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PSICOLOGIA DELLA SALUTE E SUE IMPLICAZIONI NELL'AMBITO SPORTIVO

Uno dei campi correlati alla Psicologia dello Sport è la cosiddetta Psicologia della Salute.
Lo scopo dello studio della psicologia della salute è quello di proporre contributi della psicologia come una disciplina per la comprensione della salute e della malattia attraverso la ricerca clinica e di base, incoraggiando l'integrazione dell'informazione biomedica sulla salute e sulla malattia con recenti conoscenze psicologiche atte a promuovere l'educazione e i servizi, ad informare la comunità psicologica e biomedica, e il pubblico in generale, sui risultati delle correnti ricerche ed attività attive in quest'area.
La Divisione 38 dell'A.P.A., la più grande organizzazione dedicata alla Psicologia negli Stati Uniti, ha stabilito la facilitazione della collaborazione fra psicologi e altre scienze, ed i professionisti della cura della salute sono interessati agli aspetti psicologici e comportamentali della salute fisica e mentale.
La Divisione 38 incoraggia i contributi educativi, scientifici e professionali della psicologia alla conoscenza dell'eziologia delle malattie, alla promozione e al mantenimento della salute con la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione delle malattie fisiche e mentali, lo studio dei fattori comportamentali, emozionali, sociali e psicologici , il miglioramento del sistema di cura della salute e la formulazione della politica della salute.
Le molteplici aree di ricerca e servizio illustrano la ricchezza del campo della Psicologia della Salute.
Un rapporto dell'Ufficio Generale Americano della Chirurgia indica che le maggiori cause di mortalità negli U.S.A. possiedono sostanziali componenti comportamentali.
Questo rapporto certifica che i fattori comportamentali di rischio (per esempio uso di sostanze stupefacenti, doping, alcool, comportamenti sessuali a rischio, fumo, dieta senza controllo medico, uno stile di vita sedentario, stress) sono il principale focus degli sforzi nell'area della promozione della salute e nella prevenzione del disagio.
Gli psicologi sono diventati membri vitali della clinica multidisciplinare e la ricerca continua affiancata dalla riabilitazione, cardiologia, pediatria, oncologia, anestesia, relazioni familiari ed altre discipline mediche.
Nell'ambito sportivo è importante considerare essenziale e necessario uno stile di vita improntato sul rispetto del valore "salute"; questo significa che l'atleta, per definizione ma anche per scelta di vita, dovrebbe limitare il consumo di alcol, che potremo definire sostanza a restrizione d'uso, il fumo e soprattutto allontanarsi da quella che io definisco "la cultura del doping".
Secondo una nostra indagine - vedi il sito del Centro Regionale di Psicologia dello Sport del Friuli V.G., http://cerpsfriulivg.supereva.it , i ragazzi di un'età compresa fra i sedici e i diciannove anni che frequentano la scuola superiore in Udine e provincia considerano il concetto di Vittoria come un concetto assoluto da raggiungere e perseguire ad ogni scopo.
In questa ottica tutto diventa lecito, persino l'utilizzo di sostanze pericolose per il nostro organismo, persino morire per vincere.
La competizione è insita nell'animo umano, ma va vissuta e praticata entro certi limiti, senza voler oltrepassare la linea della legalità e quella della lealtà sportiva: sembra che valori come solidarietà, rispetto per se' e per gli avversari, lealtà nei confronti dello sport sentito come sport pulito vadano lentamente svuotandosi di significato, per lasciare il posto ad una spietata corsa verso il successo facile, la notorietà, l'ambizione.
Queste sono solo le prime impressioni ricavate da questa ricerca ancora in corso, ma questi segnali suscitano già parecchie preoccupazioni in chi si occupa di queste tematiche.
Continuerò a parlarne, con la speranza che questo possa contribuire anche in minima parte a cambiare lo stato delle cose.
http://cerpsfriulivg.supereva.it/

Marina Gerin Birsa, Psicologa dello Sport

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