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- In uno sport cosiddetto " di gruppo", quali fattori incidono maggiormente in una buona prestazione ?
- Il fattore coesione di gruppo è importante ?
Sappiamo che l'affiatamento fra i corridori sulla strada é il risultato di ciò che avviene durante gli allenamenti ed i ritiri.
L'affinità della squadra si cementa su rapporti quotidiani (almeno così dovrebbe essere), ci si frequenta con regolarità, quindi o si crea un certo affiatamento e allora la prestazione collettiva raggiunge il suo massimo, oppure se non c'é questo accordo é difficile che in gara ci sia una buona performance.
In sintesi la squadra assume un'identità gruppale unica nel suo essere, che prosegue con tutti i suoi elementi verso una determinata direzione, vale a dire l'acquisizione del risultato.
Il ciclismo si colloca, per alcuni aspetti della disciplina, in determinati ruoli e in particolari prestazioni agonistiche, a metà strada fra la definizione di sport di squadra e sport individuale.
Per comprendere meglio le peculiarità che differenziano gli schemi comportamentali e le caratteristiche di personalità dell' atleta, a seconda che egli si trovi coinvolto a livello agonistico in un gioco di squadra, oppure che svolga la sua attività sportiva a livello individuale, esaminiamo alcuni studi presenti in letteratura.
Diversi lavori hanno evidenziato come caratteristiche generali comuni agli atleti la socievolezza, la tendenza a dominare, altri ne hanno messo in risalto l' estroversione, la resistenza mentale, la stabilità emotiva.
In una ricerca di Capiluppi e Canuto (1993), che prende in considerazione un campione formato da alcuni soggetti praticanti uno sport individuale (corsa e salto) ed altri soggetti praticanti uno sport di squadra (basket), è stato somministrato il test di Cattel - un test che indaga su 16 fattori della personalità - e la lista degli eventi stressanti - o life events - di Paykel.
Nella valutazione degli aspetti della personalità degli atleti sono emersi due interessanti profili :
- Gli agonisti dello sport di squadra sono più scarsamente interessati alle attività intellettuali, sono meno perseveranti e riflessivi rispetto agli atleti del secondo gruppo (che praticano uno sport individuale).
Nel fattore che vede contrapposto lo spirito gregario all' autosufficienza gli sport di squadra sono associati allo spirito gregario, soprattutto per quanto riguarda gli atteggiamenti interiori.
Per quanto riguarda il fattore che contrappone lo scarso amor proprio all' elevato sentimento di sé, gli atleti del primo gruppo hanno un minor controllo dell' emotività, sono meno coscienziosi e meno ambiziosi : queste caratteristiche si mostrano certamente più aderenti agli scopi di un gruppo ed accrescono il sentimento di integrazione. Sempre per quanto riguarda gli sport di squadra, sono stati ottenuti punteggi più bassi nella scala degli eventi stressanti.
- Gli agonisti degli sport individuali risultano più interessati alle attività intellettuali, sono maggiormente perseveranti e riflessivi. Questi atleti tendono ad essere più autosufficienti rispetto al secondo gruppo testato, sembrano più risoluti, autonomi nelle loro decisioni e meno dipendenti dal giudizio degli altri. Essi risultano avere un buon controllo dell' emotività e sono ambiziosi di riuscire.
Infine é risultato che chi pratica sport individualmente é maggiormente soggetto ad eventi stressanti.
La ricerca di Gionfriddo (1987), inoltre, ha preso in considerazione due gruppi di soggetti praticanti sport a livello agonistico : il primo é costituito da atleti che praticano uno sport individuale (atletica leggera), mentre il secondo é costituito da atleti che praticano uno sport di squadra (pallavolo).
A ciascun atleta é stato somministrato il Test di Lipman, che permette la rilevazione dell' incidenza di alcuni sintomi di disagio psicologico - ansia, depressione, fobie e altri - e di sintomi di carattere psicosomatico. Dalla ricerca é risultato che lo sport di squadra riduce generalmente il rischio dell' incidenza di un disagio psicologico che potrebbe, successivamente, favorire l' insorgenza di un disturbo psico - fisiologico.
Probabilmente le dinamiche inter - gruppali che si sviluppano in seno alla squadra possono avere una funzione di protezione all' evolversi di problemi psicosomatici.
Uno studio di Speciale e colleghi (1987), che ci interessa in modo particolare poiché ha richiesto anche la collaborazione di un gruppo di ciclisti, ha inteso analizzare i tratti di personalità di tre categorie di sportivi : atleti praticanti sport di squadra - pallacanestro, pallamano -, atleti praticanti sport con antagonista - tennis, lotta libera - ed atleti praticanti sport individuali - ciclismo, atletica leggera -.
Gli autori partono dalle seguenti considerazioni : gli sportivi di squadra sceglierebbero la cooperazione come modalità di relazione privilegiata, accettando di condividere i successi e i momenti più difficili con i compagni; i risultati conseguiti durante l' attività agonistica risentirebbero del grado di affiatamento degli atleti.
Gli atleti praticanti sport con un antagonista opterebbero per la competizione diretta in cui non é prevista alcuna forma di collaborazione fra i partecipanti, una sfida che prevede un vincitore ed un perdente.
Gli sportivi individuali preferirebbero un tipo di competizione indiretta, mediata da parametri spazio - temporali, dove in realtà l' autentica gara si svolge tra sé e sé, nel tentativo di superare sé stessi ed i propri limiti o il gruppo degli avversari.
Sono possibili forme di cooperazione, volte allo scopo della vittoria individuale del leader.
La ricerca, volta all' individuazione dei tratti di personalità che accomunano o distinguono gli sportivi del campione preso in esame tramite l' utilizzazione del Test 16 P.F. di Cattel, ha riscontrato i seguenti risultati :
- Gli sportivi di squadra ricercano un gruppo a cui aggregarsi ; sono estroversi, accondiscendenti, provvisti di una certa sicurezza interiore ed hanno una buona capacità di tollerare le critiche che gli vengono mosse.
Essi dunque ricercano attivamente dei rapporti interpersonali.
- Gli atleti degli sport con antagonista risultano essere degli opportunisti, sprezzanti dei doveri, indipendenti, privi di regole interiori, indulgenti verso sé stessi, sensibili alle critiche, predisposti all' ansia e all' agitazione, insicuri e poco propensi a partecipare alle attività di gruppo.
Questi atleti sembrano dunque orientati, secondo gli autori, a scegliere una modalità di relazione interpersonale di tipo antagonista.
- L' ultimo campione preso in esame - che comprende le categorie del ciclismo e dell' atletica leggera - riguarda gli sportivi individuali.
Essi appaiono più riflessivi, introspettivi, insicuri, maggiormente propensi ai sensi di colpa rispetto agli sportivi di squadra e più conformisti, coscienziosi, coerenti rispetto agli sportivi antagonisti.
Questi atleti sembrano possedere un atteggiamento un po' distaccato nei confronti della realtà circostante, causato dall' importanza attribuita all' attenzione al loro mondo interiore.
Quindi in quest' ultima ricerca si definiscono i ciclisti come degli atleti che, pur militando in gruppi sportivi, " fanno la loro corsa " pensando solo a perseguire i loro personali obiettivi e partecipando solo marginalmente all' attività di squadra.
Ma sarà davvero così, oppure rischiamo di formulare un discorso riduttivo, tralasciando di osservare il ciclista nella sua globalità ?
Proseguendo in quest'ottica, risulta essere emblematico il compito dei " gregari ", che é proprio quello di fare gioco di squadra e di favorire il leader della formazione; non solo, ma esistono alcune circostanze in cui anche il capitano si mette al servizio di un compagno, come accade quando la squadra traina il suo velocista sino in prossimità dell' arrivo della corsa per consentirgli la vittoria nella volata finale.
Si può fornire una ulteriore esemplificazione del gioco di squadra ricordando la tattica utilizzata in caso di fuga, vale a dire nel momento in cui un atleta, che non é il leader della squadra ma che si trova favorito dalle caratteristiche del percorso in un determinato momento della gara, decide di staccarsi dal gruppo e di proseguire da solo nell' intento di infliggere un distacco agli avversari e di raggiungere per primo il traguardo.
In questo caso il capitano ha il compito di favorire la fuga del suo compagno di squadra ostacolando l' inseguimento degli altri corridori.
D' altro canto, non si può fare a meno di sottolineare che i ruoli del capitano, del cronoman e del pistard nella maggior parte delle loro prestazioni agonistiche sono ruoli che esplicano una funzione individuale nell' ambito del gioco.
Esistono anche delle performances individuali in cui il corridore, indipendentemente dal suo ruolo in seno alla dinamica di squadra, corre esclusivamente per sé stesso.
Questo si verifica nelle gare a cronometro individuali, in alcune specialità su pista e nei tentativi di miglioramento dei records contro il tempo; l' atleta é concentrato sulla sua prestazione e la sua motivazione é rivolta al superamento dei suoi standards interiori.
Possiamo concludere affermando che lo sport del ciclismo potrebbe ben collocarsi a metà strada fra le discipline individuali e quelle di squadra: intendiamo pertanto approfondire questa tematica con ulteriori indagini in merito.
Dott.ssa Marina Gerin