto con tale Paolo Bonin, ex dilettante, oggi cicloamatore, che l'inchiesta padovana rivela essere uno dei due punti di riferimento del ct della nazionale serba Under 23 Aleksandar Nikacevic, recentemente arrestato (e tutt’ora agli arresti domiciliari a San Bonifacio) nell’ambito della stessa inchiesta. Dalle indagini risulterebbe che Nikacevic forniva il Cera a Bonin, che fungeva da “piazzista” per atleti e ciclisti della provincia di Padova, Treviso e Vicenza.

Comprava il Cera a 350 euro la fiala e rivendeva a 700. Nelle intercettazioni fra Bonin e Nikacevic l’ex dilettante si fa vanto di conoscere molti professionisti. E di fatto li conosce. Non solo: ma addirittura, come risulterebbe dalle indagini, li incontra, pedala con loro: “Stavo suonando il campanello sotto casa di Tosatto (un collega che milita nella Quick Step, compagno abituale di allenamento e che abita a Riese Pio X, n.d.r.) – questo risulterebbe dal racconto di Ballan agli inquirenti – quando mi si avvicinò Bonin e mi chiese se volevo il Cera. Io rifiutai”. Incontro casuale, dunque, anche se Bonin non sembra essere uno sconosciuto per l’iridato, che, da dilettante avrebbe corso addirittura con lui e, a quanto risulta dall’inchiesta, avrebbe confermato di avere il suo numero nella memoria del proprio telefonino. Nell’ambito dell’indagine è stato sentito anche Filippo Pozzato, atleta di punta della Katusha, nonché vincitore della “Sanremo” del 2006. Anche lui avrebbe ammesso di conoscere Bonin, incontrato durante un allenamento. I due corridori sono stati sentiti come persone informate dei fatti. Nessuna accusa e nessun addebito nei loro confronti, naturalmente. Ma, è davvero singolare la circostanza di tre  atleti di primissima fascia che si allenano con un modestissimo cicloamatore…Anche se può succedere.  Roberti ha pronto il rinvio a giudizio per Priamo, mentre sono già stati rinviati il legale rappresentante del team Futura Junior di Tombolo, Luigi Eduati di Castelfranco; il legale rappresentante del team Futura Luigino Miotti di San Martino di Lupari, già coinvolto in altre vicende doping; e, ovviamente, Nikacevic.

17 agosto – WALSH: “TROPPO VELOCI IN SALITA, QUESTO CICLISMO NON E’ ANCORA CREDIBILE”

Vanno ancora troppo forte, specie in salita, perché questo ciclismo risulti credibile. A sostenere questa tesi è David Walsh, apprezzato cronista e responsabile dei servizi sportivi del Sunday Times, da tempo ferocemente schierato sul fronte della lotta al doping, nonché autore di alcuni libri-rivelazione su Armstrong e dintorni:From Lance to Landis; LA confidentiel. Nonostante gli sforzi dell’Uci che impone da tempo un passaporto biologico cui non dovrebbero sfuggire più gli imbroglioni e i cosiddetti “furbi”. E, invece analizzando le prestazioni dei top riders emergono considerazioni che lasciano ampi dubbi. “Io penso che qualcosa sia cambiato – dice Walsh – ma per gli atleti di punta i cambiamenti non sono quelli che ci si aspetterebbe”. In altre parole i “big” vanno ancora troppo forte, specie in salita per dare a questo ciclismo la patente di credibilità. E, nonostante i 5,8 milioni di euro spesi nel 2008 per il passaporto biologico, questo strumento non avrebbe il massimo dell’efficacia nella lotta, secondo Walsh, che ha invitato più volte il presidente dell’Uci McQuaid a provvedere al riesame di test del Giro 2008, dopo che quelli del Tour dello stesso hanno avevano rivelato l’uso diffuso del Cera. McQuaid che in un primo momento aveva negato questa possibilità, di recente sembra essersi convinto. E sta brigando per avere i test del Giro vinto da Contador. “Dovessero essere fatte analisi a tappeto a caccia dell’epo di terza generazione, le sorprese – dice Walsh - potrebbero essere clamorose”. Difficile dargli torto perché al’epoca l’intero plotone era ben sicuro che il Cera non fosse minimamente rintracciabile.

Quanto a Contador, Walsh si basa sull’indagine fatta da Antoine Vayer, docente di educazione fisica e sportiva presso l’università di Laval. L’ex coach della Festina (dunque uno che in fatto di doping e dopati se ne intende…) ha calcolato la potenza sviluppata dal vincitore del Tour 2009, sulla salita di Verbier nella tappa vinta il 17 luglio scorso: 8,5 chilometri percorsi in 20’55”; ovvero: una potenza media sviluppata di circa 491 watt continui; siamo oltre i 7 watt/chilo, il che richiederebbe un consumo di ossigeno mai registrato in letteratura per nessuno sport (non solo nel ciclismo): 99,5 ml/kg/mn quando le oscillazioni riferite dalla “normale” fisiologia parlano di una variabilità tra 73 e 85 ml/kg/mn. Dunque valori da “marziano” ben al di sopra di quanto finora ammesso dalla fisiologia tradizionale. Valori che si avvicinano molto se non addirittura superano quelli degli anni d’oro dell’epo, gli anni ’90, quando non essendoci alcun test di controllo (i primi furono messi in piedi all’Uci nel 2000) l’uso di questo ormone che stimola la produzione endogena di globuli rossi aumentando con questo la possibilità di trasportare ossigeno ai muscoli, dunque anche il valore del “consumo” di ossigeno) era pressoché comune in tutto il gruppo. La tabella che riporta Vayer (qui accanto) spiega meglio di ogni parola.

Il valore dei watt medi per chilo di peso espressi in salita da Contador è addirittura superiore a quello di corridori vincenti al Tour e dichiaratamente dopati. Come il Riis del ’96 che si attestava su una prova analoga (anche se leggermente più lunga) attorno ai 6,48 watt/chilo. Contador, quanto a potenza espressa, fa meglio di tutti esprimendo un valore in watt comunque superiore al massimo “credibile”, che la scienza ufficiale fissa tra i 6 e i 6,2 w/kg. Con una Vam (velocità ascensionale media) strabiliante: attorno ai 1920 metri/ora. Vayer può essere criticato (i paragoni sono sempre difficili), ma non è un visionario. I suoi dati corrispondono nella sostanza a quelli forniti dalla formula di Di Prampero che, applicando tutti i parametri più favorevoli al corridore, arriva a calcolare 461 watt medi per la salita di Verbier. La cifra comprende anche la percentuale di calo relativa ai minuti di salita, ma non tiene conto del possibile calo per via dell’energia già spesa nei chilometri di tappa che hanno preceduto l’ascesa finale). Insomma per Di Prampero saremmo attorno ai: 6,6 watt/chilo. Una cifra comunque esagerata. A questo punto, lasciando perdere per un attimo i sospetti, sarebbe davvero interessante per la scienza capire come si possano produrre queste prestazioni. In altri termini sarebbe bello che atleti dalle prestazioni così “marziane”, come accade anche nell’atletica del campione e recordman del mondo giamaicano Usain Bolt (9”58 sui 100), si mettessero a disposizione per capire meglio cosa effettivamente succede nel fisico umano quando si arriva a questi stupefacenti risultati. Ma, interrogato sulla base di questi dati tecnici, Contador si è arroccato in un secco “No comment”.   

 14 agosto - BLITZ DEI NAS IN UNA FARMACIA DI PENNE: 1 ARRESTO

ROMA - I Carabinieri del gruppo per la Tutela della Salute di Roma, hanno arrestato una persona per truffa aggravata e continuata ai danni del servizio sanitario nazionale, falsità e cessione dolosa di sostanze ad effetto dopante. Al centro dell'inchiesta condotta anche dal N.A.S. di Pescara, c'è la farmacia ospedaliera di Penne (Pescara) dove i militari hanno rilevato un incremento anomalo della dispensazione di un farmaco contenente il principio attivo "somatropina" (ovvero gh, ormone della crescita), utilizzato nella cura del "deficit della crescita" ed impiegato come potente agente dopante nello sport.
In carcere, a Pescara, su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo adriatico, è finito D.F.R., di 50 anni, residente in provincia di Pescara. Le indagini sul suo conto, da parte dei Nas, hanno preso il via a maggio, quando i carabinieri hanno accertato che presso la farmacia ospedaliera di Penne c'era stato un incremento notevole della dispensazione di un farmaco, il "Genotropin mini quick", contenente appunto somatropina, utilizzato contro il nanismo. Le prescrizioni di questo medicinale erano frequenti, e interessavano sempre la stessa persona per cui i militari sono arrivati a presumere che si trattasse solo di una manovra truffaldina, legata a finalità di doping, visto che questo farmaco è impiegato illegalmente negli sport amatoriali per la potente azione anabolizzante. La persona indagata avrebbe abilmente alterato delle fotocopie di piani terapeutici che in precedenza aveva ottenuto legittimamente per la cura del figlio. Nonostante le cure siano state sospese a marzo 2007, l'uomo avrebbe esibito complessivamente 28 prescrizioni mediche false per la prosecuzione della terapia farmacologica, e con questo stratagemma sarebbe riuscito a farsi consegnare dalla farmacia ospedaliera di Penne 200 confezioni del farmaco dopante, creando un danno al Servizio Sanitario che ammonta a circa 30.000 euro. Per i carabinieri che si sono occupati delle indagini è plausibile ritenere che, non essendoci una finalità terapeutica, il farmaco fosse destinato a canali clandestini che mirano ad alimentare "l'ormai nota piaga del doping nel mondo sportivo amatoriale, e nei quali il valore del farmaco arriva sino a triplicarsi". Concluse le indagini D.F.R. è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Pescara - che ha poi disposto l'arresto - per reati che vanno dalla truffa aggravata continuata in danno del servizio sanitario nazionale, falsità in scrittura privata, falsità ideologica in certificati commessa da privato, fino all'uso e/o cessione dolosa di sostanze ad effetto dopante. Durante una perquisizione sono stati trovati altri certificati medici falsi. A disporre l'arresto di D.F.R., è stato il gip del Tribunale di Pescara Guido Campli su richiesta del pm Anna Rita Mantini. In base alle prime indiscrezioni l'arrestato non avrebbe un'occupazione fissa né sarebbe legato al mondo dello sport e delle palestre in particolare, a cui sarebbero state destinate le 200 confezioni di "Genotropin Mini Quick" prelevate dalla farmacia dell'ospedale di Penne (Pescara) grazie alle ricette falsificate. L'acquisizione illegale del farmaco dopante sarebbe avvenuta tra il mese di aprile del 2007 fino a maggio scorso, quando sono entrati in azione i Nas di Pescara, coordinati dal capitano Marcello Sciarappa.

14 agosto - KOHL: IL MIO MANAGER CORROMPEVA I MEDICI DEI LABORATORI WADA PER NASCONDERE LE POSITIVITA'

VIENNA - L'ennesimo uragano doping sul ciclismo. In una lunga intervista al giornale austriaco "Kurier" Bernard Kohl, terzo al Tour de France 2008, ritiratosi a fine maggio dopo la squalifica per due anni che gli è stata inflitta per la positività al Cera proprio in occasione della Grand Boucle, vuota il sacco. Ed emerge a distanza di un solo anno una situazione che definire squallida è puro eufemismo. Kohl ha raccontato di come il suo ex manager, Stefan Matschiner, avesse messo su una rete che, oltre ad aiutare con prodotti dopanti molti atleti europei di livello, corrompeva i medici dei laboratori antidoping della Wada perché nascondessero le positività. "Era lui che faceva analizzare i nostri campioni per cui sapevamo esattamente fino a dove potevamo spingerci col doping senza essere 'beccati'", racconta Kohl. Lo stesso Matschiner aveva ammesso all'emittente tedesca "Ard" di come corrompesse gli impiegati dei laboratori accreditati dalla Wada e Kohl conferma che pagava dai 150 ai 500 euro ogni volta che esaminavano i campioni dei suoi assistiti. In particolare il corridore austriaco, grazie alle 'bustarelle' del suo manager, è riuscito a passare indenne due test, il primo nonostante avesse fatto uso di Epo, l'altro dopo essere ricorso al testosterone. Tutto questo non tantissimo tempo fa. E' passato solo un anno: era il 2008, anno in cui si diceva ipocritamente nell'ambiente che il ciclismo stava cambiando, che adesso la lezione era stata recepita e che ormai il doping era questione dei soliti (pochi) pazzi kamikaze. Invece tutto è come prima: dai "patron" di squadra che dieci anni fa facevano firmare un licenziamento in bianco ("se ti beccano sono affari tuoi; io non voglio sapere niente, ma a me devi portare i risultati"), ai dirigenti che chiudono gli occhi su frequentazioni "pericolose", ai manager corruttori Lo scenario che adombra Kohl, non ha nulla da invidiare a quel doping di squadra che nel 1998, dieci anni esatti prima, aveva travolto la Festina. Dieci anni passati invano. E nel frattempo una lunga sequela di giovani morti. Ora ci si aspetta almeno che vengano fuori i nomi dei medici corrotti e che la Wada, una volta per tutte faccia pulizia.

12 agosto - UNA RICERCA: PIU' RESISTENTI DEL 2% CON... LA BARBABIETOLA; MIGLIOREREBBE IL CONSUMO DI OSSIGENO

Forti e resistenti non già in virtù dell'ormai abusato doping agli steroidi o agli ormoni, ma grazie... alla barbabietola. Secondo il professor Andrew Jones affermato ricercatore dell'Università di Exeter (Inghilterra)  c'è un'alternativa al ricorso indiscriminato all'aiuto farmaceutico per le discipline a base aerobica e di resistenza. Sarebbe nientemeno che la barbabietola. Può far sorridere, ma l'esperimento ha tutti i crismi della validazione scientifica: 500 ml al giorno per sei giorni consecutivi e il miglioramento nella prestazione può sfiorare il 2%. Merito dei nitrati contenuti nella barbabietola (in particolare quella rossa) che favorirebbero un miglior consumo di ossigeno da parte dei muscoli. Risultato: miglior prestazione e minore stanchezza. Il che porterebbe a prolungare l'esercizio di un eccellente 16% in più. Jones ha condotto l'esperimento su otto uomini fra i 19 e i 38 anni (non si sa se atleti o persone comuni: potrebbe esserci una differenza...) cui ha somministrato per sei giorni 500ml di succo di barbabietola e che ha sottoposto ad una serie di test. Poi ha somministrato loro un placebo e, sulla base degli stessi test, ha fatto il confronto. Il risultato è stato mirabolante: Il gruppo "barbabietolizzato" ha pedalato per 11,25 minuti ovvero 1 minuto e 32 secondi in più del gruppo "placebo". Fatte le dovute misure la differenza equivale alla riduzione di un 2% del tempo necessario a percorrere la distanza stabilita.
La ricerca non ha svelato il meccanismo per cui questo fenomeno avviene. Ma si è visto che avviene con certezza e, secondo gli scienziati, non sarebbe attribuibile ad altri fattori, come l'allenamento o lo stato di forma. Gli alimenti ricchi di nitrati favorirebbero l'endurance. "Sono certo - dice Jones - che professionisti e amatori saranno interessati a questa ricerca, che può riguardare anche le persone malate di debolezza costituzionale. Potrebbe aprirsi una strada per un nuovo integratore". Questa volta del tutto "naturale" e privo vi rischi.

La barbabietola è una pianta del genere Beta e deve il suo nome ai filamenti (barbe) presenti sulla radice. Esistono diverse qualità di barbabietola: da orto, da foraggio, destinate all’alimentazione del bestiame, da zucchero. Le parti commestibili sono le foglie (bieta o bietole) e le radici di colore rosso scuro. Citata per la prima volta in alcuni scritti greci del V sec. AC, è stata coltivata in Europa sin dal Medioevo negli orti dei monasteri e il suo consumo inizialmente era limitato alle foglie (la bietola). La barbabietola possiede proprietà rinfrescanti, diuretiche, rimineralizzanti e antinfiammatorie per l'apparato gastrointestinale. Ricca di zuccheri e di acido ossalico, la barbabietola può essere controindicata ai soggetti diabetici o afflitti da calcolosi renale. Si consuma prevalentemente lessata al vapore, saltata in padella o in forno; tecniche che, però, comportano la perdita di parte delle proprietà nutrizionali. La cottura più appropriata, quella sotto la cenere, richiede invece esperienza e risulta poco pratica. La polpa della barbabietola trova impiego in cosmesi: ridotta in purea è una maschera di bellezza adatta anche a ridurre gli arrossamenti della pelle. Ora, secondo questo studio, il succo favorirebbe la resistenza aerobica. I pigmenti rossi della barbabietola macchiano le mani con facilità. Per eliminare le macchie è sufficiente il succo di mezzo limone.

12 agosto - DUE ANNI ALLA BRASILIANA TEODORO, 400hs (ANFETAMINE) E A TRE RUSSI DEL BIATHLON (EPO)

ROMA  - Sesto caso di doping nell'atletica brasiliana. Dopo Bruno Tenorio e Jorge Celio Sena (4x100, 200 metri), Josiane Tito (4x400), Luciana Franca (400 ostacoli) e Lucimara Silvestre (eptathlon), è emersa la positività di Lucimar Teodoro, atleta dei 400 ostacoli, squalificata per due anni dalla federazione verdeoro per l'assunzione di anfetamine (femproporex) lo scorso giugno, durante il meeting di Rio de Janeiro. La Teodoro, che ha ammesso la propria colpevolezza e rinunciato di conseguenza alle controanalisi, starà ferma sino al 3 giugno del 2011.
La Federazione internazionale di biathlon ha poi squalificato per due anni Albina Akhatova, Yekaterina Iourieva e Dmitri Yaroshenko, risultati positivi all'Epo durante la prova di coppa del Mondo dello scorso dicembre a Ostersund, in Svezia. I tre biatleti erano stati già sospesi in via precauzionale e non avevano preso parte ai Mondiali dello scorso febbraio a Pyeongchang, in Corea del Sud. In più non potranno prendere parte nè ai Giochi Invernali di Vancouver del 2010 nè a quelli di Sochi, in Russia, del 2014. Le squalifiche decorrono dal 3 dicembre per Yaroshenko, dal 4 per la Iourieva e dal 5 per la Akhatova.

12 agosto - DI LUCA LICENZIATO DOPO LA CONFERMA DELLA POSITIVITA'; LA LPR CHIEDERA' I DANNI

Un atto dovuto. La LPR Farnese ha licenziato Danilo Di Luca,. Ecco il comunicato con cui la società sportiva diretta da Fabio Bordonali lo ha reso noto. Dopo essere stati informati dal Dipartimento anti-doping dell’UCI che il laboratorio di Chatenay-Malabry (Francia), ha confermato la presenza nel sangue (campioni "B") dell’EPO recombinato (CERA) del corridore Danilo Di Luca, la BF CYCLING MANAGEMENT società di gestione del Team Lpr Freni Farnese Vini, ha stabilito di licenziare l’atleta con effetto a decorrere dal 23/07/2009. Inoltre l’atleta si terrà responsabile di tutti i danni di immagine derivanti sia agli sponsor come alla squadra, per tanto la società si riserva di dare mandato al proprio avvocato e agire per via giudiziaria a tutela della propria onorabilità, al fine di determinare i danni causati alla squadra, difendere gli interessi della stessa e da recuperare tutte le spese, le sanzioni e multe che gli sponsor e/o RCS (la società che organizza ilGiro d'Italia) decida di chiedere al team.

11 agosto - ASSOLTI I QUATTRO ATLETI GIAMAICANI POSITIVI AD UNO STIMOLANTE

KINGSTON - I quattro atleti giamaicani, risultati positivi a uno stimolante nel corso dei campionati nazionali del giugno scorso, sono stati assolti dal tribunale che si è occupato del loro caso. Si tratta di Yohan Blake, Allodin Fothergill, Lansford Spence e Marvin Anderson. Secondo i giudici la methylxanthine riscontrata agli atleti non è tra le sostanze proibite segnalate dall'Agenzia mondiale antidoping. "Per questo motivo gli atleti non sono perseguibili dal codice Wada" ha spiegato Kent Gammon, presidente della commissione disciplinare antidoping giamaicana. "Gli atleti avevano fatto tutti i controlli necessari e tutto era risultato regolare" ha proseguito Gammon. Stessa decisione anche sul caso di Sheri-Ann Brooks, campionessa nei 100m ai Commonwealth Games. L'atleta era risultata positiva allo stesso stimolante, ma è stato dimostrato che il secondo campione era stato analizzato male.
La commissione antidoping giamaicana, però, presenterà appello.  In un comunicato specifica di voler agire indipendentemente dall'operato del gruppo istituito dal ministero dello sport che ha sancito il proscioglimento degli atleti per mancanza di prove sufficienti a stabilire con certezza che questi abbiano fatto uso di doping.
Agli atleti non è stato ancora concesso il via libera per i mondiali di Berlino (15-23 agosto). Qualunque decisione arrivi dalla Giamaica, inoltre, spetterà alla federazione internazionale (Iaaf) stabilire se sarà il caso di rivolgersi in ultima istanza al Tas, il tribunale per gli arbitrati sportivi di Losanna. E la Iaaf ha anche il potere di sospendere temporaneamente gli atleti fino alla sentenza definitiva del Tas. Intanto la federazione di atletica giamaicana ha intanto minacciato la sospensione di altri cinque atleti se questi non si presenteranno al via del ritiro della nazionale previsto per questa settimana: tra questi, tre pezzi grossi come la campionessa olimpica dei 100 metri piani Shelly-Ann Fraser, l'ex primatista mondiale dei 100 maschili Asafa Powell, la campionessa olimpica dei 400 ostacoli Melaine Walker. Poi anche l'altra ostacolista Brigitte Foster-Hylton e la sprinter Shericka Williams.

10 agosto - DI LUCA CONVOCATO DALLA PROCURA CONI  PER IL 26 AGOSTO

ROMA - L'Ufficio di Procura Antidoping del Coni ha convocato Danilo Di Luca PER il 26 agosto alle ore 10.30, presso la propria sede di Roma, a seguito delle accertate positività, anche in sede di controanalisi, in occasione dei controlli antidoping dell'Uci al Giro d'Italia 2009. Di Luca che finora si è sempre dichiarato innocente ora rischia una squalifica di 4 anni, in seguito alla quale potrebbe decidere di ritirarsi dalle corse.

8 agosto -  FANINI PER DUE ORE DA GUARINIELLO
FIRENZE - Il patron dell'Amore & Vita, Ivano Fanini, è stato ascoltato ieri dal magistrato della procura di Torino Raffaele Guariniello in seguito alle sue recenti dichiarazioni sul nuovo doping nel ciclismo. L'incontro, durato quasi due ore, è avvenuto negli uffici della procura torinese.Secondo quanto appreso, Guariniello avrebbe convocato Fanini come persona informata sui fatti. Guariniello avrebbe chiesto all' imprenditore lucchese da anni impegnato nella lotta al doping informazioni, oltre che sull' Hematide, il farmaco che sfugge ai controlli, sul gruppo di ciclisti professionisti con bici e indumenti neri sorpresi nel 2007 ad allenarsi in montagna. Il magistrato avrebbe chiesto anche chiarimenti sulle frequentazioni di Nibali e Pellizzotti col dottor Michele Ferrari, di cui Fanini aveva parlato, dichiarazioni per cui il patron di Amore & Vita sarebbe stato querelato dai due ciclisti. Guariniello e Fanini avrebbero parlato anche della morte in corsa del dilettante Fabio Fazio, 23 anni. (ANSA).

8 agosto - CASO DI LUCA: LE CONTROANALISI CONFERMANO LA POSITIVITA' AL GIRO

LOSANNA - La positività del ciclista italiano Danilo Di Luca (nella foto in ciclamino dopo la tappa di Anagni) all'antidoping effettuato in più tappe all'ultimo Giro d'Italia è stata confermata anche dalle controanalisi. Lo si è appreso in ambienti del ciclismo. Le controanalisi sono state effettuate al laboratorio di Chatenay Malabry, vicino Parigi e ulteriormente confermate da quello di Vienna. Secondo fonti dell'ambiente ciclistico per almeno uno dei due campioni prelevati (il 20 e il 28 maggio al Giro d'Italia) le analisi avrebbero dato un responso inconfutabile. Di Luca era risultato positivo per due volte al Cera, l'epo di seconda generazione durante l'ultimo Giro d'Italia, il 20 ed il 28 maggio. L'abruzzese, vincitore dell'edizione 2007 e secondo nell'edizione 2008 del Giro, era stato sospeso dall'Uci (Unione ciclistica internazionale) lo scorso 22 luglio, alla prima positività. Ora la palla passa alla Procura Coni, che, però è chiusa per ferie fino al 24 agosto. Dunque solo a quella data l'abruzzese potrà essere convocato, per il deferimento - a questo punto scontato - occorrerà attendere altri 7-8 giorni, dunque ci potrà essere solo attorno ai primi giorni di settembre. Di lì comincerà il cammino della difesa, perché Di Luca, spiega l'avvocato Ernesto De Toni che lo difende: "Continua a negare ogni addebito ed è nostro dovere cercare di dimostrare la sua innocenza". Nei giorni scorsi Di Luca aveva dichiarato che, in caso di positività delle controanalisi, si sarebbe ritirato dalle competizioni agonistiche. "In questo momento non so se abbandonerà il ciclismo - ha affermato l'avvocato De Toni -. La decisione spetta soltanto a lui. Non ne abbiamo parlato, anche perché è tranquillo e fiducioso di poter dimostrare di non aver assunto nulla". Un cammino che, però, sembra avere spazi molto ristretti. "Ma non posso aggiungere nulla, perché fino a questo momento non ho potuto vedere la minima carta ufficiale di tutto il dossier". Secondo De Toni, il professor Ferrara, dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Padova starebbe lavorando a ricostruire la storia clinica dell'abruzzese, per dimostrare come eventuali valori anomali possano essere spiegati diversamente dalla positività al Cera. Una nuova pista, dopo aver contestato il metodo sul Cera adottato a Parigi, che, secondo lui, in quanto test nuovo (sul sangue) richiederebbe un processo di validazione ufficiale come quello già percorso per l'epo (sull'urina). Ma a Chatenay Malabry, sostengono che si tratta solo di una variante, che non necessita dunque di nessuna validazione; inoltre - ciò che taglia la testa al toro - il test ha già avuto l'ok sia dalla Wada, l'agenzia antidoping mondiale, che dall'Uci, la federazione internazionale. Dunque per il mondo dello sport è un test valido e affidabile. E adesso i risultati francesi sono stati ulteriormente confermati anche da un altro laboratorio, quello di Vienna. Come vuole il regolamento antidoping, c'è da spiegare come una molecola di Cera, non prodotta dal fisico umano, sia potuta entrare accidentalmente nel corpo del "killer" di Spoltore.Che rischia una squalifica di quattro anni, e, ove sanzionato, la perdita di tutto quanto guadagnato (classifiche e premi) al Giro dopo la prima positività.
"E' arrivata conferma da parte della federazione internazionale - ha detto il presidente della Fci Renato Di Rocco all'Agenzia Italpress - Ora la Procura del Coni aprirà un procedimento. Di Luca spera di dimostrare la sua innocenza? Queste cose non succedono a chi prende niente. Ripeto quanto detto al momento della notizia della sua positività: è uno schiaffo all'intelligenza. Ed è la dimostrazione che l'antidoping funziona".

7 agosto - IL TAS RESPINGE IL RICORSO DI KASHECHKIN

LOSANNA - Il TAS, Tribunale di arbitrato sportivo di Losanna ha respinto l'appello presentato dal ciclista kazako Andrei Kashechkin contro la squalifica di due anni per doping. Kashechkin era stato trovato positivo al doping ematico dopo essere stato escluso dal Tour de France del 2007. Il Tas ha confermato la sanzione imposta dalla federiclismo kazaka. La squalifica dell'ex corridore dell'astana, scaturita da un test a sorpresa, è terminata oggi.

5 agosto - DI LUCA E IL CERA: L'ESITO DELLE CONTROANALISI A FINE SETTIMANA; SPUNTA UNA TERZA POSTIVITA'

Si dovrà attendere ancora qualche giorno per sapere l’esito delle controanalisi relative alle due positività al Cera (l’epo di terza generazione) di Danilo Di Luca (nella foto durante la crono finale di Roma) al Giro 2009. Il laboratorio di Chatenay Malabry, che ha individuato la prima positività, infatti, ha chiesto conferma delle proprie conclusioni anche ad un altro laboratorio accreditato dalla Wada e abilitato per i test sull’epo (sono 5 in tutto il mondo: Losanna, che effettua solo il primo screening, Chatenay Malabry, Barcellona, Montreal e Vienna) ma il periodo estivo (leggi ferie) non  aiuta e per il momento l’unico laboratorio disponibile si rivelato quello di Vienna. Dunque, secondo quanto riferisce l’avvocato De Toni, che difende l’abruzzese, lì verranno inviati i risultati cartacei degli esami francesi per ottenere la conferma che tutto è stato fatto secondo le procedure stabilite. Il che vuol dire che la comunicazione ufficiale sarà rimandata a venerdì o sabato prossimo. La linea della difesa dell’abruzzese si arrocca soprattutto sulla contestazione del metodo. In particolare, riferisce De Toni, se sia o meno un metodo nuovo e validato secondo il sistema tradizionale e non, come sostiene il laboratorio di Cahtenay Malabry, una variante del vecchio metodo già validato, dunque che non necessita di nuova validazione.  Secondo alcune fonti, la Wada, ma anche l'Uci avrebbero validato anche questa “variante”.

Dunque, ove le controanalisi confermassero il primo verdetto, per Di Luca il deferimento al Tna, il tribunale nazionale antidoping, sarebbe automatico. Ma la polemica rischia di andare avanti ugualmente. E, come sempre in questi casi, viene evocato il fantasma del ricorso alla giustizia ordinaria. Ma non sarebbe la prima volta che le sentenze dello sport vadano in senso inverso a quelle della giustizia ordinaria. La cosiddetta giustizia sportiva si basa su regole proprie e auto referenti spesso in netto contrasto con i  più elementari canoni giuridici. Basti pensare all’inversione dell’onere della prova nei processi sportivi, un assurdo giuridico ma accettato e controfirmato da tutti gli sportivi. Dunque il terreno favorevole per ricorsi legali c’è. Ma c’è anche l’accettazione incondizionata, nel momento in cui si entra nell’organizzazione sportiva firmando un cartellino,  delle regole sportive quali che esse siano.
Un problema che genera confusione in una situazione già di per se confusa. "Sul caso specifico non  posso dir nulla – spiega il professor Santo Davide Ferrara, ex membro della Cvd, la commissione di controllo sulla legge antidoping 376/2000 – ma sul metodo adottato dal laboratorio francese ho le mie idee”. Ferrara coinvolto indirettamente nella vicenda Di Luca? “Non sono io il perito di parte. l corridore si è rivolto alla struttura universitaria che io dirigo, è diverso, ci tengo a precisare”, spiega. Resta, un po’ stridente, il fatto che una importante sezione di un’importante università italiana (l’Istituto di Medicina Legale), chiamata in altre occasioni ad appoggiare la lotta al doping (addirittura con una convenzione con la Procura di Padova), si impegni poi per difendere atleti accusati di doping. Tutto legittimo, per carità: forse solo un tantino inopportuno.

Ferrara si dice “uomo di scienza”  ed è convinto che il metodo per il Cera adottato oggi dal laboratorio francese non abbia tutti i crismi della comunità scientifica. ”I francesi definiscono quello sul Cera come un test derivato da quello sull’epo – afferma – Quello sull’epo ha seguito correttamente tutta la trafila per essere validato dalla comunità scientifica dunque, secondo loro, il test derivato sul Cera non avrebbe bisogno di ulteriore validazione. Ma c’è una differenza sostanziale. Il test sull’epo viene fatto sull’urina, quello sul cera sul sangue. Si tratta di due matrici profondamente diverse. Nell’urina ci possono essere molte meno sostanze, in particolare proteine, dunque il rischio di falsi positivi è minore. Nel sangue proprio per l’abbondanza di proteine il rischio potrebbe essere maggiore. Inoltre si seguono step di procedura diversi e fasi diverse, vengono usati anticorpi di confronto diversi rispetto al metodo dell’epo”. Insomma, secondo Ferrara, ci sarebbero gli estremi per considerare questo un metodo nuovo vero e proprio, necessitante, dunque di nuova validazione. Procedura che allungherebbe all’infinito le attuali pendenze della giustizia sportiva.

Ma ci sono altri dati con cui fare i conti. Innanzitutto il metodo usato dai francesi è riconosciuto dall’Uci (che ha addirittura sospeso il corridore) e dalla Wada, perché quello di Chatenay Malabry è un laboratorio accreditato Wada. Dunque la procedura di validazione dei metodi in quanto laboratorio accreditato è automatica. Il laboratorio francese, come tutti i laboratori accreditati Wada (la procedura è la stessa prevista da Sinal e Sincert, gli enti che controllano i laboratori italiani) utilizza metodi interni. E infatti in Francia si fanno forti dell’approvazione di questo metodo da parte delle autorità preposte al controllo dei laboratori d’oltralpe, ma, secondo Ferrara, si tratterebbe solo di una autenticazione della procedura denunciata, che non entra nel merito della affidabilità o meno del test. “Si desume che il metodo funzioni, ma non è certo che il metodo funzioni. Un metodo che non è del tutto validato dalla comunità scientifica, che deve essere revisionato. L’unica pubblicazione che lo riguarda è una lettera all’editorie di Hematologica (autorevole rivista scientifica, n.d.r.). Un metodo che non reggerebbe davanti alla giustizia ordinaria che per condannare chiede la certezza o quanto meno l’elevata probabilità”.

Però, secondo gli esperti, una reazione aspecifica (cioè un falso positivo) dovuta alla presenza notevole di proteine nel sangue è improbabile se si utilizzano anticorpi specifici. Ma diventa probabile qualora ci si trovi in presenza di molecole simili al Cera, quali le normali epo (dynepo, Nesp, Aranesp) presenti in commercio. E, data la delicatezza dell'esame, le probabilità statistiche di trovare un falso negativo con le tecniche di immunoelettrofocousing e double blotting usate a Chatenay Malabry sono infinitamente maggiori di quelle di trovare un falso positivo. In Francia dicono che non era necessario andare oltre trattandosi semplicemente di una variante del primo test già validato.

E in ogni caso c’è un solo sistema per tagliare la testa al toro delle polemiche. Spiegare tecnicamente quali sono le prove, le procedure adottate da Chatenay Malabry che non vanno; quali quelle che non sono state fatte e che si sarebbero dovute fare per arrivare tecnicamente al verdetto di positività o di non positività.  E poi, alla fine, sarebbe solo questione di tempo. Cio, Uci, e Wada, infatti, prevedono che i campioni vengano conservati per otto anni, proprio per permettere in un futuro, una volta introdotti e perfezionati nuovi test, di verificare con quelli anche il passato.
Intanto dalla Francia trapela un'indiscrezione: Di Luca sarebbe stato trovato positivo una terza volta al cera il 31 maggio, giorno della crono finale. Ma non c'è conferma ufficiale.

5 agosto - 5 SPRINTER BRASILIANI FERMATI (EPO) PRIMA DEI MONDIALI DI ATLETICA

RIO DE JANEIRO - Se c'è ancora qualcono che non crede che l'epo, la famigerata eritropoietina non sia utile anche al doping dei velocisti, si ricreda immediatamente. Due atleti, e tre donne brasiliane della squadra in procinto di partire per i mondiali di atletica di Berlino (15-23 agosto) sono risultati positivi all'epo ricombinante ad un controllo e sono stati subito scartati dalla selezione. A rivelare la positività è stato un controllo a sorpresa fatto il 15 giugno scorso a Presidente Prudente (San Paolo) analizzato dal laboratorio di Montreal. Gli atleti, riferisce l'agenzia antidoping brasiliana sono Bruno Tenorio e Jorge Celio Sena (4x100 e 200m); Lucimara Silcvestre (heptathlon) Josiane Tito (4x400) e Luciana Franca (400 hs). "Un numero elevatissimo di positività  ha  commentato Rafael Tronidade, coordinatore del centro medico olimpico brasiliano (COB). Gli atleti hanno tutti chiesto la verifica delle controanalisi

4 agosto - SARONNI CONFERMA: PER BALLAN ADDIO ALLA LAMPRE NEL 2010

MILANO - "Abbiamo proposto il prolungamento al 2010 del contratto a Ballan ma al corridore interessava una scadenza biennale: per questo a fine stagione lascerà la Lampre-Ngc": Giuseppe Saronni, team manager della formazione milanese, ha confermato l'annuncio del campione del mondo in carica di voler cercare una nuova squadra per il prossimo anno. "Con lui abbiamo vissuto momenti esaltanti ma non possiamo offrirgli un accordo pluriennale.

 E' passato al professionismo con noi nel 2004 e, oltre al mondiale di un anno fa a Varese, ci ha regalato una grande vittoria come il Giro delle Fiandre 2007: la conferma di una forte crescita come protagonista delle classiche": ha aggiunto Saronni.
Ballan, che affronterà in maglia Lampre l'ultimo grande giro a tappe con la Vuelta di Spagna al via il 29 agosto dall'autodromo olandese di Assen, ha indicato nel nuovo team RadioSchak di Lance Armstrong una delle possibili destinazioni unitamente alla formazione che l'emittente satellitare Sky lancerà dal prossimo anno con base operativa nel Regno Unito. L'iridato ha anche fatto il nome dell'Astana del vincitore del Tour de France 2009 Alberto Contador e dell'olandese Rabobank: quest'ultimo team ha peraltro smentito, attraverso il suo addetto stampa Luuc Eisenga, l'interessamento a Ballan.
L'annuncio della nuova squadra di Ballan dovrebbe avvenire prima della sua difesa del titolo mondiale a Mendrisio il prossimo 27 settembre.

4 agosto - GIAMAICA, ESCLUSI I 5 POSITIVI (STIMOLANTE) DAL TEAM PER I MONDIALI

KINGSTON - I cinque atleti giamaicani, che nelle scorse settimane sono risultati positivi dopo avere assunto una sostanza stimolante vietata dal regolamento della Wada, non parteciperanno ai prossimi Campionati del mondo di atletica leggera, in programma all'Olympiastadion di Berlino, poiché le loro audizioni non sono ancora state completate. Lo ha detto un funzionario della Federatletica giamaicana. I cinque, di cui ancora non sono stati stranamente comunicati i nomi, non sarebbero dei medagliati alle Olimpiadi di Pechino di un anno fa. I giamaicani sono risultati positivi ad una sostanza stimolante la Methylxanthine, dopo i test ai quali sono stati sottoposti ai Campionati nazionali nel mese di giugno. "Sulla base del procedimento avviato nei loro confronti, non saranno in grado di andare a Berlino per gareggiare", ha dichiarato Warren Blake, vicepresidente della Federazione giamaicana di atletica leggera, nel corso di un'intervista. "Dovevamo consegnare la lista della nostra Nazionale entro oggi, ma proprio oggi sono cominciate le audizioni che non saranno completate entro la fine di questa settimana - ha aggiunto Blake -. E' quindi giusto dire che i cinque non faranno parte del team giamaicano, in quanto non possono essere selezionati". I Campionati del mondo sono in programma dal 15 al 23 agosto. Le audizioni per i cinque atleti, quattro uomini e una donna, sono previste fra domani e venerdì. "L'obiettivo principale è che sia fatta giustizia - ha aggiunto Blake -. Che si tratti di un errore o di una conferma, l'esito di questa vicenda deve essere resistere alla prova del tempo". Il Methylxanthine è uno stimolante vietato dall'agenzia mondiale antidoping.