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TECNICHE DI ALLENAMENTO MENTALE
La mitica concentrazione di Miguel indurain durante una sua perfetta cronometro, la sua abilità di eliminare i fattori di distrazione e di prestare attenzione solamente al percorso, labilità di Cipollini nel saper mantenere la giusta dose di attivazione psicofisica negli ultimi 250 mt. della gara, la forte motivazione che sostiene i corridori che arrivani fra i primi al traguardo dopo più di sei ore di corsa, : queste sono solamente alcune delle caratteristiche psico-fisiche che contribuiscono al successo di un atleta o di unintera squadra e che portano al risultato.
Quali pensieri attraversano la mente di Marco Pantani mentre compie lo scatto decisivo allinizio della salita ? In questo caso il dialogo interno è un fattore determinante per il conseguimento del risultato: le gambe "girano", come si dice in gergo ciclistico, ma i pensieri dellatleta sono pensieri positivi, pieni di fiducia nei propri mezzi fisici e mentali.
E quanto conta la coesione di gruppo nel mettere a punto una strategia propositiva e vincente durante una tappa del Giro?
Il fattore-squadra, cercato e ricercato in allenamento, non è soltanto uno schema tattico applicabile automaticamente, ma è soprattutto un fattore umano che trova la sua forza nelle adeguate relazioni interpersonali fra gli atleti del gruppo.
Per vincere ci vogliono gambe, cuore e testa: la condizione fisica e le capacità tattiche e motorie dellatleta sono il fondamento su cui costruire una buona performance, ma se aggiungiamo ad esse il controllo emotivo sulle situazioni ed abilità mentali sviluppate ed allenate, si pongono le condizioni necessarie per ottenere un buon risultato.
Ma non bisogna mai perdere di vista il concetto di uomo - atleta ; lagonista non è un robot, non è un gigantesco meccanismo sostenuto dagli sponsor e da complesse manovre di tipo economico.
E un uomo, un uomo che ha scelto di sfidare sé e gli altri, con i suoi punti deboli e le sue illimitate potenzialità ; lo psicologo dello sport deve tenere bene in mente che dedicherà il suo sostegno ed il suo contributo in primis alluomo, e in secondo luogo allatleta che cè in lui, il quale rappresenta solo una parte della sua complessità.
La psicologia dello sport è una disciplina giovane che ha la possibilità di apportare validi contributi sia nello sport di alto livello che nelle fasi di apprendimento di unattività, studiando in un primo momento una serie di atteggiamenti e comportamenti propri dellambito sportivo ed il loro conseguente impatto sulla qualità della prestazione, e successivamente applicando delle strategie di intervento volte al miglioramento del gesto atletico, avvalendosi di test, questionari, cardiofrequenzimetro e soprattutto colloqui individuali o di squadra.
Questa disciplina si pone come punto di incontro tra ricerca scientifica ed applicazione nel settore ed il suo bacino di utenza è costituito principalmente da allenatori, dirigenti, atleti, arbitri, medici dello sport, tecnici, psicologi e da tutti coloro che operano ad ogni livello nel campo dello sport.
Possiamo definire la psicologia dello sport come una psicologia dellazione che si pone come obiettivo la comprensione a 360° delluomo e del suo essere atleta.
Le tecniche di allenamento mentalePer tecniche di allenamento mentale mi riferisco a metodi multimodali improntati allapprendimento e al perfezionamento di alcune abilità che interessano da vicino lattività agonistica. Ecco un elenco delle principali strategie o abilità mentali più importanti:
Focalizzazione dellattenzione e concentrazione (Focusing)La concentrazione è la capacità di focalizzare lattenzione su un compito per un determinato periodo di tempo, senza essere distolti da fattori distraenti interni (ad es. pensieri negativi) ed esterni (ad es. il rumore della folla).
Incremento della motivazione e dellautostimaLacquisizione di fiducia in sè è la vera chiave della motivazione: se latleta ha fiducia in sè e in quello che è in grado di fare non solo è motivato, ma accresce le sue probabilità di avere successo.
Fino a quando latleta cercherà solo nellambiente esterno di soddisfare i suoi bisogni di sicurezza, stima ed approvazione, la vittoria gli sfuggirà, poichè il suo senso di identità personale sarà dipendente da fattori esterni di cui avrà bisogno, ma se il passaggio avviene quando latleta inizia a scoprire queste qualità DENTRO di sé, invece di cercare approvazione trova il suo senso di intimo VALORE e diventa abbastanza sicuro di sè da essere in grado di comprendere di essere un giocatore valido anche se commette degli errori.
Formulazione degli obiettivi (Goal setting)Molte volte gli atleti stessi non definiscono accuratamente unadeguata scala degli obiettivi da perseguire durante lanno, e questa scarsa capacità di pianificare degli specifici standard di abilità da raggiungere in un compito può compromettere lesito della stagione agonistica.
Gli obiettivi devono essere suddivisi in sub-obiettivi a breve, medio e lungo termine, devono essere difficili ma raggiungibili, mirati al miglioramento graduale della prestazione più che al risultato (che sappiamo essere molto spesso imprevedibile).
Abilità immaginativa (Imagery)Gli atleti vengono progressivamente allenati alla rappresentazione mentale di immagini visive, inserendovi stimoli immaginativi che coinvolgono tutti i sensi (canale visivo, uditivo ecc.) e favorendo in questo modo un maggiore coinvolgimento emozionale e cognitivo da parte del soggetto.
La capacità di visualizzare comprende alcune attività applicabili allo sport, fra cui losservazione di altri atleti in azione (dal vivo o videoregistrati) seguita dalla ripetizione immaginata delle sequenze motorie (allenamento ideomotorio); il passo successivo consisterà nellesecuzione pratica dellatleta del movimento prima osservato e poi visualizzato.
La tecnica dellImagery, preceduta sempre da una breve seduta di rilassamento, viene anche utilizzata prima della gara come momento di concentrazione e di visualizzazione del percorso.
Gestione dell'attivazione fisiologica (Gestione dellArousal)Con il termine arousal è indicata in psicofisiologia lintensità dellattivazione fisiologica e comportamentale dellorganismo: quando lorganismo deve effettuare una prestazione deve attivarsi, cioè mettere in moto una serie di processi caratteristici dello stato di arousal quali laumento della vigilanza e dellattenzione, lattività dei muscoli che si preparano allo sforzo ed il cuore e i polmoni che si preparano al dispendio di energia.
E di fondamentale importanza per un atleta raggiungere e mantenere il suo livello ottimale di attivazione psicofisiologica in ogni circostanza, allenandosi con delle semplici tecniche di attivazione o disattivazione secondo le esigenze.
RilassamentoLe tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo di Jacobson, vengono utilizzate per prendere consapevolezza della tensione muscolare a riposo e in attività (Inventario corporeo), per gestire situazioni ansiogene o stressanti e sono preparatorie a qualsiasi attività immaginativa.
Gestione dell'ansia pre-agonisticaLa prevenzione ed il trattamento dellansia costituiscono uno dei principali problemi e dei maggiori obiettivi della medicina e della psicologia dello sport.
Lansia preagonistica è legata allimminenza di una competizione particolarmente impegnativa e temuta, ma a volte lo stato ansioso può estendersi anche ad altre situazioni, sportive ed extra-sportive., diventando talvolta obiettivamente immotivata.
Esistono delle tecniche di gestione dellansia pre-agonistica come ad esempio il rilassamento e la desensibilizzazione sistematica da apprendere sotto la guida dello psicologo dello sport e da esercitare poi in maniera autonoma.
Gestione delle situazioni stressantiLo stato di stress si verifica quando gli atleti intuiscono che cè uno squilibrio tra quello che è chiesto loro di fare (sfida) e quello che invece essi sentono di essere capaci di fare (livello di abilità). Anche lallenatore può essere sottoposto a stress ed essere iper o ipo - attivato come i suoi atleti; si renderà quindi necessario adottare delle strategie per abbassare o incrementare anche il livello di attivazione dellallenatore per permettergli una direzione accurata ed equilibrata durante la gara.Fra le tecniche di gestione dello stress annoveriamo lo Stress Inoculation Training, la desensibilizzazione sistematica e la ristrutturazione cognitiva.
ComunicazioneLatleta del giorno doggi pretende giustamente rispetto e considerazione da parte della Federazione e dellallenatore; egli non vuole essere escluso dalla gestione dellattività sportiva che lo riguarda.
Questa necessità di dialogare e pianificare insieme pone non pochi problemi di comunicazione fra
latleta e lallenatore; questultimo da parte sua spesso tende a non considerare le esigenze dettate dallevoluzione emotiva e cognitiva del giovane agonista, ma a focalizzare la sua attenzione solo sugli aspetti di sviluppo motorio e di rendimento.
Si rivelano di grande utilità incontri di gruppo fra atleti ed allenatore, fra allenatore e dirigenti, fra atleti di una stessa squadra con qualche problema di dialogo fra giocatori.
Uno degli interventi più richiesti dalle Federazioni Sportive e che lo psicologo dello sport può attuare in seno ad una squadra è un Corso di Mental Training (pacchetto multimodale sulle attività di base su menzionate), con sedute settimanali della durata di unora o due per dieci - quindici settimane.
Lo scopo dellintervento è quello di fornire unoccasione di apprendimento di tecniche per migliorare la performance atletica e successivamente di rendere completamente autonomo il soggetto che ha usufruito degli insegnamenti del Corso: infatti latleta, fornito di supporti audio-visivi, è in grado di allenarsi quotidianamente per conto proprio, senza dover instaurare un rapporto di dipendenza con lo psicologo dello sport.
Per quanto riguarda gli allenatori (ma non solo loro), di estrema attualità ed utilità risultano essere i Corsi di formazione sulla Psicologia dello Sport e sulla Psicologia dell'infortunio e della riabilitazione : questi corsi permettono agli addetti ai lavori di apprendere delle conoscenze sul modo di pensare e di sentire degli atleti (soprattutto per quanto riguarda gli atleti infortunati) che spesso non vengono rese disponibili nellambiente sportivo.
BibliografiaAntonelli Ferruccio (1994) "La
preparazione mentale nello sport",
Movimento 10, Numero 1, Edizioni Pozzi.
Bortoli L., Gramaccioni GF., Robazza C.
(1994) "La preparazione mentale nello sport",
Edizioni Pozzi, Roma.
Castellani A. (1983) "La preparazione
psicologica del tennista"
Editori Del Grifo, Montepulciano.
Gerin M., (1998) "Valutazione psicologica e psico-fisiologica di un campione di 100 ciclisti dilettanti", Movimento 14, Numero 1, Edizioni Pozzi.
Gerin M., (1998) "Psicosomatica e sport
: unipotesi sull ansia somatizzata"
Psicologia e Scienze umane (in corso di stampa).
Garfield C.A. (1986) " Rendere al
massimo "
Sperling and Kupfer Editori.
Syer J., Connoly C. (1987) " Guida per
atleti allallenamento mentale "
Zanichelli Editore.
Marina Gerin
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